Noleggio di sdraio e pattìni: solo per gli stabilimenti balneari vige l’esenzione dall’emissione degli scontrini



Inizia l’estate, ma il fisco non va in vacanza. L’esimente dall’obbligo di rilascio dello scontrino in spiaggia, spetta esclusivamente – per determinate tipologie di prestazioni di servizi – ai gestori di stabilimenti balneari (marittimi, lacuali e fluviali), titolari del relativo provvedimento amministrativo rilasciato dalle Autorità competenti per l’esercizio dell’attività, nonché ai soggetti a cui è stata affidata la gestione dell’attività oggetto della concessione. Per tutti gli altri soggetti, anche se svolgono la medesima attività, è obbligatoria la certificazione dei corrispettivi tramite scontrino o ricevuta fiscale.


 


Inquadramento normativo


         Con il dichiarato obiettivo di contrastare l’evasione da parte di coloro che esercitano attività commerciali rivolte ai consumatori finali, come noto è stato introdotto l’obbligo di certificare l’operazione mediante la consegna del famigerato scontrino fiscale.


         Emesso da uno speciale registratore di cassa, lo scontrino deve essere rilasciato non appena si verifica la cessione del bene, il pagamento del corrispettivo, ovvero l’ultimazione del servizio.


         L’articolo 3, comma 147, lettere e) ed f) della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (collegata alla legge finanziaria per il 1996) ha delegato il Governo ad emanare disposizioni in materia di semplificazione degli adempimenti contabili, prevedendo tra l’altro la soppressione dell’obbligo del rilascio dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale, nell’ipotesi in cui tali adempimenti risultino gravosi e privi di apprezzabile rilevanza ai fini dei controlli.


 


         In deroga all’obbligo generalizzato di certificazione fiscale dei corrispettivi, con Decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996 numero 696, sono state individuate le operazioni escluse da tale adempimento formale.


         Tra le operazioni non soggette all’obbligo di certificazione sono comprese (all’articolo 2 lettera rr) le prestazioni di servizi rese dai gestori di stabilimenti balneari titolari dei relativi provvedimenti amministrativi rilasciati dalle autorità competenti, escluse le somministrazioni di alimenti e bevande ed ogni altra attività non connessa.


         Il Ministero delle Finanze con circolare 4 aprile 1997 numero 97/E, ha fornito alcuni chiarimenti in ordine alla fattispecie di esonero in esame.


 


Ambito soggettivo


         Allo scopo di delimitare l’ambito di applicazione del beneficio il diritto all’esonero è stato riconosciuto esclusivamente ai:


a) gestori di stabilimenti balneari (marittimi, lacuali e fluviali), titolari del relativo provvedimento amministrativo rilasciato dalle autorità competenti per l’esercizio dell’attività in esame,    


b) soggetti a cui è stata affidata la gestione dell’attività oggetto della concessione.


 


Ambito oggettivo


         Le prestazioni di servizi afferenti la balneazione escluse dall’obbligo di certificazione sono quelle che, secondo prassi consolidata, vengono identificate come “tipiche”. Possono pertanto essere ricomprese nella sfera di applicazione della disposizione di favore:


         l’accesso agli impianti di balneazione,


         l’uso degli spogliatoi, cabine e docce nonché servizi igienici,


         il noleggio di sedie a sdraio, lettini ed ombrelloni,


         il noleggio di pattini e di piccole barche non a motore.


 


         Restano, invece, soggette all’obbligo del rilascio dello scontrino fiscale le prestazioni di servizi non strettamente attinenti all’attività di gestione degli stabilimenti balneari quali l’uso delle piscine, sauna, bagno turco, corsi di nuoto, surf, vela e sub, custodia di autoveicoli in aree all’uopo destinate, deposito di imbarcazioni o wind-surf di proprietà dei clienti.


         La disposizione normativa in esame dispone espressamente che sono comunque soggette all’obbligo di emissione dello scontrino le attività di somministrazione di alimenti e bevande. 


 


         L’Amministrazione finanziaria, sempre con la circolare n. 97/E del 1997, ha altresì precisato che, nel caso in cui l’attività balneare costituisca una prestazione accessoria ad altre prestazioni rese in via principale, quale ad esempio quella alberghiera e di campeggio, l’albergatore, in attuazione delle vigenti disposizioni, deve adempiere all’obbligo di certificazione dei corrispettivi, oltre che per la prestazione alberghiera, anche per le medesime prestazioni balneari accessorie.


         Mentre nel caso in cui un soggetto sia contemporaneamente gestore sia dell’attività alberghiera che di quella balneare, l’esonero compete per le prestazioni rese nell’esercizio della sola attività balneare, salvo che per entrambe le suddette prestazioni venga corrisposto un unico corrispettivo.


 


Imprese con attività <analoga> a quella esercitata dai gestori degli stabilimenti: una ingiusta penalizzazione


         Ci si è chiesti se anche le imprese non esercenti l’attività di gestione di lidi balneari, che comunque effettuino noleggio di attrezzature sulle spiagge in concessione demaniale, siano o meno esentate dall’obbligo di certificazione fiscale.


         A tale interrogativo è stata fornita una risposta dalla VI Commissione permanente Finanze, nella seduta del 7 maggio 1997.


         Secondo i vertici dell’Amministrazione finanziaria, l’esonero dall’obbligo di certificazione fiscale, peraltro già previsto dal decreto del Ministro delle Finanze del 21 dicembre 1992, spettava esclusivamente ai soggetti visti in precedenza, vale a dire, gestori di lidi balneari e soggetti a cui è stata affidata la gestione dell’attività oggetto della concessione.


         Il tenore letterale della norma in questione – conclude la risposta all’interrogazione parlamentare – escluderebbe che l’esonero dall’obbligo di certificazione fiscale spetti a soggetti diversi da quelli specificati.



 


         A nostro parere, la soluzione fornita dal Ministero delle finanze, penalizza oltremodo ed in maniera ingiustificata quei soggetti che svolgono la medesima attività di quella esercitata dai gestori degli stabilimenti.


         Non sembra una soluzione equa denegare il diritto all’esenzione della certificazione sol perché ciò che non e` esplicitamente disciplinato nel decreto ministeriale non rientra nell’ambito delle esenzioni dall’obbligo di emissione dello scontrino fiscale.


         Rimane, pertanto, una ingiusta penalizzazione per le prestazioni di servizi in tutto analoghe a quelle svolti negli stabilimenti balneari, effettuate da soggetti diversi da quelli individuati dal decreto del Presidente della Repubblica n. 696 del 1996.


         Gli esercenti dei servizi non strettamente afferenti all’attività di gestione degli stabilimenti balneari faranno bene, quindi, a rilasciare all’atto del pagamento del corrispettivo, lo scontrino fiscale (ovvero in alternativa della ricevuta fiscale).


         E’ opportuno, in conclusione, che il nuovo esecutivo intervenga per fare in modo che anche i soggetti diversi da quelli citati nel decreto presidenziale n. 696 del 1996 possano beneficiare dell’esimente nella certificazione delle prestazioni di servizi ammesse al beneficio.


 


Antonino Romano


24 Luglio 2008


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