La nuova assicurazione obbligatoria per lo sportivo dilettante


         Era il 27 luglio 2005 quando il Parlamento approvava definitivamente un emendamento inserito nel Decreto sulla Funzionalità della Pubblica Amministrazione, che sostituiva il comma 2bis art. 51 della L. n. 289/2002, per mantenere il principio dell’obbligatorietà di un’assicurazione per gli sportivi dilettanti ed al contempo reintroducendo la libera concorrenza sul mercato delle compagnie assicurative.


         Venivano quindi abrogate le modalità tecniche per l’obbligatoria iscrizione alla SPORTASS; ente pubblico non economico senza finalità di lucro, poi diventato ente pubblico, istituito per fornire prestazioni assicurative, assistenziali e previdenziali relativamente allo svolgimento di attività sportive, ludico motorie, culturali e del tempo libero.


 


         Le vicende ed il grave dissesto economico di SPORTASS sono note, tanto da essere ammesse dall’allora sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali Mario Pescante, innanzi alla commissione Istruzione del Senato in data 16 giugno 2005: un deficit di ca. 20 milioni di .


         Comunque ci volle tempo fino al novembre 2007, con la pubblicazione della L. n. 222/2007, per arrivare alla soppressione definitiva di SPORTASS.


         La soppressione della SPORTASS era necessaria a causa di una situazione finanziaria fuori controllo, ma le pensioni saranno comunque garantite ….. è quanto si legge in una nota dell’ex ministro dello sport, Giovanna Melandri, in merito all’abolizione dell’Ente (fonte Sole 24Ore del 05/09/07). Così con il DL 159/2007 (collegato alla Finanziaria 2008) si decide il passaggio all’INPS, dal 03 ottobre 2007, di tutti i rapporti attivi e passivi del ramo assicurativo, della cassa previdenza ed assistenza degli sportivi denominata SPORTASS (vedi anche Circ. Inps  n.37 del 20/03/08).


 


         Ora, il DPCM del 16 aprile 2008, pubblicato sulla G.U. n. 152 del 01/07/08, colma un vuoto di quasi due anni, determinando un obbligo di stipulare una assicurazione nell’interesse degli sportivi dilettanti tesserati con le federazioni sportive nazionali, con le discipline sportive associate e con gli enti di promozione sportiva (soggetti obbligati) riconosciuti dal CONI. In merito però al concetto giuridico della libera concorrenza, il DPCM sancisce il principio della libera scelta della compagnia assicurativa, stabilendone comunque i parametri di riferimento.



         Abbiamo visto sopra i soggetti obbligati alla stipula dell’assicurazione, vediamo ora chi sono i “soggetti assicurati”: atleti, tecnici e dirigenti.


  


         Per atleti si intendono tutti i tesserati che svolgono attività sportiva a titolo agonistica, non agonistica, amatoriale e ludica (quindi anche tutti coloro che fanno sport in maniera assolutamente amatoriale e per divertimento semprechè, ovviamente, iscritti in enti sportivi). Per dirigenti si intendono tutti i soggetti tesserati con tale qualifica ed infine per tecnici si intendono gli istruttori, i maestri, gli allenatori, i collaboratori e le analoghe figure comunque dedicate all’insegnamento delle tecniche sportive, all’allenamento degli atleti ed al loro perfezionamento tecnico.


         L’assicurazione deve essere selezionata con una procedura ad evidenza pubblica: competitiva, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento. Tale procedura viene svolta dai soggetti obbligati e cioè dalle predette federazioni e dalle discipline sportive associate, con al CONI il compito di vigilare sulla procedura stessa.


 


         La copertura assicurativa non riguarda un sistema di previdenza, ma esclusivamente una assicurazione infortunistica; ove per infortunio indennizzabile si intende unicamente un evento che determina come conseguenza la morte o l’invalidità permanente, accaduto durante ed a causa dello svolgimento delle attività sportive, degli allenamenti e durante le indispensabili azioni preliminari e finali e di ogni gara od allenamento ufficiale, ovvero in occasione dell’espletamento  delle attività proprie della qualifica di tecnico o dirigente rivestita nell’ambito dell’organizzazione sportiva.


         Quindi e comunque senza garantire un’assicurazione a infortuni di entità inferiore alla tragicità della morte o dell’invalidità permanente, ma molto più frequenti rispetto a queste ultime. Ed anche senza garantire una copertura per responsabilità civile verso terzi in capo ai gestori dell’impianto sportivo.


 


         Continua pertanto a rendersi obbligatoria l’esigenza, per l’entità sportiva dilettantistica, di salvaguardarsi, come avviene attualmente, con assicurazioni private, in aggiunta a quella che diventerà obbligatoria.


         Diventerà, perché il DPCM, all’art. 18, indica che i soggetti obbligati devono adeguare i rapporti assicurativi in essere, alle  disposizioni ivi contenute, entro il 31 marzo 2009.


 


Rag. Maurizio Falcioni


22 Luglio 2008


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