Deducibilità dei costi relativi alle auto aziendali: raffica di chiarimenti per la compilazione di Unico 2008 – PARTE I


         L’Agenzia delle Entrate, con la recente circolare n. 47/E del 18 giugno 2008, ha recepito i chiarimenti forniti nel corso della videoconferenza del 24 maggio 2008, organizzata dal quotidiano ItaliaOggi. Nel documento vengono affrontati i riflessi fiscali concernenti la deducibilità dei costi relativi agli autoveicoli nel caso di:


         veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti;


         cessione degli automezzi riscattati da contratti di leasing;


         interessi passivi su finanziamenti diretti;


         ammortamenti.


 


         La maggior parte di tali chiarimenti, inoltre, trova applicazione già in sede di compilazione del modello UNICO 2008. E seppure l’intervento dell’Amministrazione finanziaria arrivi all’ultimo momento, è senza dubbio utilissimo, non solo perché colma vecchie lacune (come nel caso del leasing), ma soprattutto perché offre una ulteriore lettura degli ultimi provvedimenti relativi ai veicoli. Tra l’altro, le posizioni assunte dall’Agenzia sono di carattere sostanziale e incidono direttamente sul calcolo delle imposte, già a partire dai redditi 2007.


 



Veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti


         L’art. 164 co. 1 lett. b-bis) TUIR attualmente vigente, prevede la deducibilità degli automezzi concessi in uso promiscuo ai dipendenti, in misura pari al 90% del loro ammontare. Pertanto, ove le auto venissero date in uso ai dipendenti, sia per motivi di lavoro che per motivi personali, spetterebbe all’impresa la deducibilità agevolata del 90% sui costi riferiti a detti veicoli.


         Per una corretta applicazione della norma in esame, tuttavia, è necessario considerare i due seguenti aspetti:


 


1)     la percentuale del 90% può essere applicata se la concessione dell’autovettura avviene per la maggior parte del periodo d’imposta;


2)     è necessario stabilire se è possibile dedurre il compenso in natura (fringe benefit) tassato in capo al dipendente, prima ancora di applicare detta aliquota agevolata al 90%.


 


         Riguardo alla prima questione, è stato chiarito che se l’auto viene concessa per l’intero anno, la condizione è soddisfatta qualora l’utilizzo promiscuo del veicolo sia uguale o superiore ai 184 giorni (365/2 + 1). Diversamente si dovrà confrontare il periodo durante il quale l’azienda è stata titolare del veicolo con quello di assegnazione promiscua. Nel verificare la prevalenza del periodo di assegnazione, è lecito cumulare periodi disgiunti (ad esempio febbraio, marzo e aprile con settembre, ottobre, novembre e dicembre), oppure periodi in cui si sono avvicendati più dipendenti (purché in periodi differenti) (1).


 


         Si evidenzia che la deduzione al 90% dei costi potrà essere goduta, non solo sulle quote di ammortamento, ma anche sugli altri costi di impiego del veicolo.        Oltretutto, l’art. 164 co.1 lett. b-bis) non pone alcun limite quantitativo relativo al costo di acquisizione dell’auto aziendale (a differenza dell’ipotesi menzionata nella medesima norma al co.1 lett. b in cui è prevista la deducibilità al 40% dei costi, entro la soglia massima riconosciuta fiscalmente di 18.075,99 euro).


         Con riferimento al secondo aspetto sopra citato, vi possono essere due soluzioni operative:


2a.   la percentuale di deducibilità del 90% viene applicata sull’ammontare dei costi esposti in bilancio;


2b.  oppure, in alternativa, la deduzione del 90% viene calcolata sui medesimi costi rilevati in bilancio, depurati del fringe benefit tassato in capo al dipendente.


 


Esempio


 


         Si considerino costi auto per 10.000.


  Nella prima soluzione spetterebbe una deduzione complessiva di 9.000 (90% x 10.000);


– Seguendo la seconda soluzione, invece, considerato anche un fringe benefit pari a 1.000, spetterebbe, complessivamente, una deduzione pari a 9.100  [1.000 + (90% x 9.000)].


 


         L’Agenzia nella Circolare n. 47/E/2008 è intervenuta sul punto, chiarendo che la prima ipotesi appare maggiormente in linea con il dettato normativo. Il novellato art. 164 co.1 lett. b-bis), infatti, riproduce la medesima disposizione ante D.L. 223/2006, in cui le spese in esame erano deducibili per intero dal reddito d’impresa. Ciò che cambia dunque è solo la misura della deducibilità, che dal 100% passa al 90%.


         In conclusione, la percentuale di deducibilità deve essere applicata sull’intero ammontare dei costi riferiti ai veicoli in oggetto, pari nell’esempio a  10.000, con deduzione complessiva di 9.000.


 


Recupero costi auto del 2006 in UNICO 2008


         Nella citata Circolare n. 47 è stato anche chiarito che i lavoratori autonomi possono recuperare in UNICO 2008 esclusivamente il 5% dei costi sostenuti nel 2006 (entro le soglie fiscalmente consentite dall’art. 164 co.1 lett. b), relativi alle autovetture e nel rispetto delle previsioni contenute nel D.L. n.81/2007 (che ha elevato per i professionisti la percentuale dal 25 al 30%). Ulteriori altre rettifiche possono essere recuperate solo attraverso la presentazione di una dichiarazione integrativa.


         Pertanto i contribuenti che in UNICO 2007 non avessero provveduto a dedurre il 25% della quota di ammortamento civilistico della propria autovettura, in quanto a suo tempo ritennero di non averne diritto (come anche informalmente suggerito nella videoconferenza dell’Agenzia  delle Entrate del 19 maggio 2007 in cui si fece intendere che la quota di ammortamento era deducibile se vi era capienza, avuto riguardo all’applicazione del 25% sull’intero costo storico del cespite, dedotti gli ammortamenti deducibili operati negli anni precedenti) pur essendo legittimati a farlo, come in seguito precisato nella circolare  n. 12/E del 19 febbraio 2008, sono ora obbligati a presentare una dichiarazione integrativa di UNICO 2007, se non vogliono perdere le deduzioni non operate. L’Agenzia ha infatti escluso la possibilità di effettuare variazioni fiscali di questo tipo, in UNICO 2008.


 


Dott. Stefano Sirocchi


2 Luglio 2008





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Stefano Sirocchi è autore di un prezioso libro in materia…



NOTE


1 Se la condizione temporale non fosse soddisfatta, il periodo di non assegnazione sarebbe assoggettato alle ordinarie limitazioni di cui all’art. 164 co.1 lett. a) e b) TUIR (si vedano le pagine 10 e ss del volume S.Sirocchi  Auto, Trasferte e Rimborsi spese, Il Sole 24 Ore, 2008.


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