Test di opportunità per l'affrancamento del quadro EC


Normativa

Tra le diverse misure introdotte di recente allo scopo di ridurre il più possibile il sistema del c.d. “doppio binario” – che consiste nell’utilizzo di criteri diversi per la determinazione del reddito fiscale, rispetto a quelli utilizzati per la redazione del bilancio civile – il Legislatore ha soppresso, con la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008), il QUADRO EC del modello UNICO, a partire dalla dichiarazione da presentare nel 2009 per il 2008,.



Nella generalità dei casi, i contribuenti in esercizio di impresa hanno utilizzato le deduzioni extracontabili da quadro EC per cogliere l’opportunità di effettuare AMMORTAMENTI fiscali ANTICIPATI (ancorché non imputati a conto economico, utilizzando i coefficienti massimi previsti dalla normativa fiscale) ECCEDENTI quanto previsto nel bilancio civilistico, al fine di anticipare temporalmente la deduzione di componenti negative di reddito altrimenti spettanti con modalità differita nel tempo.



Tale opportunità potrà essere utilizzata anche nella dichiarazione dei redditi 2007 (modello UNICO 2008), in quanto risulta ancora più conveniente per effetto della riduzione di aliquota intervenuta a seguito della Finanziaria 2008 (imputazione di maggiori costi fiscali, dedotti al 37,25% nel 2007, con successiva tassazione al 31,4% negli anni successivi – la differenza economica positiva è già stata acquisita nella sistemazione delle imposte differite nel bilancio).



Per l’eliminazione del disallineamento creato dal quadro EC, la disposizione prevede alternativamente:

i) la tassazione in sei (6) quote costanti degli ammortamenti anticipati effettuati fino al 31/12/2007 (anziché in funzione del più rapido ammortamento civilistico) oppure

ii) l’eliminazione, mediante pagamento della imposta sostitutiva, delle differenze pregresse tra valori civili e valori fiscali ( ), assicurando da subito (nell’anno in cui viene esercitata l’opzione in dichiarazione dei redditi) il valore pieno degli ammortamenti civilistici già anticipati con le deduzioni extracontabili (effettuate ai sensi dell’articolo 109, comma 4 del d.P.R. 22/12/1986, n. 917 – TUIR) ( ).

L’imposta sostitutiva sull’affrancamento delle eccedenze da quadro EC è progressiva ed è dovuta nella misura del 12% fino a concorrenza dell’importo di 5 milioni di euro, del 14% sulla parte eccedente fino a concorrenza di 10 milioni di euro e del 16% sulla parte che eccede i 10 milioni di euro dell’importo oggetto dell’affrancamento. Il versamento dell’imposta in questione (o la compensazione con crediti relativi ad altre imposte) deve essere effettuato obbligatoriamente in tre rate annuali pari rispettivamente al 30%, al 40% ed al 30% del totale dovuto, maggiorando le ultime due rate degli interessi del 2,5% annuo (cfr. l’art. 1, comma 34, della legge n. 244 del 2007, nonché il decreto ministeriale del 3 marzo 2008, pubblicato nella G.U. del 17/03/2008, n.65).



Effetti dell’opzione per l’imposta sostitutiva

Il pagamento della prima rata ( ) rende efficace l’opzione per il riallineamento dei valori, cosicché a partire dallo stesso esercizio:

– gli ammortamenti civilistici hanno piena rilevanza anche fiscale (non dovranno più essere operate le variazioni in aumento);

– non sono più dovute le imposte sugli ammortamenti anticipati (adesso previste in sei rate annuali);

– viene eliminato il corrispondente vincolo di disponibilità gravante sulle Riserve ( );

– le imposte differite stanziate al 31 dicembre sono proventizzate a conto economico;

– viene iscritta l’imposta sostitutiva tra i debiti per l’intero importo dovuto;

– dovrà essere compilata la Sez. V del quadro RQ del modello UNICO.





Analisi di convenienza

Considerata la misura applicabile dell’imposta sostitutiva (nella maggioranza dei casi del 12%) – da confrontare con l’aliquota del 31,4% delle imposte differite dovute sugli ammortamenti fiscalmente già dedotti – è senz’altro conveniente eliminare il disallineamento.



Il recupero finanziario dell’imposta versata (‘payback period’) avviene già nel quarto anno (es. opzione esercitata nel 2008, il cash flow complessivo dell’operazione sarà già positivo nel 2012), con un vantaggio economico netto immediato per il contribuente, consistente nella proventizzazione nel bilancio 2008 del beneficio dell’opzione, pari alla differenza tra l’aliquota nominale IRES più IRAP e l’aliquota della imposta sostitutiva – nella maggioranza dei casi le minori imposte ammonteranno al 19,4% dell’eccedenza eliminata.

(a cura di Govanni Mocci e Luca Salvatori)

16 giugno 2008

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