Sicurezza del lavoro: il libretto formativo del lavoratore


In tema di sicurezza del lavoro, sul fronte della trasparenza e tracciabilità delle esperienze e competenze acquisite dal lavoratore, anche in materia di salute e igiene sul lavoro, il DL n. 81/2008 ha puntato su uno strumento già istituito dal DL 276/2003, il libretto formativo del cittadino,  che finora non ha trovato il suo giusto spazio, ma con il nuovo Testo Unico della sicurezza del lavoro potrebbe giocare un ruolo decisivo.


 


Il libretto formativo è rilasciato dalla Regione, o da un soggetto da essa appositamente delegato. Può essere cartaceo o elettronico; è formato da due sezioni che contengono:


 


o       Informazioni personali;


o       Titoli d’istruzione e di formazione;


o       Esperienze formative;


o       Competenze acquisite nei contratti a contenuto formativo (apprendistato e inserimento), nella formazione specialistica, nei corsi in materia di sicurezza sul lavoro, nella formazione continua o acquisite in modo non formale.


 


In dettaglio sono registrate le competenze acquisite da ciascun lavoratore a seguito dello svolgimento delle attività di formazione, al fine di consentire al datore di lavoro una programmazione della formazione. La sua funzione è quella di assicurare una tracciabilità nel corso del tempo delle competenze, acquisite, descritte, certificate secondo le procedure regionali, attuando, tra l’altro, il concetto di “portabilità” della formazione, vista l’attuale tendenza del mercato del lavoro in termini di flessibilità con frequenti cambiamenti di datore di lavoro.


 


Tecnicamente e strutturalmente il libretto formativo è stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni del 14 luglio 2005 e successivamente recepito con decreto interministeriale Lavoro Istruzione del 10 ottobre 2005. E’ costituito da uno schema e da una nota tecnica esplicativa che ne illustra i riferimenti normativi, il lavoro svolto e i contenuti. Può essere può essere predisposto dalle Regioni in formato cartaceo o elettronico; è, inoltre, allegato alla scheda anagrafico/professionale del lavoratore nell’ambito della Borsa continua nazionale del lavoro (art. 2, comma 1, lett. i), DL 276/2003 e DL 297/2002). Le due sezioni che lo compongono riguardano rispettivamente:


o       la prima le principali informazioni personali connesse ai dati anagrafici e alle diverse tipologie di esperienze lavorative/professionali ed ai titoli di studio e di formazione professionale conseguiti;


o       la seconda è dedicata alla caratterizzazione della persona mediante il linguaggio delle competenze, documentando il patrimonio acquisito nei diversi contesti di vita e di lavoro.


Come detto l’organo responsabile del rilascio è la Regione, che a sua volta può delegare terzi. Ad oggi il libretto formativo del cittadino non è ancora attivo, solo alcune regioni come Piemonte e Toscana hanno avviato la procedura in fase sperimentale.


 


Circa la tenuta e la compilazione del libretto non è ben definito il soggetto obbligato. L’art. 37, comma 14, infatti, non indica espressamente il datore di lavoro come responsabile alla sua istituzione e aggiornamento, ma si limita a prevedere che le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività formative in materia di salute e sicurezza sul lavoro siano registrate in tale documento. Secondo l’art. 2, comma 1, lett. i), del DL 276/2003, le registrazioni dovrebbero essere effettuate tramite operatori abilitati nell’ambito di ciascuna realtà regionale, mentre l’istituzione è a cura del lavoratore, che è anche il principale responsabile della sua manutenzione. In attesa di chiarimenti si consiglia l’adozione di un atteggiamento ispirato a criteri di prudenza, e una soluzione indicata potrebbe essere quella di istituire comunque, in via provvisoria, per ogni lavoratore il libretto formativo secondo il citato format sperimentale approvato dalla Conferenza Stato/Regioni il 14 luglio 2005, previa verifica anche delle disposizioni in vigore nella Regione in cui ha sede l’unità produttiva. Pertanto, nella sezione II andranno annotate le competenze acquisite durante i corsi di formazione da parte dei lavoratori, specificando la tipologia, la descrizione delle competenze, il periodo di svolgimento del percorso formativo e le eventuali certificazioni della formazione e i test di apprendimento disponibili. La registrazione è prevista anche per la formazione dei preposti, dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, del Rspp e degli addetti al Spp e facoltativamente degli addetti al montaggio, smontaggio e trasformazione di ponteggi, nonché degli addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi.


 


Sul piano sanzionatorio le annotazioni effettuate nel citato libretto costituiscono piena prova ed evitano la sanzione penale prevista dall’art. 55, comma 4, lett. e), del DL (arresto da quattro a otto mesi o l’ammenda da euro 2.000 ad euro 4.000), anche se per difetto di formulazione, e in attesa dei chiarimenti necessari, mantengono la loro efficacia, e continuano ad essere documenti certificatori,  i verbali di formazione e le annotazioni sugli appositi registri.


 


19 Giugno 2008


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