Novità fiscali del 30 giugno 2008. In evidenza: cinque per mille 2008: scade oggi l’invio della dichiarazione sostitutiva da parte degli enti del volontariato; agevolazione prima casa – pertinenze; manovra fiscale; trattamento fiscale del decreto di liquidazione dei compensi a favore del difensore d'ufficio

Indice:   1) Cinque per mille 2008: Scade oggi (30/6/2008) l’invio della dichiarazione sostitutiva da parte degli enti del volontariato    2) Manovra fiscale: Ulteriori novità anche sulla svalutazione dei crediti e accantonamenti per rischi su crediti   3) Bilanci di liquidazione: Approvato il principio contabile OIC 5   4) Agevolazione prima casa – Pertinenze […]





Indice:


 


1) Cinque per mille 2008: Scade oggi (30/6/2008) l’invio della dichiarazione sostitutiva da parte degli enti del volontariato


 


 2) Manovra fiscale: Ulteriori novità anche sulla svalutazione dei crediti e accantonamenti per rischi su crediti


 


3) Bilanci di liquidazione: Approvato il principio contabile OIC 5


 


4) Agevolazione prima casa – Pertinenze


 


5) Trattamento fiscale del decreto di trasferimento di immobile a soggetto già proprietario


 


6) Trattamento fiscale del decreto di liquidazione dei compensi a favore del difensore d’ufficio


 


7) Brevi fiscali


 


 


1) Cinque per mille 2008: Scade oggi (30/6/2008) l’invio della dichiarazione sostitutiva da parte degli enti del volontariato


L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che oggi (30/6/2008) è il termine ultimo – fissato dal decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 19/3/2008 – per l’invio della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il perdurare del possesso dei requisiti che danno diritto al beneficio, da parte degli enti del volontariato inseriti nell’elenco del 5 per mille del 2008.


La dichiarazione sostitutiva deve essere resa dal legale rappresentante dell’ente su modello conforme a quello approvato dallo stesso Dpcm, scaricabile dal sito dell’Agenzia – www.agenziaentrate.gov.it – e alla stessa deve essere allegata copia del documento di riconoscimento di colui che la sottoscrive.


Dichiarazione e documento vanno trasmessi a mezzo raccomandata R.R. alla direzione regionale delle Entrate competente per territorio in base alla sede legale dell’ente.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 26/06/2008)


 


 


2) Manovra fiscale: svalutazione dei crediti e accantonamenti per rischi su crediti degli enti creditizi e finanziari


Sono state tolte le agevolazioni in materia di stock option.
Ha subito modifiche la disciplina della svalutazione dei crediti e accantonamenti per rischi su crediti degli enti creditizi e finanziari.


Queste di seguito sono le altre novità in materia fiscale contenute nel Decreto Legge n. 112 del 25/06/2008.


Svalutazione dei crediti e accantonamenti per rischi su crediti (art. 82, commi da 11 a 13)


Nell’art. 106, comma 3 del del TUIR vengono modificate le regole di deducibilità delle svalutazioni crediti e degli accantonamenti al fondo rischi su crediti degli enti creditizi e finanziari.


Per le banche e gli altri enti e società finanziari, è stata modificata la quota deducibile  in ciascun esercizio delle svalutazioni dallo 0,40% allo 0,30% e al contempo è stata modificata la durata del periodo di deduzione dell’importo delle svalutazioni dei crediti imputati in bilancio eccedenti il limite.


La deduzione di tale importo deve essere operata nei successivi diciotto esercizi, anziché nei nove previsti dalla disposizione precedentemente in vigore.


Le quote residue formate negli esercizi precedenti sono deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello di formazione.


Valutazione delle rimanenze delle imprese che operano nei settori petrolifero e del gas (art. 81 commi da 19 a 25)


Per le imprese attive nelle attività della ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi e della raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, di gas di petrolio liquefatto e di gas naturale, è stato introdotto l’obbligo della valutazione secondo il metodo della media ponderata o del “primo entrato primo uscito”.


Il maggior valore delle rimanenze finali che si determina non concorre alla formazione del reddito giacché escluso ed è soggetto ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, dell’IRES e dell’IRAP con l’aliquota del 16%.


L’imposta sostitutiva dovuta andrà versata in un’unica soluzione. In alternativa, su opzione del contribuente potrà essere versata in tre rate di eguale importo contestualmente al saldo delle imposte sul reddito e dei due esercizi successivi.


Sulla seconda e terza rata maturano interessi al tasso annuo semplice del 3%.


Stock option (art. 82, commi 23 e 24)


Sono state abolite le agevolazioni in materia di stock option.


Infatti, è stata disposta l’abrogazione della lettera g-bis), comma 2, dell’art. 51 del Tuir., includendo quindi le plusvalenze da stock option tra i redditi che concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente.


La disposizione si applica in relazione alle azioni assegnate ai dipendenti a decorrere dalla entrata in vigore del presente decreto.


Semplificazione nella gestione dei rapporti tributari (art. 83, comma 18)


Per semplificare la gestione dei rapporti con l’amministrazione finanziaria, ispirandoli a principi di reciproco affidamento e agevolando il contribuente mediante la compressione dei tempi di definizione.


L’accertamento con adesione è stato esteso ai processi verbali di constatazione.


L’adesione può riguardare esclusivamente il contenuto integrale del verbale di constatazione e deve avvenire entro i 30 giorni successivi alla data della notifica del verbale medesimo mediante comunicazione al competente Ufficio delle entrate ed al Reparto della Guardia di finanza che ha redatto il verbale. Entro i 60 giorni successivi alla comunicazione, l’Ufficio delle entrate notifica al contribuente l’atto di definizione dell’accertamento parziale.


In presenza dell’adesione la misura delle sanzioni applicabili viene ridotta alla metà e le somme dovute possono essere versate ratealmente senza prestazione delle garanzie previste.


Privacy: Soppresso il DPS (art. 29)


Semplificazioni dell’onere della redazione del “documento programmatico sulla sicurezza”: viene soppresso l’obbligo di tenere un “documento programmatico sulla sicurezza” in tutti i casi in cui vengano trattati solo dati personali e in cui l’unico eventuale dato sensibile sia costituito dalla malattia dei dipendenti senza indicazione della diagnosi.


 In queste ipotesi, i soggetti interessati sono tenuti a rendere un’autocertificazione dalla quale emerge che l’unico dato sensibile trattato è costituito dallo stato di salute o di malattia dei dipendenti e che il relativo trattamento è eseguito nel rispetto delle misure minime di sicurezza e del disciplinare tecnico.


Le piccole e medie imprese possono, inoltre, beneficiare di un “documento programmatico sulla sicurezza” a carattere semplificato e, in caso di mancato perfezionamento dell’intervento di semplificazione entro due mesi dall’entrata in vigore delle norme in oggetto, tutte le piccole e medie imprese, indipendentemente dalla natura dei dati trattati, possono sostituire il “documento programmatico sulla sicurezza” con l’autocertificazione. Viene semplificata la notifica al Garante del trattamento di determinati dati personali: i soggetti interessati sono tenuti a utilizzare un modello predisposto dal Garante che, nella formulazione attuale, richiede numerose informazioni non previste dalla disciplina comunitaria.


Eliminato ogni riferimento alla firma digitale nella sottoscrizione della notificazione, consentendo al Garante di stabilire altre modalità semplificate di individuazione del mittente (ad es. tramite procedure di autenticazione nel sito mediante password).


Si prevede la semplificazione del modulo entro due mesi dall’entrata in vigore delle norme suddette. 


Imposta di bollo e imposta sulle assicurazioni (art. 82, commi 9 e 10)


Il D.L. n. 282/2004 ha introdotto l’obbligo di versamento a titolo di acconto dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale  e dell’imposta sulle assicurazioni.


Banche, Poste italiane e gli altri enti e società finanziarie  sono tenute al pagamento di un acconto dell’imposta di bollo pari al 70% dell’imposta provvisoriamente liquidata: questa aliquota sale al 75% per l’anno 2008, all’85% per il 2009 e al 95% per gli anni successivi. Gli assicuratori versano a titolo di acconto dell’imposta sulle assicurazioni una somma pari al 12,5% dell’imposta liquidata per l’anno precedente, al netto di quella relativa alle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore: la percentuale è elevata al 14% per il 2008, al 30% per il 2009 e al 40% per gli anni successivi.  


Imposta di registro contratti di locazione immobiliare (art. 82, commi 14 e 15).


Subisce modifiche la disciplina nella parte in cui si dispone che per le locazioni immobiliari si applica un’aliquota proporzionale del Registro pari all’1% delle locazioni di immobili strumentali e del 2% delle locazioni di immobili abitativi. 


Controlli contro l’evasione contributiva e fiscale (art. 83, commi da 1 a 4)


Per garantire maggiore efficacia nei controlli sui corretti adempimenti contributivi e fiscali a carico di soggetti non residenti e di quelli residenti ai fini fiscali da meno di 5 anni l’Inps e l’Agenzia delle entrate predisporranno di comune accordo piani di controllo.


Nel triennio 2009-2011 l’Agenzia delle entrate realizzerà un piano di ottimizzazione delle risorse finalizzato a incrementare del 10% rispetto al biennio 2007/2008 la capacità operativa delle attività di prevenzione e repressione dell’evasione fiscale.


Il Dipartimento delle finanze fornirà con cadenza semestrale ai Comuni, anche tramite l’Anci, l’elenco delle iscrizioni a ruolo delle somme derivanti da accertamenti ai quali i Comuni abbiano contribuito. 


Contrasto all’evasione fiscale derivante dalle estero-residenze fittizie delle persone fisiche (art. 83, commi 16 e 17)


Per contrastare lo spostamento fittizio all’estero della residenza delle persone fisiche ai fini di evasione fiscale viene introdotta una specifica vigilanza da parte dell’Agenzia delle entrate, con il supporto dei Comuni.  


Contrasto alle frodi Iva (art. 83, commi da 5 a 7)


Le Agenzie delle Entrate e delle Dogane e la Guardia di finanza dovranno incrementare la capacità operativa destinata alla prevenzione e alla repressione dei fenomeni di frode in materia di Iva nazionale e comunitaria.


Cooperative a mutualità prevalente (art. 82, commi 25 e 26)


Le cooperative a mutualità prevalente che hanno presentato in bilancio debiti nei confronti dei soci superiori ai 50 milioni di euro e maggiori dell’importo del patrimonio netto contabile comprensivo dell’utile, destinano il 5% dell’utile netto annuale al finanziamento del fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti.


Cooperative e ritenuta sugli interessi ai soci (art. 82, comma 27)


La disposizione eleva la ritenuta a titolo d’imposta sugli interessi corrisposti dalle società cooperative e loro consorzi ai soci persone fisiche, relativamente ai prestiti erogati alle condizioni stabilite dall’art. 13 del Dpr  n.601/1973 dal 12,50% al 20%.


Cooperative di consumo e consorzi (art. 82, commi 28 e 29)


Viene elevata dal 30 al 55% la quota degli utili netti annuali destinati a riserve indivisibili che concorrono alla formazione del reddito imponibile delle cooperative di consumo e loro consorzi.
Carta d’identità (art. 31).


Viene prolungato da 5 a 10 anni il periodo di validità della carta d’identità in formato cartaceo e della carta d’identità elettronica.


La novità si applica anche alle carte d’identità in corso di validità alla data di entrata in vigore della presente legge.


A carico dei Comuni l’obbligo di informare il cittadino della scadenza della carta d’identità.


Agevolazioni fiscali (art. 63, comma 8)


Stanziamento, per l’esercizio finanziario 2009, dell’importo di 500 milioni di euro, su apposito fondo costituito nello stato di previsione del ministero dell’Economia e delle Finanze. 


Le risorse sono destinate al finanziamento di misure di proroga di agevolazioni fiscali attualmente vigenti,  da adottare con successivi provvedimenti normativi. 


Addizionale Ires per il settore energetico (art. 81, commi da 16 a 18)


Introdotta un’addizionale Ires di 5,5 punti percentuali, dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge di manovra, sull’importo del reddito complessivo netto dei soggetti che abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi superiore a 25 milioni di euro e che operano nei settori di:


– ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi; di raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale; di produzione e distribuzione di energia elettrica. 


 


 


3) Principi contabili – Bilanci di liquidazione: Approvato il principio contabile OIC 5


In data 25 giugno 2008 il Consiglio di Gestione dell’OIC ha approvato in via definitiva la Guida operativa 3 Aspetti applicativi dei principi IAS/IFRS e il Principio contabile OIC 5 Bilanci di liquidazione.


I documenti sono disponibili in sola lettura:


– la Guida 3 in “I documenti – Bilancio e contabilità – Guide OIC”;


– il Principio OIC 5 in “I documenti – Bilancio e contabilità – Principi contabili aggiornati alla riforma”.


 


 


4) Agevolazione prima casa – Pertinenze


La pertinenza rende possibile una migliore utilizzazione o comunque aumenta il decoro del bene principale.


Le agevolazioni di cui all’art. 69, commi 3 e 4, legge n. 342 del 2000, possono essere riconosciute dal competente Ufficio per gli immobili pertinenziali laddove sia di fatto dimostrabile dal richiedente, anche sulla base della dimensione e del valore catastale, che tra gli stessi ed il bene principale ricorra un rapporto economico-giuridico di strumentalità e di complementarietà funzionale.


Al riguardo va tenuto conto che il rapporto economico-giuridico di strumentalità e di complementarietà funzionale deve sussistere tra il bene principale e la pertinenza, a nulla rilevando, ai fini della sua individuazione, l’utilità che dal predetto rapporto potrebbe trarne il proprietario del bene principale (in tal senso v. Corte di Cassazione 2 marzo 2006, n. 4599; 6 settembre 2002, n. 12893;).


Riguardo la nozione di pertinenza ai sensi dell’art. 817 del codice civile: “Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa.


La destinazione può essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima.”


La sussistenza del vincolo pertinenziale presuppone l’esistenza dei seguenti requisiti:


– elemento soggettivo: vale a dire la volontà manifestata dal proprietario della cosa principale, o da colui che é titolare di un diritto reale sulla stessa, di creare un vincolo di strumentalità e di complementarietà funzionale tra detto bene ed un’altra cosa;


– elemento oggettivo: ossia la destinazione durevole ed attuale di una cosa a servizio o ad ornamento di un’altra ai fini del miglior uso di quest’ultima.


Il bene posto in rapporto pertinenziale, pur conservando la propria natura e individualità fisica, è assoggettato, in modo attuale e permanente, a servizio o ornamento di un’altra cosa per renderne possibile una migliore utilizzazione ovvero per aumentarne il decoro. Diversamente dall’incorporazione, infatti, il rapporto tra cosa principale ed accessoria é preso in considerazione dalla legge ” non come rapporto di connessione materiale e strutturale, ma come rapporto economico-giuridico di strumentalità e complementarietà funzionale”.


L’accertamento della sussistenza o meno di un vincolo pertinenziale comporta un giudizio di fatto costituito dalla destinazione concreta ed effettiva della pertinenza a servizio o ornamento della cosa principale (Corte di Cassazione 13 luglio 2007, n. 15739).


Se manca il vincolo di accessorietà, ovvero se lo stesso non è durevole, manca anche il rapporto pertinenziale.


In definitiva, la ricorrenza dell’elemento oggettivo riferito al vincolo pertinenziale si fonda su motivazioni economico-giuridiche e funzionali, in base alle quali la pertinenza rende possibile una migliore utilizzazione ovvero aumenta il decoro del bene principale.


Il caso rappresentato con l’interpello in esame si é caratterizzato per la destinazione al servizio ed all’ornamento di un immobile ad uso abitativo di cinque vani, di due ampi locali classificati rispettivamente nelle categorie catastali C/2 e C/6.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 26/06/2008, n. 265)


 


 


5) Trattamento fiscale del decreto di trasferimento di immobile a soggetto già proprietario


Al decreto di trasferimento a favore dell’aggiudicatario dell’immobile di sua proprietà, si applica l’imposta di registro in misura fissa (168,00 euro).


Nel caso di specie (1) il decreto di trasferimento dell’immobile non ha comportato il trasferimento o la costituzione di diritti reali su beni immobili, giacché l’acquisizione del diritto di proprietà si é già realizzata mediante l’atto di compravendita stipulato tra il debitore ed il terzo, estraneo al rapporto debitorio, in data anteriore all’escussione da parte del creditore.


Pertanto, dal momento che in via di diritto tale decreto non è configurabile quale provvedimento accertativo del diritto di proprietà di cui l’aggiudicatario é titolare anteriormente all’inizio del procedimento esecutivo, al decreto di trasferimento a favore


dell’aggiudicatario dell’immobile di sua proprietà, va, quindi, applicata l’imposta di registro in misura fissa (168,00 euro) prevista per i provvedimenti dell’autorità giudiziaria di cui all’articolo 8, comma 1, lettera d) della Tariffa parte I, allegata al TUR.


Tale conclusione é coerente con il principio affermato dalla giurisprudenza tributaria in base al quale se “non vi é stato un trasferimento del diritto di proprietà sull’immobile e quindi di ricchezza, essendo l’assegnatario già proprietario del bene assegnato, bensì la liberazione, mediante il procedimento esecutivo conclusosi con l’assegnazione dell’immobile dalle ipoteche e dal pignoramento su di esso esistenti, (…) non può affermarsi che vi sia stato in forza dell’atto un trasferimento di ricchezza; di conseguenza l’Ufficio non poteva tassare l’atto come traslativo del diritto di proprietà” (Commissione Tributaria Centrale 24 febbraio 2004, n. 1568).


Infine, per quanto attiene le imposte ipotecarie e catastali, si applica l’importo proporzionale di 0,00026 euro per ogni 0,052 euro.







(1) Caso di specie:


Tizio acquistava da Caio un immobile gravato da ipoteca. In seguito all’escussione del bene da parte della banca creditrice di Caio, il giudice dell’esecuzione procedeva alla vendita senza incanto dell’immobile.


Tizio, estraneo al rapporto debitorio, previa formulazione dell’offerta e versamento del prezzo, si aggiudicava l’immobile che gli veniva trasferito con decreto del giudice dell’esecuzione.


Atteso ciò, si chiede di conoscere il trattamento tributario da applicare al provvedimento di trasferimento, tenuto conto che Tizio era già proprietario dell’immobile trasferito.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 26/06/2008, n. 266)


 


 


6) Trattamento fiscale del decreto di liquidazione dei compensi a favore del difensore d’ufficio – recupero dei crediti professionali nei confronti dell’assistito irreperibile


Il decreto di liquidazione dei compensi emanato nei confronti del difensore d’ufficio è esente da imposta di registro, bolli e spese.


Tali compensi assumono rilevanza ai fini IVA.


Nei procedimenti di opposizione ai decreti di pagamento, previsti dal Testo Unico sulle spese di giustizia, il provvedimento conclusivo é soggetto a registrazione in termine fisso e l’imposta è dovuta con applicazione dell’aliquota del 3%.


L’imposta di registro in misura proporzionale non si applica nel caso in cui il decreto di pagamento opposto riguardi corrispettivi o prestazioni soggette all’IVA.


Il caso di specie si caratterizza, rispetto alla fattispecie chiarita in precedenza con la risoluzione n. 260/2007, per la circostanza che il decreto di liquidazione emanato dal giudice riguarda gli onorari spettanti al difensore d’ufficio per il recupero dei crediti professionali nei confronti del proprio assistito resosi irreperibile.


Peraltro, l’attività del difensore d’ufficio rientra tra le prestazioni di servizio rilevanti ai fini dell’IVA.


In tale caso, l’applicazione del principio di alternatività Iva/registro, contenuto nell’art. 40 del TUR, comporta che per le prestazioni di servizi soggette ad IVA si applica l’imposta di registro in misura fissa.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 26/06/2008, n. 267)


 


 


7) Brevi fiscali


 







– Illeciti societari – Sanzioni pecuniarie: responsabilità solidale del legale rappresentante


Con l’abrogazione dell’art. 98, D.P.R. n. 602/1973, a decorrere dal 1° aprile 1998 è venuta meno la responsabilità solidale del legale rappresentante di una società per gli illeciti che, nel precedente sistema, erano addebitabili direttamente alla società stessa: la responsabilità sostitutiva è stata sostituita con la responsabilità diretta dell’autore del fatto.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 17/06/2008, n. 16372, in Ipsoa del 27/06/2008)


 


– Omesso versamento dell’IVA – Sanatoria delle sanzioni: ha efficacia solo se sono stati effettuati i pagamenti omessi


Il contribuente che ha omesso di effettuare i versamenti dell’IVA non può usufruire della sanatoria delle irregolarità formali prevista dall’art. 19-bis, D.L. n. 41/1995 senza provvedere ad effettuare i pagamenti omessi entro i termini – perentori – indicati dalla legge: la disciplina di sanatoria consente di evitare le sanzioni solo a chi paghi le imposte, sia pure con ritardo.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 17/06/2008, n. 16371, in Ipsoa del 27/06/2008)


 


– Reddito d’impresa – Associazione in partecipazione: imputabilità degli utili


Il reddito d’impresa derivante da attività svolta dal titolare di una ditta individuale in collaborazione con altri soggetti in virtù della stipulazione di un contratto di associazione in partecipazione, deve essere imputato interamente ed esclusivamente all’associante; all’associazione in partecipazione, infatti, non sono applicabili – data la tassatività della regolamentazione – i principi di imputazione del reddito propri delle società di persone dettati dall’art. 5, D.P.R. n. 917/1986, che restringe la previsione dei redditi prodotti in forma associata soltanto alle società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché alle imprese familiari (che sono entità diverse dall’associazione in partecipazione).


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 18/06/2008, n. 16445, in Ipsoa del 27/06/2008)


 


– Contenzioso tributario – Dichiarazione sostitutiva del donante: non ha efficacia probatoria


Deve essere assoggettata a tassazione la donazione di una somma di denaro non qualificabile come «di modico valore» (la natura modica deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante), provata a mezzo di dichiarazione sostitutiva del donante: nel processo tributario, infatti, non è ammessa la prova testimoniale e, inoltre, in assenza di «modicità», la donazione deve essere fatta per atto pubblico.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 17/06/2008, n. 16438, in Ipsoa del 27/06/2008)


 


 


Brevetti e marchi – Ricerca di anteriorità, da lunedì 1 luglio ricerche più facili


Il 12 dicembre è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’EPO l’Accordo di lavoro fra l’Ufficio Europeo dei Brevetti e l’Ufficio Italiano dei Brevetti in base al quale l’Ufficio dei Brevetti Europeo effettuerà la ricerca di  anteriorità corredata da un’opinione scritta sui brevetti depositati in Italia. Tale accordo entrerà in vigore il 1 luglio 2008.


Questo accordo restituisce parità a tutti i brevetti che entrano in vigore in Italia e va nel senso di aumentare la qualità del brevetto in Europa ed è  quindi un’attività che pienamente si iscrive anche nella missione dell’Ufficio Europeo dei Brevetti.


L’accordo qualifica il brevetto italiano e ne eleva la qualità sanando la differenza esistente attualmente fra i trentamila brevetti europei che ogni  anno scelgono l’Italia come mercato dove entrare in vigore ed  i circa diecimila brevetti nazionali concessi dall’Ufficio Italiano, i primi quasi esclusivamente di titolari stranieri, gli altri per un 90% di titolari italiani.  
I primi più “forti” rilasciati dopo un esame basato su una ricerca di anteriorità considerata la migliore al mondo, gli altri finora rilasciati senza esame di anteriorità. 


Questo creava una disfunzione nella fase di tutela giurisdizionale, e non solo, dei brevetti in Italia.


(Comunicato stampa Ministero sviluppo economico 20/06/2008, in Ipsoa del 27/06/2008)


 


 


 


 







A cura di Vincenzo D’Andò


 

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