Novità fiscali del 3 giugno 2008: trasmissione telematica dei corrispettivi; curatore fallimentare: trattamento tributario; bonus aggregazioni: efficacia del conferimento; studi di settore: chiarimenti ufficiali; cessione dell’immobile in usufrutto


 






Indice:


 


1) Trasmissione telematica dei corrispettivi: Nuovi chiarimenti


 


2) Curatore fallimentare: Trattamento tributario dei redditi prodotti dai beni oggetto di sequestro giudiziario


 


3) Bonus aggregazioni – Requisito temporale: L’efficacia del conferimento può decorrere da un momento successivo all’atto


 


4) Studi di settore – Periodo d’imposta 2007: I chiarimenti ufficiali a ridosso degli adempimenti dichiarativi


 


5) Redditi diversi – Cessione dell’immobile in usufrutto prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto


 


6) D.A.U.: Controlli automatizzati per la corretta indicazione della documentazione presentata a sostegno della dichiarazione doganale


 


 


1) Trasmissione telematica dei corrispettivi: Nuovi chiarimenti


Imprese della grande distribuzione: La scelta per la trasmissione telematica dei corrispettivi alle Entrate è ancora facoltativa.


La disinstallazione del misuratore fiscale effettuata da un tecnico specializzato deve essere comunicata al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro il giorno successivo.


Sono questi alcuni chiarimenti contenuti nella risoluzione n. 215 del 29/5/2008, la quale ha ricordato che l‘art. 1, commi da 429 a 432 della legge n. 311/2004 (Legge Finanziaria 2005) ha previsto che le imprese operanti nel settore della grande distribuzione possono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, distintamente per ciascun punto vendita, l’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui alla normativa IVA.


In particolare, sono imprese di grande distribuzione commerciale: Le aziende distributive che operano con esercizi commerciali definiti di media e grande struttura di vendita aventi, quindi, superficie superiore a 150 metri quadri nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti, o superficie superiore a 250 metri quadri nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.


L’attuale normativa prevede solo la facoltà, e non l’obbligo, per i soggetti della grande distribuzione di trasmettere telematicamente i corrispettivi.


Infatti, sebbene l’entrata in vigore dell’art. 37, commi da 33 a 37, del D.L. n. 223/2006 (convertito in legge n. 248/2006) abbia previsto l’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri per tutti i contribuenti che svolgono attività di commercio al minuto e assimilati in locali aperti al pubblico (tra cui i soggetti della grande distribuzione), tuttavia, per effetto delle successive modifiche (art. 1, comma 327, della legge Finanziaria per il 2007), tale obbligo non é ancora entrato in vigore.


Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate dell’8/7/2005 sono state definite le modalità tecniche ed i termini di trasmissione telematica dell’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri.


Al riguardo, come ha evidenziato la circolare n. 8/2006, la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri sostituisce l’obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, con facoltà di rilasciare titoli senza rilevanza fiscale, fermo restando l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente.


La trasmissione dell’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri deve essere effettuata, con cadenza settimanale, entro il quinto giorno lavorativo successivo al periodo di riferimento, per ciascun punto vendita.


Una volta effettuata la scelta, la trasmissione telematica dei corrispettivi é vincolante per l’intero periodo d’imposta e deve evidenziare i dati richiesti per ciascuna giornata, anche nel caso in cui non vi siano corrispettivi.


Indicazioni su tracciato record e defiscalizzazione dei misuratori fiscali


L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 215/2008, è poi passata a chiarire le modalità operative per procedere alla defiscalizzazione degli apparecchi misuratori fiscali:


La disinstallazione effettuata da un tecnico specializzato deve essere comunicata al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro il giorno successivo, con le stesse modalità utilizzate per l’installazione (vale a dire mediante dichiarazione redatta in duplice esemplare, di cui uno da conservarsi a cura dell’utente, contenente i dati identificativi dell’utente e del tecnico).


Per quanto riguarda, invece, le modalità di trasmissione telematica dell’ammontare dei corrispettivi giornalieri da parte delle imprese della grande distribuzione organizzata (GDO) e, nello specifico, gli importi da indicare nel tracciato record di dettaglio di cui al provvedimento 8/7/2005, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:


– Nel campo 9 deve essere indicato, per ciascun punto vendita, l’ammontare globale dei corrispettivi delle operazioni imponibili e delle relative imposte, documentati:


                 * con scontrino/ricevuta fiscale o con documento non fiscale a seconda che il singolo punto vendita abbia o meno i requisiti dimensionali previsti dall’art. 1, comma 430, legge n. 311/2004 (in quest’ultima ipotesi, la trasmissione telematica dei corrispettivi rende facoltativa l’emissione del documento non fiscale);


                 * con sola fattura;


                 * con scontrino e con fattura emessa su richiesta del cliente; 


– nel campo 10 deve essere indicato unicamente l’ammontare complessivo dei corrispettivi documentati con sola fattura (ossia senza emissione anche dello scontrino).


Le imprese che optano per la trasmissione telematica dei corrispettivi non hanno più l’obbligo di installazione ed utilizzo presso l’esercizio commerciale dei misuratori fiscali e possono chiedere la “defiscalizzazione” dei misuratori già in uso.


Per procedere a tale operazione, occorre osservare la disciplina generale che è contenuta negli artt. 4 e 7 del D.M. 4/4/1990 (cosi’ come introdotto dall’articolo


11 del d.m. 30 marzo 1992), e nell’art. 8 del D.M. 23/3/1983.


In particolare, in tutte le ipotesi di cessazione della funzione fiscale degli apparecchi misuratori vanno espletati i seguenti adempimenti:


a) invio da parte dell’utente, dell’apposita dichiarazione, al competente ufficio, entro il giorno successivo a quello della disinstallazione dell’apparecchio misuratore fiscale;


b) stampa integrale a cura del tecnico, e conservazione dei dati contenuti nella memoria fiscale relativi alle operazioni effettuate dall’utente;


c) annotazione a cura del tecnico della disinstallazione sul libretto di dotazione fiscale.


Pertanto, la disinstallazione effettuata da un tecnico specializzato deve essere, quindi, comunicata al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro il giorno successivo, con le stesse modalità utilizzate per l’installazione, ossia mediante dichiarazione redatta in duplice esemplare (di cui uno da conservarsi a cura dell’utente) e contenente i dati identificativi dell’utente e del tecnico.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 29/05/2008, n. 215/E)


 


 


2) Curatore fallimentare: Trattamento tributario dei redditi prodotti dai beni oggetto di sequestro giudiziario


Nell’ipotesi del sequestro giudiziario di beni mobili e immobili vanno applicate le norme sull’eredità giacente dettate dall’art. 187 del Tuir e dall’art. 5-ter del D.P.R. n. 322/1998.


Ciò poiché solo con la conclusione del contenzioso viene individuato a titolo definitivo e con effetto retroattivo il soggetto titolare dei beni sequestrati; fino a tale momento, il fallito (al pari dei terzi che hanno rivendicato in giudizio la titolarità dei beni) non è identificabile come soggetto passivo d’imposta.


E’ quanto ha precisato l’Agenzia delle Entrate in risposta ad una istanza di interpello (1) fatta da un soggetto che, invece, riteneva come certa l’inclusione dei beni in questione nella massa fallimentare e, appunto, la titolarità dei beni in capo al fallito.


L’Agenzia delle Entrate, ha, quindi, rimarcato la situazione d’incertezza in ordine alla titolarità dei beni sequestrati, la quale costituisce il presupposto del provvedimento cautelare in questione. A tal fine, il sequestro giudiziario è volto, tra l’altro, a garantire la custodia o la gestione temporanea di beni mobili, immobili, aziende o altre universalità di mobili quando ne sia controversa la proprietà o il possesso.


In particolare, come ha già chiarito la circolare n. 156/2000 e la risoluzione n. 62/2007, il custode giudiziario, nel caso di specie il curatore fallimentare, debba osservare, riguardo ai beni custoditi, il seguente comportamento:


a) comunicare mediante raccomandata all’Ufficio locale competente, entro sessanta giorni, l’assunzione e la cessazione delle funzioni di custode giudiziario; la comunicazione di cessazione deve contenere l’indicazione dei dati identificativi del soggetto definitivamente dichiarato proprietario;


b) ai fini delle imposte dirette, presentare nei termini ordinari le autonome dichiarazioni dei redditi dei periodi d’imposta interessati dalla custodia giudiziaria, con esclusione del periodo d’imposta nel quale essa cessa, ed effettuare i versamenti dei tributi liquidati in via provvisoria secondo l’ordinaria disciplina dei redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lett. h);


c) ai fini IVA, proseguire regolarmente l’attività in precedenza svolta come curatore fallimentare, senza aprire una nuova partita IVA, curando tuttavia di comunicare all’ufficio locale l’avvenuta variazione (con riferimento al ruolo svolto come custode giudiziario) ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. n. 633/72.


Tenuto conto che la gestione dei beni del custode giudiziario concorre con quella dei beni del fallimento e che essa è effettuata dallo stesso soggetto, con la medesima partita IVA, seppure a differente titolo, è stata consigliata l’adozione di una contabilità separata ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 633/72. Ne consegue l’obbligo di presentare un unico modello di dichiarazione annuale compilando tanti modelli quanti sono le contabilità tenute.


d) adempiere agli obblighi contabili e a quelli previsti dal D.P.R. n. 600/73, a carico dei sostituti d’imposta, per il periodo d’imposta nel quale ha assunto le funzioni e per quelli successivi, fino al periodo d’imposta anteriore alla cessazione della custodia.


 


(1) Quesito


Tra i beni appresi al fallimento della ALFA S.P.A sono compresi sei distributori stradali di carburante, successivamente dati in affitto dal curatore fallimentare. Per tali beni, rivendicati in giudizio da terzi, è stato disposto il sequestro giudiziario con ordinanza del giudice ordinario, che ne ha affidato la custodia e la continuazione della gestione al curatore del fallimento subentrato in un secondo momento.


Ciò premesso, quest’ultimo ha chiesto quali siano gli adempimenti tributari cui è tenuto con riguardo ai canoni riscossi, commisurati ad una percentuale sulla quantità venduta di prodotti petroliferi.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 29/05/2008, n. 216/E)


 


 


3) Bonus aggregazioni – Requisito temporale: L’efficacia del conferimento può decorrere da un momento successivo all’atto


Ai fini del riconoscimento del c.d. bonus aggregazioni in relazione ad un’operazione di conferimento, il requisito temporale risulta rispettato anche quando le parti abbiano pattuito, nella delibera di aumento del capitale sociale adottata nel 2006, il differimento al 1° gennaio 2007 della decorrenza degli effetti civili e fiscali del conferimento.


Anche il legislatore fiscale, ha previsto l’eventualità che gli effetti della cessione o del conferimento d’azienda possano decorrere da un momento successivo alla stipula dell’atto; in tale ipotesi l’esercizio di competenza dell’operazione coincide con quello in cui si verifica l’effetto traslativo della proprietà.


In sostanza, quindi, anche la decorrenza degli effetti fiscali di un conferimento può essere differita rispetto alla stipulazione dell’atto, fermo restando che la postergazione dell’efficacia fiscale presuppone sempre quella civilistica e deve inevitabilmente accompagnarsi a questa, non potendosi dare immediata attuazione all’accordo e rimandarne i soli effetti tributari. In altre parole, viene riconosciuta rilevanza fiscale soltanto


all’eventuale proroga dell’efficacia giuridica del conferimento, dipendendo la prima dalla seconda.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 29/05/2008, n. 217/E)


 


 


4) Studi di settore – Periodo d’imposta 2007: I chiarimenti ufficiali a ridosso degli adempimenti dichiarativi


L’Agenzia delle Entrate ha fornito i tanti chiarimenti sull’applicazione dei 68 nuovi studi di settore approvati il 06/03/2008 ed in vigore dal periodo d’imposta 2007.


Questi, in particolare, sono gli argomenti esaminati dalla circolare n. 44/E/2008:


– Gli indicatori di normalità economica e la valutazione dell’analisi di normalità economica in sede di accertamento;


– l’aggiornamento della territorialità generale e quella specifica del commercio;


– i correttivi riguardanti gli studi in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2007;


– gli studi di settore approvati in applicazione monitorata;


– l’utilizzo degli studi evoluti per i periodi d’imposta precedenti;


– l’applicazione dei nuovi codici ATECO 2007;


– il versamento della maggiorazione del 3% per l’adeguamento in dichiarazione alle risultanze degli studi di settore;


– le novità di Gerico 2008 (la procedura presenta, rispetto allo scorso anno, numerose funzionalità che permettono di fornire maggiori informazioni al contribuente sulle modalità applicative dello studio di settore. Viene chiarito, inoltre, la funzionalità prevista delle possibili segnalazioni, da parte del contribuente, della “non applicazione” degli indicatori di normalità economica);


– le novità relative ai quadri contabili del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;


– le semplificazione degli obblighi riguardanti l’annotazione separata delle componenti rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;


– la corretta individuazione del c.d. “intervallo di confidenza” per gli studi cui si applicano i vecchi indicatori di normalità.


Tra le numerose novità, risalta la definizione con modalità più dettagliate degli indicatori di normalità, basati su una specifica analisi economica che ha consentito una differenziazione dei relativi coefficienti, non solo in relazione al cluster di appartenenza del contribuente ma anche, in alcuni casi, in funzione della presenza o meno di dipendenti e in base alla territorialità.


Le eventuali maggiori stime, derivanti dai nuovi indicatori, hanno la medesima valenza di quelle derivanti dalla tradizionale analisi di congruità operata dallo studio.


Per quanto riguarda Gerico 2008, la procedura presenta funzionalità che permettono di fornire maggiori informazioni al contribuente sulle modalità applicative dello studio di settore.
Infine, l’Agenzia fornisce chiarimenti in ordine alla corretta individuazione dell’intervallo di confidenza per gli studi di settore cui si applicano i vecchi indicatori di normalità economica di cui al comma 14 della Finanziaria 2007.


Questo di seguito è l’indice degli argomento contenuti nella neo circolare n. 44/2008:


1. Premessa


2. Gli indicatori di normalita’ economica specifici definiti dall’art. 10-bis, comma 2, della legge n. 146 del 1998


2.1 Differenze con gli indicatori di normalita’ economica previsti in via transitoria dall’art. 1, comma 14, della legge n. 296 del 2006


2.2 Indicatori di normalita’ introdotti per le imprese a decorrere dal periodo d’imposta 2007


2.3 Indicatori di normalita’ introdotti per gli studi dei professionisti approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2007


2.4 La valutazione dell’analisi di normalita’ economica in sede di accertamento


3. L’aggiornamento della territorialita’ generale e quella specifica del commercio


4. I correttivi riguardanti gli studi in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2007


4.1 L’aggiornamento del correttivo congiunturale per i settori in difficolta’


4.2 Ulteriori correttivi


5. Studi di settore approvati in applicazione monitorata


6. Utilizzo degli studi evoluti per i periodi d’imposta precedenti 7. Applicazione dei nuovi codici ATECO 2007


8. Versamento della maggiorazione del 3 per cento per l’adeguamento in dichiarazione alle risultanze degli studi di settore


9. Novita’ di GE.RI.CO. 2008


10. Novita’ relative ai quadri contabili del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore


10.1 Le novita’ comuni al quadro F e al quadro G – Elementi contabili. Il ragguaglio del valore del beni strumentali


10.2 Le altre novita’ del quadro F


10.3 Le novita’ del quadro G – Elementi contabili


11. Semplificazione degli obblighi riguardanti l’annotazione separata delle componenti rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore


12. Individuazione del c.d. “intervallo di confidenza” per gli studi cui si applicano gli indicatori di normalita’ di cui all’art. 1, comma 14, della legge n. 296 del 2006


ALLEGATO 1 – ELENCO STUDI APPROVATI IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA 2007


ALLEGATO 2 – ELENCO DEGLI STUDI DI SETTORE DA REVISIONARE PER IL PERIODO D’IMPOSTA 2008


ALLEGATO 3 – STUDI DI SETTORE IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA 2007


1. COMPARTO DELLE MANIFATTURE


1.1 Valutazioni di carattere generale


1.2 Studi monitorati e studi approvati in via definitiva


1.3 Aggiornamento dei correttivi specifici (c.d. fattore di adattamento) previsti per gli studi TD20U, TD32U e TD35U


1.4 Introduzione di un nuovo fattore di adattamento per gli studi TD40U e TD41U a decorrere dal periodo d’imposta 2007


1.5 Altri fattori di adattamento


1.6 L’introduzione di un nuovo correttivo congiunturale per gli studi di settore: UD07A, UD07B, UD08U, UD13U, UD14U e UD18U


1.7 Studio di settore TD39U – Fabbricazione di coloranti e vernici


1.8 Studio di settore TD40U – Fabbricazione di motori, generatori ed altri apparecchi elettrici e TD41U – Fabbricazione di macchine ed attrezzature per ufficio


1.9 Studio di settore TD42U – Fabbricazione di elementi per ottica


1.10 Studio di settore TD43U – Fabbricazione di apparecchi medicali e protesi


1.11 Studio di settore TD44U – Fabbricazione di accessori per autoveicoli, motoveicoli, biciclette


1.12 Studio di settore TD45U – Lavorazione e commercio all’ingrosso di caffe’


1.13 Studio di settore TD46U – Fabbricazione di prodotti chimici


1.14 Studio di settore TD49U – Fabbricazione di materassi


1.15 Studio di settore UD01U – Produzione e commercio al dettaglio di pasticceria


1.16 Studio di settore UD02U – Produzione di paste alimentari


1.17 Studio di settore UD06U – Fabbricazione di ricami


1.18 Studio di settore UD07A – Fabbricazione di articoli di calzetteria e UD07B – Confezioni ed accessori per abbigliamento


1.19 Studio di settore UD08U – Fabbricazione di calzature, parti ed accessori


1.20 Studio di settore UD10B – Confezionamento di biancheria da letto,  da tavola e per l’arredamento


1.21 Studio di settore UD12U – Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di panetteria


1.22 Studio di settore UD13U – Finissaggio dei tessili


1.23 Studio di settore UD14U – Tessile


1.24 Studio di settore UD18U – Fabbricazione di prodotti in ceramica e terracotta


1.25 Studio di settore UD34U – Fabbricazione di apparecchi medicali e protesi


2. COMPARTO DEL COMMERCIO


2.1 Valutazioni di carattere generale


2.2 Studio di settore TM41U – Commercio all’ingrosso di computer e attrezzature per ufficio


2.3 Studio di settore TM80U – Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione


2.4 Studio di settore TM82U – Commercio all’ingrosso di minerali metalliferi, di metalli ferrosi e semilavorati e di metalli non ferrosi e prodotti semilavorati


2.5 Studio di settore TM83U – Commercio all’ingrosso di prodotti chimici


2.6 Studio di settore TM84U – Commercio all’ingrosso di macchine utensili


2.7 Studio di settore TM85U – Commercio al dettaglio di generi di monopolio (tabaccherie)


2.8 Studio di settore TM86U – Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici


2.9 Studio di settore UM01U – Commercio al dettaglio di alimentari


2.10 Studio di settore UM02U – Commercio al dettaglio di carni


2.11 Studio di settore UM03A – Commercio al dettaglio ambulante di alimentari e bevande


2.12 Studio di settore UM03B – Commercio al dettaglio ambulante di tessuti ed abbigliamento


2.13 Studio di settore UM03C – Commercio ambulante di mobili, articoli di uso domestico


2.14 Studio di settore UM03D – Commercio ambulante di calzature e pelletterie


2.15 Studio di settore UM04U – Farmacie


2.16 Studio di settore UM05U – Commercio al dettaglio di confezioni, biancheria, calzature e articoli di pelletteria


2.17 Studio di settore UM07U – Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria


2.18 Studio di settore UM15A – Commercio al dettaglio di orologi e gioielleria


2.19 Studio di settore UM27A – Commercio al dettaglio di frutta e verdura


2.20 Studio di settore UM27B – Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi


2.21 Studio di settore UM28U – Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento, di biancheria per la casa e di tappeti 2.22 Studio di settore UM40A – Commercio al dettaglio di fiori e piante


3. COMPARTO DEI SERVIZI


3.1 Valutazioni di carattere generale 3


3.2 Studio di settore TG40U – Locazione, valorizzazione, compravendita di beni immobili propri. Studio di settore TG69U – Costruzioni


3.3 Studio di settore TG41U – Ricerche di mercato e sondaggi di opinione


3.4 Studio di settore TG90U – Esercizio della pesca


3.5 Studio di settore TG91U – Agenti, mediatori e periti assicurativi, promotori e agenti finanziari e mediatori creditizi


3.6 Studio di settore TG92U – Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attivita’ in materia di amministrazione, contabilita’ e tributi


3.7 Studio di settore TG93U – Design e stiling relativo a tessili, abbigliamento, calzature, gioielleria, mobili e altri beni personali e per la casa


3.8 Studio di settore TG94U – Produzioni e distribuzioni cinematografiche e attivita’ radiotelevisive


3.9 Studio di settore TG95U – Centri benessere e stabilimenti termali


3.10 Studio di settore UG39U – Agenzie di mediazione immobiliare


3.11 Studio di settore UG44U – Esercizi alberghieri ed extra alberghieri


3.12 Studi di settore UG61A-B-C-D-E-F-G-H


3.13 Studio di settore UG66U – Software house e riparazione macchine per ufficio


3.14 Studio di settore UG67U – Lavanderie industriali, a secco e tintorie


3.15 Studio di settore UG74U – Studi e laboratori fotografici


4. COMPARTO DELLE ATTIVITA’ PROFESSIONALI


4.1 Valutazioni di carattere generale


4.2 Applicazione definitiva degli studi di settore (TK23U, TK24U, TK25U, UK03U, UK04U, UK05U e UK18U)


4.3 Principali novita’ degli studi relativi ad attivita’ professionali


4.4 Le evoluzioni degli studi di settore relativi alle attivita’ professionali


4.5 Indicatori di normalita’ economica


4.6 Studio di settore TK26U – Attivita’ delle guide e degli accompagnatori turistici


4.7 Studio di settore TK27U – Attivita’ professionali relative all’informatica e servizi connessi


4.8 Studio di settore TK28U – Professionisti o imprese operanti nel campo della regia di spettacolo e nel campo della recitazione


4.9 Studio di settore UK02U – Attivita’ degli studi di ingegneria


4.10 Studio di settore UK06U – Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attivita’ in materia di amministrazione, contabilita’ e tributi


4.11 Studio di settore UK17U – Attivita’ tecniche svolte da periti industriali


Infine, si evince dalla stessa circolare che gli accertamenti basati sui detti, nuovi studi di settore, anche nel caso di maggiori ricavi o compensi derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità, “devono essere sempre calibrati tenendo in debito conto tutti gli elementi offerti dal contribuente per dimostrare che i ricavi o compensi presunti non sono stati effettivamente conseguiti”. Ciò in quanto l’azione di controllo deve essere sempre ispirata a “…criteri di ragionevolezza tali da evitare la penalizzazione di contribuenti per i quali il meccanismo presuntivo potrebbe risultare non idoneo a cogliere le effettive condizioni di esercizio dell’attività, soprattutto nel caso in cui evidenzi scostamenti rilevanti


rispetto al dichiarato….”.


(Circolare Agenzia delle Entrate 29/05/2008, n. 44/E)


 


 


5) Redditi diversi – Cessione dell’immobile in usufrutto prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto


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