Novità fiscali del 24 giugno 2008: studi di settore: nuovi chiarimenti; promotori finanziari; fatturazione elettronica; reddito da scioglimento agevolato


 






Indice:


 


1) Regimi del consolidato nazionale e della trasparenza fiscale


 


2) Studi di settore: Nuovi chiarimenti


 


3) Pagamento quattordicesima ai pensionati


 


4) In scadenza il termine per rivalutare il valore di acquisto di partecipazioni e terreni


 


5) Per i promotori finanziari le somme ricevute, dietro accantonamento, costituiscono sopravvenienze attive


 


6) Sale cinematografiche: limite annuale di utilizzazione crediti d’imposta


 


7) Fatturazione elettronica: Modalità di conservazione delle fatture elettroniche


 


8) Reddito da scioglimento agevolato: Il valore catastale è utilizzabile nella determinazione delle imposte dirette anche se l’immobile non è di tipo abitativo


 


9) Brevi fiscali


 


 


1) Regimi del consolidato nazionale e della trasparenza fiscale


L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 47 del 18/06/2008, ha fornito chiarimenti anche per la disciplina del consolidato fiscale e per il regime della trasparenza fiscale.


Interruzione consolidato – attribuzione perdite


Le perdite fiscali residue esistenti all’atto dell’interruzione del regime del consolidato vanno ripartite con il criterio a suo tempo indicato mediante la comunicazione di avvenuto esercizio congiunto dell’opzione, non rileva la circostanza che tali perdite siano (in tutto o in parte) conseguenti all’applicazione delle rettifiche di consolidamento di cui all’art. 122 del TUIR (nella versione precedente alla modifiche apportate dalla legge finanziaria per il 2008).


Infatti, le perdite residue all’atto dell’interruzione anticipata del regime (o del mancato rinnovo dell’opzione alla scadenza del triennio) spettano, quale regola generale, al soggetto consolidante (art. 124, comma 4, del TUIR).


Qualora i soggetti partecipanti al regime (avvalendosi della facoltà concessa dall’art. 13, comma 8, del D.M. 9/6/2004) abbiano optato per il criterio alternativo dell’attribuzione delle perdite residue ai soggetti “che le hanno prodotte”, la ripartizione delle stesse deve avvenire secondo tale criterio, che, peraltro, va espressamente indicato nella comunicazione di avvio del regime di tassazione consolidata.


Perdite pregresse


L’art. 36, comma 9, D.L. 223/2006 ha modificato il comma 3, art.115, TUIR, prevedendo l’impossibilità da parte dei soci della società partecipata di compensare i redditi attribuiti da quest’ultima con le perdite generatesi nei periodi ante trasparenza.


La decorrenza delle nuove modalità di compensazione é stata fissata dal comma 23, art. 2, D.L. 262/2006, che ha previsto il divieto di compensazione con riferimento ai redditi delle società partecipate relativi a periodi d’imposta che iniziano dopo il 4/7/2006 e quindi nel caso di società partecipata con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare a partire dal 2007.


La disposizione si applica per le perdite della partecipante ante opzione trasparenza ancora disponibili indipendentemente dal periodo di formazione delle stesse.


Alla luce di ciò, nel caso di specie, non è stata concessa la possibilità di utilizzare le perdite del 2003 da parte della società partecipante con utile 2007 attribuito dalla partecipata.


Opzione inviata tardivamente: Niente regime del consolidato o della trasparenza fiscale


Non sono validi i regimi di tassazione consolidata o di tassazione per trasparenza per quei soggetti che hanno inviato le relative comunicazioni tardivamente sulla base del comportamento concludente adottato in dichiarazione, anche qualora l’opzione sia stata esercitata con lievissimo ritardo rispetto alla scadenza


Sono state confermate le precedenti indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con le circolari n. 49/2004 e n. 53/2004 che non consentono in alcun caso l’adozione dei predetti regimi in caso di mancato rispetto delle scadenze.


L’irrilevanza degli eventuali comportamenti concludenti tenuti dal contribuente in dichiarazione discende dalla circostanza che l’invio della comunicazione di avvio del regime costituisce una condizione essenziale per l’ammissione al regime.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 18/06/2008, n. 47)


 


 


2) Studi di settore: Nuovi chiarimenti


Infine, con la medesima circolare n. 47 del 18/06/2008, l’Agenzia delle Entrate, si è soffermata su talune particolari casistiche concernenti la disciplina degli studi di settore.


Con il seguente intervento, si conclude pertanto l’analisi della citata ampia circolare, i cui contenuti sono stati evidenziati, nei precedenti nostri articoli pubblicati sulle novità fiscali del giorno.


Intervallo di confidenza: Valutazione della congruità anche ai fini delle della disapplicazione della disciplina sulle società di comodo


Nella circolare n. 5/E del 23 gennaio 2008, l’Agenzia ha precedentemente fornito chiarimenti.


Come già evidenziato, il posizionamento del ricavo dichiarato all’interno del c.d. “intervallo  di confidenza”, viene, comunque, ritenuto un ricavo o compenso “possibile”.


Nella citata circolare n. 5/E del 2008, é stato evidenziato agli uffici che: “l’attività di accertamento sulla base degli studi di settore deve essere prioritariamente rivolta nei confronti di quei contribuenti “non congrui” che, sulla base delle risultanze della contabilità, hanno dichiarato un ammontare di ricavi o compensi inferiori al ricavo o compenso minimo di riferimento derivante dall’applicazione delle risultanze degli studi di settore.”


Ciò va, dunque, inteso nel senso che, nei confronti dei contribuenti ritenuti non congrui che si collocano “naturalmente” all’interno del c.d. “intervallo di confidenza”, gli uffici devono valutare in maniera “residuale” la possibilità di selezionare tali soggetti ai fini dell’attività di controllo, solo dopo aver privilegiato la selezione delle posizioni di quei soggetti che presentano scostamenti di valore più elevato.


Riguardo i benefici previsti dal comma 4-bis dell’art. 10 della legge 146/98, nonché all’esclusione (disapplicazione per il 2007) dalla disciplina delle società di comodo dei contribuenti risultanti congrui e coerenti, poiché si tratta di norme di favore nei confronti di tali soggetti, il legislatore ha previsto che siano rispettate alcune condizioni per poter fruire dei benefici stessi.


In particolare:


– ai fini della inibizione dei poteri di accertamento, la legge richiede espressamente la congruità del soggetto beneficiario tenendo conto degli indicatori di normalità economica previsti dai commi 13 e 14 della legge 296/2006;


– ai fini dell’esclusione (disapplicazione per il 2007) dalla disciplina delle società di comodo, la relativa norma richiede a sua volta la congruità e coerenza ai fini degli studi di settore del soggetto beneficiario.


Pertanto, per usufruire dei benefici previsti dal comma 4-bis dell’art. 10 della legge 146/98, ovvero per l’esclusione (disapplicazione per il 2007) dalla disciplina delle società di comodo, il contribuente deve dichiarare, anche per effetto dell’adeguamento:


– ricavi o compensi in misura non inferiore al livello minimo risultante dalla applicazione degli studi di settore che tengono conto degli indicatori di normalità economica approvati con il decreto 20/3/2007 o, se di ammontare più elevato, al livello puntuale di riferimento risultante dalla applicazione degli studi di settore senza tenere conto degli indicatori medesimi, se tali studi prevedono l’applicazione degli indicatori di normalità economica di cui all’art. 1, comma 13, della legge 296/2006;


– ricavi o compensi in misura non inferiore al ricavo puntuale di riferimento indicato dagli studi di settore, se gli stessi prevedono l’applicazione degli indicatori di normalità economica di cui all’art. 10 bis, della legge 146/98.


Compensi agli amministratori: La nuova sezione inserita nel quadro F del modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2007


Nei nuovi modelli per la raccolta dati, quadro F informazioni contabili, é stato inserito un prospetto per l’indicazione di alcune informazioni relative agli amministratori di società.


In particolare, la nuova sezione del quadro F – Ulteriori informazioni contabili – é stata introdotta per monitorare l’entità del fenomeno della corresponsione di compensi ai soci che rivestono la qualifica di amministratori all’interno della società.


L’acquisizione delle nuove informazioni relative ai soci amministratori consentirà all’Agenzia di disporre di tutti gli elementi utili al fine di valutare la possibilità di introdurre innovazioni nella funzione di stima dei nuovi studi di settore.


Tali nuove informazioni non hanno nessun ulteriore impatto sul calcolo dei risultati forniti dal software Gerico 2008.


Valore dei beni strumentali. Indicazione, nel quadro F, in caso di minor utilizzo del bene.


Riguardo al problema del ridotto utilizzo dei beni strumentali e dei possibili riflessi sul calcolo dei ricavi stimati dagli studi di settore, ai fini dalla valutazione della posizione dei soggetti “non congrui” con le risultanze degli studi di settore dell’area manifatturiera, occorre tenere in considerazione l’età e il livello di obsolescenza dei macchinari e dei beni strumentali nonché l’effettivo grado di utilizzo degli stessi.


La valutazione di questi aspetti deve essere condotta durante la fase del contraddittorio ove può avvenire una riduzione dei ricavi stimati originariamente dallo studio di settore (tranne nel caso in cui siano stati già previsti eventuali “correttivi” che tengano già in considerazione la situazione evidenziata dal contribuente).


Pertanto, in tale caso, il contribuente non deve operare nessuna riduzione del valore dei beni strumentali da indicare nel quadro F degli elementi contabili.


Si ricorda, invece, che il valore dei beni strumentali, non utilizzati nel corso del periodo di imposta, e le cui quote di ammortamento non sono state inseriti nel conto economico, non deve essere indicato (in particolare le istruzioni ministeriali avvertono che: “è possibile non tener conto del valore dei beni strumentali inutilizzati nel corso del periodo d’imposta a condizione che non siano state dedotte le relative quote di ammortamento”)


Analisi della normalità economica: Effetti sulla congruità per gli studi in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2007


E’ stato chiesto perché il software Ge.Ri.Co. 2008, per gli studi revisionati per il 2007, propone comunque due livelli di risultato (quello base e quello comprensivo degli effetti prodotti dagli indicatori di normalità economica) e quale sia il legame tra queste due grandezze, vale a dire se davvero si possa parlare di unico risultato di congruità e di normalità economica.


A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la stima del ricavo o compenso operata da Ge.Ri.Co. sulla base dei dati dichiarati dal contribuente si compone dell’analisi della congruità e di quella della normalità economica.


I risultati di tali analisi sono distintamente indicati dal software, che fornisce sia l’esito della stima operata secondo la tradizionale analisi della congruità, sia il dettaglio relativo agli eventuali maggiori ricavi derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica.


In ogni caso, il risultato cui il contribuente deve fare riferimento sul raggiungimento della congruità é quello indicato da Ge.Ri.Co. sotto l’intestazione “Risultati dell’applicazione dell’analisi della congruità e della normalità economica” (*).






(*) In particolare:


1) con riferimento ai 68 studi di settore, approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2007, per i quali trovano applicazione i nuovi indicatori di normalità economica disciplinati dall’art. 10-bis, comma 2, della legge n. 146 del 1998, introdotto dal comma 13 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), Ge.Ri.Co. fornisce il dato relativo al ricavo (o compenso) puntuale e minimo di riferimento, ottenuto come somma della stima effettuata tramite l’analisi della congruità e gli eventuali maggiori importi derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica;


2) per gli studi nei quali, invece, trovano ancora applicazione gli indicatori di normalità economica di cui al comma 14 dell’art. 1 della legge finanziaria per il 2007, Ge.Ri.Co. fornisce un unico risultato (ricavo o compenso) di riferimento, pari al maggiore tra i seguenti valori:


– livello minimo risultante dall’applicazione degli studi di settore tenendo conto delle risultanze degli indicatori di normalità economica di cui al comma 14, art. 1, della legge finanziaria per il 2007;


– livello puntuale di riferimento risultante dalla applicazione degli studi di settore senza tener conto delle risultanze degli indicatori medesimi.


Anomalie relative al funzionamento degli indicatori di normalità economica previsti per gli studi approvati con decreto del 6/3/2008


Le ipotesi che possono giustificare anomalie nel funzionamento degli indicatori di normalità economica sono illustrate nelle circolari n. 31/E e n. 38/E del 2007, e nel Comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 28/6/2007.


Peraltro, tali indicazioni si possono applicare, per quanto compatibili, anche per gli indicatori di normalità previsti nei nuovi studi approvati con decreti 6/3/2008, in vigore a decorrere dal 2007.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 18/06/2008, n. 47)


 


 


3) Pagamento quattordicesima ai pensionati


Sono più di 2 milioni e 300 mila i pensionati che riceveranno, insieme alla pensione di luglio, la somma aggiuntiva non tassata, la cosiddetta quattordicesima.


La somma complessiva destinata ai pensionati è di circa 919 milioni di euro, mentre l’importo medio della quattordicesima è di 389 euro.


Lo ha reso noto l’INPS, che ha, inoltre, comunicato di avere già inviato a ciascun pensionato una lettera con l’indicazione precisa dell’importo a cui ha diritto.


Se qualche pensionato non la ricevesse e ritenesse di avere diritto alla somma aggiuntiva, può rivolgersi comunque agli uffici INPS, o agli enti di patronato, dove riceverà le informazioni necessarie per richiederne il pagamento.


(INPS, nota del 23/06/208)


 


 


4) In scadenza il termine per rivalutare il valore di acquisto di partecipazioni e terreni


Il 30/06/2007 scade il termine per beneficiare della rivalutazione delle partecipazioni non negoziate in borsa e dei terreni posseduti alla data del 1/1/2008.


L’operazione interessa, in particolare, coloro che effettuano operazioni suscettibili di generare redditi diversi.


L’imposta sostitutiva è dovuta nella misura del 2% per le partecipazioni non qualificate e per il 4% con riferimento alle partecipazioni qualificate e alle aree edificabili e non.


Per quanto riguarda la convenienza dell’operazione essa si pone in relazione all’ammontare della plusvalenza potenziale.


Maggiore è tale valore e tanto più conveniente risulta l’operazione.


La valutazione è semplice per i soggetti che hanno in corso trattative, mentre è più complessa per i contribuenti che devono fondare la scelta su semplici previsioni.


La legge finanziaria per l’anno 2008 ha, quindi, riproposto la possibilità di rivalutare il costo dei terreni edificabili e con destinazione agricola oltre che delle partecipazioni in società non quotate.


La rivalutazione può essere utilizzata dalle persone fisiche, dalle società di fatto e dagli enti non commerciali, in relazione a partecipazioni o terreni agricoli ed edificabili posseduti alla data del 1° gennaio 2008.


Una volta rideterminato il valore alla data di riferimento, per calcolare l’imposta sostitutiva dovuta si devono applicare le aliquote del:


– 2% per le partecipazione non qualificate,


– 4% per quelle qualificate e per i terreni sull’intero nuovo valore della partecipazione o del terreno.


La data entro cui predisporre e giurare la perizia di stima ed entro cui versare l’imposta sostitutiva è stabilita al 30 giugno 2008;


È, inoltre, possibile eseguire il versamento rateale dell’imposta, fino a un massimo di tre rate; in tal caso sono dovuti interessi nella misura del 3% sulla seconda e terza rata, che vanno versate, rispettivamente, entro il 30/6/2009 ed il 30/6/2010.


Con la Risoluzione n. 144/E del 10/4/2008 l’Agenzia delle Entrate ha indicato i codici tributo da utilizzare per il versamento dell’imposta sostitutiva (i codici, ora ridenominati, sono i medesimi già istituiti per il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni posseduti all’1.1.2005).










8055


“Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati”


8056


“Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola”


Il riconoscimento fiscale del valore rivalutato passa, pertanto, attraverso due fasi:


La predisposizione di un’apposita perizia giurata che accerta il valore del bene al 1/1/2008 ed il versamento dell’intera imposta sostitutiva o della prima rata in caso di rateizzazione. Una volta rispettati questi due adempimenti la rivalutazione è perfezionata ed è irreversibile.


Ciò significa che anche un solo giorno di ritardo nell’effettuazione dei versamenti impedisce il conseguimento del beneficio fiscale.


Invece la mancata indicazione dei dati relativi all’operazione all’interno del Modello Unico, non determina le medesime conseguenze (si veda Il Sole 24 Ore del 23/6/2008).


Nel caso di rivalutazione di più beni distinti, il contribuente può utilizzare un unico modello F24 cumulativo per il versamento.


Nel caso di beni in comproprietà, ciascun soggetto provvede ad effettuare un versamento autonomo.


 


 


5) Per i promotori finanziari le somme ricevute, dietro accantonamento, costituiscono sopravvenienze attive


Le somme incentivanti accantonate, da pagare ai promotori finanziari, nell’ambito di un rapporto d’agenzia, sono sempre sopravvenienze attive.


L’attività esercitata dal promotore finanziario, giacché ausiliaria di quella bancaria, è, infatti, produttiva di reddito d’impresa.


Pertanto si rendono applicabili le norme previste dall’art. 55 e seguenti del Tuir, tra le quali l’art. 56 che, per la determinazione del reddito relativo all’impresa esercitata dalle persone fisiche e dalle società di persone, fa rinvio alle disposizioni sulla determinazione della base


imponibile ai fini Ires.


Il comma 1 dell’art. 109 del Tuir (“Norme generali sui componenti del reddito d’impresa”) fissa il principio di competenza statuendo che i ricavi, le spese e gli altri componenti positivi e negativi, di regola, concorrono a formare il reddito nell’esercizio di competenza.


E’, quindi, evidente che il ricavo, affinché possa partecipare alla formazione del reddito d’impresa, deve essere connotato da due ulteriori elementi: certezza della sua esistenza (l’an) e determinabilità del suo ammontare (il quantum).


Quindi, una volta stabilito l’esercizio di competenza di un componente di reddito, occorre verificare che esso sia certo e oggettivamente determinabile, e in caso contrario occorre attendere l’esercizio in cui entrambe tali condizioni saranno verificate.


Nel caso di specie (1), l’avveramento della condizione é stato riconosciuto dal Tribunale, che ha accertato il diritto del promotore alle somme maturate.


Il diritto alla percezione delle somme é divenuto certo e determinabile solo nel periodo di imposta in cui è intervenuta la sentenza e, pertanto, il componente positivo di reddito deve essere rilevato nella dichiarazione dei redditi relativa a tale periodo d’imposta.


Peraltro tale componente attivo deve essere qualificato sempre come sopravvenienza attiva (art. 88 del TUIR), nonostante la vicenda correlata alla corresponsione delle somme incentivanti si chiuda in anticipo rispetto alla previsione contrattuale.


Non è stata, quindi, condivisa la tesi del contribuente in base alla quale le suddette somme  avrebbero natura risarcitoria, poiché destinate a compensare dei minori redditi percepiti negli anni, a causa dei relativi accantonamenti.


Dalla stessa sentenza del Tribunale, la quale ha affermato l’efficacia della transazione, è emerso che le somme accantonate conservano la originaria natura di incentivi, integrativi del sistema di provvigioni standard.


Pertanto, tali somme incentivanti devono concorrere come sopravvenienze attive al reddito relativo al periodo d’imposta in cui il diritto alla corresponsione delle stesse acquista carattere di certezza.


Nota (1) Il caso di specie (quesito posto all’Agenzia delle Entrate):


___________________________


L’interpellante ha svolto l’attività di promotore finanziario in favore della Società ALFA in forza di un contratto di agenzia, a tempo indeterminato con esclusiva e senza rappresentanza, stipulato in data ….1992.


A decorrere dal 01/01/2002 la Società mandante ha istituito un piano decennale di accantonamento a favore dei collaboratori, denominato SIGMA, in base a al quale le somme accantonate dovevano essere erogate nel mese di gennaio del decimo anno successivo a quello del primo accantonamento.


Tuttavia, nel corso del 2005, la Società ha proposto ai suoi promotori finanziari un nuovo contratto d’agenzia, che non prevedeva più il SIGMA., e una “transazione”, che comportava il riconoscimento dell’importo di 10.551,00 euro in sostituzione dei premi accantonati negli anni 2002, 2003 e 2004.


L’interpellante ha sottoscritto la transazione ma ha deciso di non firmare il nuovo contratto di agenzia e la Società, dal canto suo, si è rifiutata di versare il predetto importo ritenendo quest’ultimo indissolubilmente legato e condizionato alla sottoscrizione del predetto nuovo contratto di agenzia.


Nell’impossibilita’ di raggiungere un accordo sul punto, le parti sono addivenute ad una causa civile, tenutasi presso il Tribunale di …, il quale, con sentenza del Giudice del Lavoro n. … depositata il …2007, ha disposto che ALFA versasse all’istante la somma di 10.551,00 oltre a spese e interessi.


Ciò posto, si chiede quale sia il trattamento fiscale applicabile, ai fini dell’IRPEF, all’emolumento in questione


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(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 23/06/2008, n. 258)


 


 


6) Sale cinematografiche: limite annuale di utilizzazione crediti d’imposta


Il tetto introdotto dalla Finanziaria 208 per l’utilizzo dei crediti d’imposta da indicare nel quadro “RU”, pari a 250.000 euro l’anno, vale anche per i titolari di sale cinematografiche e si estende alle somme eventualmente già maturate alla data del 1/1/2008.


Il riferimento temporale contenuto nella norma, infatti, riguarda il momento dell’utilizzo del “bonus”, a prescindere da quando si è formato.


Il limite, però, non è assoluto, poiché i 250.000 euro – come ha precisato la risoluzione ministeriale 9/D/2008 – possono essere cumulati con i 516.000 (516.456,90) stabiliti, come tetto generale, dal D.Lgs. n. 241/97.


Si potranno di conseguenza effettuare compensazioni per oltre 766mila euro e, nel caso in cui ci si trovi nella condizione di non poter sfruttare il limite generale, utilizzare i crediti da quadro “RU” anche oltre la soglia introdotta dall’ultima Finanziaria, fino a colmare la differenza non sfruttata.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 23/06/2008, n. 259)


 


 


7) Fatturazione elettronica: Modalità di conservazione delle fatture elettroniche emesse nei confronti dei clienti di una certa linea di attività non gestita con contabilità separata


Anche nell’ipotesi di più attività gestite senza contabilità separata, le relative fatture destinate al medesimo cliente possano essere elettroniche per alcune linee di attività  e analogiche per altre, purché individuate da una distinta serie numerica per ciascuna attività e annotate in un apposito registro sezionale ovvero in un distinto blocco sezionale dell’unico registro delle fatture emesse.


Inoltre, la necessità che per lo stesso cliente e per la stessa linea di attività sia adottata un’unica modalità di emissione e conservazione delle fatture può essere derogata quando, ad esempio, il consenso alla ricezione delle fatture elettroniche venga dato o revocato in corso d’anno.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 23/06/2008, n. 260)


 


 


8) Reddito da scioglimento agevolato: Il valore catastale è utilizzabile nella determinazione delle imposte dirette anche se l’immobile non è di tipo abitativo


Si tratta della procedura di scioglimento agevolato, prevista nei commi da 111 a 117 della legge finanziaria per il 2007, che è stata riproposta con alcune modifiche dall’art. 1, comma 129, della Finanziaria 2008.


Possono beneficiare della nuova procedura di scioglimento agevolato le società considerate non operative nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 o quelle che a tale data si trovano nel primo periodo d’imposta.


Per beneficiare dell’agevolazione è necessario, inoltre, che la società:


– Effettui la delibera di scioglimento entro il 31 maggio 2008;


– effettui la cancellazione dal registro imprese entro un anno dalla delibera di scioglimento  abbia come soci persone fisiche iscritte nell’apposito libro soci alla data del 1° gennaio 2008.


L’agevolazione consiste nell’applicare un’imposta sostitutiva del 10% sul reddito prodotto tra l’inizio e la chiusura della liquidazione, evitando in tal modo la tassazione ordinaria stabilita per le imposte sui redditi e per l’imposta regionale sulle attività produttive.


È prevista, inoltre, un’imposta sostitutiva del 5% da applicare sui saldi attivi di rivalutazione, ossia su quelle poste di bilancio riconducibili a speciali leggi di rivalutazione.


Nel determinare il reddito della procedura di liquidazione, il comma 114 della Finanziaria 2007 consente di valutare i beni immobili assegnati ai soci secondo il criterio dei moltiplicatori catastali.


Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha, adesso, chiarito che il predetto criterio catastale è applicabile, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, a tutte le tipologie di immobili.
Viceversa,  nella determinazione dell’imposta di registro si può applicare il criterio catastale solo in presenza di immobili abitativi.


Nel caso di specie, la società, ai fini della determinazione del reddito relativo alla fase di liquidazione, può calcolare la plusvalenza derivante dall’assegnazione dell’immobile rientrante nella categoria catastale C1 mediante differenza tra il valore normale determinato su base catastale e il costo fiscalmente riconosciuto dello stesso.


Il medesimo valore catastale viene, quindi, preso quale riferimento per la determinazione del reddito di capitale dei soci: per questi ultimi il reddito é pari alla differenza tra il valore normale determinato su base catastale del bene assegnato – diminuito dell’importo assoggettato ad imposta sostitutiva al netto dell’imposta sostitutiva stessa – e il costo


fiscalmente riconosciuto della partecipazione.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 23/06/2008, n. 261)


 


 






9) Brevi (Tra cui la circolare Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili):


 


Procedure concorsuali: La nomina del professionista


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