Novità fiscali del 12 giugno 2008: contabilità regolarmente tenuta: niente studi di settore! Il nuovo calendario delle dichiarazioni fiscali


 






Indice:


 


1) Contabilità regolarmente tenuta: Niente studi di settore


 


2) Studi di settore: Le comunicazioni telematiche anche agli intermediari per le anomalie riscontrate nel triennio 2004-2006


 


3) Sanzioni ISTAT:  i riversamenti vanno sulla contabilità speciale


 


4) Ulteriore detrazione ICI per abitazione principale: Soppresso il codice tributo 3900


 


5) Dichiarazioni fiscali: Le nuove scadenze dei mod. 730, 770 e UNICO – il nuovo calendario delle dichiarazioni fiscali


 


1) Contabilità regolarmente tenuta: Niente studi di settore


I valori derivanti da elaborazioni sulla base di studi settoriali costituiscono solo un insieme di dati statistici che non possono intaccare una contabilità regolarmente tenuta.


Tali valori, laddove non siano supportati da altre risultanze, non sono idonei  ad integrare i presupposti dell’accertamento fiscale di cui all’art. 39, D.P.R. n. 600/1973.


In tal senso, si era già espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14252/07, che   Corte ha stabilito che in presenza di una contabilità regolarmente tenuta, l’accertamento di maggiori ricavi sulla base della difformità della percentuale di ricarico applicata dall’imprenditore rispetto a quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza ha valore di prova, ai sensi dell’art. 39, del DPR 600/1973, solo se tale difformità “raggiunga livelli di abnormità ed irragionevolezza tali da privare la stessa documentazione contabile di ogni attendibilità”.


Accertamento induttivo: In taluni casi è, invece, legittimo anche in presenza di contabilità formalmente regolare


La medesima Corte di Cassazione con la sentenza n. 13952 del 28/05/2008, nel campo dell’IVA, ha precisato che l’art. 54, D.P.R. n. 633/1972 consente la rettifica anche in presenza di dati contabili formalmente regolari, suscettibili di essere incrinati dall’utilizzo di presunzioni semplici purché siano gravi, precise e concordanti; deve pertanto ritenersi legittima – pur in presenza di regolari scritture contabili.


In particolare, è stata ritenuta legittima la ricostruzione indiretta dei ricavi e del volume d’affari di un parrucchiere effettuata sulla base del consumo di energia elettrica e della mancata giacenza di beni di largo consumo (ad es. lo shampoo).


Per cui le risultanze da studi di settore, come affermato dalla stessa Agenzia delle Entrate danno origine a delle presunzioni di natura semplice che necessitano di elementi probatori dotati degli elementi suddetti (gravità, precisione e concordanza).


Accertamento del reddito d’impresa in maniera analitica: L’onere della prova è, invece, a carico del contribuente


A parte i suddetti accertamenti sulla base di dati statistici, viceversa, nell’ambito della individuazione del reddito di impresa con modalità analitica, sempre la Cassazione con la sentenza n. 13516 del 26/05/2008 ha nuovamente considerato quali ricavi del reddito d’impresa, ai sensi dell’art. 32, D.P.R. n. 600/1972 sia i prelevamenti, sia i versamenti, di cui l’imprenditore non sia riuscito a dimostrare, peraltro, che i versamenti siano stati registrati in contabilità e che i prelevamenti siano serviti per pagare i debiti aziendali od altri beneficiari ben individuati, e che, quindi, non costituiscano utili occultati.


Perdita dei documenti contabili


Infine, La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13482 del 26/05/2008, ha stabilito che nell’ipotesi in cui l’Amministrazione finanziaria contesti al contribuente una indebita detrazione di fatture perchè relative ad operazioni inesistenti, la prova della legittimità e della correttezza delle detrazioni IVA deve essere fornita dal contribuente con l’esibizione dei documenti contabili legittimanti.


La Suprema Corte, ha, infatti, ricordato che nel momento in cui si paga l’IVA a fronte di una cessione, il contribuente acquisisce il diritto a portare l’imposta a detrazione alle previste condizioni normative e tale diritto si può esercitare solo se vengono acquisiti, conservati ed esibiti, a richiesta dell’ufficio, i documenti che attestano le operazioni effettuate.
Per cui, qualora la contabilità dello stesso contribuente sia andata distrutta la detrazione dell’IVA non può essere riconosciuta, magari esibendo la copia della denuncia fatta agli organi di polizia (furto o incendio delle scritture contabili), l’Agenzia delle Entrate è legittimata a recuperare a tassazione l’imposta detratta.


Viceversa, se il contribuente è, comunque, in grado di provare la fonte che legittima la detrazione, ricercando i documenti costitutivi del proprio diritto (ad es. copie conformi all’originale richieste ai propri fornitori), allora la detrazione compete legittimamente.


Nel caso di specie, la Corte di Cassazione, con la citata sentenza n. 13482/2008, ha confermato la legittimità dell’avviso di rettifica con cui l’Ufficio contestava ad una società (posta in liquidazione giudiziaria e quindi cessata) l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e l’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.


 


 


2) Studi di settore: Le comunicazioni telematiche anche agli intermediari per le anomalie riscontrate nel triennio 2004-2006


In arrivo sui computers degli intermediari 135mila le comunicazioni dei contribuenti soggetti agli studi di settore i cui dati presentano “anomalie”.


Le comunicazioni verranno inviate dall’Agenzia delle Entrate per via telematica a partire da oggi per segnalare incongruenze riscontrate nel triennio 2004-2006.


Destinatari delle comunicazioni sono gli intermediari che, per l’anno di imposta 2006, hanno trasmesso all’Amministrazione Finanziaria le dichiarazioni dei propri assistiti per i quali sono state riscontrate incoerenze relative alla gestione del magazzino, ai beni strumentali, alla mancata corrispondenza tra i dati indicati negli studi di settore e nel modello Unico, alla mancata indicazione di dati fondamentali e all’indicazione di cause di esclusione dall’applicazione degli studi per tre periodi d’imposta consecutivi.


Un invito che si somma alle 81mila comunicazioni partite la scorsa settimana e indirizzate direttamente ai contribuenti “anomali”.


Comune denominatore dell’iniziativa è l’invito a valutare attentamente i dati da riportare nella prossima dichiarazione dei redditi con l’obiettivo di scoraggiare eventuali comportamenti fiscali non corretti, con un’azione preventiva.


Da luglio l’Agenzia metterà a disposizione degli intermediari un software per segnalare eventuali imprecisioni riscontrate nella comunicazione o indicare le motivazioni alla base dell’anomalia.


L’applicazione informatica, scaricabile gratuitamente dal sito Internet www.agenziaentrate.gov.it, agevolerà lo scambio di informazioni con i contribuenti.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 11/06/2008)


 


 


3) Sanzioni ISTAT:  i riversamenti vanno sulla contabilità speciale


Per consentire che le somme riscosse vengano poi imputate direttamente all’ISTAT, i riversamenti devono essere eseguiti sulla contabilità speciale n. 130195, intestata a “Istituto Centrale di Statistica” intrattenuta presso la Tesoreria provinciale dello Stato di Roma (Sezione 348).


Come è noto, l’art. 3, comma 74, della legge n. 244/2007 ha introdotto modifiche all’art. 7, comma 1, del D.Lgs. n. 322/1989, stabilendo che le sanzioni amministrative irrogate nei confronti dei soggetti indicati nella norma confluiscono in apposito capitolo del bilancio dell’ISTAT.


Precedentemente all’innovazione introdotta, con risoluzione n. 11 del 6/2/2004, era stato stabilito che per il versamento delle suddette sanzioni, tramite il modello F23, fosse utilizzato il codice tributo 741T, unitamente al codice ente “IST” ed alla causale “PA”, e che le somme riscosse fossero riversate al capitolo 2301 del bilancio dello Stato.


In considerazione di tale novità per consentire che le somme riscosse con le modalità sopra indicate siano imputate direttamente all’ISTAT, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che i riversamenti vadano eseguiti sulla contabilità speciale n. 130195, intestata a “Istituto Centrale di Statistica” intrattenuta presso la Tesoreria provinciale dello Stato di Roma (Sezione 348).


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 11/06/2008, n. 238)


 


 


 


4) Ulteriore detrazione ICI per abitazione principale: Soppresso il codice tributo 3900


E’ stato soppressione il codice tributo 3900 – “ulteriore detrazione ICI per abitazione principale a carico del bilancio dello Stato, prevista dall’articolo 1, comma 5, della legge 24 dicembre 2007, n. 244


Come è noto, l’art. 1, comma 5, della L. n. 244/2007 (legge finanziaria 2008) aveva previsto, a carico del bilancio dello Stato, un’ulteriore detrazione dall’imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per le abitazioni principali, rispetto a quelle già previste a carico dei comuni.


Con la risoluzione n. 154/E del 15 aprile 2008 era stato istituito il codice tributo per consentire ai contribuenti di usufruire di tale detrazione all’atto del versamento delle somme dovute utilizzando il modello F24.


Tuttavia, il D.L. 27 maggio 2008, n. 93, in corso di conversione, all’art. 1, comma 1, ha stabilito che a decorrere dall’anno 2008 le unità immobiliari adibite ad abitazione principale, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, sono escluse dall’imposta comunale sugli immobili.


A causa di ciò, è stata, quindi, disposta la soppressione del seguente codice tributo:


“3900” – “ulteriore detrazione ICI per abitazione principale a carico del bilancio dello Stato, prevista dall’articolo 1, comma 5, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 11/06/2008, n. 239)


 


 


 






5) Dichiarazioni fiscali: Le nuove scadenze dei mod. 730, 770 e UNICO


È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 128/2008) il D.L. 03/06/2008, n. 97, recante anche le disposizioni urgenti in materia fiscale e di proroga di termini.


Infatti, sono stati differiti per il 2008 i termini per la trasmissione telematica delle dichiarazioni delle dichiarazioni dei redditi.


Vengono prorogate al 10 luglio 2008 sia le scadenze per l’invio del modello 730/2008 da parte di Caf-dipendenti e dei professionisti abilitati (prima previsto entro il 25/06/2008), sia la presentazione per il modello 770/2008 semplificato, mentre la presentazione del Modello Unico 2008 (PF, SC, SP, ENC) è passata al 30 settembre 2008 (dalla scadenza originaria prevista entro il 31/07/2008).


E’ passata, inoltre, dal 31 luglio 2008 al 30 settembre 2008 anche il versamento della prima rata, pari al 40%, dell’imposta sostitutiva per l’estromissione dei beni immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa.


Stessa scadenza anche per la dichiarazione Ici, che deve essere presentata in alcuni casi di variazione degli immobili, e per la regolarizzazione dell’imposta comunale relativa al 2007, nell’ipotesi in cui non sia stata pagata del tutto o in parte.


L’aggiornamento dello scadenze fiscali non ha interessato, invece, i termini per il versamento delle imposte.


Attenzione: I versamenti delle imposte devono continuare ad essere effettuati entro il 16 giugno 2008 ovvero dal 17 giugno al 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.


 



















































Nuove scadenze di presentazione telematica (D.L. 03/06/2008, n. 97, G.U. 03/06/2008, n. 128): Calendario delle dichiarazioni fiscali


Modello


Vecchio termine di presentazione telematica


Nuovo termine di presentazione telematica


Soggetti interessati


Modello Unico PF 2008


 


31/07/2008


 


30/09/2008


Persone fisiche


Modello Unico 2008 SP


 


31/07/2008


 


30/09/2008


Società di persone ed equiparate


Modello Unico 2008 SC


 


31/07/2008


 


30/09/2008 (1)


Società di capitali


Modello ENC


 


31/07/2008


 


30/09/2008 (1)


Enti non commerciali


Opzione IRAP


30/05/2008


31/10/2008


(si veda: Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 29/05/2008).


Provvedimento N. protocollo n. 86175 /2008


 


Modello 730


25/06/2008


10/07/2008


 


Modello 770 semplificato


 


10/07/2008


 


Modello 770 ordinario


 


31/07/2008


 


 


 


Nota (1)


Per i soggetti tenuti alla presentazione del modello Unico SC e ENC, in virtù del D.P.R. n. 322/1998, il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, compresa quella unificata (redditi, IVA ed IRAP), scade l’ultimo giorno del settimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.


Ai fini dell’adempimento della presentazione, non assume quindi rilevanza la data di approvazione del bilancio o del rendiconto, ma solo la data di chiusura del periodo d’imposta.


Ad esempio, una società di cui all’art. 73, comma 1, lett. a), del TUIR, con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, dovrà presentare la dichiarazione in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato o società del gruppo, a seguito della proroga, entro il 30/09/2008 (anziché entro il 31 luglio 2008).


Viceversa, una società con periodo d’imposta 1/7/2007 – 30/6/2008, dovrà presentare la dichiarazione dei redditi ed IRAP (Mod. UNICO 2008) in via telematica entro il 31 gennaio 2009.


Si ricorda, infine, che nel caso di presentazione in via telematica, la dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è trasmessa mediante procedure telematiche e precisamente nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 6/E del 25 gennaio 2002).


 


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Di Vincenzo D’Andò


 


 


 


 


 


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