Novità fiscali del 10 giugno 2008: plusvalenze derivanti da cessione immobiliare; lavoratori autonomi e modello Unico 2008: applicazione dell’IRAP?


 






Indice:


 


1) Plusvalenze derivanti da cessione immobiliare


 


2) Operazione di scissione parziale e IVA di gruppo


 


3) INPS: Contributi dovuti da artigiani e commercianti eccedenti il minimale e dai professionisti


 


4) Lavoratori autonomi e modello Unico 2008: Applicazione dell’IRAP ?


 


5) Determinazione del reddito derivante dall’allevamento di animali – Biennio 2007-2008


 


6) Iscop – Imposta di scopo: Delibere e regolamenti


 


7) Software di compilazione modello 770 ordinario


 


8) Aiuti di Stato incompatibili: Convertito in legge il D.L. n. 59/2008


 


 


1) Plusvalenze derivanti da cessione immobiliare


In ambito tributario, il concetto di ultimazione dei lavori di costruzione di un immobile di fatto prescinde dall’accatastamento del bene o dalla data della certificazione rilasciata in sede di collaudo, prevalendo, invece, la sostanziale fruizione o utilizzazione economica del bene.


Per cui non deve essere assoggettata a tassazione l’eventuale plusvalenza realizzata dalla vendita dell’immobile poiché l’esistenza fisica e giuridica del fabbricato rileva dal momento in cui esso è diventato, di fatto, funzionale e autonomamente negoziabile e quindi, nel caso di specie, fino dal mese di dicembre 2001, data in cui è stato concesso in locazione.


Infatti, come è noto, l’art. 67, comma 1, lett. b), del TUIR, dispone che devono essere tassati come redditi diversi “le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni,…”.


Ciò al fine di assoggettare a tassazione i guadagni derivanti dalle cessioni di beni immobili poste in essere con finalità speculative.


In particolare, nel caso di specie (1), la finalità speculativa delle cessioni si presume dalla circostanza che l’arco temporale che intercorre tra la data di acquisto o di costruzione dell’immobile e la data di vendita dello stesso sia inferiore a cinque anni.


Poiché si tratta di fabbricati in costruzione, il decorso del termine quinquennale agli effetti del citato art. 67, decorre dal momento in cui l’immobile è stato realizzato.


Per quanto concerne il momento di ultimazione della costruzione di un immobile, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 1 marzo 2007, n. 12/E, in materia di regime IVA applicabile alla cessione di fabbricati, ha chiarito che esso coincide con quello in cui l’immobile è idoneo ad espletare la sua funzione ovvero ad essere destinato al consumo.


Peraltro, già con circolare n. 38/E del 12 agosto 2005, anche in materia di accertamento dei requisiti “prima casa”, era stato chiarito che si deve ritenere “ultimato” il fabbricato concesso in uso a terzi, con i fisiologici contratti relativi all’utilizzo dell’immobile.


La predetta circolare ha precisato che la stipula del contratto, pur in assenza della formale attestazione di ultimazione dei lavori rilasciata dal tecnico competente, fa presumere che l’immobile, essendo idoneo ad essere immesso in  consumo, presenti tutte le caratteristiche fisiche idonee a far ritenere l’opera di costruzione o di ristrutturazione completata.


Infine, anche agli effetti dell’ICI, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. a) del D.Lgs. n. 504 del 30 novembre 1992, “il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all’imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato”.


Pertanto, in ambito tributario, il concetto di ultimazione dei lavori di costruzione di un immobile di fatto prescinde dall’accatastamento del bene o dalla data della certificazione rilasciata in sede di collaudo, prevalendo, invece, la sostanziale fruizione o utilizzazione economica del bene.


In conclusione, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto corretto il parere espresso dagli stessi contribuenti che ritenevano che, nel caso di specie, il quinquennio previsto dall’art. 67, lett. b), decorre dal 1/12/2001, giorno in cui (come é risultato dalla documentazione allegata all’istanza di interpello) l’immobile è stato concesso in locazione alla Società.


Pertanto, nel caso di specie, poiché viene meno il presupposto impositivo richiesto dall’art. 67 del TUIR, la cessione del fabbricato non produce una plusvalenza tassabile.


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(1) I coniugi interpellanti, ha fatto presente di avere costruito e di essere proprietari, ciascuno al 50%, di un immobile che è stato concesso in locazione ad una S.r.l. dal 1/12/2001; il relativo certificato di collaudo è stato rilasciato in data 13/2/2002.


In seguito, il 7/2/2006, è stata prodotta la richiesta di attribuzione della rendita catastale nella categoria C/2.


L’Agenzia del Territorio ha attribuito la rendita catastale classificando l’immobile in categoria D/8 con effetto dal 10/1/2007.


Infine, il direttore dei lavori, su richiesta dei suddetti coniugi, ha dichiarato, in data 20/11/2006, che l’ultimazione dei lavori è avvenuta il 20/2/2002.


I coniugi, dovendo alienare il bene, hanno chiesto di sapere se la eventuale plusvalenza derivante dalla cessione dell’immobile concorre o meno a tassazione quale reddito diverso ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. b), del TUIR.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 06/06/2008, n. 231)


 


 


2) Operazione di scissione parziale e IVA di gruppo


Il generale principio del subentro nelle posizioni giuridiche del dante causa, come conseguenza “naturaliter” di un’operazione di riorganizzazione aziendale (fusione, scissione, conferimento neutrale) non può essere applicato “tout court” alla disciplina dell’IVA di gruppo ma deve essere, di volta in volta, raccordato con la particolare “ratio” della disciplina stessa.


In particolare, nell’ipotesi di una scissione parziale, in cui il ruolo di controllante passa a una holding esterna di gestione di partecipazioni, che svolge un’attività diversa da quella della precedente capogruppo e che assume tale posizione solo per effetto di questa operazione aziendale, non è possibile continuare ad avvalersi della liquidazione dell’Iva di gruppo, perché viene meno il requisito della continuità temporale del possesso.


Infatti, la suddetta “ratio” della norma è quella di evitare pratiche fraudolente o elusive, e cioè di assicurarsi che l’acquisizione del controllo costituisca un’operazione avente una valida ragione economica, e non un mezzo per realizzare un vantaggio fiscale, quale l’utilizzazione del credito Iva dell’altro soggetto.


I requisiti e le formalità richieste per partecipare al consolidato “di gruppo”, derivano dalla preoccupazione di evitare che determinati soggetti solo occasionalmente transitino all’interno del gruppo per poi fuoriuscirne all’ottenimento dei benefici fiscali connessi alla particolare procedura (Ris. n. 132/E del 14 giugno 2007; Ris n. 123 del 5 giugno 2003 e Risoluzione n. 68/E del 21 marzo 2003).


In particolare, nel caso di specie (1), al controllo diretto di ALFA SpA sulle proprie partecipate A, B,C,D,E non si “sostituisce” un controllo indiretto di una sua controllata quale conseguenza dell’operazione di scissione, dal momento che la BETA Srl è una società esterna al gruppo e diventa la nuova controllante solo per effetto della scissione stessa: tale circostanza esclude il requisito temporale del possesso, così come esplicitamente affermato nella risoluzione ministeriale n. 330689/1981.


Nel caso di specie, la società che di fatto eredita il controllo è una società esterna al gruppo originario che già svolge un’attività diversa (holding pura) da quella della scissa (holdin mista) ed il cui transito all’interno del gruppo potrebbe, pertanto, essere occasionale e giustificato unicamente da motivi di interesse fiscale.


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(1) In seguito ad un’operazione di scissione parziale del 18.12.2007, con effetti civilistici e fiscali dal 01.01.2008, la società ALFA Spa, svolgente l’attività di commercio all’ingrosso ed al dettaglio di prodotti alimentari, ha trasferito le proprie partecipazioni di controllo, possedute nelle società A, B, C, D, E ed F alla società istante costituita come holding di gestione di partecipazioni. La società scissa (ALFA SpA) quale capogruppo delle società sopracitate ed insieme a queste ultime ha adottato, nel corso dell’esercizio 2007, la particolare procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, ai sensi del D.M. 13 dicembre 1979, essendo in possesso di tutti i requisiti di legge previsti.


Tanto premesso, anche per l’anno 2008, la società istante BETA Srl intende proseguire con la procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, in qualità di capogruppo delle società controllate A, B, C, D, E ed F, le cui partecipazioni sono state acquisite con effetto dal 01.01.2008 per scissione parziale della ALFA Spa.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 06/06/2008, n. 232)


 


 


3) INPS: Contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata


L’INPS, con apposita circolare, a ridosso delle scadenze legate al modello Unico 2008, ha fornito ulteriori chiarimenti sulla contribuzione dovuta da artigiani, commercianti e liberi professionisti iscritti alla gestione separata.


Termini e modalità di versamento


L’art. 37, comma 49 del D.L. 4/7/2006, n. 223, convertito dalla legge 4/8/2006, n. 248, ha introdotto l’obbligo, a decorrere dal 1/10/2006 per i soggetti titolari di partita IVA, di effettuare i versamenti fiscali e previdenziali esclusivamente per via telematica.


Tale termine, con l’art. 1 del D.P.C.M. del 4/10/2006, è stato prorogato al 1/1/2007.


Per tale finalità, L’INPS, previo scambio di dati con l’Agenzia delle Entrate, ha spedito un prospetto di liquidazione contenente l’indicazione degli importi e delle causali per i versamenti nonché una lettera esplicativa delle modalità di determinazione degli importi dovuti dai commercianti ed artigiani titolari di partita IVA.


Viceversa, per i soggetti non titolari di partita IVA l’Istituto ha spedito anche dei modelli F24.


A parte le precisazioni già fornite con la circolare n. 13 del 1/2/2008 sulla alla misura e sulle modalità di pagamento dei contributi previdenziali dovuti nel 2008 dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali, adesso l’INPS ha evidenziato che, ai sensi del D.L. n. 63/2002, convertito dalla legge 15/6/2002, n. 112, i contributi afferenti la quota di reddito eccedente il minimale devono essere versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi.


Per il 2008, quindi, entro il 16/06/2008 (saldo 2007 e primo acconto 2008) ed entro il 1/12/2008 (secondo acconto 2008) giacché il giorno 30 novembre cade di domenica.


Peraltro, il versamento del saldo 2007 e del primo acconto 2008 (e non di altre somme eventualmente a debito) può essere effettuato entro il 16/07/2008, anziché entro il 16/06/2008, maggiorando l’importo dei contributi dovuti dello 0.40% a titolo di interessi.


La maggiorazione dello 0,40% va versata separatamente dai contributi, utilizzando la causale contributo “API” (artigiani) o “CPI” (commercianti) e la codeline INPS utilizzata per il versamento del relativo contributo.


Reddito imponibile


La circolare n. 102 del 12/6/2003 ha già fornito i chiarimento sull’individuazione dell’ammontare del reddito da assoggettare all’imposizione dei contributi previdenziali, mentre adesso, l’INPS ha, ulteriormente, precisato che deve essere preso in considerazione il totale dei redditi d’impresa, al netto delle eventuali perdite dei periodi d’imposta precedenti scomputate dal reddito dell’anno, conseguiti nel 2007.


Per i soci di S.r.l. iscritti alle gestioni degli artigiani o dei commercianti la base imponibile è costituita dalla parte del reddito d’impresa della S.r.l. corrispondente alla quota di partecipazione agli utili, ovvero alla quota del reddito attribuita al socio per le società partecipate in regime di trasparenza.


Questi di seguito sono gli elementi che costituiscono la base imponibile per il calcolo della contribuzione dovuta, indicati eventualmente nei quadri RF (impresa in contabilità ordinaria), RG (impresa in regime di contabilità semplificata e regimi forfetari) e RH (redditi di partecipazione in società di persone ed assimilate):






RF49 – (RF50 + RF52, col.1) + [RG29 – (RG31+RG33, col.1)] + [somma algebrica (colonne 4 da RH1 a RH4 con codice 1 o 3 e colonne 4 da RH5 a RH6) – RH12].


Inoltre, ai fini della determinazione dell’imponibile contributivo, tali redditi devono essere integrati anche con redditi eventualmente derivanti, agli iscritti alle Gestioni, dalla partecipazione a società a responsabilità limitata denunciati con il Modello Unico SC (società di capitali).


Rateizzazione


La rateizzazione può essere effettuata solo per i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale imponibile, con esclusione quindi dei contributi dovuti sul minimale predetto, ancorché risultanti a debito del contribuente nel quadro “RR” giacché non versati in tutto o in parte all’atto della compilazione del modello UNICO 2008.


La prima rata deve essere corrisposta entro il giorno di scadenza del saldo e/o dell’acconto, eventualmente differito; le altre rate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza (per i titolari di partita IVA) ed entro la fine di ciascun mese (per gli altri contribuenti).


Peraltro, la rata con scadenza 16/08/2008 viene spostata al 18/08/2008 giacché il giorno 16 agosto cade di sabato.


In ogni caso il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre.


L’importo da pagare ad ogni scadenza è dato dalla sorte capitale, a cui va sommata l’eventuale maggiorazione dovuta per differimento (0,40%), divisa per il numero delle rate, e dagli interessi relativi alla singola rata, da calcolare al tasso dello 0,5% mensile, presso gli sportelli delle banche, dei concessionari e delle agenzie postali.


Gli interessi devono essere corrisposti utilizzando, per ogni sezione del modello, l’apposita causale (API o CPI) e decorrono dal termine previsto per il versamento in via ordinaria dell’acconto e/o del saldo, eventualmente differito, che coincide con il termine di versamento della prima rata.


Per le modalità di compilazione del modello F24 in caso di pagamento rateale, l’Istituto previdenziale ha, altresì, precisato che:


– Gli interessi vanno esposti separatamente dai contributi;


– le causali CP, CPR, AP, APR devono quindi riguardare solo contributi;


– la rateizzazione riguarda sia i contributi dovuti che la maggiorazione dello 0,40% nel caso in cui il versamento della prima rata sia effettuato dal 17/06/2008 al 16/07/2008.


La quota parte dell’importo relativo alla maggiorazione deve comunque essere inclusa nella causale CPI o API, unitamente agli eventuali interessi sulle rate successive alla prima.


Il quadro “RR” del modello UNICO 2008


Come è noto il quadro “RR” del modello “UNICO 2008 persone fisiche” deve essere compilato, ai fini della determinazione dei contributi dovuti per l’anno 2007, sulla base dei redditi dichiarati per il medesimo anno, dai soggetti iscritti alle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali (sezione I).


Per i liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 08/08/1995, n. 335, riguardo la determinazione della contribuzione dovuta, l’INPS ha ricordato il contenuto della circolare n. 8/2008, mentre per la compilazione del quadro RR – sezione II-  sono tenuti ad osservare le istruzioni contenute nel modello Unico 2008.


Inoltre, ha precisato l’INPS, qualora dal quadro RR emergano debiti a titolo di contributi dovuti sul minimale di reddito ed il contribuente intenda regolarizzare la propria posizione tramite mod. F24, la codeline da riportare nel modello è sempre quella relativa ai predetti contributi sul minimale di reddito (codeline del titolare).


In caso di importi diversi da quelli originari la codeline deve essere rideterminata secondo i criteri esposti al punto 5 che segue.


Qualora l’importo da corrispondere si


riferisca a più di una rata, dovrà essere riportato quale numero rata “0”.


Compensazione


L’importo eventualmente risultante a credito dal quadro RR del modello UNICO 2008 può essere portato in compensazione nel modello di pagamento unificato F24.


Per effettuare la compensazione il contribuente deve compilare uno o più righi di uno o più modelli F24 indicando la causale contributo AP o AF (artigiani) o CP o CF (commercianti), il codice sede, il codice INPS (17 caratteri) relativo alla riscossione dell’anno 2006, se il credito è evidenziato nella colonna 16 o 28 del quadro RR (credito dell’anno precedente) o dell’anno 2007, se il credito emerge dalla dichiarazione 2008 ( i codici INPS sono rilevabili dai prospetti inviati unitamente ai modelli F24 dei predetti anni).


Va, quindi, indicato il periodo di riferimento (l’anno 2006 ovvero il 2007, secondo quanto appena evidenziato, e l’importo che si intende compensare.


Infine, qualora venga portata in compensazione soltanto una quota parte della contribuzione originariamente versata con una delle quattro rate relative al minimale imponibile il codice INPS (codeline di n. 17 caratteri) deve essere rideterminato in funzione del nuovo importo osservando il contenuto del punto 3 della circolare n. 98/2001.


A tal fine, si può utilizzare la funzione di calcolo della codeline rilevabile nel sito Internet www.inps.it – servizi on line – art./com. – calcolo codeline.


(INPS, circolare del 05/06/2008, n. 64)


 


 


4) Lavoratori autonomi e modello Unico 2008: Applicazione dell’IRAP ?


L’Istituto di ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha emanato la seconda circolare interpretativa, che ha esaminato la querelle dell’applicazione dell’IRAP per i lavoratori autonomi o meno.


Lo studio è stato effettuato sulla base dei tanti interventi della giurisprudenza e dei relativi aspetti controversi connessi, in particolar modo, all’individuazione del requisito dell’autonoma organizzazione, in assenza del quale la detta imposta non può essere applicata, con riguardo al quale l’Agenzia delle Entrate ha preannunciato l’emanazione di una apposita circolare.


Nella circolare vengono trattati, peraltro, i seguenti argomenti concernenti i criteri per la verifica dell’esistenza dell’autonoma organizzazione.


A titolo esemplificativo, vengono considerati esclusi dall’IRAP:


– i professionisti che lavorano presso studi di cui altri sono titolari;


– i ragionieri soci di “autonome” società di servizi;


– i compensi per la carica di consigliere di amministrazione, sindaco, arbitro, per la partecipazione a convegni e per la redazione di articoli e pareri;


– le attività svolte utilizzando immobili di ingente valore e un solo dipendente ed i praticanti.


Riguardo i criteri di determinazione della base imponibile IRAP, viene evidenziata:


– la indeducibilità degli oneri finanziari impliciti nei canoni di leasing;


– la irrilevanza delle plusvalenze e delle minusvalenze e dei corrispettivi derivanti dalla cessione della clientela e da altri elementi immateriali.


Infine, in merito ai comportamenti che i lavoratori autonomi che si ritengono esclusi dall’IRAP possono tenere in UNICO 2008, viene ritenuto possibile, alternativamente:


– presentare la dichiarazione, versare l’imposta e chiedere il rimborso;


– omettere la presentazione della dichiarazione;


– presentare la dichiarazione e omettere il versamento.


(Circolare 05/06/2008, n. 2/IR – Istituto di Ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili)


 


 


5) Determinazione del reddito derivante dall’allevamento di animali – Biennio 2007-2008


Con Decreto del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Dipartimento delle politiche di sviluppo economico e rurale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale – sono stati confermati, per il biennio 2007 – 2008, i parametri per la determinazione forfetaria del reddito derivante dall’a llevamento di animali già individuati nel precedente decreto del 20 aprile 2006 per il biennio 2005-2006.


(Ministero dell’Economia e Finanze, nota del 09/06/2008)


 


 


6) Iscop – Imposta di scopo: Delibere e regolamenti


Sul sito del Ministero delle Finanze (www.finanze.it) sono state rese note talune delibere e regolamenti ai fini dell’imposta di scopo.


Come è noto a decorrere dal 1/1/2007, i comuni possono deliberare, con regolamento, l’istituzione di un’Imposta di scopo (Iscop) destinata esclusivamente alla parziale copertura delle spese per la realizzazione di opere pubbliche, per un periodo massimo di 5 anni.


L’Iscop viene regolata dai commi da 145 a 151 dell’art. 1 della legge n. 296/2006 e può essere istituita per le seguenti opere pubbliche:


a) opere per il trasporto pubblico urbano;


b) opere viarie, con l’esclusione della manutenzione straordinaria e ordinaria delle opere esistenti;


c) opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi;


d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini;


e) opere di realizzazione di parcheggi pubblici;


f) opere di restauro;


g) opere di conservazione dei beni artistici e architettonici;


h) opere relative a nuovi spazi per eventi e attività culturali, allestimenti museali e biblioteche;


i) opere di realizzazione e manutenzione straordinaria dell’edilizia scolastica.


L’Iscop viene determinata applicando alla base imponibile dell’Imposta comunale sugli immobili (Ici) un’aliquota nella misura massima dello 0,5 ‰.


Per la disciplina dell’imposta si applicano, quindi, le disposizioni vigenti in materia di Ici.


Il gettito complessivo dell’Iscop non può essere superiore al 30 % dell’ammontare della spesa dell’opera pubblica da realizzare.


I comuni che hanno trasmesso alla Direzione Federalismo Fiscale i regolamenti istitutivi del tributo sono inseriti in un’apposita tabella.


E’, inoltre, disponibile l’elenco dei comuni che hanno comunicato il numero del conto corrente postale per il versamento dell’Iscop.


(Ministero dell’Economia e Finanze, nota del 09/06/2008)


 


 


7) Software di compilazione modello 770 ordinario


Dal 09/06/2008 è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione software: 1.0.0 del 06/06/2008.


Si tratta del software 770 ordinario 2008 che consente la compilazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770 ordinario 2008.


Il prodotto 770 ordinario 2008 è utilizzabile dai sostituti d’imposta che predispongono la propria dichiarazione, dagli intermediari e dalle Amministrazioni dello stato che predispongono la propria dichiarazione o che predispongono la dichiarazione per conto di altre Amministrazioni.


Gli utenti devono prestare particolare attenzione, all’avvio dell’applicazione, alla scelta del profilo utente; questo guiderà l’utente alla compilazione corretta dei quadri della dichiarazione, in particolare le Amministrazioni dello stato che devono compilare solo i quadri SF ed SR.


(Agenzia delle Entrate, nota del 09/06/2008)


 


 


8) Aiuti di Stato incompatibili: Convertito in legge il D.L. n. 59/2008


È stata pubblicata in G.U. la Legge di conversione del D.L. n. 59/2008, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e l’esecuzione di sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità europee.


Tra le disposizioni contenute nel decreto legge e confermate in sede di conversione, vi sono contenute quelle in materia di recupero di aiuti di Stato innanzi agli organi di giustizia tributaria, sulle quali l’Agenzia delle Entrate ha già fornito indicazioni con la circolare n. 42/E del 29/04/2008.


(Legge 06/06/2008, n. 101, G.U. 07/06/2008, n. 132)



 


 


_________________________


A cura di Vincenzo D’Andò


 


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