Fisco: 26 giugno 2008. In evidenza: aspetti fiscali del recesso da società di persone; la detrazione sugli acquisti spetta anche se la dichiarazione IVA non è stata presentata; bonus sicurezza, per il 2008 attribuiti tutti i fondi; tributaristi abilitati alle perizie di stima dei terreni e delle partecipazioni

Pubblicato il 26 giugno 2008

 

Indice:

 

1) Aspetti fiscali del recesso da società di persone

 

2) Anche se la dichiarazione IVA non è stata presentata, spetta la detrazione sugli acquisti

 

3) Tributaristi abilitati alle perizie di stima dei terreni e delle partecipazioni

 

4) Bonus sicurezza, per il 2008 attribuiti tutti i fondi

 

5) Covip: Istituiti codici ente e tributo per le sanzioni con il modello F23 per le violazioni alla disciplina delle forme pensionistiche complementari

 

6) Brevi fiscali

 

 

1) Aspetti fiscali del recesso da società di persone

L’Agenzia delle Entrate ha riconfermato, con la risoluzione n. 64/2008, che la differenza da recesso da una società di persone costituisce un costo per la società che la liquida.

Non è, invece, ancora del tutto univoco l’inquadramento del reddito per il socio che recede.

La maggioranza della dottrina segue l’attuale orientamento dell’Amministrazione finanziaria e considera tale reddito della stessa natura del reddito della società da cui deriva.

La citata risoluzione ha aderito alla teoria più diffusa che intende il “reddito di partecipazione” quale reddito dl impresa.

Su tale problematica, in assenza di una qualificazione “legale”, dottrina e prassi amministrativa si sono divise su due diverse interpretazioni:

- Una prima interpretazione considera il reddito da recesso quale reddito di capitale, in quanto il rimando operato dall’art. 20-bis all’art. 47, comma 7, del Tuir definirebbe due condizioni congiunte:

1) la qualificazione del reddito da partecipazione come appartenente alla categoria dei redditi di capitale;

2) la quantificazione del reddito da recesso con le regole proprie dei redditi di capitale.

Una seconda interpretazione, maggioritaria, intende il reddito da recesso quale reddito d’impresa, giacché il rinvio dell’art. 20-bis del Tuir ha solo il fine di “quantificare” il reddito imponibile mediante l’applicazione delle norne previste per la tassazione dei redditi di capitale, senza che ciò comporti la necessità di inquadrare tale reddito tra i redditi di capitale.

Il socio, pertanto, viene ritenuto titolare di un reddito di impresa poiché connesso, per trasparenza, ad una società commerciale che, per natura, è generatrice di reddito d’impresa. Con il recesso, quindi, si trasferirebbe, per trasparenza, al socio la medesima natura del reddito della società, in tal modo attratto nel reddito d’impresa.

Inoltre, l’utilizzo dell’espressione “reddito di partecipazione”, altrimenti senza senso, conferma che si tratta di reddito di partecipazione in una società di persone, e, quindi, rientra nella categoria dei redditi di impresa, e non, invece, come utile di partecipazione da attrarre nei redditi di capitale.

La risoluzione n. 64/E del 2008, ha, quindi, aderito alla seconda interpretazione chiarendo che “la differenza positiva risultante da tale raffronto, derivando dalla partecipazione in una società di persone, assume natura di reddito d’impresa.

Trattamento fiscale per la società

La suddetta risoluzione si esprime anche sul corretto comportamento da adottare in merito alla deducibilità delle somme corrisposte a titolo di “differenza di recesso”, altra questione su cui non vi era ancora una definitiva certezza.

Nell’ordinamento tributario, infatti, come si è detto, non vi era una posizione univoca sulla problematica ora affrontata, ma si potevano distinguere due tesi maggioritarie, in risposta ad altrettanti interpelli forniti dall’Agenzia delle Entrate.

In precedenza, nelle istruzioni ministeriali al Quadro RK del Modello UNICO SP 2000 e 2001 era previsto che le somme eventualmente liquidate al socio receduto, oppure agli eredi, fossero componenti negative deducibili per la società.

Stranamente, a partire dalle istruzioni 2002, tale riferimento è scomparso rimanendo, invece, valido per i soli eredi e per essere, infine, depennato anche quest’ultimo dalle istruzioni del Modello UNICO 2004.

Da una verifica delle istruzioni di UNICO SP 2008, ma non risultano particolari novità da segnalare.

Sulla questione è quindi intervenuta la nuova risoluzione, la quale considera che la componente di natura reddituale — la “differenza di recesso” — costituisce un costo deducibile dal reddito della società giacché:

- Le plusvalenze e l’avviamento, una volta realizzati, saranno tassati in capo ai soci superstiti quali componenti positivi di reddito;

- gli utili in corso di formazione alla data di recesso, congiuntamente a quelli conseguiti nell’esercizio, saranno tassati per trasparenza in capo ai medesimi soggetti.

Il suddetto costo è quindi deducibile per la società nell’esercizio in cui sorge il diritto alla liquidazione della quota.

Essendo tassato in capo al socio recedente quale reddito, per simmetria, si tratta di un costo deducibile per la società; ove così non fosse si concretizzerebbe un caso di doppia tassazione del medesimo reddito.

In definitiva, è apparso pacifico che la differenza da recesso costituisca costo per la società, non così evidente l’inquadramento del reddito del socio che recede, se tale reddito sia di impresa o di capitale.

Potrebbe darsi che si tratti di reddito di capitale; la maggioranza degli interpreti ritiene, invece, trattarsi di reddito d’impresa, sempre.

Trattamento IRAP della differenza di recesso

In conclusione, è sembrato che il trattamento Irap della “differenza di recesso” non sia un’operazione semplice e così immediata, ma obblighi la società a monitorare con attenzione le diverse componenti reddituali con cui la stessa è costituita.

A tal fine, è stata redatta la seguente tabella:

 

Differenza recesso:

Componenti

 

Plusvalenze

latenti

 

Tassabili Irap (se operazione ordinaria)

 

Non tassabili Irap (se operazione straordinaria)

 

 

Differenza recesso:

Componenti

 

Avviamento

 

Escluso Irap

 

Differenza recesso:

Componenti

 

Utili in

Formazione

 

 

Non deducibili Irap

(Di Giuseppe Rebecca e Fabio Sartori, in Il Fisco, fascicolo 1, n. 21/2008)

 

 

2) Anche se la dichiarazione IVA non è stata presentata, spetta la detrazione sugli acquisti

La C.T.R. del Lazio ha stabilito (con decisione assai favorevole ai contribuenti) che in assenza di presentazione della dichiarazione IVA o in presenza di irregolare annotazione delle fatture di acquisto sul registro, l’IVA relativa agli acquisti può essere legittimamente portata in detrazione.

La CTR Lazio, in applicazione dei principi di effettività e proporzionalità del diritto di portare in detrazione l’IVA previsti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea, ha annullato l’accertamento fiscale dell’ufficio finanziario di Rieti, prevedendo l’irrogazione, a carico del contribuente, di sole sanzioni per le violazioni di carattere puramente formale.

La decisione, basata su profili di legittimità sostanziale, evidenzia che, nel caso in esame, pur mancando la dichiarazione annuale:

- La detrazione sugli acquisti è stata regolarmente compensata dal contribuente nelle liquidazioni periodiche;

- l’esame delle fatture coincide perfettamente con i dati contabili riscontrati nel supporto informatico verificato.

Rimborso IVA: Possibile anche in assenza di operazioni attive

Si ricorda (si veda l’articolo sulle novità fiscali del 25/06/2008), inoltre, che la Commissione tributaria provinciale Torino, con la sentenza, Sez. XV, 10/06/2008, n. 36, ha stabilito che é illegittimo il provvedimento che ha negato il rimborso IVA richiesto da un contribuente (nel caso di specie, una S.n.c.) per le spese sostenute per la ristrutturazione di immobili, motivata sull'assunto della non operatività della società (e, quindi, dell'assenza del presupposto richiesto dall'art. 30, D.P.R. n. 633/1972) dedotta dalla mancanza di incassi, ovvero di operazioni attive, laddove nell'oggetto sociale di tale soggetto (società) rientri anche l'attività di ristrutturazione.

(Commissione tributaria regionale del Lazio, sentenza n. 31/22/2008)

 

 

3) Tributaristi abilitati alle perizie di stima dei terreni e delle partecipazioni

Con una nota, la Direzione Regionale della Lombardia ha chiarito che anche i professionisti iscritti in qualità di periti alla Camera di commercio sono abilitati a redigere la perizia giurata di stima prevista dalla legge ai fini della rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni.

Ciò è dovuto all’ampliamento della platea dei soggetti abilitati alla redazione delle stime previsto dall’art. 1, comma 428 della Legge n. 311/2004 (come precisato nella Circolare dell’Agenzia n. 6/2006).

Pertanto, poiché il termine per redigere la perizia giurata è fissato al 30 giugno 2008, colui che risulta regolarmente iscritto in qualità di perito presso le Camere di commercio, tra cui anche i tributaristi, può asseverare le stime.

(Agenzia delle Entrate, Direzione Regionale della Lombardia, nota del 23/06/2008, in Seac del 25/06/2008)

 

 

4) Bonus sicurezza, per il 2008 attribuiti tutti i fondi: Sono 4.372 le domande accolte

Assegnati tutti i fondi stanziati per il credito d’imposta sulla sicurezza.

L’attribuzione delle risorse disponibili nel 2008, pari a 10 milioni di euro, si è conclusa il 30 maggio scorso con l’accoglimento parziale dell’istanza presentata il 2 maggio alle ore 18,37 minuti e 4 secondi.

L’Agenzia delle Entrate ha adottato il provvedimento con il quale comunica l’esaurimento delle risorse stanziate per quest’anno.

Complessivamente, al 20 giugno risultavano pervenute 5.987 richieste.

Di queste, 4.372 sono state accolte, mentre le restanti hanno la precedenza per la concessione del credito nel 2009 o nel 2010.

L’agevolazione, introdotta dall’ultima Finanziaria, prevede per il triennio 2008-2010 la concessione di un credito d’imposta pari all’80% dei costi sostenuti e fino ad un massimo di 3.000 euro, per l’acquisto e l’installazione di apparecchi di video-sorveglianza e strumenti di pagamento con moneta elettronica da parte delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e quelle di somministrazione di alimenti e bevande.

Il notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 25/06/2008 ha poi aggiunto che:

“Le 1.615 non accolte potranno ottenere l'attribuzione dei fondi nel prossimo anno, ai sensi dell'articolo 4, comma 3, del decreto ministeriale 6 febbraio 2008 (recante la disciplina delle modalità di riconoscimento del credito d'imposta di cui all'articolo 1, commi da 228 a 232, della legge finanziaria 2008), secondo cui le istanze non accolte per incapienza nei fondi stanziati costituiscono titolo di precedenza per la concessione del credito negli anni 2009 o 2010.

E' del tutto evidente che le istanze denegate troveranno interamente capienza nei fondi stanziati per il 2009, pari a 10 milioni di euro, poiché il credito d'imposta spetta per ciascun beneficiario in misura non superiore a 3.000 euro nel triennio; pertanto, l'importo massimo del credito che può essere concesso con riferimento alle predette 1.615 istanze è pari a 4 milioni e 845mila euro.

Le istanze non accolte per esaurimento delle risorse non devono essere nuovamente presentate negli anni successivi, in quanto partecipano all'assegnazione dei fondi stanziati per gli anni 2009 e 2010 secondo l'ordine cronologico di presentazione.

L'attribuzione del credito d'imposta verrà comunicata in via telematica dall'agenzia delle Entrate entro il 30 gennaio 2009. Come infatti indicato nelle istruzioni per la compilazione del modello Ims, l'Agenzia, per garantire il diritto di precedenza, provvede ad assegnare le risorse stanziate per ciascuno anno, in via prioritaria, ai soggetti che hanno presentato istanza nell'anno precedente e non hanno ottenuto l'attribuzione del credito per esaurimento dei fondi disponibili.

Ovviamente, qualora la richiesta di attribuzione del credito d'imposta sia stata denegata per motivi diversi dall'esaurimento dei fondi (ad esempio, per raggiungimento del limite soggettivo di 3.000 euro), la stessa non sarà ammessa al beneficio negli anni successivi.”

 (Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 25/06/2008)

 

 

5) Commissione di vigilanza sui fondi pensione: Istituiti codici ente e tributo per le sanzioni con il modello F23

Modello F 23: Istituito il codice ente per la Commissione di vigilanza sui fondi pensione e il codice tributo per il rimborso delle spese per la riscossione delle sanzioni amministrative previste per le violazioni alla disciplina delle forme pensionistiche complementari

Per consentire a tale Commissione di procedere alla richiesta di pagamento spontaneo, tramite il modello F 23, l’Agenzia delle Entrate ha effettuato la seguente codifica dell'Ente richiedente il versamento:

- " CVP", che identifica la " Commissione di vigilanza sui fondi pensione".

Inoltre, per l'attribuzione alla Commissione delle somme a titolo di rimborso delle spese di procedura, su richiesta dell'ente ha pure istituito il seguente codice tributo:

- " 900T ", denominato " rimborso spese a favore della Covip".

Ciò poiché l'art. 19-quater del D.Lgs. n. 252/2005, ha attribuito alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione il potere di irrogare le sanzioni pecuniarie amministrative previste dalla predetta normativa.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 25/06/2008, n. 263)

 

 

6) Brevi fiscali:

 

 

Software di compilazione modello Unico ENC 2008

Disponibile dal 25/06/2008, sul sito www.agenziaentrate.it, la versione software gratuita: 1.0.0 del 24/06/2008, cd. software Unico Enti non commerciali 2008, che consente la compilazione del modello Unico EnC 2008 per gli Enti non commerciali.

Nella versione 1.0.0 non è ancora disponibile la funzionalità relativa alla compilazione del quadro Irap per le Amministrazioni dello Stato.

Tale funzione sarà resa disponibile con il rilascio della release successiva.

(Agenzia delle Entrate, nota del 25/06/2008)

 

 

Software di compilazione modello Unico SC 2008

Disponibile dal 25/06/2008, sul sito www.agenziaentrate.it, anche la versione software gratuita: 1.0.0 del 24/06/2008, cd. software Unico Società di capitali 2008, il quale consente la compilazione del modello Unico SC 2008 per le Società di capitali.

(Agenzia delle Entrate, nota del 25/06/2008)

 

Esaurite le risorse finanziarie per l'anno 2008 per il credito d'imposta per l'adozione delle misure di sicurezza (Provvedimento del 24/06/2008)

E’ stato comunicato l’avvenuto esaurimento delle risorse finanziarie stanziate per l’anno 2008 dall’art. 1, comma 230, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per il credito d’imposta a favore delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e quelle di somministrazione di alimenti e bevande per l’adozione delle misure di sicurezza.

In particolare, alla data del 20 giugno 2008, ore 12.30, risultano pervenute n. 5.987 istanze di attribuzione del credito d’imposta previsto dall’articolo 1, commi da 228 a 232, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, a favore delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso nonché di somministrazione di alimenti e bevande, per l’adozione delle misure di sicurezza.

L’assegnazione delle risorse stanziate per l’anno 2008, pari a 10 milioni di euro, si è conclusa in data 30 maggio 2008 con l’accoglimento parziale dell’istanza presentata il 2 maggio 2008 alle ore 18, 37 minuti e 4 secondi.

Entro la predetta data risultano complessivamente accolte 4.372 istanze.

(Agenzia delle Entrate, nota del 26/06/2008)

 

IRAP - Manca l'autonoma organizzazione: via libera al rimborso

La Corte di Cassazione ribadisce il principio secondo cui l'esistenza di un'autonoma organizzazione (costituente il presupposto per l'assoggettamento ad IRAP dei soggetti esercenti arti o professioni) deve essere intesa in senso oggettivo, nel senso di esigere un apparato esterno alla persona del professionista e distinto da lui, risultante dall'aggregazione di beni strumentali e/o di lavoro altrui.

(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 12/06/2008, n. 15774, In Ipsoa del 25/06/2008)

 

Accertamento - Onere della prova: Ripartizione tra fisco e contribuente

Qualora vi sia prova certa di origine presuntiva dell'inesistenza delle operazioni fatturate dal fornitore (le cui fatture, come accertato dalla Guardia di Finanza, sono state annotate dalla società acquirente nei libri contabili) e tale prova non sia stata smentita da idonea prova contraria della venditrice né dell'acquirente, è sufficiente constatare l'uso delle relative fatture per ritenere indebita la detrazione e, conseguentemente, legittimo l'avviso di accertamento con cui l'Ufficio ha recuperato il costo a tassazione.

 (Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 18/06/2008, n. 16423, In Ipsoa del 25/06/2008)

 

 

 

  

   A cura di Vincenzo D’Andò