Diritti camerali per il 2008: entro lunedì 16 giugno alla cassa


Maggiori certezze nel calcolo del diritto camerale per l’anno 2008. A pochi giorni dalla scadenza del versamento, la circolare Assonime 5 giugno 2008, numero 38, illustra i nuovi criteri di determinazione dei diritti camerali per il 2008, fissati dal decreto del Ministro dello sviluppo economico n. 1773 del 1° febbraio 2008. La disciplina è diversa da quella dello scorso anno: è infatti entrato a regime il sistema di calcolo del diritto annuale basato sul fatturato, introdotto dalla legge finanziaria per il 2000.


 


Quadro normativo


         Il finanziamento ordinario delle camere di commercio avviene attraverso una pluralità di fonti, tra cui il diritto annuale a carico delle imprese.


         La normativa primaria è costituita dall’articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, come modificato dall’articolo 17 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 (legge finanziaria per il 2000) e dal decreto ministeriale 11 maggio 2001, n. 359 con cui è stato adottato il regolamento di attuazione della disciplina in materia di accertamento, riscossione e liquidazione del diritto annuale versato dalle imprese in favore delle camere di commercio.


         Con il decreto n. 1773/2008 è entrato a pieno regime il sistema di calcolo del diritto annuale basato sul fatturato.


         La nozione di fatturato rilevante ai fini del calcolo del diritto annuale è contenuta nell’articolo 1 del decreto ministeriale n. 359/2001.


 


         In particolare, con il termine fatturato si intende:


1) per gli enti creditizi e finanziari, la somma degli interessi attivi e assimilati e delle commissioni attive, come dichiarati ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive;


2) per i soggetti esercenti imprese di assicurazione, la somma dei premi e degli altri proventi tecnici, come dichiarati ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive;


3) per le società e gli enti che esercitano in via esclusiva o prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in enti diversi da quelli creditizi e finanziari, la somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni, degli altri ricavi e proventi ordinari e degli interessi attivi e proventi assimilati, come dichiarati ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive;


4) per gli altri soggetti, la somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni e degli altri ricavi e proventi ordinari, come dichiarati ai fini IRAP e, in mancanza, come rappresentati nelle scritture contabili previste dagli articoli 2214 e seguenti del codice civile, vale a dire rigo IQ1 + rigo IQ5 del quadro IQ dell’IRAP).



 


Determinazione del diritto annuale per il 2008 e modalità di pagamento


         Sono tenute al pagamento del diritto le imprese che al 1° gennaio di ogni anno sono iscritte o annotate nel registro delle imprese e quelle iscritte o annotate nel registro delle imprese nel corso dell’anno di riferimento.


         In base al decreto n. 1773/2008, il diritto annuale è versato in un’unica soluzione con le modalità previste dal capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F 24), entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi, ossia entro il 16 giugno 2008.


         Per le imprese iscritte e le imprese individuali annotate nella sezione speciale del registro delle imprese il diritto annuale è dovuto nella misura fissa di 88 euro.


         Per le società semplici non agricole il diritto annuale è dovuto nella misura di 144 euro.


         Per le società tra professionisti iscritte nell’apposita sezione speciale, il diritto annuale è dovuto nella misura di 170 euro.


         Per tutte le imprese iscritte nella sezione ordinaria del registro delle imprese, ancorché annotate nella sezione speciale, il diritto annuale relativo alla sede legale è determinato in relazione al fatturato dell’esercizio 2007.


         Solo nel caso in cui la Camera di Commercio abbia deliberato l’applicazione di una maggiorazione, fino al 20 per cento del diritto dovuto, l’importo del diritto dovrà essere maggiorato della percentuale indicata. Per un elenco aggiornato si può consultare il sito www.infoimprese.it.


 


         Come già esposto per fatturato deve intendersi per la generalità delle imprese, diverse da quelle creditizie, finanziarie, assicurative, la somma dei righi IQ1 ed IQ5 del quadro dell’imposta regionale sulle attività produttive (o in mancanza la somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni e degli altri proventi ordinari, come rappresentati nelle scritture contabili)


         Il calcolo, per la sede ordinaria, deve essere effettuato per scaglioni di fatturato: per il primo scaglione (da 0 a 100 000 euro) deve essere pagata una cifra fissa, pari a 200 euro.


 


         Per gli scaglioni successivi, si applica un’aliquota percentuale:


–      da 100.000 a 250 000 euro, l’aliquota è pari allo 0, 015 per cento;


–      da 250.000 a 500 000 euro, l’aliquota è pari allo 0,013 per cento;


–      da 500.000 a 1.000.000 euro, l’aliquota è pari allo 0, 010 per cento;


–      da 1 000.000 a 10 .000.000 euro, l’aliquota è pari allo 0, 009 per cento;


–      da 10 000.000 a 35.000.000 euro, l’aliquota è pari allo 0, 005 per cento;


–      da 35 000.000 a 50. 000.000 euro, l’aliquota è pari allo 0, 003 per cento;


–      oltre 50.000.000, l’aliquota è dello 0, 001 per cento;


 


sino a un massimo complessivo di 40 000 euro.


         Ad esempio, se un’impresa ha un fatturato di 350.000 euro, dovrà pagare 200 euro + (150.000 x 0,015) + (100.000 x 0,013), ossia 235,50 euro.


 



Aspetti operativi


         Non è più in vigore – osserva ASSONIME – la disposizione in base alla quale se dall’applicazione delle aliquote deriva un importo uguale o superiore a quello dovuto per l’anno precedente le imprese sono tenute a versare lo stesso importo dell’anno precedente.


         Per ciascuna delle unità locali già esistenti, le imprese versano in favore delle camere di commercio nel cui territorio hanno sede queste ultime, un importo pari al venti per cento di quello dovuto per la sede principale, fino ad un massimo di 200 euro.


         Ciascuna unità locale di impresa con sede principale all’estero deve versare in favore della camera di commercio nel cui territorio competente ha sede un diritto annuale pari a 110 euro.


         Ciascuna sede secondaria di imprese con sede principale all’estero deve versare un diritto annuale pari a 110 euro.


 


         Non sono tenuti al pagamento del diritto annuale gli esercenti le attività economiche di cui all’articolo 9, comma 2, punto a) del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581.


         Nel caso di trasferimento della sede legale o principale in altra Provincia, il diritto è dovuto alla Camera di Commercio ove è ubicata la sede legale o principale al 1 gennaio dell’anno cui si riferisce il pagamento, o alla diversa data se l’impresa è stata costituita successivamente al 1 gennaio. Lo stesso principio si applica anche nel caso di trasformazione e cambiamento della natura giuridica nel corso dell’anno.


Regole particolari sono state introdotte per i soggetti iscritti nell’anno 2008.


         Le nuove imprese iscritte o annotate nella sezione speciale del registro delle imprese nel corso del 2008 e dopo il 5 marzo 2008 (data di entrata in vigore del decreto interministeriale), sono tenute al versamento dei diritti di attraverso modello F24 o direttamente allo sportello camerale, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda dell’iscrizione o dell’annotazione.


         Le nuove imprese iscritte nella sezione ordinaria del registro delle imprese nel corso del 2008 e dopo il 5 marzo 2008, sono tenute a versare l’importo relativo alla prima fascia di fatturato, pari a 200 euro, entro trenta giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione, tramite modello F24 o direttamente allo sportello camerale.


 


         Infine, le nuove unità locali che si iscrivono nel corso del 2008, appartenenti ad imprese già iscritte nella sezione ordinaria del registro delle imprese, sono tenute al pagamento di un diritto pari al venti per cento di 200 euro (ossia quaranta euro).


         La circolare 3617/C del Ministero dello sviluppo economico specifica che le imprese iscritte a decorrere dal 1° gennaio 2008 e fino all’entrata in vigore del decreto n. 1773 del 1° febbraio 2008 (ovvero 5 marzo 2008) sono tenute a compensare o a conguagliare l’importo pagato al momento dell’iscrizione entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi.


  


         Pertanto, le nuove imprese iscritte dal 1 gennaio al 4 marzo 2008, che hanno effettuato versamenti inferiori e che, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda dell’iscrizione o dell’annotazione hanno versato un diritto inferiore a quello dovuto per l’anno 2008, sono tenute a versare la differenza tramite modello F24 entro il 16 giugno.


         Correlativamente le nuove imprese iscritte dal 1 gennaio al 4 marzo 2008, che hanno effettuato versamenti inferiori e che, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda dell’iscrizione o dell’annotazione hanno versato un diritto superiore a quello dovuto per l’anno 2008, possono compensare l’ammontare pari al maggior diritto versato, entro il 16 giugno.


         I soggetti cessati e cancellati dal Registro delle imprese nel corso del 2008, sono tenuti al versamento del diritto annuale in misura intera, indipendentemente dai mesi di effettivo esercizio dell’attività.


 


         Restano esclusi dall’applicazione del prelievo:


          le imprese nei confronti delle quali sia stato adottato un provvedimento di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa nell’anno 2007 (salvo eventuale esercizio provvisorio dell’attività);


          le imprese individuali che hanno cessato l’attività nell’anno 2007 ed hanno presentato la domanda di cancellazione dal Registro delle Imprese entro il 31.01.2008;


          le società e gli altri enti collettivi che hanno approvato il bilancio finale di liquidazione nell’anno 2007 ed hanno presentato la domanda di cancellazione dal Registro delle Imprese entro il 31.01.2008;


          le cooperative nei confronti delle quali l’Autorità governativa ha adottato un provvedimento di scioglimento nell’anno 2007.


 


         Le imprese in stato di amministrazione straordinaria sono tenute al versamento del diritto annuale almeno fino a quando è autorizzato l’esercizio dell’impresa (Circolare ministeriale Attività Produttive, 30 gennaio 2004, n. 546959).


 


Antonino Romano


12 Giugno 2008

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