Novità fiscali del 5 maggio 2008. In evidenza: credito d'imposta per le misure di sicurezza; agenti di commercio: contribuzione Enasarco; la transazione fiscale

  Indice:   1) Software credito d’imposta per le misure di sicurezza   2) Credito d’imposta per spese impianti di sicurezza dei tabaccai: Il codice tributo per il modello F24   3) Credito d’imposta per installazione di impianti di videosorveglianza: Istituito il codice tributo per il modello F24   4) Agenti di commercio: Contribuzione Enasarco […]

 






Indice:


 


1) Software credito d’imposta per le misure di sicurezza


 


2) Credito d’imposta per spese impianti di sicurezza dei tabaccai: Il codice tributo per il modello F24


 


3) Credito d’imposta per installazione di impianti di videosorveglianza: Istituito il codice tributo per il modello F24


 


4) Agenti di commercio: Contribuzione Enasarco


 


5) Cinque per mille, al via la procedura per l’ammissione a riparto di associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni culturali


 


6) La transazione fiscale


 


 


1) Software credito d’imposta per le misure di sicurezza


E’ stata resa disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate il software per la compilazione della Istanza per l’attribuzione del credito d’imposta per le misure di sicurezza – Versione software: 1.0.1 del 30/04/2008


Si tratta del software cd. “CreditoSicurezza” che consente la compilazione della istanza per l’attribuzione del credito d’imposta per le misure di sicurezza (mod. IMS).


Con la versione 1.0.1 del 30/04/2008 è stata rimossa l’anomalia che in caso di attività di rivendita di generi di monopolio ed importo di spesa agevolabile pari a 1.250 euro non determinava correttamente il credito di imposta spettante.


Come è noto la Legge Finanziaria 2008 (per prevenire il compimento di atti illeciti da parte di terzi) ha concesso, per gli anni 2008, 2009 e 2010, un credito d’imposta per le spese sostenute per l’acquisizione e l’installazione di impianti ed attrezzature di sicurezza e per la diffusione degli strumenti di pagamento con moneta elettronica.


Il termine iniziale per l’invio dell’istanza da parte dei tabaccai e degli esercenti attività commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e di somministrazione di alimenti e bevande decorre dal 28/4/2008.


A tal fine, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 31/3/2008 ha approvato il modello IMS (Istanza per l’attribuzione del credito d’imposta per le misure di sicurezza).


L’agevolazione riguarda:


– Le piccole e le medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e di somministrazione di alimenti e bevande (ristoranti, bar, ecc.);


– i soggetti che esercitano in via esclusiva o prevalente l’attività di rivendita di generi di monopolio in relazione ad una concessione amministrativa (tabaccai), intendendosi per tali coloro che pongono in essere l’attività con specifica autorizzazione ai sensi della legge n. 1293/1957 e del relativo regolamento attuativo (D.P.R. n. 1074/1958).


I crediti d’imposta, che riguardano le spese sostenute, negli anni 2008/2010, per la prima installazione, nel luogo di esercizio dell’attività, di impianti ed attrezzature di sicurezza e sistemi di pagamento con moneta elettronica, spettano nella misura dell’80% degli oneri sostenuti, con il limite massimo di:


– 3.000 euro per ogni beneficiario relativamente all’agevolazione di spettanza delle predette piccole e medie imprese;


– 1.000 euro per ogni beneficiario e per ciascun anno relativamente all’agevolazione di competenza dei tabaccai.


Per usufruire del credito d’imposta, occorre presentare, dopo che sono state sostenute le spese agevolabili, un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate.


Tale Agenzia, dopo avere esaminato l’istanza, secondo l’ordine cronologico di presentazione, comunica ai richiedenti, in via telematica, nel termine di 30 giorni dalla data di presentazione dell’istanza, l’accoglimento o il diniego del credito d’imposta in relazione alle risorse finanziarie disponibili.


Mentre, l’esaurimento dei fondi deve essere reso noto mediante pubblicazione di apposito provvedimento sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.


 


 


2) Credito d’imposta per spese impianti di sicurezza dei tabaccai: Il codice tributo per il modello F24


E’ stato istituito il codice tributo per l’utilizzo, con il modello F24, del credito d’imposta in favore degli esercenti attività di rivendita di generi di monopolio, per le spese sostenute per l’acquisizione e l’installazione di impianti e attrezzature di sicurezza e per favorire la diffusione degli strumenti di pagamento con moneta elettronica.


L’articolo 1, commi da 233 a 237, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ha previsto, per gli esercenti attività di rivendita di generi di monopolio, la concessione di un credito d’imposta per le spese sostenute nel 2008, 2009 e 2010 per la prima installazione, nel luogo di esercizio dell’attività, di impianti e attrezzature di sicurezza, con la finalità di prevenire furti, rapine e altri atti illeciti.


Tra le spese agevolabili sono comprese anche quelle sostenute per installare strumenti di pagamento con moneta elettronica.


Per rivendite di generi di monopolio si intendono quelle autorizzate in base alla Legge 22 dicembre 1957, n. 1293.


Nel dare attuazione alla norma citata, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 febbraio 2008, ha previsto, all’art. 3, che i soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono presentare apposita istanza all’Agenzia delle entrate (si veda sopra, notizia del giorno n. 1).


L’art- 5 del suddetto decreto prevede, inoltre, che il credito d’imposta concesso sia utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dalla data di concessione.


A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il seguente codice tributo:


“6805”, denominato “Credito d’imposta, agli esercenti attività di rivendita di generi di monopolio, per le spese sostenute per l’acquisizione e l’installazione di impianti e attrezzature di sicurezza e per favorire la diffusione degli strumenti di pagamento con moneta elettronica”.


Il codice tributo va esposto nella sezione erario del modello F24 in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, o nella colonna “importi a debito versati” nei casi di ravvedimento di cui all’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.


Il campo “anno di riferimento” é valorizzato, nel formato AAAA, con l’anno nel quale é stato concesso il credito.


Infine, il codice tributo sarà efficace a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla data del 02/05/2008.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 183/E del 02/05/2008)


 


 


3) Credito d’imposta per installazione di impianti di videosorveglianza: Istituito il codice tributo per il modello F24


E’ stato istituito anche il codice tributo per l’utilizzo, con il modello F24, del credito d’imposta in favore delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e quelle di somministrazione di alimenti e bevande, per l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di atti illeciti.


L’art. 1, commi da 228 a 232, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ha previsto la concessione di un credito d’imposta per le spese sostenute nel 2008, 2009 e 2010, per l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di atti illeciti, compresa l’installazione di apparecchi di videosorveglianza, a favore di piccole e medie imprese, rientranti in tale definizione ai sensi del decreto del Ministero delle attività produttive del 18 aprile 2005, che svolgono attività commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e di somministrazione di alimenti e bevande.


Nel dare attuazione alla norma citata, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 febbraio 2008, all’art. 3, ha disposto che i soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono presentare apposita istanza all’Agenzia delle Entrate.


Inoltre, è stato previsto che il credito d’imposta concesso sia utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dalla data di concessione.


A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha istituiio il seguente codice tributo:


“6804”, denominato “Credito d’imposta per l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di atti illeciti, compresa l’installazione di apparecchi di videosorveglianza, a favore delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e quelle di somministrazione di alimenti e bevande”.


Il codice tributo va esposto nella sezione erario del modello F24 in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, o nella colonna “importi a debito versati” nei casi di ravvedimento operoso.


Il campo “anno di riferimento” viene valorizzato, nel formato AAAA, con l’anno nel quale é stato concesso il credito.


Il codice tributo sarà operativamente efficace a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla data del 02/05/2008.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 182/E del 02/05/2008)


 


 


4) Agenti di commercio: Contribuzione Enasarco


I versamenti delle contribuzioni da parte dei soggetti mandanti o preponenti deve avvenire utilizzando la procedura on line, per la quale è obbligatoria la registrazione sul sito internet della Fondazione Enasarco e l’abilitazione ai servizi riservati.


Contributo al fondo previdenza


Il contributo previdenziale Enasarco si calcola su tutte le somme dovute a qualsiasi titolo all’agente o al rappresentante di commercio in dipendenza del rapporto di agenzia (provvigioni, rimborsi spese, premi di produzione, indennità di mancato preavviso).


Il contributo é dovuto a favore degli agenti che operano individualmente o sotto forma di società di persone, anche di fatto.


Il versamento dei contributi, attualmente stabiliti nella misura del 13,50% (di cui 6,75%, a carico del soggetto mandante o preponente, 6,75%, a carico dell’agente) con un minimale ed un massimale annuo, deve essere effettuato integralmente dal soggetto mandante o preponente che ne è responsabile anche per la parte a carico dell’agente.


Il contributo minimo anno al fondo di previdenza dal 1/1/2008 è stato stabilito:


– in 759 euro per l’agente monomandatario;


– in 381 euro per l’agente plurimandatario;


I massimali previdenziali annui, dal 1/1/2008, stati sono determinati:


– in 26.603 euro per l’agente impegnato contrattualmente ad esercitare l’attività per un solo preponente;


– in 15.202 euro per l’agente senza rapporto esclusivo (c.d. plurimandatario).


Il contributo al fondo previdenza deve essere corrisposto trimestralmente entro il giorno 20 del secondo mese successivo al trimestre di competenza e cioè:


 
















Maggio


primo trimestre (gennaio/marzo)


Agosto


secondo trimestre (aprile/giugno)


Novembre


terzo trimestre (luglio/settembre)


Febbraio (anno successivo)


quarto trimestre (ottobre/dicembre)


 


Determinazione dei contributi


I contributi devono essere determinati sulle provvigioni dovute all’agente, anche se non ancora pagate.


Ne deriva che il riferimento trimestrale deve essere considerato per competenza (con riferimento, quindi, al trimestre durante il quale sono maturate le provvigioni) e non per cassa, essendo ininfluente il momento del pagamento.


Nell’ipotesi di agenti costituiti in società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice), il contributo deve necessariamente risultare ripartito in favore dei soci illimitatamente responsabili che svolgono attività di agenzia, in base alle quote proposte e documentate dagli stessi al momento del conferimento del mandato.


 


 


5) Cinque per mille, al via la procedura per l’ammissione a riparto di associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni culturali


Al via la nuova procedura per l’ammissione al riparto del 5 per mille delle associazioni sportive dilettantistiche e delle fondazioni di carattere culturale.


Il 24 aprile 2008 é stato varato il DPCM, in via di pubblicazione, che disciplina le modalità di ammissione delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI al riparto del cinque per mille, per gli anni 2006 e 2007, e delle fondazioni nazionali a carattere culturale per l’anno 2007.


Il DPCM stabilisce che possono accedere al beneficio solo i soggetti che avevano proposto tempestivamente la domanda di iscrizione nell’elenco del volontariato per le annualità sopra indicate.


Illustra, inoltre, gli adempimenti che tali enti devono porre in essere.


Tutti i soggetti interessati devono trasmettere, a mezzo raccomandata a.r., alla competente Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate nel cui ambito territoriale hanno la propria sede legale, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti che


danno diritto al beneficio.


Per tali dichiarazioni sono stati approvati tre distinti modelli:


Due riguardano le associazioni sportive dilettantistiche e si riferiscono alle annualità 2006 e 2007; il terzo interessa le fondazioni nazionali di carattere culturale.


Tali modelli possono essere prelevati dal sito dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it.


La dichiarazione sostitutiva va redatta su modulo conforme al modello e va spedita, a pena di decadenza, entro il 30 maggio 2008.


Alla stessa occorre allegare, sempre a pena di decadenza, copia fotostatica del documento di riconoscimento del legale rappresentante dell’ente che sottoscrive la dichiarazione.


Le associazioni sportive che sono interessate all’ammissione al riparto sia per il 2006 che per il 2007 devono produrre per ogni anno la relativa dichiarazione sostitutiva.


Le eventuali dichiarazioni sostitutive trasmesse in precedenza sono ritenute improduttive di effetti.


Sul sito dell’Agenzia sono fornite ulteriori informazioni per la compilazione delle dichiarazioni sostitutive e vengono precisati i casi in cui le associazioni sportive dilettantistiche sono dispensate, per il solo anno 2007, dall’invio di tali dichiarazioni


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 30/04/2008)


 


 


6) La transazione fiscale


La transazione fiscale di cui all’art. 182-ter della legge fallimentare prevede che l’Amministrazione finanziaria può transigere le proprie pretese nell’ambito della procedura di concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, con ciò derogando ad uno dei fondamentali principi del diritto tributario – ossia quello di indisponibilità del credito tributario – in specifiche ipotesi, trasfondendo così in campo fiscale talune caratteristiche proprie del tradizionale istituto di cui all’art. 1965 del Codice civile.


Probabilmente nella consapevolezza delle ridotte potenzialità della disciplina prevista dal citato art. 3, comma 3, del D.L. n. 138/2002, il  Legislatore,con l’art. 151 del D.lgs. n. 5/2006, ne disponeva l’abrogazione a far data dalla pubblicazione sulla G.U.


Contestualmente – con il medesimo Decreto n. 5/2006, quale a sua volta modificato dal recente D.Lgs. n. 169/2007 – veniva introdotto l’art. 182-ter nell’ambito della legge fallimentare di cui al R.D. n. 267/42.


Con tale istituto il legislatore fiscale persegue l’intento di rispondere efficacemente all’esigenza di ridurre la mole del contenzioso, accelerare i tempi di riscossione, definire situazioni altrimenti destinate a protrarsi nel tempo generando ingenti spese di lite sia per l’Erario che per il contribuente.


Per effetto di tale intervento legislativo, la transazione fiscale ha trovato collocazione nell’ambito della procedura di concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione, assumendo, pertanto, ben più specifiche ed ampie connotazioni di operatività.


Transazione Fiscale ex art. 182-ter del r.d. n. 267/42 (legge fallimentare)


Con tale disposizione normativa, la transazione fiscale è stata inserita esclusivamente nell’ambito della procedura di concordato preventivo.


Infatti, la norma ha previsto che la transazione venga proposta contestualmente al piano di cui all’art. 160 della legge fallimentare, escludendo espressamente, all’ultimo comma, la sua applicabilità agli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182-bis.


Tale preclusione è stata, tuttavia, superata per effetto di una recente modifica legislativa (Cfr. art. 16 D.lgs. n. 169/2007) che ha previsto l’applicabilità della transazione anche agli accordi di ristrutturazione dei debiti.


La predetta modifica si applica a decorrere dal 1 gennaio 2008 ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla medesima data nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente (art. 22 del D.lgs. cit.).


Destinatari della norma


Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo, ai sensi dell’art. 1 del RD. n. 267/1942, gli imprenditori esercenti un’attività commerciale, esclusi gli enti pubblici, con le limitazioni previste dal medesimo articolo, come modificato dal D.Lgs. n. 169/07.


Presupposto oggettivo


L’espresso richiamo all’art. 160 l.f. contenuto nell’art. 182-ter (“Con il piano di cui all’art. 160 il debitore può proporre il pagamento, anche parziale, dei tributi amministrati dalle agenzie fiscali …”) consente di identificare il presupposto per l’accesso al concordato preventivo e, quindi, alla transazione fiscale nello:


Stato di crisi dell’impresa.


Tale nozione va intesa, in coerenza con l’orientamento giurisprudenziale maggioritario, secondo l’accezione più ampia di “qualsiasi situazione di difficoltà imprenditoriale che richieda un accordo con il ceto creditorio, compreso lo stato di insolvenza”.


Elementi dell’istanza di transazione fiscale nell’ambito del concordato preventivo


Relativamente alle modalità di presentazione, l’istanza di transazione:


a) può essere formulata in calce al ricorso del debitore, introduttivo alla procedura di concordato preventivo;


b) può essere prodotta all’apertura della procedura di concordato decretata dal competente Tribunale.


Costituiscono elementi necessari dell’istanza:


– l’indicazione dei termini di formulazione della proposta concordataria;


– la data di convocazione dell’adunanza dei creditori stabilita dal Giudice Delegato (nell’ ipotesi sub b in cui l’istanza viene prodotta all’apertura della procedura di concordato);


– la richiesta espressa del debitore di accedere alla transazione fiscale;


– l’indicazione dei termini della proposta di transazione fiscale: somma offerta ad estinzione dell’obbligazione tributaria, modalità e tempi di pagamento;


– l’indicazione delle dichiarazioni fiscali per le quali non è pervenuto l’esito dei controlli automatici;


– l’indicazione delle eventuali liti in corso (anche se negativa);


– l’eventuale proposta di dilazione del pagamento.


L’istanza di transazione, contestualmente al deposito presso il tribunale, deve essere presentata:


– al concessionario (oggi Agente della riscossione);


– all’ufficio dell’Agenzia competente in base all’ultimo domicilio fiscale del debitore.


Per quanto attiene alla documentazione, all’istanza deve essere allegata:


– copia delle dichiarazioni fiscali per le quali non è pervenuto l’esito dei controlli automatici;


– copia delle dichiarazioni integrative relative al periodo sino alla data di presentazione della domanda.


Ciò al fine di consentire il consolidamento del debito fiscale.


Oggetto della transazione fiscale


La norma attuale espressamente prevede la propria operatività nei confronti “dei tributi amministrati dalle agenzie fiscali…ad eccezione dei tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea”.


Sono, in atto, transabili:


– IRES


– IRPEF


– ACCISE


– IMPOSTA DI BOLLO


– IMPOSTA DI REGISTRO


– IMPOSTE IPOTECARIE E CATASTALI


– IRAP (se si considera che quest’ultima è un’imposta amministrata dalle Agenzie fiscali)


La proposta di transazione può ovviamente, interessare anche imposte cessate quali IRPEG, ILOR, ecc.


Possono costituire oggetto di transazione sia i crediti privilegiati sia quelli di natura chirografaria.


Non possono costituire oggetto di transazione:


– IVA


– i dazi doganali di pertinenza comunitaria


– ICI – TARSU – TOSAP – imposta sulle pubblicità e pubbliche affissioni, ecc.


(Agenzia delle Entrate, guida 2008 della Direzione Regionale della Sicilia)


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 

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