Novità fiscali del 14 maggio 2008: comunicazione opzione Irap in scadenza al 30 maggio; chiarimenti sulla disciplina fiscale degli immobili dei professionisti; studi di settore

  Indice:   1) Comunicazione opzione Irap in scadenza   2) Ruoli tributari: Pagamento mediante compensazione volontaria con crediti d’imposta   3) Lavoratori autonomi: Spese relative ai beni immobili ed altri chiarimenti sulla disciplina fiscale dei professionisti   4) Studi di settore: il ruolo dei nuovi indicatori di normalità economica e il recupero delle spese […]

 






Indice:


 


1) Comunicazione opzione Irap in scadenza


 


2) Ruoli tributari: Pagamento mediante compensazione volontaria con crediti d’imposta


 


3) Lavoratori autonomi: Spese relative ai beni immobili ed altri chiarimenti sulla disciplina fiscale dei professionisti


 


4) Studi di settore: il ruolo dei nuovi indicatori di normalità economica e il recupero delle spese autoveicoli 2006


 


5) Accertamento induttivo: Illegittimo se l’auto è acquistata a rate


 


6) Accisa sul gasolio per autotrazione


 


 


1) Comunicazione opzione Irap in scadenza


Mancano pochi giorni alla scadenza di presentazione del modello per la “Comunicazione per la determinazione del valore della produzione netta di cui all’art. 5-bis, comma 2, del D.Lgs. n.446/1997″.


Tale comunicazione, infatti, deve essere effettuata entro il 30 maggio 2008 da imprenditori individuali, società in nome collettivo e in accomandita semplice, in regime di contabilità ordinaria.


Come è noto, i soggetti interessati possono optare per la determinazione del valore della produzione netta delle società di capitali e degli enti commerciali.


Con la presentazione del citato modello, gli imprenditori individuali e le società di persone, in regime di contabilità ordinaria, possono, dunque, optare per la determinazione del valore della produzione netta delle società di capitali e degli enti commerciali.


Determinazione del valore della produzione netta delle società di persone e delle imprese individuali


Le società di persone e le imprese individuali, secondo quanto stabilito dalla Finanziaria 2008, determinano il valore della produzione netta, ai sensi del comma 1 del nuovo art. 5-bis del D.Lgs. n. 446/1997.


Ai sensi del comma 51 dell’art. 1 della legge Finanziaria 2008, la nuova disposizione si applica a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007.


Tali soggetti, indipendentemente dal regime contabile adottato, ordinario o semplificato, a seguito della modifica, introdotta dalla legge Finanziaria 2008, determinano, ordinariamente, il valore della produzione netta come differenza tra:


– l’ammontare dei ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere a), b), f), e g) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.U.I.R.), delle variazioni delle rimanenze finali di beni e delle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale (Artt. 92 e 93 T.U.I.R.);


– l’ammontare dei costi delle materie prime, sussidiarie e di consumo, delle merci, dei servizi, dell’ammortamento e dei canoni di locazione anche finanziaria dei beni materiali e immateriali.


Non sono deducibili:


– le spese per il personale dipendente e assimilato,


– i costi,


– i compensi e gli utili indicati nel comma 1, lett. b), numeri da 2 a 5, dell’art. 11 del presente decreto,


– la quota interessi dei canoni di locazione finanziaria desunta dal contratto,


– le perdite su crediti,


– l’imposta comunale sugli immobili di cui al D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504.


Concorrono alla formazione del valore della produzione i contributi erogati in base a norma di legge, fatta eccezione per quelli correlati a costi indeducibili.


Opzione per la determinazione del valore della produzione netta secondo il criterio previsto per le società di capitali


La nuova disciplina IRAP prevede la facoltà per le società di persone e le imprese individuali, in contabilità ordinaria di optare per la determinazione del valore della produzione netta delle società di capitali e degli enti commerciali secondo le regole dettate nell’art. 5 del D.Lgs. n. 446/1997.


Per le società di capitali e gli enti commerciali il valore della produzione netta deriva direttamente dalle risultanze di bilancio essendo diventate irrilevanti ai fini IRAP le variazioni fiscali operate in sede di imposte sui redditi.


In particolare, il valore della produzione netta è determinato come “differenza tra il valore e i costi della produzione di cui al primo comma lett. A e B dell’art. 2425 Codice Civile, con esclusione delle voci 9), 10), lett. c) e d), 12) e 13), così come risultanti dal Conto economico dell’esercizio”.


Non sono deducibili:


– le spese per il personale,


– le svalutazioni dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide,


– gli accantonamenti per rischi e gli altri accantonamenti.


Per le imprese individuali e le società di persone che adottano la contabilità ordinaria si presentano, dunque, due diverse possibilità di determinazione della base imponibile IRAP.
La scelta va ben valutata, anche alla luce del fatto che nell’ipotesi di determinazione ordinaria della base imponibile i componenti rilevanti si assumono secondo le regole di qualificazione, imputazione temporale e classificazione valevoli per la determinazione del reddito d’impresa ai fini dell’IRPEF, mentre secondo le regole previste per le società di capitali il valore della produzione netta deriva direttamente dalle risultanze del bilancio.


La determinazione della base imponibile secondo il criterio delle società di capitali, ad esempio, potrebbe favorire quelle imprese che esercitano attività di gestione immobiliare.


L’opzione è irrevocabile per tre periodi d’imposta.


Al termine del triennio l’opzione si intende tacitamente rinnovata per un altro triennio a meno che l’impresa non eserciti la revoca dell’opzione precedentemente comunicata.


Soggetti interessati alla presentazione del modello


Il modello di “comunicazione dell’opzione per la determinazione del valore della produzione netta di cui all’articolo 5-bis, comma 2, del D.Lgs. n. 446/1997” può essere presentata dai seguenti soggetti, purchè abbiano adottato il regime della contabilità ordinaria:


– le persone fisiche esercenti attività commerciali di cui all’art. 55 del T.U.I.R.;


– le società in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle ad esse equiparate a norma dell’art. 5, comma 3, del T.U.I.R.


Termine di presentazione


La comunicazione deve essere presentata entro sessanta giorni dall’inizio del periodo d’imposta per il quale si esercita l’opzione o la revoca.


Solo per il periodo d’imposta 2008 la comunicazione va inviata entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento di approvazione del modello.


Visto che il modello è stato pubblicato il 31 marzo 2008, il termine ultimo per l’invio della comunicazione per il 2008 scade il 30 maggio 2008.


Modalità di presentazione


La comunicazione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica.


La trasmissione telematica dei dati contenuti nell’istanza è effettuata utilizzando il software “COMIRAP”, reso disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.


La trasmissione dei dati contenuti nella comunicazione può essere effettuata direttamente dal contribuente abilitato dall’Agenzia delle Entrate oppure tramite i soggetti incaricati (professionisti, associazioni di categoria, CAF, ecc.).


(Di Mascia Dalmaggioni e Valerio Artina, in Pratica Fiscale e Professionale – Ipsoa Maggio 2008)


 


 


2) Ruoli tributari: Pagamento mediante compensazione volontaria con crediti d’imposta


la procedura di compensazione dei ruoli con i crediti d’imposta è stata voluta principalmente per tutelare l’Erario e non tanto, quindi, il contribuente.


Come è noto, il comma 13 dell’art. 2 del D.L. n. 262/2006, ha introdotto l’art. 28-ter del D.P.R. n. 602/1973, il quale prevede la procedura di compensazione dei ruoli con i crediti d’imposta, cioè la possibilità di pagare le cartelle esattoriali con i rimborsi attesi e spettanti.


Si tratta per lo più di una procedura pensata in massima parte a tutela delle ragioni dell’Erario.


In particolare, la procedura viene attivata d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate nel momento in cui deve erogare un rimborso d’imposta di qualsiasi natura.


Infatti, nel comma 1, viene previsto che, prima di pagare le somme al contribuente, l’Agenzia deve verificare se lo stesso sia iscritto a ruolo.


In caso positivo, la stessa, da un lato, segnala la circostanza al competente ufficio degli agenti della riscossione, dall’altro mette a disposizione dell’ufficio di riscossione le somme da rimborsare.


Da parte sua, l’agente della riscossione, una volta ricevuta la segnalazione, sospende tutte le azioni di recupero coattivo e provvede ad inviare al contribuente una proposta di compensazione “volontaria” degli importi a ruolo con le somme a credito.


Il contribuente ha 60 giorni di tempo, a decorrere dalla notifica della proposta, per decidere se accettare la stessa.


Se l’interessato accetta l’invito l’esattore attinge dall’importo messo a disposizione dell’Agenzia delle Entrate la somma corrispondente al carico a ruolo e la riversa all’ente impositore.


Un effetto paradossale è quello che un rimborso ingente, di diverse migliaia di euro, può essere sospeso a fronte di un importo a ruolo di alcune centinaia di euro, in attesa di una risposta del contribuente in merito alla proposta di compensazione volontaria che l’agente della riscossione ha l’obbligo di effettuare, sospendendo, a seguito della segnalazione da parte dell’Agenzia erogatrice del rimborso, le azioni di recupero coattivo.


(Di Maurizio Villani, in “Rapporto tra fermo amministrativo e compensazione nel diritto tributario” del 09/05/2008)


 


 


 


3) Lavoratori autonomi: Spese relative ai beni immobili ed altri chiarimenti sulla disciplina fiscale dei professionisti


Sono di natura incrementativa le spese che incidono sugli elementi strutturali del cespite e che contestualmente comportano un aumento significativo e tangibile della capacità produttività o della vita utile del bene immobile.


Su tale profilo, sono state poste alcune questioni di diritto intertemporale, mancando, nella specie, una disposizione sulla decorrenza analoga a quella prevista con riferimento alle quote di ammortamento e ai canoni di leasing relativi agli immobili strumentali.


Preliminarmente, si è posto il problema di definire il trattamento delle spese “straordinarie” sostenute dal 2003 fino al 2006, la cui deduzione è stata rinviata in applicazione della previgente disciplina.


Occorre chiarire, in altri termini, la sorte dei “quinti” delle spese in oggetto ancora non dedotti al 1° gennaio 2007, data di decorrenza della nuova disciplina in materia.


Al riguardo, trattandosi di spese sostenute comunque in vigenza della precedente disciplina, non sussistono dubbi sulla deducibilità nei periodi d’imposta 2007 e successivi dei “quinti” residui, dovendosi ritenere ormai consolidato il diritto alla deduzione di tali importi (in tal senso si esprimono le istruzioni al rigo RE10 del Quadro RE del modello UNICO PF 2008).


L’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha emanato la prima circolare interpretativa, che ha esaminato il tema delle modifiche recate alla disciplina del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni dal D.L. n. 223/2006 e dalla legge n. 296/2006.


Tale disamina è stata supportata soltanto da pochi chiarimenti interpretativi forniti dall’Agenzia delle Entrate in un settore ove sono state solo parzialmente  recepite le norme che disciplinano il reddito d’impresa, peraltro, senza che siano stati effettuati i necessari adattamenti alle peculiarità del lavoro autonomo.


In particolare, in tale circolare vengono forniti, i seguenti chiarimenti riguardanti (oltre, ad essere sollevati anche dubbi interpretativi, che richiederanno le opportune risposte da parte dell’Amministrazione finanziaria):


– Le plusvalenze (che non sono rateizzabili) e le minusvalenze, che rilevano se relative a beni mobili acquistati successivamente al 4 luglio 2006 e ad immobili acquisiti successivamente al 1° gennaio 2007;


– le plus/minusvalenze non rilevano se relative ad immobili ad uso promiscuo; per i beni mobili “promiscui” rilevano, invece, al 50%;


– ammortamenti e i canoni di leasing relativi agli immobili: Per lo scorporo della quota capitale del canone relativa al terreno, l’applicazione del criterio convenzionale IRAP è facoltativa e non obbligatoria;


– gli interessi passivi sostenuti per gli immobili promiscui dovrebbero essere deducibili nella misura del 50% (e al 100% per quelli strumentali).


– la disciplina normativa dettata per gli immobili strumentali dovrebbe applicarsi anche a quelli promiscui;


– spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione relative agli immobili: Le spese di manutenzione ordinaria e tutte le altre di natura non incrementativa sono deducibili in base al plafond del 5%. Le spese incrementative sono quelle considerate tali dal principio contabile n. 16. I “quinti” delle spese straordinarie sostenute fino al 2006 sono ancora deducibili. Alle spese incrementative sostenute dal 2007 per immobili acquistati precedentemente e non ammortizzabili, nonché a quelle su beni di terzi, dovrebbe applicarsi la regola del   plafond del 5%;


– spese per gli autoveicoli: Le percentuali stabilite per la deducibilità di tali spese si applicano sulle singole quote di ammortamento e non sul costo del bene. Le spese relative ai veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta sono interamente deducibili fino a concorrenza dell’importo considerato fringe benefit per i detti dipendenti mentre per l’eccedenza si applicano i limiti alla deducibilità previsti dall’art. 164 del TUIR;


– spese per i servizi di telefonia: Non viene ritenuto condivisibile l’orientamento dell’Agenzia di applicare il limite di deducibilità dell’80% anche ai beni che consentono il collegamento alle linee telefoniche, come modem o router Adsl;


– corrispettivi per la cessione della clientela e di altri elementi immateriali. Non viene ritenuto condivisibile l’orientamento dell’Agenzia di qualificare la cessione del contratto di leasing quale cessione di elemento immateriale da cui derivano corrispettivi tassabili;


– rimborsi spese e le spese anticipate dal committente: Le spese analiticamente documentate e rimborsate al professionista vengono ritenute (contrariamente a quanto sostenuto dall’Agenzia delle Entrate) non rilevanti ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo, così come i relativi rimborsi. L’unica deroga prevista dalla norma riguarda le spese per alberghi e pasti sostenute dal committente, assoggettate ad imposizione per evitare l’applicazione alle stesse del limite di deducibilità pari al 2% dei compensi (tale normativa viene ritenuta, comunque, incoerente e irrazionale).


(Circolare 12/05/2008, n. 1/IR – Istituto di Ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili)


 


 


4) Studi di settore: il ruolo dei nuovi indicatori di normalità economica e il recupero delle spese autoveicoli 2006


La Società per gli studi di settore (SO.SE.) spiegando il funzionamento del nuovo software applicativo GE.RI.CO. 2008 ed il ruolo assegnato in tale contesto ai nuovi indicatori di normalità economica, ha affermato come l’uso di tali indicatori permetterà di ottenere risultanze degli studi più attendibili e rappresentative della reale situazione economica del contribuente.


Secondo la SO.SE., infatti, la sola analisi di congruità, basata su dati dichiarati dallo stesso contribuente potrebbe non rappresentare in modo fedele il contesto economico nel quale il contribuente opera.


Attraverso gli indici di normalità economica si è in grado di evidenziare eventuali manipolazioni dei dati contabili e riequilibrare le risultanze dell’analisi di congruità.


La novità principale è che il contribuente ha la possibilità di intervenire sui valori ritenuti non normali dai nuovi indicatori (presenti nei 68 studi revisionati) proposti all’interno delle finestre del software.


In tal caso può:


– accettare le risultanze di GE.RI.CO;


– attestare o asseverare i dati dichiarati;


– disapplicare uno o più indici ed eventualmente modificare i dati dichiarati riconducendoli alla normalità.


Recupero spese autoveicoli 2006: studi di settore/parametri


Riguardo l’indicazione nei Modelli degli studi di settore e parametri del recupero delle spese per autoveicoli “ad uso promiscuo” 2006 non dedotte o dedotte in misura inferiore (ai sensi dell’art. 15-bis, comma 9, D.L. n.81/2007), questi di seguito sono i righi in cui tali componenti vanno indicate.


Studi di settore: Tali valori, giacché voce “residuale”, possano essere compresi nel:


rigo F23 – Altre componenti negative per i soggetti che dichiarano reddito d’impresa;


rigo G12 – Altre componenti negative per i professionisti.


Parametri: Le istruzioni, diversamente da quelle degli studi, prevedono espressamente l’indicazione di tali costi nel:


rigo P42 – Altri costi per servizi per le imprese;


rigo Q10 – Altre spese per i professionisti.


(Notiziario Seac del 13/05/2008)


 


 


5) Accertamento induttivo: Illegittimo se l’auto è acquistata a rate


L’accertamento induttivo pone solo una presunzione di fondatezza della pretesa fiscale, che sposta sul contribuente l’onere di fornire la prova dell’insussistenza dei presupposti della rettifica operata.


Quando il contribuente dimostri, come nel caso di specie, che le risorse finanziarie utilizzate per acquisire la disponibilità di due autovetture sono derivate dall’accensione di un mutuo ultra annuale, e non già da proventi dell’attività, il maggiore reddito accertato induttivamente deve essere ritenuto insussistente.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 08/05/2008, n. 11389, in Ipsoa del 13/05/2008)


 


 


6) Accisa sul gasolio per autotrazione


Versamento della quota spettante alle regioni a statuto ordinario: le istruzioni delle Dogane


Con D.M. 11 aprile 2008 sono state stabilite le modalità di attribuzione in favore delle regioni a statuto ordinario di una quota dell’accisa sul gasolio per autotrazione. Il decreto è entrato in vigore il 1° maggio 2008: Pertanto, i versamenti della quota devono essere effettuati, già a partire da quello in scadenza al 16 maggio 2008, con le nuove modalità.


(Nota Agenzia Dogane 12/05/2008, n. prot. 2281, in Ipsoa del 13/05/2008)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò

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