Novità fiscali del 13 maggio 2008. In evidenza: IRPEF - guida alle agevolazioni fiscali per la famiglia; regime del reverse charge per rottami; associazione in partecipazione: deducibile la remunerazione corrisposta all’associato

  Indice:   1) Guida alle Agevolazioni fiscali per la famiglia   2) Iva: Il regime del reverse charge si applica anche alla cessione e lavorazione dei rottami   3) Associazione in partecipazione: Nel contratto di apporto di opere e servizi è deducibile la remunerazione corrisposta all’associato   4) Istanze contributive con imposta di bollo […]

 






Indice:


 


1) Guida alle Agevolazioni fiscali per la famiglia


 


2) Iva: Il regime del reverse charge si applica anche alla cessione e lavorazione dei rottami


 


3) Associazione in partecipazione: Nel contratto di apporto di opere e servizi è deducibile la remunerazione corrisposta all’associato


 


4) Istanze contributive con imposta di bollo


 


5) Software per la compilazione del modello F24 On line


 


 


1) Agevolazioni fiscali per la famiglia


La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) ha recentemente introdotto e modificato alcune importanti norme che riguardano una serie di benefici fiscali per le famiglie.


In particolare, le novità principali hanno riguardato:


– l’introduzione di nuove agevolazioni (ad esempio, la detrazione aggiuntiva ai fini ICI per l’abitazione principale, le nuove detrazioni per le famiglie numerose, la detrazione per l’affitto dell’abitazione principale e per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico locale);


– la modifica, in senso più favorevole, di alcune agevolazioni già esistenti (come l’esclusione dal reddito complessivo, per il calcolo delle detrazioni, del reddito dell’abitazione principale);


– la proroga di alcune agevolazioni (ad esempio, la detrazione per le ristrutturazioni edilizie e per il risparmio energetico).


Ma anche il collegato fiscale (decreto legge n.159 del 1° ottobre 2007) alla legge finanziaria 2008 e la legge di riforma del Welfare (Legge 24 dicembre 2007, n. 247) hanno previsto di agevolare le famiglie introducendo da una parte una detrazione fiscale di 150 euro sotto forma di bonus a favore dei contribuenti con un Irpef netta per il 2006 pari a zero e dall’altra la possibilità di detrarre dall’Irpef i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea anche per i figli che ancora non lavorano.


A tal fine, l’Agenzia delle Entrate, in una guida (n. 2/2008, pubblicata nel mese di maggio 2008, in concomitanza con il periodo dichiarativo dei redditi conseguiti nel periodo d’imposta precedente) ha specificato in cosa consistono e come possono essere fruite le nuove agevolazioni fiscali.


Mentre restano, inoltre, in vigore le seguenti altre detrazioni Irpef già previste:


a) Contratti a canone concordato


Ai contribuenti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi, stipulati o rinnovati secondo il c.d. “canale concordato”, spetta una detrazione Irpef complessivamente pari a:













Reddito complessivo (euro)


Importo della detrazione (euro)


fino a 15.493,71


495,80


oltre 15.493,71 e fino a 30.987,41


247,90


 


b) Lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro


È prevista una detrazione Irpef per i lavoratori dipendenti che:


hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei tre anni antecedenti quello di richiesta della detrazione;


sono titolari di contratti di locazione di unità immobiliare adibite ad abitazione principale degli stessi e situate nel nuovo comune di residenza; detto comune deve trovarsi a non meno di 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione di provenienza.













Reddito complessivo (euro)


Importo della detrazione (euro)


fino a 15.493,71


991,60


oltre 15.493,71 e fino a 30.987,41


495,80


 


Limiti e condizioni per fruire delle detrazioni


Per tutte le detrazioni sopra riportate valgono le seguenti regole:


– vanno ripartite tra gli aventi diritto e non sono tra loro cumulabili;


– il contribuente ha diritto, a sua scelta, di fruire della detrazione più favorevole;


– vanno rapportate al periodo dell’anno durante il quale l’unità immobiliare locata è adibita ad abitazione principale. Per abitazione principale si intende quella nella quale il soggetto titolare del contratto di locazione o i suoi familiari dimorano abitualmente;


– l’ammontare della detrazione spettante ai contribuenti che non hanno redditi di lavoro dipendente o assimilato può essere fruito nella dichiarazione dei redditi.


Riconoscimento della detrazione per i lavoratori dipendenti o assimilati


A decorrere dal periodo d’imposta 2008, nel caso in cui l’avente diritto è un lavoratore dipendente, la detrazione è riconosciuta dal sostituto d’imposta in sede di effettuazione delle operazioni di conguaglio; a tal fine, l’avente diritto deve presentare al sostituto una apposita dichiarazione nella quale sono indicati gli estremi di registrazione del contratto di locazione, i requisiti richiesti dalla norma per poterne fruire, compreso il numero dei mesi per i quali l’immobile oggetto del contratto di locazione è adibito ad abitazione principale, nonché l’assenza di redditi ulteriori rispetto a quelli di lavoro dipendente e assimilati.


Il sostituto d’imposta riconoscerà la detrazione spettante anche se risulta di ammontare superiore all’imposta lorda diminuita, nell’ordine, delle detrazioni per familiari a carico (articolo 12 TUIR) e per lavoro (articolo 13 TUIR).


Ai fini del riconoscimento dell’importo della detrazione, i sostituti d’imposta utilizzano, fino a capienza, l’ammontare complessivo delle ritenute disponibile nel periodo di paga nel quale sono effettuate le operazioni di conguaglio, indicando nel CUD l’importo non attribuito all’avente diritto per insufficienza dell’ammontare complessivo delle ritenute e consentire il recupero in sede di dichiarazione dei redditi.


Contratti di locazione per studenti universitari


Un’ulteriore detrazione è prevista per i contratti di locazione stipulati dagli studenti iscritti ad un corso di laurea presso un’università ubicata in un comune diverso da quello di residenza.


Dal 1° gennaio 2007 i canoni di locazione pagati per questi contratti sono detraibili nella percentuale del 19 per cento calcolabile su un importo non superiore a 2.633 euro (detrazione massima 500 euro).


La detrazione spetta anche se tali spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico e il contratto di locazione sia intestato al genitore che sostiene la spesa.


L’importo di 2.633 euro costituisce il limite complessivo di spesa di cui può usufruire ciascun contribuente; quindi, anche se un genitore ha a carico due figli studenti universitari che sono titolari di due distinti contratti di locazione, dovrà calcolare la detrazione su tale importo massimo.


Quando l’onere è sostenuto per i figli, la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il documento comprovante la spesa sostenuta.


Nel caso in cui il suddetto documento risulti, invece, intestato al figlio, le spese devono essere suddivise tra i due genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento, annotando sul documento comprovante la spesa la percentuale di ripartizione, se quest’ultima è diversa dal 50 per cento.


Se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo può considerare l’intera spesa sostenuta, ai fini del calcolo della detrazione.


Se il contratto di locazione è stipulato da entrambi i genitori, in favore del figlio studente universitario fuori sede, poiché si presume che la spesa sarà ripartita tra i genitori in parti uguali, la detrazione spetta ad entrambi in egual misura, nel limite massimo, per ciascun genitore, di 1.316,50 euro.


Gli immobili oggetto di locazione devono essere situati nello stesso comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi. Essi inoltre, devono essere distanti almeno 100 Km dal comune di residenza e comunque devono trovarsi in una diversa provincia.


Per verificare il rispetto del requisito della distanza si può far riferimento a quella chilometrica più breve tra il comune di residenza e quello in cui ha sede l’università, calcolata in riferimento ad una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio ferroviaria o stradale. Il diritto alla detrazione spetta se almeno uno dei suddetti collegamenti è pari o superiore a 100 Km.


I contratti di locazione (regolarmente registrati) devono essere stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431.


La legge finanziaria per il 2008 ha esteso la detrazione anche ai canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.


Le agevolazioni per gli inquilini di immobili locati come abitazione principale o come abitazione  principale.




























Contribuenti interessati


Tipo di contratto di locazione


Detrazione


Tutti


 


Libero o concordato


• 300 euro se il reddito complessivo è sino a 15.493,71


• 150 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro


Tutti


 


Libero o concordato


• 495,80 euro se il reddito complessivo è sino a 15.493,71 euro


• 247,90 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro


Lavoratori dipendenti che trasferiscono


la residenza nel comune di lavoro o limitrofo


Libero o concordato


• 99160 euro se il reddito complessivo è sino a 15.493,71 euro


• 49580 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.87,41 euro.


[detrazione spetta solo per i primi3 anni


Giovani di età compresa fra 20 e 30 anni


Libero o concordato


• 99160 euro se il reddito complessivo è sino a 15.493,71 euro.


La detrazione spetta solo per i primi 3 anni e l’abitazione deve essere diversa da quella dei genitori o di coloro cui sono affidati


Studenti universitari


Libero o concordato


19% dei canoni pagati da calcolare su un importo massimo di 2.633 euro


 


Riduzione ICI per l’abitazione principale


Dal 1 gennaio 2008, la legge finanziaria 2008 ha stabilito che dall’ICI dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del contribuente si detrae un ulteriore importo pari all’1,33 per mille della base imponibile.


L’ulteriore detrazione, comunque non superiore a 200 euro, viene fruita fino a concorrenza del suo ammontare ed è rapportata al periodo dell’anno durante il quale si protrae la destinazione di abitazione principale.


Questa ulteriore detrazione si aggiunge a quella riconosciuta per l’unità immobiliare adibita a dimora abituale del contribuente generalmente pari a 103,29 euro annui (importo che i comuni, nell’esercizio della loro potestà regolamentare, possono anche aumentare). In pratica, l’ulteriore detrazione deve essere applicata solo dopo avere sottratto dall’ammontare dell’imposta lorda la detrazione di 103,29 euro ed eventuali ulteriori riduzioni dell’imposta previste dal regolamento comunale.


Nella determinazione della base imponibile dell’abitazione principale sulla quale calcolare l’ulteriore detrazione deve essere incluso anche il valore di eventuali pertinenze che il regolamento comunale considera come tali ai fini ICI.


L’ulteriore detrazione deve essere rapportata al periodo dell’anno per il quale si protrae la destinazione ad abitazione principale e proporzionalmente alla quota per la quale detta destinazione si verifica; per esempio, nel caso di due o più comproprietari coabitanti per il medesimo periodo (ad esempio, l’intero anno) l’ulteriore detrazione viene suddivisa in parti uguali.


A partire dal 2008 le detrazioni ICI per l’abitazione principale sono state estese anche ai coniugi proprietari che dopo la sentenza di separazione o di divorzio non risultano assegnatari della casa coniugale (a condizione che non siano titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione principale situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale). In tal caso, l’ulteriore detrazione va divisa in proporzione alla quota di possesso.


L’ulteriore detrazione si estende anche alle unità immobiliari appartenenti:


– alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, nonché agli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari e dagli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità;


– al cittadino italiano residente all’estero a condizione che non risultino locate.


La nuova detrazione, invece, non si applica:


– alle unità immobiliari possedute, a titolo di proprietà o di usufrutto, da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, anche se non risultano locate;


– agli immobili concessi in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale;


– alle case di lusso, ville e castelli che appartengono alle categorie catastali A1, A8 eA9.


Esempio di calcolo dell’imposta


Abitazione principale del proprietario con rendita catastale di 1 .239,50 euro posseduta per


l’intero anno:


– aliquota ICI del 5 per mille


– detrazione base 103,29 euro


– valore imponibile: 1.239,50 euro x 1,05 (maggiorazione del 5%) x 100 = 130.147,50 euro


– ulteriore detrazione: 173,10 (1,33 per mille di 130.147,50)


– imposta dovuta: (5 per mille di 1 30.1 47,50) – 103,29 – 173,10 374,35


Riguardo alle modalità operative per il calcolo dell’ulteriore detrazione, è possibile tenerne conto già a partire dall’acconto dovuto entro il 16 giugno 2008.


In ordine al procedimento da seguire per la determinazione dell’ICI in acconto da parte del contribuente, fatta eccezione per le modalità di calcolo dell’ulteriore detrazione, restano comunque ferme le regole che impongono al contribuente di tenere conto dell’aliquota e delle detrazioni in vigore nell’anno precedente.


In ogni caso, il contribuente può provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno, applicando ovviamente, in questo caso, l’aliquota e le detrazioni stabilite per l’anno di riferimento e non quelle dell’anno precedente.


All’atto del versamento delle somme dovute a titolo di ICI mediante il modello F24, i contribuenti indicano l’importo dell’ulteriore detrazione utilizzando il codice tributo “3900”.


Agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie


La detrazione IRPEF per le spese sostenute, ed effettivamente rimaste a carico, per la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio sulle parti comuni degli edifici residenziali nonché per la realizzazione degli interventi effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, possedute o detenute, è stata prorogata per gli anni 2008, 2009 e 2010.


La detrazione spetta nella misura del 36% da calcolare sul limite massimo di spesa pari euro 48.000.


Inoltre, è possibile fruire della medesima detrazione per l’acquisto di abitazioni ristrutturate da imprese di costruzione o da cooperative edilizie, a condizione che:


– l’immobile acquistato (o assegnato) faccia parte di un edificio interamente ristrutturato;


– gli interventi di ristrutturazione siano eseguiti nell’arco di tempo che decorre dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2010;


– il rogito sia stipulato entro il 30 giugno 2011.


La detrazione del 36% è da calcolarsi sul 25% del prezzo di vendita o di assegnazione, che comunque non può eccedere l’importo massimo di 48.000 euro.


Oltre alla detrazione lrpef è stata prorogata anche l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata del 10% alle prestazioni di servizi aventi ad oggetto gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.


Ai fini del riconoscimento dell’aliquota IVA agevolata del 10% non è più richiesto, diversamente da quanto stabilito per le operazioni effettuate nel periodo di imposta 2007, che il costo della relativa manodopera sia evidenziato in fattura.


L’applicazione dell’aliquota IVA agevolata del 10%, relativamente alle prestazioni di servizi aventi ad oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio, prescinde quindi dall’indicazione in fattura del costo della manodopera che, invece, si rende necessaria, anche in relazione agli interventi effettuati nel periodo 2008/2010, per il riconoscimento della detrazione d’imposta del 36% delle spese riguardanti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.


Detrazione irpef per il risparmio energetico


Anche la detrazione d’imposta per le spese effettuate dai contribuenti al fine di contenere il risparmio energetico, dapprima prevista solo per il 2007, è stata prorogata sino al 2010. L’agevolazione consiste nel riconoscimento di una detrazione d’imposta nella misura del 55% sulle seguenti spese:


– riqualificazione energetica di edifici esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro;


– involucro edifici (pareti, finestre, compresi gli infissi, su edifici esistenti), fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro;


– installazione di pannelli solari, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro;


– sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione), fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.


Le principali condizioni per fruire della detrazione sono:


– per tutti gli interventi la detrazione può essere ripartita in un numero di quote annuali di pari importo non inferiore a tre e non superiore a dieci, a scelta irrevocabile del contribuente, operata all’atto della prima detrazione (in precedenza, la detrazione veniva suddivisa solo in tre rate);


– il pagamento deve essere effettuato con bonifico bancario o postale;


– è necessario acquisire la certificazione energetica dell’edificio o l’attestato di qualificazione energetica da trasmettere all’ENEA;


– per la sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e per l’installazione di pannelli solari non è necessaria la certificazione energetica dell’edificio, ovvero, l’attestato di qualificazione energetica;


dal 2008, la detrazione spetta anche per le spese relative alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia;


– la detrazione Irpef si applica anche alle spese per la sostituzione intera o parziale di impianti non a condensazione, sostenute entro il 31 dicembre 2009;


– i valori limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale e i valori di trasmittanza termica sono stati aggiornati con il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 11 marzo 2008.


Detrazione lrpef sugli interventi di risparmio energetico










Proroga


                                        Novità


La detrazione lrpef spetta nella misura del 55% sulle spese sostenute nel


2008


2009


2010


– si può scegliere di rateizzare la detrazione da 3 a 10 rate (la scelta è irrevocabile);


– per la sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e per l’installazione di pannelli solari non è più necessaria la certificazione energetica dell’edificio, ovvero, l’attestato di qualificazione energetica;


– la detrazione potrà essere applicata anche per le spese cli sostituzione totale o parziale di impianti di climatizzazione invernali non a condensazione (sostenute entro il 31dicembre 2009) e alle spese per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia.


 


Detrazione irpef per interessi passivi sui mutui


A decorrere dal 1° gennaio 2008 è stato aumentato da 3.615,20 euro a 4.000 euro l’importo massimo sul quale è possibile calcolare la detrazione Irpef del 19% per gli interessi passivi e relativi oneri accessori pagati relativamente ai mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti per l’acquisto dell’abitazione principale.


Nel caso di contitolarità del mutuo o di più contratti di mutuo sullo stesso bene, il limite è riferito all’ammontare complessivo delle spese sostenute dai singoli contribuenti.


Detrazione per l’intermediazione immobiliare


Dal 1° gennaio 2007 è possibile detrarre dall’Irpef il 19% degli oneri sostenuti per i compensi corrisposti agli intermediari immobiliari per l’acquisto della proprietà o dell’usufrutto dell’abitazione principale.


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