Mutui: contenuto dell’accordo tra Governo e A.B.I.

Si riportano sinteticamente le prime notizie contenute nell’accordo adottato tra Governo ed ABI che cominciano a trapelare  relativamente alle modalità di pagamento delle rate dei mutui ipotecari.


 


Infatti l’accordo consentirà, su richiesta del mutuatario, la rinegoziazione del contratto di mutuo a tasso variabile stipulato prima del 1 gennaio 2007, ottenendo una rata fissa di importo uguale a quello pagato in media nel 2006.


 


Tecnicamente l’operazione di conversione consentirà al mutuatario di pagare una rata costante anche in presenza di un mutuo a tasso variabile, adeguando la quota capitale rimborsata periodicamente a quella di interesse che varierà con altrettanta periodicità al variare dei tassi di interesse. Per garantire la costanza della rata, ovviamente, la durata del mutuo, cambierà in misura maggiore o minore rispetto a quella contrattualmente prevista.


 


Schematizzando i passaggi si potrà avere che:


 



  • la rinegoziazione comporterà la riduzione dell’importo delle rate del mutuo a cominciare da quelle che andranno a scadere dopo 90 giorni decorrenti dalla data della rinegoziazione; 

  • la nuova rata sarà calcolata applicando all’importo originario del mutuo il tasso di interesse contrattuale medio del 2006; 

  • la differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall’atto di rinegoziazione è addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso Irs a dieci anni, riferito alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 (attualmente il 5,13%); 

  • non ci sarà bisogno di ulteriori garanzie da parte del cliente oltre quelle già previste per il mutuo oggetto di rinegoziazione; 


 


Gli scenari possibili potranno essere due:



  • se nel periodo intercorrente tra la rinegoziazione e la scadenza del mutuo i tassi di interesse sono mediamente saliti o non sufficientemente diminuiti, la durata del mutuo verrà automaticamente estesa, sempre con la medesima rata fissa, per il periodo sufficiente a rimborsare l’eventuale finanziamento accessorio; 

  • se durante il periodo di ammortamento del mutuo così rinegoziato i tassi di interesse si riducono in misura superiore al beneficio già acquisito con il passaggio alla rata fissa, il beneficio legato al nuovo tasso verrà riconosciuto attraverso il ritorno ad una inferiore rata variabile come prevista dal mutuo originario.

 


Vista l’importanza degli obiettivi che tale manovra si prefigge, si provvederà a seguire con interesse l’evoluzione dell’accordo, come spesso succede prima della stesura definitiva del provvedimento, approfittando poi in successivi interventi, di effettuare puntuali valutazioni sui limiti di convenienza del provvedimento definitivo.


 


         Demauro Giuseppe


         giuseppe.demauro@gmail.com


29 Maggio 2008

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