Trasmissione elenco clienti ed elenco fornitori: guida all'adempimento ed alle procedure da tenere per l'anno in corso

ADEMPIMENTI: TRASMISSIONE ELENCO CLIENTI E FORNITORI (2007 e 2008)   Premessa Le finalità della trasmissione telematica dell’elenco clienti e fornitori (per il periodo d’imposta 2007, da effettuare entro il 29/4/2008) sono quelle di potere effettuare i controlli incrociati tra fornitore e cliente. Per tale fine occorre inserire le fatture ricevute con riferimento alla loro data […]

ADEMPIMENTI: TRASMISSIONE ELENCO CLIENTI E FORNITORI (2007 e 2008)


 


Premessa


Le finalità della trasmissione telematica dell’elenco clienti e fornitori (per il periodo d’imposta 2007, da effettuare entro il 29/4/2008) sono quelle di potere effettuare i controlli incrociati tra fornitore e cliente.


Per tale fine occorre inserire le fatture ricevute con riferimento alla loro data di emissione, a prescindere sia dalla data di ricevimento sia dalla data in cui si esercita il diritto alla detrazione di cui all’art. 19 del D.P.R.n. 633/1972.


Viene ritenuta importante anche la disposizione che, sebbene a regime, obbliga ad indicare nell’elenco clienti anche i soggetti non titolari di partita IVA,con riferimento al codice fiscale.


Sono sorti problemi applicativi in relazione al nuovo adempimento.


Ad oggi, si attende ancora l’emanazione del Decreto del Ministero dell’Economia e finanze che stabilisca termini e modalità semplificate per l’anno 2007 (1).


Peraltro, per tale anno 2007 (a differenza del 2006, primo anno con scadenza straordinaria), sono obbligati all’adempimento anche i contribuenti in contabilità semplificata.


 






1) Elementi da indicare negli elenchi clienti e fornitori (periodo d’imposta 2007)


Gli elementi informativi da indicare negli elenchi, oltre al codice fiscale e partita Iva del contribuente obbligato ed all’anno cui si riferisce la comunicazione, sono i seguenti (distinti, prima per l’elenco clienti e poi per quello dei fornitori):


Elenco clienti per l’anno 2007 (regime transitorio)


L’elenco riguarda i soli titolari di partita IVA (non vanno indicati i clienti privati).


Si deve indicare per ciascun cliente l’importo complessivo delle operazioni effettuate, al netto delle relative note di variazione, distinto tra:


– operazioni imponibili


– non imponibili


– operazioni esenti.


Quindi, l’I.V.A. relativa alle operazioni imponibili


Elenco fornitori per l’anno 2007 (regime transitorio)


Si deve indicare per ciascun fornitore l’importo complessivo delle operazioni effettuate, al netto delle relative note di variazione, distinto tra:


– operazioni imponibili


– non imponibili


– operazioni esenti


Indi, l’I.V.A. relativa alle operazioni imponibili


Vanno indicate le operazioni in “reverse charge” ricevute senza IVA ed integrate dal cessionario.


Quest’ultimo deve includere tali acquisti tra quelli imponibili con indicazione dell’imposta.


Permane la facoltà di indicare per ciascun fornitore e per ciascuna tipologia di operazione indicata, l’importo complessivo delle note di variazione ricevute e dell’I.V.A., relative ad annualità precedenti


Si deve indicare per ciascun fornitore e per ciascuna tipologia di operazione indicata, l’importo complessivo delle operazioni imponibili con IVA non esposta in fattura (ad es., gli acquisti da rivenditori di beni usati o da agenzie di viaggio, che documentano le operazioni imponibili con fatture senza Iva esposta).


Si deve indicare per ciascun fornitore e per ciascuna tipologia di operazione indicata, l’importo complessivo degli acquisti da imprenditori agricoli esonerati per i quali viene emessa autofattura (indicare imponibile e relativa imposta)


Infine, l’elenco fornitori contiene, un campo cd. importo complessivo delle operazioni imponibili comprensive dell’imposta afferente dove indicare, solo per il 2006 ed il 2007, le operazioni documentate con fatture di acquisto che, pur contenendo la separata indicazione dell’imponibile e dell’imposta, sono state registrate senza la separata indicazione dei due importi (trattasi, ad esempio, degli acquisti effettuati da soggetti che pongono in essere operazioni o applicano regimi speciali per i quali non è esercitabile il diritto alla detrazione dell’imposta e che, pertanto, non hanno interesse ad annotare l’operazione distinguendo imponibile ed imposta).


Operazioni escluse dagli elenchi clienti e fornitori regime transitorio (anni 2006 e 2007)


Per gli anni 2006 e 2007 non vanno indicate le seguenti operazioni:


– Operazioni fuori campo di applicazione IVA (sia acquisti che cessioni);


– operazioni effettuate nei confronti di non residenti privi sia di codice fiscale che di partita IVA in Italia;


– operazioni di acquisto per le quali mancano i requisiti essenziali IVA (soggettivo, oggettivo e territoriale);


– cessioni intracomunitarie di beni e servizi;


– acquisti intracomunitari di beni e servizi, nonché gli acquisti di beni comunitari per i quali il fornitore abbia applicato il regime del margine;


– operazioni con San Marino e lo Stato di Città del Vaticano (sia acquisti che cessioni);


– Importazioni;


– esportazioni di cui all’art. 8, comma 1, lettere a) e b) del D.P.R. n. 633/72 (operazioni extra cee);


– acquisti e cessioni di cui all’art. 74, comma 2 (quotidiani, libri, riviste, sali, tabacchi, fiammiferi ecc.);


– acquisti e cessioni di beni destinati ad essere introdotti nei depositi IVA di cui all’art. 50-bis del D.L. n. 331/93;


– acquisti effettuati dagli enti non commerciali nell’esercizio dell’attività istituzionale;


– autofatture di cui all’art. 17, comma 3 del DPR n. 633/72, per acquisti da non residenti ed operazioni di autoconsumo o passaggi interni di beni tra rami d’azienda;


– operazioni relative a fatture, emesse o ricevute, di importo inferiore a 154,94 €, registrate cumulativamente;


– operazioni relative a fatture emesse, o ricevute, per le quali non è prevista la registrazione ai fini IVA;


– operazioni relative a fatture emesse, il cui importo comprensivo dell’imposta è stato annotato nel registro dei corrispettivi;


– Note di variazione riferite ad anni precedenti (facoltà).


Soggetti esclusi dall’obbligo per l’anno 2007


Per il periodo d’imposta 2007 non sono tenuti a presentare l’elenco clienti e fornitori i seguenti soggetti (salvo Decreto, non ancora emanato, che disponga ulteriori norme semplificative per il 2007):


– Soggetti esteri (comunitari o extra cee) senza partita iva in Italia e identificati ai fini Iva nel territorio dello Stato;


– soggetti passivi IVA in Italia che non hanno effettuato ai fini IVA alcuna operazione attiva o passiva;


– contribuenti minimi in franchigia di cui all’art. 32-bis del D.P.R. n. 633/72 (ultimo anno di applicazione);


– Stato, Regioni, Province, Comuni e altri organismi di diritto pubblico (relativamente alle operazioni effettuate nell ambito di attivita istituzionali);


– organismi che hanno come oggetto principale un’attività essenzialmente senza fine di lucro, per tali soggetti, tuttavia, rimane l’obbligo di comunicare i dati relativi alle attività commerciali e agricole poste in essere ancorché in via residuale;


– produttori agricoli in regime di esonero di cui all’art. 34 comma 6 D.P.R. 633/72, (Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 25/05/2007 punto 3.2).


 






2) La presentazione degli elenchi clienti fornitori a regime (dal periodo 2008)


Peraltro, siamo all’inizio del 2008 e si devono, quindi, anche predisporre gli archivi per gli elenchi da trasmettere nel 2009  ed incominciare ad interrogarsi (2) sull’obbligo così come strutturato a regime, cioè a partire dai dati riferiti ai clienti ed ai fornitori nell’anno 2008 (3).


I soggetti obbligati alla presentazione dell’elenco clienti e fornitori


E l’art. 37, commi 8 e 9, del D.L. 4/7/2006, n. 223 (convertito dalla legge 4/8/2006, n. 248) a prevedere l’obbligo per tutti i contribuenti, titolari di partita IVA di presentare esclusivamente per via telematica l’elenco dei clienti nei cui confronti sono state emesse fatture e l’elenco dei fornitori titolari di partita IVA, dai quali sono stati effettuati acquisti soggetti a imposta.


La trasmissione telematica a regime cioè a partire dalla trasmissione degli elenchi relativi al 2008, deve essere effettuata nei 60 giorni successivi al termine previsto per la trasmissione della comunicazione darti Iva, cioè entro il 29 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento (a meno che non ci si trovi in un anno bisestile).


Mentre nell’elenco clienti occorre inserire anche le fatture emesse nei confronti dei soggetti diversi dai titolari di partita IVA, nell’elenco dei fornitori occorre inserire solamente i soggetti titolari di partita IVA.


Ciò poiché si tende ad accertare il volume d’affari dei contribuenti tramite l’elenco fornitori dei loro clienti.


L’obbligo è orientato all’evidenza dei clienti o dei fornitori riferiti ad ogni anno d’imposta, pertanto l’obbligo non sussiste qualora nell’anno cui si riferisce la comunicazione non siano state effettuate operazioni attive o passive ai fini IVA, per cessione di beni o prestazioni di servizi effettuate o svolte in Italia.


Pertanto, tra i soggetti obbligati alla comunicazione degli elenchi, oltre ai soggetti che svolgono normalmente operazioni IVA attive e passive nell’ambito dell’attività professionale o d’impresa, vi rientrano anche:


– i soggetti non residenti,che abbiano istituito in Italia una stabile organizzazione, ovvero che operino tramite rappresentante fiscale o che si siano identificati direttamente;


– i curatori fallimentari ed i commissari liquidatori per conto della società fallita o in liquidazione;


– i soggetti che si avvalgono della dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione, solo per le operazioni diverse da quelle per le quali è disposta la dispensa (art. 36-bis del D.P.R. n. 633/1972);


– i soggetti che documentano i corrispettivi mediante la fatturazione diffusa e la cd. bolletta – fattura, ossia le imprese del settore delle telecomunicazioni e quelle dei servizi di pubblica utilità (D.M. 24 ottobre 2000, n. 366 e n. 370);


– i soggetti non tenuti alla registrazione analitica dei corrispettivi e degli acquisti. Si tratta delle operazioni relative a fatture di importo inferiore a 154,94 euro registrate cumulativamente.


Sono esonerati lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri organismi di diritto


pubblico,limitatamente alle operazioni effettuate e ricevute nell’ambito delle attività istituzionali.


In qualità di soggetti non titolare di partita IVA, sono esonerati anche gli organismi che hanno come oggetto principale un’attività essenzialmente senza fine di lucro, salvo l’obbligo di presentare l’elenco clienti e fornitori per i dati relativi alle operazioni riguardanti le attività commerciali o agricole poste in essere anche in via residuale.


I dati da indicare e le operazioni escluse nell’elenco clienti


L’elenco clienti riporta l’indicazione di tutti i soggetti, sia titolari di partita IVA che consumatori finali, nei cui confronti sono state emesse fatture o note di variazione rilevanti ai fini IVA nell’anno cui si riferisce la comunicazione.


Viceversa, non devono essere inserite nell’elenco clienti le fatture emesse per operazioni fuori campo IVA.


Così come non devono essere indicate le operazioni di «autoconsumo» di beni o servizi o i passaggi interni di beni tra rami d’azienda rilevati ai sensi dell’art. 36 del D.P.R.n.633/19728.


In particolare, gli elementi da riportare nel suddetto elenco a decorrere dalle operazioni riferite all’anno solare 2008, individuati dal Provvedimento del 25/5/2007, sono:


– codice fiscale e partita IVA del soggetto cui si riferisce la comunicazione degli elenchi e l’anno cui si riferisce la comunicazione;


– codice fiscale ed eventuale partita IVA dei soggetti nei cui confronti sono state emesse fatture, quindi anche le fatture emesse nei confronti di privati, distintamente per ogni contestatario;


– per ogni cliente, l’importo complessivo delle operazioni effettuate,distinto tra imponibili,non imponibili ed esenti, al netto delle note di variazione e l’importo dell’imposta afferente;


– per ciascun soggetto e per ciascuna tipologia di operazione, l’importo complessivo delle eventuali note di variazione e dell’eventuale imposta afferente, relative ad annualità precedenti.


Ai fini dell’individuazione del soggetto che ha l’obbligo di comunicare i dati delle fatture, rileva solamente colui che risulta come emittente del documento di certificazione dei corrispettivi, cioè il soggetto ritenuto responsabile del versamento, prescindendo da chi abbia emesso materialmente il documento (come nel caso del reverse charge).


Riguardo al criterio temporale, si deve tenere conto della data di emissione del documento, non essendo rilevante la data di registrazione e tanto meno il momento dell’esigibilità dell’imposta.


Infatti, in caso di sfasamento temporale tra il momento di effettuazione dell’operazione e quello di esigibilità dell’imposta (che si verifica sia nelle ipotesi di emissione di fatture differite che di fatture ad esigibilità differita), le fatture devono essere inserite nell’elenco clienti in relazione all’anno cui si riferisce la data di emissione della fattura.


Nel modello di comunicazione telematica è stato previsto un apposito campo «operazioni imponibili con IVA non esposta in fattura» dove si inseriscono le operazioni attive documentate con fattura con IVA non esposta.


In particolare, rientrano in tale campo:


– le operazioni effettuate da coloro che cedono beni usati ed applicano il regime del margine di cui all’art. 74 del D.P.R.n. 633/1972;


– le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo, inclusi i tour operator, che per l’organizzazione di pacchetti turistici e per i servizi singoli «preacquisiti» soggiacciono alla disciplina dell’art. 74-ter del DPR 633/72 e del D.M.30 luglio 1999, n. 340, secondo cui devono emettere fattura senza separata indicazione dell’imposta.


Il medesimo campo si utilizza anche per la comunicazione delle fatture emesse in regime di reverse charge.


Si tratta delle ipotesi di reverse charge interno previste dall’art. 17, quinto comma e sesto comma, lett. a), del D.P.R. n. 633/1972, rispettivamente relativi agli acquisti di materiale d’oro e argento e alle prestazioni di servizi rese nel settore edile da soggetti subappaltatori entrato in vigore il 1° gennaio 2007, e dall’art. 74, settimo e ottavo comma, del medesimo decreto relativo agli acquisti di rottami e metalli ferrosi.


In tale circostanza, infatti, il cedente (o il prestatore) deve emettere fattura senza addebitare l’imposta e il cessionario (o il committente) deve integrare il documento con IVA, assolvendo


l’imposta con l’annotazione della fattura sia nel registro delle vendite che in quello degli acquisti.


In sostanza, nel regime di reverse charge interno l’operazione soggiace all’IVA, tuttavia si crea un’inversione in relazione al soggetto individuato come soggetto nei cui confronti l’imposta diviene esigibile.


Proprio in ragione di ciò il cedente deve annotare l’operazione nell’elenco clienti nel campo delle «operazioni imponibili senza l’indicazione dell’imposta».


Il cessionario, a sua volta, indicherà l’operazione nell’elenco fornitori nel campo delle «operazioni imponibili con indicazione dell’imposta».


Le operazioni escluse dall’elenco clienti


Sono escluse da compilazione e trasmissione dell’elenco clienti sia le esportazioni di cui all’art. 8, primo comma, lett. a) e b),del D.P.R. n. 633/197215, sia le cessioni intracomunitarie di beni e servizi.


Vanno, invece, indicate le operazioni poste in essere tra operatori nazionali, nell’ambito delle cd. triangolazioni nazionali nonché le cd. esportazioni indirette di cui alla successiva lett. c) del citato art. 8 (operazioni effettuate nei confronti degli esportatori abituali), come anche devono essere incluse le cd. triangolazioni comunitarie di cui all’art. 58 del D.L. 30 agosto 1993, n. 331 (convertito dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427), trattandosi di operazioni interne


assimilate, ai soli fini del trattamento non imponibile IVA, alle esportazioni.


Sono, inoltre, escluse le operazioni con lo Stato Vaticano e con la Repubblica di San Marino, nonché le cessioni a viaggiatori extracomunitari di cui all’art. 38-quater del decreto IVA.


Poiché l’obbligo della comunicazione non riguarda le operazioni non rilevanti ai fini IVA, non rientrano nell’elenco clienti, oltre quelle fuori campo IVA, anche le operazioni di cui all’art. 74, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972 (quotidiani, libri, riviste, sali, tabacchi, fiammiferi ecc.) equiparate alle operazioni fuori campo.


Infine, sono escluse le cessioni di beni destinati ad essere introdotti nei depositi IVA di cui all’art. 50-bis del D.L. n. 331/1993, nonché le operazioni di vendita dei beni custoditi nei depositi stessi; solo al momento dell’estrazione di tali beni dal deposito occorre verificare l’eventuale obbligo di compilare l’elenco clienti, in relazione alla destinazione ad altro deposito


IVA oppure se si tratta di un acquisto rilevante nel commercio interno o estero.


Le operazioni da includere nell’elenco fornitori


L’elenco fornitori comprende tutti i soggetti da cui sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini IVA, sempre con riferimento alla data del documento, a prescindere dal momento in cui si esercita il diritto alla detrazione e, quindi, si procede alla registrazione della fattura ricevuta dal proprio fornitore, in relazione al nel mese o trimestre di riferimento per la liquidazione.


Gli elementi da riportare in tale elenco, oltre a quelli relativi all’individuazione del soggetto obbligato, ovviamente sono il codice fiscale e la partita IVA dei soggetti da cui sono stati effettuati acquisti che rilevano ai fini dell’applicazione dell’IVA nonché, per ogni fornitore, l’importo complessivo delle operazioni effettuate,distinto tra imponibili, non imponibili ed esenti, al netto delle note di variazione e l’importo dell’imposta afferente.


Nell’elenco fornitori non vanno riportate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi eseguite nei confronti degli operatori italiani da parte di soggetti non residenti, poiché mancano gli elementi identificativi del fornitore non residente, quali il codice fiscale o la partita IVA.


Come per l’elenco clienti, gli acquisti da rivenditori di beni usati o da agenzie di viaggio, che documentano le operazioni imponibili con fatture senza IVA esposta, vanno indicati nell’apposito campo «operazioni imponibili con IVA non esposta in fattura», mentre gli acquisti non imponibili ai fini IVA, effettuati dai medesimi fornitori, vanno riportati nel campo «operazioni non imponibili».


Le fatture integrate con l’indicazione dell’IVA per operazioni interne per cui si rende applicabile il regime del reverse charge vanno inserite tra le operazioni imponibili con l’indicazione dell’imposta. In questo caso, non si ha la simmetria con l’annotazione effettuata nell’elenco clienti.


Nell’elenco fornitori, inoltre, vanno annotate anche le autofatture emesse a fronte dell’acquisto da un imprenditore agricolo esonerato, che non ha l’obbligo di compilare l’elenco clienti.


Operazioni escluse dall’elenco fornitori


Il Provvedimento 25 maggio 2007 contiene alcune esclusioni di carattere oggettivo anche per l’elenco fornitori.


In particolare, sono esclusi dall’elenco fornitori:


– gli acquisti intracomunitari di beni e servizi


– gli acquisti con lo Stato Vaticano e la Repubblica di San Marino;


– gli acquisti da soggetti esteri non identificati;


– gli acquisti di beni di provenienza comunitaria assoggettati al regime del margine;


– gli acquisti per i quali manca uno dei requisiti per l’applicazione dell’IVA;


 gli acquisti per i quali esiste un espresso esonero di certificazione;


 gli acquisti effettuati presso soggetti in regime di franchigia IVA;


 le fatture emesse a fronte di operazioni non rilevanti ai fini IVA, tra le quali rientrano,anche


 gli acquisti di beni cui si applicano le disposizioni di cui all’art. 74, comma 2, del DPR n. 633/72;


– gli acquisti aventi per oggetto beni introdotti o custoditi in deposito IVA (salva verifica dell’obbligo all’atto dell’estrazione dei beni medesimi dal deposito);


– gli acquisti effettuati da enti non commerciali nell’esercizio dell’attività istituzionale.


L’obbligo di comunicazione sussiste, invece, per gli acquisti posti in essere tra operatori nazionali nell’ambito delle cd. triangolazioni nazionali di cui alla lett. a) dell’art. 8 del DPR n. 633/72, delle «esportazioni indirette» di cui alla successiva lett. c) del citato art. 8 (ossia per


le operazioni effettuate nei confronti degli esportatori abituali), e delle «triangolazioni comunitarie» di cui all’art. 58 del D.L. n.331/199320.


 


 


Note:


 


– (1) In tal senso si veda l’articolo su Italia Oggi, di Vincenzo D’Andò, del 19/02/2008.


 


– (2) in tal senso, l’articolo di Claudio Carpentieri in Rivista L’IVA, Ipsoa, n. 1/2008


 


– (3) Elenco clienti e fornitori per l’anno 2008 in sintesi


Per gli elenchi clienti e fornitori anno 2008, da inviare nel 2009, non sono più applicabili le semplificazioni previste per il 2006 e 2007.


Gli elenchi per il 2008 dovranno, pertanto, includere:


– Le fatture indicate cumulativamente nel registro dei corrispettivi;


– le operazioni effettuate con i privati individuati con il codice fiscale;


– codici fiscali di clienti e fornitori titolari di partita IVA;


– evidenziazione delle note di variazione ricevute ed emesse nell’anno riferite ad anni precedenti;


– le fatture emesse e ricevute per le quali non è prevista la registrazione ai fini IVA (fatture degli agricoltori esonerati e dei contribuenti con il regime delle nuove iniziative);


– le fatture emesse e ricevute di importo unitario inferiore ad € 154,94, anche se indicate cumulativamente nel registro vendite e acquisti;


– le fatture emesse da soggetti che possono registrare tali documenti al lordo dell’iva nel registro dei corrispettivi.


Inoltre, l’elenco clienti dovrà contenere le fatture emesse su richiesta del cliente quali:


– le fatture per le vendite al dettaglio, da apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante;


– le fatture per le prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali, o mediante apparecchi di distribuzione automatica;


– le fatture per il trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;


– le fatture per le prestazioni rese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti;


– le fatture per le prestazioni di custodia o amministrazione di titoli;


– le fatture per le somministrazioni di acqua, gas e energia elettrica;


– le fatture per le prestazioni effettuate da agenzie di viaggio e turismo.


Infine, le fatture ricevute dai fornitori che si sono avvalsi del regime dei minimi (L. n. 244/2007 art. 1 comma 100), che andranno inserite negli elenchi, dovranno essere registrate con la seguente descrizione “operazioni effettuate ai sensi art. 1 comma 100 della Legge Finanziaria 2008” e incluse nell’elenco fornitori.


La contabilità per il periodo d’imposta sarà, quindi, tenuta anche in funzione di quanto sopra, al fine di adempiere al successivo adempimento previsto entro il 29/04/2009.


 


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Di Vincenzo D’Andò


7 aprile 2008

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