Osservatorio Corte dei Conti: commento a parere n. 7/2008 Sezione di Controllo Regione Veneto


La differenza tra impegno di spesa assunto inizialmente e somma definitiva da pagare, ad operazione conclusa, si configura come debito fuori bilancio.


Questa è la conclusione a cui giungono i giudici della Corte dei Conti – Regione Veneto, con il parere n. 7 del 26 marzo 2008, chiamati ad analizzare un quesito posto da un Comune in merito all’ipotesi di parcelle pagate a legali che hanno comportato un supero della spesa originariamente impegnata in sede di affidamento dell’incarico.


Sulla questione, il Comune evidenzia come l’orientamento restrittivo di alcune sezioni regionali della Corte dei Conti considera la fattispecie segnalata quale debito fuori bilancio da riconoscere solo con delibera dell’organo consiliare, anche se parte della dottrina ammette la possibilità di integrare l’impegno di spesa, originariamente assunto, con un atto del dirigente/responsabile di servizio.


Il collegio veneto, invece, fa rilevare che questa parte di dottrina non tiene conto del fatto che il debito fuori bilancio ha finalità essenzialmente finanziarie, da assoggettare alle regole giuscontabili che pongono l’accento soprattutto sulla specifica obbligazione giuridica da determinarsi a priori e che deve trovare corrispondenza in un pari impegno di spesa.


Sullo stesso punto, si era già espressa la Corte dei Conti Sezione Sardegna, con il parere n. 2/2007, in cui si rileva che “l’impossibilità o la difficoltà di determinare l’esatto ammontare di una spesa non esime dall’obbligo di effettuarne una stima quanto più possibile veritiera e prudenziale, al fine di una corretta imputazione a bilancio”.


Pertanto nel conferimento di un incarico ad un legale “non ci si potrà esimere dal chiedergli il preventivo del costo complessivo presunto della prestazione e l’intero importo così determinato dovrà essere impegnato”.


Infine, la Corte Veneta fa rimarcare che nel caso in cui questa fattispecie di debito fuori bilancio sia imputabile a cause oggettive, lo stesso debito sarà presentato al consiglio dell’ente con carattere di minore entità rispetto al caso di violazione totale previsto dall’art. 191, commi 1, 2 e 3 d.lgs. 267/2000

Matteo Esposito

16 aprile 2008


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