Novità fiscali del 28 aprile 2008. In evidenza: bilancio 2008: imposte correnti, differite ed anticipate; ICI: approvato il modello di dichiarazione per il 2007; software gerico 2008 per la gestione dei ricavi da studi di settore

Indice:   1) Bilancio 2008: Imposte correnti, differite ed anticipate   2) Omesso versamento dei contributi INPS: Quando ha rilevanza ai fini penali   3) ICI: Approvato il modello di dichiarazione per il 2007   4) Software di compilazione delle comunicazioni da parte delle strutture sanitarie private   5) Agenzia del Territorio: Gestione della banca […]






Indice:


 


1) Bilancio 2008: Imposte correnti, differite ed anticipate


 


2) Omesso versamento dei contributi INPS: Quando ha rilevanza ai fini penali


 


3) ICI: Approvato il modello di dichiarazione per il 2007


 


4) Software di compilazione delle comunicazioni da parte delle strutture sanitarie private


 


5) Agenzia del Territorio: Gestione della banca dati catastale anche da parte dei comuni


 


6) Fatture elettroniche con la pubblica amministrazione si profila un rinvio dell’uso non cartaceo


 


7) Società di comodo: Impugnabile il provvedimento di rigetto dell’istanza di interpello disapplicativo


 


8) Regioni a statuto ordinario: Quota di accisa sul gasolio per autotrazione


 


9) Integrazione dei quadri tariffari del catasto urbano


 


10) Adempimenti Iva per l’immatricolazione di autoveicoli oggetto di acquisto intracomunitario


 


11) Impianti di energia: Applicazione reverse-charge ?


 


12) Inversione contabile se entrambe le società operano nel settore edile


 


13) Software per la gestione dei ricavi da studi di settore (gerico 2008)


 


1) Bilancio 2008: Imposte correnti, differite ed anticipate


Poiché la Legge Finanziaria 2008 (L. 244/2007) ha modificato le aliquote Ires ed Irap, riducendole rispettivamente al 27,5% e al 3,9%, occorre rivedere gli stanziamenti di fiscalità differita eseguiti nei precedenti esercizi, limitatamente alle differenze temporanee che si riversano nell’esercizio 2008 ed in quelli successivi.


Imposte dovute e imposte sul reddito di esercizio


Trattando di fiscalità differita si parla di imposte dovute e imposte sul reddito dell’esercizio.


In particolare, le imposte dovute (o correnti) sono le imposte che risultano in base alla dichiarazione dei redditi, mentre le imposte sul reddito dell’esercizio rappresentano le imposte di competenza dell’esercizio.


Dalla differenza tra le imposte dovute e quelle di competenza derivano le imposte non correnti, che si classificano, in anticipate e differite.


Le imposte latenti si distinguono poiché vengono evidenziate nella nota integrativa non essendo rilevate in bilancio.


Prospetto delle imposte differite e anticipate


Queste di seguito sono le voci introdotte in materia di rilevazione delle imposte:


Stato patrimoniale – Attivo – Crediti – introduzione della voce C.II. 4-ter – Imposte anticipate;


Stato patrimoniale – Passivo – riformulazione della voce B.2 – Fondo rischi e oneri: per imposte, anche differite;


Conto economico – riformulazione della voce 22 – Imposte sul reddito dell’esercizio, correnti, differite e anticipate.


Da ricordare la soppressione, operata dalla riforma societaria (comma 2, art. 2426 del C.c.), ove a causa di ciò è venuta meno la possibilità di operare rettifiche ed accantonamenti esclusivamente per ragioni di opportunità fiscale.


Riguardo il contenuto richiesto dalla Nota integrativa, la riforma ha completamente mutato il n. 14 dell’art. 2427 del C.c..


Adesso viene richiesto l’inserimento di un apposito prospetto dal quale devono risultare:


– La descrizione dei casi che hanno generato le imposte differite ed anticipate;


l’aliquota applicata;


le variazioni rispetto agli esercizi precedenti;


 gli importi accreditati o addebitati a Conto economico oppure a Patrimonio netto, le voci


escluse e le relative motivazioni;


l’ammontare delle imposte anticipate contabilizzate a bilancio attinenti a perdite dell’esercizio (o di esercizi precedenti) e il motivo dell’iscrizione;


l’ammontare non contabilizzato e le ragioni che hanno portato a tale scelta.


Differenze temporanee


In base al Principio contabile n. 25, anche le imposte devono essere contabilizzate in base al principio generale di competenza economica.


Poiché le regole di determinazione dell’imponibile dal punto di vista fiscale sono differenti rispetto a quelle per la determinazione del risultato civilistico, le differenze che ne emergono


possono essere così classificate:


– Differenze permanenti


In questo caso, non si effettua la rilevazione di imposte differite o anticipate, giacché il maggiore o minore valore fiscale rispetto a quello civilistico è di tipo definitivo e le imposte pagate su tali differenze non saranno recuperate in alcun esercizio futuro;


– differenze temporanee


Si tratta di differenze tra reddito imponibile e utile civilistico che si annullano in esercizi successivi. In questo caso occorre evidenziare la relativa fiscalità differita.


Le differenze


temporanee possono essere suddivise in:


– differenze temporanee imponibili (originano imposte differite): rispetto all’esercizio in cui si originano, sono destinate a tradursi in importi imponibili in esercizi successivi.


Si tratta, quindi, di ipotesi in cui si ha differimento della tassazione e, di conseguenza, necessità di stanziamento di imposte differite.


L’esempio ricorrente in questo caso è la rateazione di plusvalenze nel caso di cessione di un bene ammortizzabile detenuto da più di tre anni;


– differenze temporanee deducibili (originano imposte anticipate): rispetto all’esercizio in cui si originano, sono destinate a tradursi in importi ammessi in deduzione in esercizi successivi.


Si tratta, quindi, di ipotesi in cui si “anticipano” le imposte, e pertanto è necessario lo stanziamento di un credito per imposte anticipate.


Rilevazioni contabili


Queste le modalità di iscrizione delle imposte differite e anticipate.


Imposte differite sono originate da differenze temporanee imponibili, e si tratta di imposte dell’esercizio contabilizzate in base al principio di competenza economica, che però si renderanno esigibili negli esercizi futuri.


Per cui, il reddito imponibile fiscale è più basso rispetto al reddito civilistico ante imposte.


I casi che originano differenze temporanee imponibili possono essere classificati come derivanti da:


componenti positivi la cui tassazione è rinviata ad esercizi futuri;


componenti negativi deducibili in esercizi anteriori rispetto all’imputazione a Conto economico.


La rivelazione contabile deve essere eseguita in ogni esercizio in cui le differenze si generano, considerando la sommatoria totale delle stesse e applicando l’aliquota vigente al momento in cui tali differenze sono destinate ad annullarsi.


Nell’esercizio in cui le differenze temporanee si originano, la scrittura contabile è la seguente:


 








Imposte correnti, anticipate e differite


(CE voce 22)


A


Fondo per imposte, anche differite


 


 


Negli esercizi successivi, in cui si annullano tali differenze, la scrittura prevede al contrario lo storno del fondo precedemente generato, fino a che, al termine del processo di riversamento,


il fondo risulta completamente utilizzato (con conseguente riallineamento dei valori civilistici e fiscali).


La scrittura contabile è:


 








Fondo per imposte, anche differite


a


Imposte correnti, anticipate e differite


(CE voce 22)


 


Imposte anticipate sono generate da differenze temporanee deducibili, e riguardano le ipotesi in cui vi siano imposte di competenza degli esercizi futuri, ma esigibili nell’esercizio in corso.


Al contrario dell’ipotesi delle imposte differite, in questo caso il risultato di bilancio ante imposte è inferiore al reddito imponibile, e l’iscrizione in bilancio delle imposte anticipate annulla il temporaneo svantaggio fiscale dovuto al pagamento anticipato.


I casi che danno origine alle differenze temporanee deducibili possono essere classificati come derivanti da:


componenti negativi la cui deducibilità è parzialmente differita, giacché ammessa per quote in diversi esercizi;


componenti di reddito deducibili in base al principio di cassa.


Per il primo caso, un esempio ricorrente è quello delle spese di manutenzione eccedenti la quota deducibile, deducibili nei cinque esercizi successivi rispetto al sostenimento.


Nella secondo caso, il caso più ricorrente è quello dei compensi pagati agli amministratori.


Per l’iscrizione in bilancio, la scrittura necessaria nell’esercizio in cui le differenze temporanee si generano è la seguente:


 








Crediti per imposte anticipate


 


a


Imposte correnti, anticipate e


differite (CE voce 22)


 


Viceversa, per ciò che attiene gli esercizi di riversamento, occorre operare il recupero delle quote precedentemente stanziate fino a che il credito per effetto di tale riversamento si annulla, rilevando scritture contabili opposte alla precedente:


 








Imposte correnti, anticipate e


differite (CE voce 22)


a


Crediti per imposte anticipate


 


 


Trasparenza fiscale


Nel regime di trasparenza il reddito della società trasparente è imputato proporzionalmente ai soci, con la conseguenza che la società non provvede alla liquidazione dell’Ires.


In particolare, nell’art. 116 (trasparenza cd. “piccola”) del TUIR, poiché i soci sono persone fisiche, non è necessario alcun adempimento contabile, che invece va effettuato in caso di “grande” trasparenza di cui all’art. 115 del TUIR (in tal senso Sandro Cerato e  Greta Popolizio in La Settimana Fiscale, speciale Bilancio 2008, edita da Il Sole 24 Ore).


 


 


2) Omesso versamento dei contributi INPS: Quando ha rilevanza ai fini penali


Secondo la Corte di Cassazione scatta il reato di omessa presentazione delle denunce mensili obbligatorie quando il mancato versamento dei contributi sia superiore al maggiore importo tra 2.582 euro mensili ed il 50% dei contributi complessivamente dovuti (art. 37, legge 689/1981).


Sono due i parametri per attribuire rilevanza penale all’omessa presentazione della denuncia all’Inps che abbia comportato l’omissione del versamento dei contributi:


– L’importo mensile (riferito a tutto quanto, a titolo di contributi, deve essere versato in un determinato mese dell’anno con riferimento alle retribuzioni erogate a tutti i dipendenti) non deve essere inferiore a euro 2.582,28


– il 50% dei contributi complessivamente dovuti, per la pluralità dei lavoratori effettivamente impiegati nell’azienda, va riferito a ciascun mese.


(Cassazione penale Sentenza, Sez. III, 16/04/2008, n. 15674, In Ipsoa del 24/4/2008)


 


 


 


3) ICI: Approvato il modello di dichiarazione per il 2007


Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha approvato (con le relative istruzioni) il modello di dichiarazione agli effetti dell’ICI per l’anno 2007, da utilizzare per gli adempimenti attualmente previsti in materia di riduzione dell’imposta e nei casi in cui le modificazioni soggettive ed oggettive che danno luogo ad una diversa determinazione degli importi dovuti dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche.


A partire dall’anno 2008, la dichiarazione ai fini dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) deve essere presentata nei casi in cui le modificazioni soggettive ed oggettive che danno luogo ad una diversa determinazione del tributo dovuto attengono a riduzioni d’imposta e in quelli in cui dette modificazioni non sono immediatamente fruibili da parte dei comuni attraverso la consultazione della banca dati catastale.


Si sono, infatti, realizzate le condizioni della normativa che ha stabilito la soppressione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione ICI, a partire dalla data di effettiva operatività del sistema di circolazione e fruizione dei dati catastali, che è stata accertata con provvedimento del direttore dell’Agenzia del territorio del 18 dicembre 2007.


La semplificazione comporta che non deve essere presentata la dichiarazione ICI quando gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta comunale dipendono da atti per i quali sono applicabili le procedure telematiche previste con la disciplina del modello unico informatico (MUI).


Il MUI è, infatti, il modello che i notai utilizzano per effettuare, con procedure telematiche, la registrazione, la trascrizione, l’iscrizione e l’annotazione nei registri immobiliari, nonché la voltura catastale di atti relativi a diritti sugli immobili.


Non si deve, inoltre, presentare la dichiarazione ICI per gli atti notarili formati o autenticati a decorrere dal 1° giugno 2007 relativi ad immobili ubicati nei comuni ove vige il sistema del libro fondiario.


A seguito della suddetta semplificazione, la dichiarazione ICI deve, invece, essere presentata quando:


– Gli immobili godono di riduzioni dell’imposta;


– gli immobili sono stati oggetto di atti per i quali non è stato utilizzato il mui (immobili oggetto di atti notarili formati o autenticati prima del 1° giugno 2007 per i quali è stato esteso l’utilizzo obbligatorio del MUI solo da tale data).


Si tratta dei seguenti atti:


– assegnazione divisionale a conto di futura divisione;


 conferma (quando previsto da leggi speciali);


– cessioni di beni ai creditori;


– cessioni di diritti reali a titolo gratuito;


– convenzioni matrimoniali;


– costituzione di diritti reali a titolo gratuito;


– costituzione di fondazione;


– costituzione di fondo patrimoniale;


– divisioni;


– donazioni;


– permuta;


– prestazione in luogo dell’adempimento con trasferimento di diritti di cui all’art. 1197 del codice civile;


– quietanza con trasferimento di proprietà;


– retrocessione;


– ricognizione di diritti reali di cui agli artt. 177 e 178 del codice civile;


– riconoscimento di proprietà di cui agli artt. 2653, n. 5 e 2944 del codice civile;


– rinunzia di legato;


– acquisto di legato;


– costituzione di fondo patrimoniale per testamento.


Si deve, inoltre, presentare la dichiarazione ICI nei casi in cui il comune non è comunque in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria (ad es. l’immobile è stato oggetto di locazione finanziaria, l’immobile è stato oggetto di un atto di concessione amministrativa su aree demaniali, il terreno agricolo è divenuto area fabbricabile o viceversa).


 


 


 


4) Software di compilazione delle comunicazioni da parte delle strutture sanitarie private


In merito alla compilazione delle comunicazioni da parte delle strutture sanitarie private, é stata resa disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione software: 1.0.2 del 24/04/2008.


Si tratta del software COSSP102 che consente la compilazione della comunicazione prevista dal Provvedimento del 13/12/2007 dell’Agenzia delle Entrate (S.O. alla G.U. n. 8 del 10/1/2008) relativo all’approvazione del modello per la comunicazione, da parte delle strutture sanitarie private, dei compensi complessivamente riscossi in nome e per conto degli esercenti attività mediche e paramediche, in attuazione dell’art. 1, commi 39 e 40, della legge n. 296/2006 di definizione dei termini e delle modalità tecniche di trasmissione telematica.


(Agenzia delle Entrate, nota del 24/4/2008)


 


 


5) Agenzia del Territorio: Gestione della banca dati catastale anche da parte dei comuni


Sono state determinazione le modalità dirette a garantire ai comuni, anche in forma associata, o attraverso le comunità montane e le unioni di comuni, l’accessibilità e l’interoperabilità applicativa per la gestione della banca dati catastale.


(Agenzia del Territorio, Provvedimento del 16/04/2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 96 del 23/04/2008)


 


 


6) Fatture elettroniche con la pubblica amministrazione si profila un rinvio dell’uso non cartaceo


E’ stata resa nota la bozza di un decreto ministeriale che tende ad attuare, in maniera graduata, l’adempimento introdotto dalla Legge Finanziaria 2008 (art. 1 commi da 209 214) sull’obbligo dell’emissione, della trasmissione, della conservazione, e dell’archiviazione in forma elettronica delle fatture emesse nei rapporti con le amministrazioni dello Stato.


Il provvedimento, che si compone di 5 articoli, suddivide le competenze tra l’Agenzia delle Entrate e la Sogei.


Viene attribuito all’Agenzia delle Entrate il compito di gestire il sistema di interscambio sulla fatturazione elettronica proprio per le competenze riconosciuto dalla legge, mentre si attribuisce alla Sogei lo sviluppo, la conduzione del necessario software.


Le imprese che hanno rapporti con le pubbliche amministrazioni dovranno inviare fatture, anche in forma di nota, conto, parcella e simili solo in forma elettronica e solo attraverso questo sistema dì interscambio.


Partiranno prima quelle di grandi dimensioni, nei primi sei mesi del 2009 e poi le altre per entrare a regime nel 2010.


Inoltre, un provvedimento, entro il 31/10/2008, individuerà le regole e le linee guida.


L’Agenzia avrà il compito di riferire ogni sei mesi al ministero dell’economia sull’andamento dell’obbligo e sul monitoraggio dei flussi informativi.


L’Agenzia delle Entrate quindi dovrà gestire i flussi, effettuare le opportune verifiche, indirizzare le fatture sul sistema documentale con protocollazione (appena a regime, il nuovo sistema, si prevedono poi controlli più rapidi e efficaci).


 


 


7) Società di comodo: Impugnabile il provvedimento di rigetto dell’istanza di interpello disapplicativo


La Commissione tributaria provinciale Lecce, Sentenza, Sez. V, 15/04/2008, n. 93 (in Ipsoa del 24/4/2008) ha stabilito che il provvedimento di rigetto dell’istanza di interpello per la disapplicazione della disciplina delle società non operative è senza dubbio un atto impugnabile perché può farsi rientrare tra gli atti di diniego o di revoca di agevolazioni, ai sensi dell’art. 19, comma 1, lettera h), D.Lgs. n. 546/1992: Ciò in quanto la disapplicazione della disciplina delle società di comodo è da qualificare, almeno indirettamente, come una sorta di agevolazione fiscale.


Viceversa, la C.T.P. di Torino con la sentenza n. 224/26/07 (in notiziario Agenzia delle Entrate del 24/4/2008) ha stabilito che non sono impugnabili le risposte rese dall’Amministrazione in sede di interpello disapplicativo.


Per tale organo, anche se gli atti impugnabili di cui all’art. 19 del Dlgs 546/1992 non si devono ritenere un elenco tassativo e di stretta interpretazione nominalistica, spetta comunque al giudice, cui è devoluta l’impugnazione circa la legittimità dell’atto notificato al contribuente, valutarne “il contenuto sostanzialmente impositivo, inteso quale attitudine a rappresentare e rendere conoscibile – negli elementi essenziali e sufficienti per adire la tutela amministrativa o giudiziale – la pretesa tributaria” (cfr Cassazione, sentenza 21045/2007).


“l’atto impugnato ha indubitabilmente la forma di un parere…non solo sotto l’aspetto formale o nominalistico, ma anche sostanziale. Esso infatti non contiene alcuna pretesa tributaria definita, ma una comunicazione in cui la DRE esprime le sue valutazioni (parere) su una determinata fattispecie tributaria, quindi non immediatamente impugnabile ex art. 19 D. lgs 546/1992….. l’istanza ex art. 37 bis comma 8 DPR 600/1973…prevede le determinazioni del direttore regionale delle entrate, le quali non hanno carattere di pretesa tributaria definita, compiuta e non condizionata. Trattasi dell’interpello per la disapplicazione della disciplina delle società di comodo avente natura preventiva, la cui risposta (determinazione) ha carattere prodromico a successivi provvedimenti impositivi, e come tale non rientrante nell’elenco di cui all’art. 19 D. lgs 546/1992, quindi non impugnabile”.


 


 


8) Regioni a statuto ordinario: Quota di accisa sul gasolio per autotrazione


E’ in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 11 aprile 2008 sulle modalità di attribuzione in favore delle regioni a statuto ordinario di una quota dell’accisa sul gasolio per autotrazione.


Il decreto è stato emanato in attuazione della legge finanziaria 2008, che ha attribuito, a decorrere dal 1° gennaio 2008, alle Regioni a statuto ordinario una quota dell’accisa sul gasolio per autotrazione.


In particolare, dal 1° maggio 2008 i soggetti obbligati al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici usati come carburanti per autotrazione dovranno specificare, con apposito codice tributo in corso di istituzione da parte dell’Agenzia delle Entrate, la quota dell’accisa sul gasolio per autotrazione immesso in consumo nell’intero territorio nazionale spettante alle Regioni a statuto ordinario.


(Ministero Economia e Finanze, nota del 24/4/2008)


 


 


9) Integrazione dei quadri tariffari del catasto urbano


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