Novità fiscali del 22 aprile 2008. In evidenza: il procedimento di approvazione del bilancio di esercizio per S.p.A. e S.r.l.; impresa sociale; avviso di liquidazione ICI con firma a stampa è inesistente; credito d'imposta alla ricerca e sviluppo

Indice:   1) Fisco: Adempimenti degli intermediari finanziari in caso di cessazione attività   2) IVA: Esenzione prestazioni infra-gruppo   3) Il procedimento di approvazione del bilancio di esercizio (S.p.A. e S.r.l.)   4) DURC: Nuova dichiarazione annuale   5) Impresa sociale: Pubblicate in G.U. le disposizioni attuative della nuova disciplina   6) Credito d’imposta […]

Indice:

 

1) Fisco: Adempimenti degli intermediari finanziari in caso di cessazione attività

 

2) IVA: Esenzione prestazioni infra-gruppo

 

3) Il procedimento di approvazione del bilancio di esercizio (S.p.A. e S.r.l.)

 

4) DURC: Nuova dichiarazione annuale

 

5) Impresa sociale: Pubblicate in G.U. le disposizioni attuative della nuova disciplina

 

6) Credito d’imposta alla ricerca e sviluppo: Decreto pubblicato in G.U.

 

7) L’avviso di liquidazione ICI con firma a stampa è considerato come inesistente

 

8) Trasferimento del plafond in conferimento di ramo d’azienda

 

9) Artisti: Trattamento fiscale delle somme pagate dall’istituto mutualistico

 

10) Fondo trasparente: Applicazione della Convenzione dello Stato di residenza dei soci sottoscrittori

 

11) Procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi: Imposta di registro sentenza di opposizione allo stato passivo

 

 

1) Fisco: Adempimenti degli intermediari finanziari in caso di cessazione attività

Per potere essere esonerati dall’obbligo di rispondere in via telematica alle richieste informative dell’Agenzia delle Entrate, gli operatori finanziari devono, non soltanto cessare l’esercizio prevalente dell’attività di intermediazione e cancellarsi dall’elenco di cui all’art. 113 del Testo unico bancario, ma anche rimuovere il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) dall’apposito registro delle Entrate.

Inoltre, la soppressione dell’archivio unico informatico, impone l’invio cartaceo delle notizie relative a operazioni fuori conto.

Potere di richiede dati, notizie e documenti, agli intermediari finanziari

L’art. 32, comma 1, n. 7, del D.P.R. n. 600/1973 e l’art. 51, comma 2, n. 7, del D.P.R., n. 633/1972, attribuiscono all’Amministrazione finanziaria il potere di richiede agli intermediari finanziari e agli altri soggetti ivi indicati dati, notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata, compresi i servizi prestati, con i loro clienti, nonché alle garanzie prestate da terzi.

Le richieste, nonché le relative risposte, anche se negative, devono essere effettuate esclusivamente in via telematica.

Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22/12/2005 (modificato dal Provvedimento del 24/2/2006, del 28/4/2006 e del 12/11/2007) è stabilito che, a decorrere dal 1/9/2006, gli operatori finanziari devono fornire le risposte riguardanti i rapporti e le operazioni previste dagli articoli citati, esclusivamente in via telematica utilizzando il sistema di posta elettronica certificata (P.E.C.).

Poiché l’iscrizione nella sezione speciale prevista dall’art. 113 del T.U.B. è requisito soggettivo imprescindibile per la qualificazione e lo svolgimento di attività di intermediazione finanziaria, il presupposto affinché la società interpellante sia esonerata dall’obbligo di corrispondenza, per via telematica, delle richieste di informazioni finanziarie non è l’effettiva cessazione dell’esercizio prevalente dell’attività medesima, ma l’avvenuta cancellazione della società non soltanto dall’elenco di cui all’articolo 113 T.U.B. ma anche dal registro degli indirizzi elettronici di cui al punto 7 del Provvedimento del 22/12/2005.

In particolare, la data di cancellazione dall’elenco di cui all’articolo 113 T.U.B. rileva ai fini dell’individuazione del periodo nel quale sono stati intrattenuti i rapporti finanziari ed effettuate le operazioni, mentre la data di cancellazione dal registro degli indirizzi elettronici rileva ai fini della possibilità di utilizzo da parte dell’Amministrazione finanziaria dei canali telematici per richiedere le informazioni.

Ai sensi del Provvedimento del 12/11/2007, la cancellazione dal registro degli indirizzi elettronici ha effetto dopo trenta giorni dalla data indicata nella ricevuta rilasciata dall’Agenzia.

Pertanto, trascorso tale termine l’intermediario finanziario può considerarsi non più destinatario delle richieste, in via telematica, di informazioni, potendo dismettere la casella di posta elettronica certificata.

Inoltre, nel caso di specie, per le operazioni fuori conto, la società interpellante ha dichiarato di avere depositato in data 8 gennaio 2007 l’“archivio unico informatico”, presso l’U.I.C. che lo detiene in modalità “off line” (in conformità alle indicazioni fornite con circolare U.I.C. 20 ottobre 2000).

Al riguardo, l’U.I.C. è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008, e le relative competenze e poteri sono trasferiti alla Banca d’Italia.

Infine, permane in ogni caso l’obbligo di corrispondere, in via cartacea, le informazioni relative a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata, richieste dall’Amministrazione finanziaria ai sensi della normativa vigente e, in particolare degli artt. 32 e 33 del D.P.R. n. 600/1973, e degli artt. 51 e 52 del D.P.R. n. 633/1972.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 163/E del 18 aprile 2008)

 

 

2) IVA: Esenzione prestazioni infra-gruppo

Le prestazioni assicurative rese all’interno del gruppo controllato da S.p.A. (denominata SACE, Servizi Assicurativi del Commercio con l’Estero) il cui azionista totalitario è il ministero dell’Economia e delle Finanze, sono esenti dall’IVA.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, in risposta ad una istanza di interpello volta a stabilire l’interpretazione corretta delle disposizioni in materia di esenzione Iva delle attività infra-gruppo.

Le norme sui gruppi assicurativi contenute nel codice delle assicurazioni private (D.Lgs. n. 209/2005) e nel regolamento dell’Isvap, l’istituto che esercita funzioni di vigilanza sulle assicurazioni private, non sono applicabili ai servizi forniti dalla SACE, che si considera il successore della Sezione speciale per l’assicurazione del credito all’esportazione dell’I.N.A.
In particolare, la società ha la finalità di promuovere la internazionalizzazione delle aziende italiane e per tale  scopo dirige e coordina un gruppo di imprese attive nel settore delle assicurazioni, collocando prodotti assicurativi garantiti da fideiussioni statali e garantendo assistenza alle esportazioni effettuate dagli operatori nazionali.

L’art. 6 della legge n. 133/1999, ha introdotto una particolare  disciplina di esenzione dall’IVA per “le prestazioni di servizi, rese nell’ambito delle attività di carattere ausiliario che siano effettuate da società appartenenti al gruppo bancario nei confronti di altre società appartenenti al gruppo stesso.

Si prevede, inoltre, che l’esenzione si applica alle prestazioni di servizi indicate rese:

a) a società del gruppo assicurativo da altra società del gruppo medesimo controllata, controllante, o controllata dalla stessa controllante.

La disposizione intende evitare che ostacoli di natura fiscale si frappongano a processi di razionalizzazione delle strutture societarie, realizzati tramite l’affidamento a società appartenenti al gruppo di segmenti della gestione in origine curati dalle stesse banche o assicurazioni al proprio interno (c.d. outsourcing).

Dalla ciò emerge che due sono i requisiti necessari che debbono contemporaneamente sussistere affinché le prestazioni di servizi fruiscano dell’esenzione dall’IVA.

Riguardo il requisito soggettivo la disposizione richiede che sia verificata l’appartenenza delle società ad un gruppo assicurativo.

La Società nei limiti in cui colloca prodotti assicurativi garantiti dallo Stato, non è assimilabile alle compagnie private soggette alla vigilanza dell’ISVAP, ancorché eserciti ex lege un’attività assicurativa (art. 2 del d.Lgs. 31 marzo 1998, n. 143).

Dal peculiare ambito disciplinare deriva altresì l’esclusione dall’applicazione delle disposizioni riguardanti il gruppo assicurativo contenute nel Codice delle Assicurazioni Private.

 L’inapplicabilità della disciplina del gruppo assicurativo come delineata dal Codice delle Assicurazioni Private discende dalla circostanza che l’attività della Società è disciplinata dalla legge – diversamente da quanto accade per le società assicuratrici private – e che la legge medesima prevede l’esclusione del sistema di vigilanza che fa capo all’ISVAP in relazione ai prodotti assicurativi che godono della copertura fidejussoria da parte dello Stato.

Per cui viene soddisfatto il requisito soggettivo richiesto ai fini dell’applicazione dell’articolo 6, comma 3, lettera a), della Legge 13 maggio 1999, n. 133.

Più precisamente, il regime di esenzione di cui al citato art. 6 della legge 133/1999 si applica – ricorrendone tutti gli altri requisiti – alle prestazioni rese nell’ambito del perimetro del gruppo cui fa capo la Società, attesa l’impraticabilità ex lege della configurazione di un gruppo assicurativo nel senso formale-sostanziale desumibile del Codice delle Assicurazioni, facendo riferimento, nel particolare caso, esclusivamente alla nozione di gruppo prevista dall’articolo 2359 del c.c..

Infine, l’art. 1, comma 262, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), ha previsto l’abrogazione dell’art. 6, commi da 1 a 3-bis, della Legge 13 maggio 1999, n. 133, a decorrere dal 1° luglio 2008.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 164/E del 18 aprile 2008)

 

 

3) Il procedimento di approvazione del bilancio di esercizio (S.p.A. e S.r.l.)

La riforma del diritto societario, introdotta dal D.Lgs. n. 6/2003, ha mutato la disciplina in materia di approvazione del bilancio d’esercizio, ed in particolare ha introdotto procedure peculiari per l’approvazione del bilancio da parte delle S.p.A..

 

Società per Azioni

 

Le fasi che precedono l’approvazione del bilancio

Riguardo il progetto di bilancio, gli amministratori della società, o il Consiglio di gestione qualora la società abbia adottato il modello dualistico, sono tenuti, a norma dell’art. 2423 del C.c., a redigere il progetto di bilancio, che si compone di Stato patrimoniale, Conto economico e Nota integrativa.

Il Legislatore non ha indicato in maniera esplicita il termine entro il quale tale organo deve redigere ed approvare il progetto di bilancio.

Per cui occorre partire dal termine disposto per la riunione in prima convocazione dell’Assemblea ordinaria (120 giorni).

Da tale termie, si sottraggono, quindi, i 30 giorni previsti dall’art. 2429 c.c., per la comunicazione del progetto stesso al Collegio sindacale (e, se previsto, al soggetto cui compete il controllo contabile).

Relazione sulla gestione

L’art. 2428 del C.c. prevede che il bilancio sia accompagnato da una relazione degli amministratori che espone l’andamento della situazione societaria e della gestione (complessivamente e nei settori in cui ha operato, anche attraverso imprese collegate, con particolare riferimento a costi, ricavi, investimenti), al fine di una migliore comprensione dei dati esposti nei documenti di bilancio.

Relazione del Collegio sindacale e relazione del soggetto incaricato del controllo contabile

L’art. 2429 del C.c. prevede la compilazione di due relazioni:

– La relazione del Collegio sindacale;

la relazione del soggetto incaricato del controllo contabile (qualora lo stesso Collegio svolga anche le funzioni di controllo contabile, la relazione sarà unica e suddivisa in due parti, recanti la prima l’espressione sul giudizio del bilancio e la seconda tutte le altre attestazioni richieste).

Viene anche previsto il contenuto di tale documento, che deve:

– Riferire all’Assemblea sui risultati dell’esercizio sociale;

informare l’Assemblea sull’attività svolta nell’adempimento dei propri doveri;

formulare osservazioni e proposte sul bilancio da approvare.

Le relazioni (o l’unica relazione nel caso il Collegio sia investito della funzione di controllo contabile) devono essere consegnate alla società per il deposito, di fatto, prima del quindicesimo giorno precedente l’Assemblea di approvazione.

Ciò poiché il progetto di bilancio deve rimanere depositato presso la sede sociale nei 15 giorni precedenti l’Assemblea di approvazione.

Deposito del progetto di bilancio presso la sede della società

Ai sensi dell’art. 2429 del C.c., la copia del progetto di bilancio deve rimanere depositata, nei 15 giorni precedenti l’Assemblea che lo dovrà approvare, con le copie integrali dell’ultimo bilancio delle società controllate e ad un prospetto riepilogativo dell’ultimo bilancio delle società collegate.

Ciò al fine di consentire ai soci, di potere recepire in anticipo ed esaminare le informazioni per la formulazione del voto in Assemblea.

Il deposito della copia del bilancio delle collegate può essere sostituito, per le società incluse nel consolidamento, da un prospetto riepilogativo contenente i dati essenziali dell’ultimo bilancio delle stesse.

Convocazione dell’Assemblea

Per le società per azioni si fa riferimento agli artt. 2363 e 2366 del C.c..

L’art. 2363 del C.c. stabilisce che l’Assemblea vada convocata nel Comune dove ha sede la società, salvo che lo statuto disponga diversamente.

Mentre l’art. 2366 del C.c. regola la convocazione (ad opera degli amministratori o eventualmente del Consiglio di gestione, a seconda del modello di gestione adottato), infatti  indica il giorno, l’ora ed il luogo dell’Assemblea.

L’avviso di convocazione deve essere pubblicato almeno 15 giorni prima sulla G.U. o in almeno un quotidiano indicato nello statuto.

Per le società che non fanno ricorso al mercato di rischio, la convocazione, può essere effettuata mediante avviso comunicato ai soci con mezzi idonei almeno 8 giorni prima dell’Assemblea.

Approvazione del bilancio

Ai sensi dell’art. 2364 del C.c., l’Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l’anno entro il termine previsto dallo statuto, che comunque non può essere superiore a 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Lo statuto può prevedere un termine maggiore comunque non superiore a 180 giorni qualora ricorra una delle seguenti ipotesi:

– Società tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

particolari esigenze connesse alla struttura e all’oggetto sociale.

Secondo la Fondazione Pacioli (circolare del 9 maggio 2005) non è possibile rinviare  i termini, ad esempio nei seguenti casi:

– Necessità di usufruire di particolari opportunità fiscali;

incertezza sull’obbligo di determinazione e versamento dell’Irap.

Le cause del rinvio devono essere esposte nella relazione sulla gestione di cui all’art. 2428 del C.c.

Deposito del bilancio

In virtù dell’art. 2435 del C.c., entro il termine di 30 giorni dall’avvenuta approvazione del bilancio, vanno depositati (a cura degli amministratori) presso il Registro delle imprese i seguenti documenti:

– Copia del bilancio;

relazioni di cui agli artt. 2428 c.c. (Relazione sulla gestione) e 2429 c.c. (Relazione dei sindaci);

verbale di approvazione dell’Assemblea o del Consiglio di sorveglianza;

elenco dei soci con riferimento alla data di approvazione del bilancio (con indicazione del

numero di azioni possedute, nonché dei soggetti diversi dai soci titolari di diritti o beneficiari

di vincoli sulle azioni stesse).

 

 

Società a responsabilità limitata

 

Formazione della volontà

Con la riforma del diritto societario sono stati previsti (art. 2479 del C.c.) dei metodi di formazione della volontà dei soci alternativi rispetto al tradizionale metodo assembleare, vale a dire:

consultazione scritta;

consenso espresso per iscritto.

Per cui non si parla più di convocazione dell’Assemblea come nel caso della disciplina dettata per le società per azioni, ma di “presentazione del bilancio ai soci”.

Tuttavia, in mancanza di diversa previsione statutaria, il metodo decisionale applicabile rimane comunque quello tradizionale della collegialità assembleare.

E’ l’art. 2479-bis del C.c.  che si occupa di disciplinare le ipotesi in cui l’Assemblea si riunisce in mancanza dell’avviso di convocazione, nel caso particolare della cd. Assemblea totalitaria.

A tal fine, la deliberazione si intende comunque adottata quando:

– partecipa l’intero capitale sociale;

– tutti gli amministratori e i sindaci sono informati della riunione e nessuno di loro si oppone

alla trattazione dell’argomento.

 

 

 

30 giorni prima del termine fissato per l’assemblea: Ad es. 31 marzo (30 maggio in caso di proroga)

 

 

 

 

 

      

– Redazione da parte degli amministratori del progetto di bilancio

 

– Redazione da parte degli amministratori del relazione sulla gestione

 

– Consegna dei suddetti documenti al Collegio sindacale e al revisore ove presente

 

 

 

 

 

 

 

15 giorni prima del termine fissato per l’Assemblea: Ad es. 15 aprile

(14 giugno in caso di proroga)

 

 

 

 

 

 

      

– Deposito di bilancio, allegato e relazioni presso la sede sociale

 

Pubblicazione dell’avviso di convocazione sulla G.U. o su almeno un quotidiano indicato dallo statuto.

La convocazione nel caso di “società chiuse” può avvenire anche con altri mezzi idonei purché i soci ricevano l’avviso entro 8 giorni prima dell’Assemblea

 

 

 

 

 

Entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio

(180 in caso di proroga)

 

 

 

 

 

       

Riunione dell’Assemblea per l’approvazione del bilancio d’esercizio.

La proroga dei termini può essere disposta nei seguenti casi:

– Società tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

sussistenza di particolari esigenze connesse alla struttura e all’oggetto della società

 

 

 

 

 

 

 

 

Entro 30 giorni dalla data di approvazione

del bilancio

 

 

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