Novità fiscali del 2 aprile 2008. In evidenza: studi di settore; nuovo credito d’imposta per l’occupazione al Sud; modello per il credito d’imposta sulla sicurezza







Indice:


 


1) Studi di settore ed aree territoriali omogenee


 


2) Fondazioni bancarie


 


3) Autonomi e parasubordinati INPS


 


4) Mini collaborazioni INPS


 


5) Controllo formale: Rateazione facile


 


6) Niente IVA per le quote versate dai promotori per i pareri del Comitato Etico


 


7) Trattamento IVA delle manutenzioni portuali


 


8) “Concorsi a premio”: Si applica la ritenuta sempre


 


9) Nuovo credito d’imposta per l’occupazione al Sud


 


10) Credito di imposta per le misure di sicurezza: Approvato il modello


 


11) Studi di settore, l’obbligo di annotazione separata va in soffitta


 


 


 


1) Studi di settore ed aree territoriali omogenee: in G.U. i decreti per i settori Commercio, manifatture, servizi e attività professionale


Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha approvato le evoluzioni degli studi di settore relativi ad attività economiche nei settori del commercio, delle manifatture, dei servizi e delle attività professionali.


Sono state individuate, inoltre, le aree territoriali omogenee in relazione alle quali differenziare le modalità di applicazione degli studi di settore, per tenere conto del luogo in cui l’impresa svolge l’attività economica.


(D.M. Ministero economia e finanze 06/03/2008, G.U. 31/03/2008, n. 76, Suppl. Straord., in quotidiano Ipsoa del 1/4/2008)


 


 


2) Fondazioni bancarie – Esercizio 2007: Misure degli accantonamenti


Con Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha fissato le misure dell’accantonamento alla riserva obbligatoria e dell’accantonamento patrimoniale facoltativo per l’esercizio 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2007, per le fondazioni bancarie.


(D.M. Ministero economia e finanze 20/03/2008, G.U. 31/03/2008, n. 76, in quotidiano Ipsoa del 1/4/2008)


 


 


3) Autonomi e parasubordinati: Contribuzione INPS volontaria per il 2008


L’Inps ha fornito indicazioni in merito ai versamenti volontari nelle gestioni artigiani e commercianti e ai versamenti volontari nella Gestione separata.


Artigiani e commercianti


L’importo dei contributi volontari degli artigiani e degli esercenti attività commerciali per il 2008 dovrà essere calcolato con le seguenti aliquote:


– prosecutori volontari nella Gestione artigiani: 20,00%, per i titolari di qualunque età e per i collaboratori di età superiore ai 21 anni; 17,00%, per i collaboratori di età non superiore ai 21 anni


– prosecutori volontari nella Gestione commercianti: 20,09%, per i titolari di qualunque età e per i collaboratori di età superiore ai 21 anni; 17,09%, per i collaboratori di età non superiore ai 21 anni.


L’Inps ha predisposto le tabelle di contribuzione da applicare dal 1°gennaio 2008, sulla base di tali aliquote e dei valori reddituali aggiornati.


Gestione separata


Per l’anno 2008 l’importo minimo dovuto dai prosecutori volontari della gestione separata non potrà essere inferiore a € 3.316,56, su base annua, e ad € 276,38 su base mensile.


(Circolare INPS 31/03/2008, n. 40, in quotidiano Ipsoa del 1/4/2008)


 


 


4) Mini collaborazioni – Congedi di maternità: esteso il campo di applicazione


L’Inps rivede il precedente orientamento espresso con la circolare 137/2007 e chiarisce che il congedo di maternità spetta anche alle lavoratrici impiegate con contratti di collaborazione coordinata e continuativa di breve durata ed importo limitato, di cui al comma 2 dell’articolo 61 del dlgs 276/2003 (prestazioni occasionali inferiori a 30 giorni di durata nell’anno solare con lo stesso committente, con un compenso inferiore a 5.000 euro).


(Messaggio INPS 27/03/2008, n. 7040, in quotidiano Ipsoa del 1/4/2008)


 


 


5) Controllo formale: Rateazione facile


Dal 1° marzo 2008 è possibile rateizzare le somme dovute in seguito al controllo formale delle dichiarazioni relative al periodo d´imposta 2005 (art. 3-bis D.lgs n° 462/97).


Le rate sono trimestrali.


Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5% annuo.


L´Agenzia delle Entrate per agevolare i contribuenti nel calcolare gli importi delle rate e relativi interessi ha predisposto un´apposita applicazione che consente anche la stampa dei modelli F24.


Tutte le rate in un click.


Dal 1/4/2008 i contribuenti in debito col fisco possono mettere le calcolatrici nel cassetto. Sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate è infatti disponibile un’applicazione informatica che consente di calcolare le somme da pagare ratealmente in base ai controlli formali delle dichiarazioni dei redditi.


La Finanziaria 2008 ha previsto la possibilità di rateizzare gli importi da versare all’erario a seguito dei controlli formali.


Per il pagamento delle rate deve essere usato il modello F24, indicando separatamente l’ammontare della rata con il codice tributo 9006 e gli interessi dovuti per la rateazione con il codice tributo 9007.


Per semplificare la compilazione del modello l’Agenzia ha predisposto un software reperibile online grazie al quale si possono calcolare gli importi delle rate e degli interessi e individuare le scadenze entro cui effettuare i versamenti.


Tutte le istruzioni per la predisposizione del piano rateale e il relativo programma informatico si trovano all’indirizzo web http://www.agenziaentrate.gov.it .


Numero massimo di rate consentito


Il numero massimo di rate consentito varia in relazione all´importo da versare:


– tra 2.000,01 e 5.000,00 euro possono essere versate un numero massimo di 6 rate trimestrali;


– tra 5.000,01 e 50.000,00 euro possono essere versate un numero massimo di 20 rate trimestrali;


– oltre 50.000,00 euro possono essere versate un numero massimo di 20 rate trimestrali di pari importo, previa prestazione delle garanzie previste dalla legge, che devono essere prodotte all´ufficio entro dieci giorni dal versamento della prima rata.


Se la somma da versare è inferiore a 2.000 euro, è possibile rateizzare l’importo dovuto (numero massimo di sei rate trimestrali) a condizione che l’ufficio dell’Agenzia riconosca la temporanea situazione di obiettiva difficoltà del contribuente.


A tal fine, l’interessato deve presentare apposita richiesta all’ufficio entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione degli esiti del controllo e, a seguito dell’accoglimento della stessa, effettuare il versamento della prima rata entro lo stesso termine.


Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5% annuo.


Gli interessi decorrono dal primo giorno del secondo mese successivo a quello in cui è stata emessa la comunicazione (data riportata sulla stessa, in alto a destra) e vanno calcolati fino al giorno di scadenza della rata.


Termini di scadenza di versamento delle rate


Per utilizzare il pagamento rateale è necessario effettuare il versamento della prima rata entro trenta giorni dalla data in cui si riceve la comunicazione con gli esiti del controllo formale. Le rate successive devono essere versate entro l’ultimo giorno del trimestre successivo a quello di scadenza della rata precedente.


Esempio: un contribuente riceve la comunicazione del controllo formale il 5 giugno 2008. La prima rata deve essere versata entro il 5 luglio 2008; la seconda rata entro il 31 ottobre 2008 (ultimo giorno del trimestre successivo al 5 luglio 2008); le rate successive saranno versate entro il 31 gennaio 2009, 30 aprile 2009 e così via.


Compilazione dei modelli F24


Per il versamento delle rate deve essere utilizzato il modello di pagamento F24, indicando separatamente l’importo della rata con il codice tributo “9006” e gli interessi dovuti per la rateazione con il codice tributo “9007”.


Decadenza dal beneficio della rateazione


Il mancato pagamento alla scadenza prevista, anche di una sola rata, comporta la decadenza dalla rateazione e l’importo dovuto per imposte, interessi e sanzioni in misura piena, dedotto quanto già versato, viene iscritto a ruolo. In tal caso, non è ammessa la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo.


Calcolo delle rate e termini della diluizione


Il numero massimo di rate consentito varia in relazione all’importo richiesto con la comunicazione.


Qualora le somme dovute siano superiori a 2mila ma non a 5mila euro, possono essere versate in un numero massimo di sei rate trimestrali di pari importo.


Nel caso in cui l’ammontare dovuto sia superiore a 5mila ma non a 50mila euro, la somma si può spalmare in un massimo di venti rate trimestrali di pari importo.


Si concede la stessa possibilità, ma con più cautela, in circostanze in cui il contribuente debba cifre superiori a 50mila euro.


Sussiste anche in questo caso l’opportunità di diluire in venti rate trimestrali l’importo dovuto, ma solo a condizione che l’interessato fornisca adeguate garanzie ex lege, che devono essere prodotte all’ufficio entro dieci giorni dal versamento della prima rata.
Maggiore accortezza anche nella circostanza in cui le somme dovuta non superino i 2mila euro: il beneficio della dilazione in un massimo di sei rate di pari importo è concesso dall’ufficio delle Entrate soltanto se si versa in temporanea situazione di obiettiva difficoltà. L’interessato, perché gli venga riconosciuto questo impedimento transitorio, deve presentare una richiesta ad hoc alle Entrate entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione e, se la sua richiesta viene accolta, può procedere entro lo stesso termine al versamento della prima rata.


L’applicazione informatica attiva sul sito dell’Agenzia consente di scegliere, entro i termini massimi di diluizione sopra citati, il piano rateale più adatto alla propria situazione.


Come effettuare il versamento rateale e determinare gli interessi


Per effettuare il versamento delle rate si utilizza il modello di pagamento F24, nel quale vanno indicati separatamente l’importo della rata con il codice tributo “9006” e gli interessi dovuti per la rateazione con il codice tributo “9007”. Per la compilazione del modello F24 relativo al piano rateale prescelto si può utilizzare l’applicazione on line sul sito dell’Agenzia. Il software permette anche di calcolare gli interessi.


Va premesso che gli interessi del 3,5% annuo decorrono dal primo giorno del secondo mese successivo a quello in cui viene emessa la comunicazione a seguito del controllo formale e si calcolano fino al giorno di scadenza della rata.


La formula applicabile per il calcolo è la seguente:


 








                  importo rata x 0,035 (interessi) x numero di giorni


                                                             365



Ad esempio, nel caso in cui la comunicazione sia stata emessa dalle Entrate il 10 marzo 2008 (e ricevuta dal contribuente il 19 marzo), il versamento della seconda rata va effettuato il 31 luglio 2008 (ultimo giorno del trimestre successivo al 18 aprile, scadenza della prima rata) e, al fine del calcolo degli interessi, occorre considerare i giorni dal 1° maggio al 31 luglio, ossia 92 giorni.


Cosa accade se non si rispettano le scadenze


Il mancato pagamento entro i termini previsti comporta la decadenza della rateazione e l’iscrizione a ruolo dell’importo dovuto per imposte, interessi e sanzioni in misura piena (previa deduzione di quanto già versato).


Non è ammessa la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 1/4/2008)


 


 


6) Niente IVA per le quote versate dai promotori dalla sperimentazione per il rilascio dei pareri da parte del Comitato Etico


L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sul trattamento tributario ai fini IVA delle tariffe pagate in relazione al rilascio, da parte dei Comitati Etici, di pareri concernenti la sperimentazione clinica di medicinali.


La formulazione di pareri da parte del Comitato Etico si inserisce obbligatoriamente nella procedura disciplinata dalla legge ai fini della sperimentazione clinica di medicinali ed è regolata nei diversi profili, compreso l’onere economico a carico del promotore, dalla specifica normativa che disciplina la materia.


La formulazione di detti pareri, intesa a tutelare interessi di rilevanza sociale e pubblicistica – alla cui protezione sono, infatti, finalizzate le disposizioni volte a garantire l’indipendenza e la trasparenza della attività dei comitati stessi – si configura, quindi, quale esercizio di una funzione di rilievo essenzialmente pubblicistico che non assume i connotati tipici dell’attività privatistico-imprenditoriale.


Pertanto, le tariffe pagate in relazione al rilascio di detti pareri non costituiscono corrispettivi di prestazioni di servizi, ma oneri, stabiliti da disposizioni normative a carico dei soggetti promotori delle sperimentazioni, nell’ambito della procedura pubblicistica per il rilascio del parere da parte del Comitato Etico.


Ne consegue l’esclusione dal campo di applicazione dell’IVA delle tariffe in argomento versate dai promotori dalla sperimentazione in relazione al rilascio dei pareri da parte del Comitato Etico.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 117 del 31/3/2008)


 


 


7) Trattamento IVA delle manutenzioni portuali


Sui “noli a freddo” si applica sempre l’Iva.


Rientrano invece nel regime di non applicabilità i contratti di appalto e subappalto e le prestazioni di servizi che hanno per oggetto interventi direttamente strutturali o di manutenzione in complessi portuali già esistenti.


Questa, la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate a una società, che chiedeva chiarimenti sul trattamento fiscale applicabile ai corrispettivi fatturati per subappalti, per contratti aventi a oggetto “noli a caldo e a freddo” e per acquisti di beni e servizi.


L’art. 9, n. 6) del D.P.R. n. 633/1972 prevede che i servizi prestati nei porti, autoporti, aeroporti e negli scali ferroviari di confine che riflettono direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto fruiscono del trattamento di non imponibilità IVA.


Dette prestazioni di servizi devono riflettere direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti, intendendosi compresi anche quelli di rifacimento, completamento, ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione e riqualificazione degli impianti già esistenti, pur se tali opere vengono dislocate, all’interno dei predetti luoghi, in sede diversa dalla precedente.


L’articolo 1, comma 992, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha stabilito inoltre che “la realizzazione in porti già esistenti di opere previste nel piano regolatore portuale e nelle relative varianti ovvero qualificate come adeguamenti tecnico-funzionali sono da intendersi quali attività di ampliamento, ammodernamento e riqualificazione degli stessi.”


Da tale situazione normativa si evince che tali servizi si devono presentare come complessi interventi strutturali da realizzare su impianti già esistenti, aventi come fine immediato il loro funzionamento e la loro manutenzione ovvero il loro ammodernamento, ampliamento, (tra le altre, risoluzione 16 novembre 1987, n. 505309).


Sono escluse dall’ambito applicativo del menzionato art. 9, n. 6) le mere forniture di beni e servizi (risoluzione 23 luglio 2002 n. 247), le quali non danno luogo agli interventi di carattere strutturale cui fa riferimento la suddetta norma.


Riguardo la progettazione la Cassazione (tra le altre, sentenza 19 aprile 2001, n. 5798) ha riconosciuto la sua immediata riferibilità alla manutenzione portuale nel senso sopra emerso.


Da tali norme, che riguardano le prestazioni immediatamente riferibili alla manutenzione portuale, si evince che il trattamento di non imponibilità IVA può essere applicato alle predette prestazioni solo quando le stesse siano rese dai soggetti che realizzano il complesso intervento di manutenzione portuale.


Le prestazioni possono quindi essere rese:


– dall’appaltatore principale a favore del committente di tali opere;


– dal subappaltatore all’appaltante dei lavori di manutenzione portuale;


– per analogia con i casi precedenti, da coloro che effettuano una prestazione di manutenzione portuale ad un committente sulla base di un contratto di risultato, anche se non riconducibile immediatamente alle figure tipiche dell’appalto e del subappalto (ad esempio prestazioni realizzate dai consorziati a favore della società consortile, aggiudicataria dei lavori di appalto).


In particolare, nel caso di specie, oltre all’appalto principale dei servizi in esame – anche i subappalti, stipulati dalla Società ed aventi ad oggetto la realizzazione dei medesimi servizi dell’appalto principale, possono usufruire del trattamento di non imponibilità IVA, previsto dall’art. 9 n. 6) del D.P.R. n. 633/1972.


Per quanto concerne i c.d. “noli a caldo” (con operatore ovvero compresi di montaggio e/o smontaggio) – da ricondurre, come affermato nella risoluzione 3 agosto 2007, n. 205, alla categoria dei contratti di noleggio – non si é in presenza di un contratto di risultato (opere di manutenzione portuale), giacché manca uno degli elementi tipici di tale contratto (l’autonomia organizzativa).


In tal caso il prestatore viene chiamato ad eseguire il servizio in qualità di “mero esecutore” materiale delle direttive del committente: Non potendo ravvisarsi le condizioni dei contratti di appalto o di risultato, il regime di non imponibilità non si può applicare.


Al contrario, qualora oggetto del contratto sia, non tanto il mero noleggio con operatore, ma la complessa realizzazione di lavori di sbancamento, sistemazione di terreni, demolizione di edifici e simili, in funzione di un contratto di subappalto o di risultato (caratterizzato, quindi, da un’obbligazione di risultato avente ad oggetto lavori di manutenzione portuale), dall’assenza del vincolo di subordinazione, dall’organizzazione in proprio con assunzione dei relativi rischi, si applica il trattamento fiscale di non imponibilità IVA.


I contratti di “nolo a freddo”, quali contratti di noleggio senza aggiunta di manodopera (senza operatore o senza montaggio/smontaggio), invece, non possono mai configurarsi come contratti di risultato.


Al pari delle forniture di singoli beni e servizi, infatti, le relative prestazioni non sono riconducibili a contratti di risultato e devono scontare, pertanto, le aliquote previste dal decreto IVA in relazione a ciascun singolo bene o servizio.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 118 del 31/3/2008)


 


 


8) “Concorsi a premio”: Si applica la ritenuta anche su premi di valore non superiore a 25,82 euro. L’agevolazione riguarda solo le “operazioni a premio”


Nei “concorsi a premio”, la ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (prevista dall’art. 30 del D.P.R. n. 600/1973) si applica senza che rilevi il valore del premio.


E’ errata l’interpretazione che estende a tale fattispecie la norma (sulle “operazioni a premio”) che esclude l’applicazione della ritenuta alla fonte per premi attribuiti, nel periodo d’imposta al medesimo soggetto, per un importo non superiore a 25,82 euro.


Le “operazioni a premio” consistono in manifestazioni in cui il premio viene riconosciuto a tutti i partecipanti che possiedono determinati requisiti o che si trovano in una prestabilita situazione (ad esempio, a tutti coloro che totalizzano un dato punteggio nella raccolta di tagliandi) e per le quali è essenziale l’obbligatorietà dell’acquisto e/o vendita del prodotto legato alla promozione (articolo 3, Dpr 430/2001).


I “concorsi a premio” si sostanziano, invece, in manifestazioni in cui il premio viene attribuito solo ad alcuni partecipanti, indipendentemente dall’obbligo di acquistare o vendere un prodotto, con l’attribuzione dello stesso che dipende dall’abilità dei partecipanti, dalla sorte, o da entrambi i “fattori” (articolo 2, Dpr 430/2001).


Con la risoluzione 119/2008 sono state descritte le modifiche normative apportate all’art. 30 del DPR 600/1973, nell’ambito della riforma della disciplina delle manifestazioni a premio.
In sostanza, il legislatore ha integrato la citata norma, estendendo alle “operazioni a premio” l’applicazione della ritenuta già prevista per altre tipologie di manifestazioni a premio, e introducendo, contestualmente, esclusivamente per queste il “limite inferiore” di 25,82 euro.


Alla luce di ciò, l’agenzia delle Entrate ha giudicato ingiustificata qualsiasi interpretazione estensiva della norma dettata dall’art. 30, primo comma, secondo periodo, ribadendo che l’ambito di applicazione della stessa è limitato ai soli premi derivanti dalle “operazioni a premio”, precisando, pertanto, che, ricorrendone i presupposti, devono essere assoggettati a ritenuta alla fonte i premi derivanti da “concorsi a premio” anche se di valore inferiore a 25,82 euro.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 119 del 31/3/2008)


 


 


9) Nuovo credito d’imposta per l’occupazione al Sud


La legge n. 244/2007 (art. 1, commi 539 e ss.) ha ripristinato, per le regioni del Sud, il credito di imposta per le nuove assunzioni, scaduto lo scorso 31 dicembre 2006.


Ambito territoriale:


Aree delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise ammissibili alle deroghe previste dall’art. 87, par. 3, lett. a) e c) del Trattato che istituisce la Comunità europea.


Misura dell’incentivo:


Credito d’imposta di € 333,00 mensili per ciascun lavoratore assunto, elevati a € 416,00 per le donne rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato, di cui all’art. 2, lett. f), reg.to (Ce) n. 2204/2002 della Commissione, del 5 dicembre 2002.


Per i lavoratori part time il beneficio spetta in misura proporzionale alle ore lavorate rispetto a quelle del Ccnl.


A chi si rivolge:


Ai «datori di lavoro» che nel solo 2008, incrementano il numero dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato.


L’incremento occupazionale va verificato mensilmente mettendo a confronto il numero dei lavoratori presenti alla fine di ogni mese del periodo agevolato, con la media dei lavoratori occupati nel periodo d’imposta 1/1/2007 – 31/12/2007 a contratto a tempo indeterminato.


L’incremento occupazionale va calcolato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate.


Per i soggetti che assumono la qualifica di datori di lavoro a decorrere dal 1/1/2008, ogni dipendente assunto costituisce incremento di occupazione.


Efficacia temporale:


Fino al 2010.


Modalità di utilizzo:


Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione attraverso il Mod. F24.


Tipologia di assunzioni incentivate:


I lavoratori devono essere:


– di prima occupazione;


– disoccupati;


– in procinto di perdere il posto di lavoro;


– portatori di handicap ai sensi della legge n. 104/1992;


– lavoratrici donne rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato di cui all’art. 2, lett. f), punto XI), del reg.to (Ce) n. 2204/2002 della Commissione.


I soci lavoratori di società cooperativa sono equiparati ai lavoratori dipendenti.


Il credito è comunque concesso nel rispetto delle condizioni e limiti di cui al regolamento comunitario n. 2204/2002.


Condizioni:


– Rispetto delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro;


– rispetto dei Ccnl per tutti i dipendenti, anche non destinatari dell’agevolazione;


– il datore di lavoro non deve aver ridotto l’organico nel periodo 1/11/2007 – 31/12/2007, con eccezione del collocamento a riposo;


– nel caso di impresa subentrante a un’altra nella gestione di un servizio, il credito d’imposta spetta limitatamente al numero dei lavoratori assunti in più rispetto a quello dell’impresa sostituita.


Decadenza:


Il datore di lavoro decade dal beneficio se:


– non ha fatto occupazione aggiuntiva complessiva, con verifica a fine anno rispetto alla media degli occupati nel periodo 1/1/2007 – 31/12/2007, compresi i lavoratori a termine e con contratto a contenuto formativo;


– i nuovi posti di lavoro creati non sono conservati per almeno tre anni (due anni nelle piccole e medie imprese);


– siano accertate definitivamente violazioni non formali in materia fiscale e contributiva e per le quali siano state irrogate sanzioni di importo non inferiore a E 5.000, ovvero violazioni alla normativa in materia di sicurezza ovvero siano emanati provvedimenti definitivi di condotta antisindacale.


Il recupero delle somme avviene dalla data di accertamento definitivo della violazione.


Natura del beneficio:


Ai fini fiscali non concorre alla formazione della base imponibile Irap e al reddito complessivo ai fini Irpef.


Verifica mensile


Il numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato rilevati alla fine di ciascun mese deve essere superiore alla media dei dipendenti a tempo indeterminato relativi al periodo 1º gennaio 2007 – 31 dicembre 2007.


Verifica annuale


Il numero medio complessivo dei lavoratori a tempo indeterminato e determinato (compresi i contratti a contenuto formativo) occupati nel periodo agevolato, deve essere superiore alla media dell’anno storico 2007, calcolata anch’essa tenendo conto di tutte le tipologie di assunzioni presenti.


La verifica annuale serve per confermare anche per l’anno successivo il mantenimento del beneficio. Se, infatti, dal confronto delle medie dovesse risultare un mancato incremento rispetto alla media storica, non si potrebbe più usufruire del credito per il futuro (non si da luogo, pertanto, ad alcuna restituzione).


Il Ministero a proposito delle medie ha fornito le seguenti indicazioni:


– non c’è un obbligo di istituire un metodo particolare per il loro calcolo, l’importante che una volta sceltone uno lo stesso venga adottato per tutto il periodo agevolato;


– il criterio più comune è quello di sommare i dipendenti presenti e poi dividere per 12;


– il risultato delle medie secondo il Ministero (e tale affermazione contrasta con i criteri di calcolo delle medie previsto dalle direttive comunitarie in materia di incentivi all’occupazione), non va arrotondato, ne in eccesso ne in difetto.


Ciò comporta che dal confronto dei due dati (numero dipendenti presenti alla fine di ogni mese e media storica) possono risultare numeri decimali che influenzeranno la misura del credito stesso, es: media 7,08 dipendenti n. 8, differenza 0,92 3 333,00 = misura del credito mensile E. 306,36;


– i lavoratori part-time devono essere conteggiati nella media, non come unità intere, ma in proporzione all’orario svolto;


– i lavoratori assunti a tempo determinato in sostituzione del personale assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro non vanno conteggiati nel calcolo delle varie medie, in quanto vengono computati i lavoratori sostituiti;


– l’assunzione effettuata alla fine del mese, se realizza le condizioni, da diritto alla misura intera del credito, infatti, quest’u


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