Le verifiche effettuate dalla D.R.E sono nulle

             Le attività di verifica e di ispezione nei confronti dei contribuenti sono attribuite agli uffici locali dell’Agenzia delle entrate e non alla D.R.E., per cui è illegittimo l’avviso di accertamento fondato su un processo verbale di constatazione emanato dalla stessa Direzione Regionale             L’importante principio è contenuto nella sentenza n. 12/23/08 depositata il 19 […]

             Le attività di verifica e di ispezione nei confronti dei contribuenti sono attribuite agli uffici locali dell’Agenzia delle entrate e non alla D.R.E., per cui è illegittimo l’avviso di accertamento fondato su un processo verbale di constatazione emanato dalla stessa Direzione Regionale


            L’importante principio è contenuto nella sentenza n. 12/23/08 depositata il 19 marzo 2008 della Commissione tributaria provinciale di Bari, da cui emerge che in virtù del regolamento contenuto nel decreto legislativo n. 300 del 1999, recante la riforma del Ministero delle Finanze, l’attività operativa, tra cui rientra quella di verifica e di ispezione, spetta agli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate.


 


            Nella fattispecie in esame l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate aveva rettificato la dichiarazione dei redditi presentata dalla società ai fini Irpeg, Irap ed Iva e il conseguente avviso di accertamento è stato impugnato dalla stessa società. L’avviso di rettifica emesso dal locale ufficio dellle Entrate prendeva spunto da un atto istruttorio (processo verbale di constatazione) redatto dai funzionari della D.R.E. Nel ricorso proposto dinanzi ai giudici tributari di primo grado la società ha eccepito l’illegittimità dell’avviso di accertamento per illegittimità dell’atto istruttorio, nonché l’incomptenza della D.R.E. ad effettuare accessi, ispezioni e verifiche


 


            Occorre preliminarmente evidenziare che il legislatore con le norme contenute nel D Lgs 30 luglio 1999, n. 300 ha inteso disegnare una nuova struttura organizzativa per tutti i Ministeri, accorpandone gli uffici in pochi centri decisionali competenti per grandi aree di funzione. Con detto decreto sono state istituite le Agenzie Pubbliche, configurandole come braccio operativo dei dicasteri per le attività a carattere meramente tecnico. L’Agenzia delle Entrate, ricompresa tra le agenzie fiscali, si articola in uffici centrali e regionali,……., e in uffici locali, con funzioni operative (art. 2 del Regolamento  di Amministrazione). Le funzioni operative dell’Agenzia sono svolte da uffici locali di livello dirigenziale, mentre la D.R.E. svolge un’attività operativa sulla gestione dell’accertamento (Articoli 4 e 5 Reg.). In base a dette disposizioni la D.R.E svolge un’attività operativa sulla gestione dell’accertamento e non la funzione operativa che è posta in essere dagli uffici. L’art. 11, comma 1, lett. c), dello Statuto dell’Agenzia delle Entrate prevede, inoltre, che i dirigenti dell’Agenzia controllano l’attività degli uffici e dei responsabili dei provvedimenti, “anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia”.


 


            I giudici di merito, nel tracciare in modo approfondito quadro normativo conseguente al D Lgs n. 300 del 1999 e ai successivi regolamenti di attuazione, hanno affermato che l’attività operativa sulla gestione dell’accertamento che rientra tra le competenze della D.R.E. non va accomunata con la mera funzione propria degli uffici locali e che, malgrado le sopravvenute disposizioni del D.P.R n. 107 del 2001, la norma tuttora vigente per la fattispecie in esame è quella contemplata all’art. 7, comma 13, legge n. 358 del 1991 la quale dispone  che le attività di verifica e di ispezioni nei confronti dei contribuenti sono attribuite all’esclusiva competenza degli uffici indicati nel comma 10, tra cui rientrano gli uffici locali dell’Agenzia delle entrate.


 


            A sostegno di detta tesi, i giudici tributari hanno evidenziato che la medesima Amministrazione finanziaria ha individuato gli organi legittimati ad effettuare accessi e verifiche, individuando tra questi anche gli ex uffici del Dipartimento delle entrate trasfusi poi negli Uffici locali dell’Agenzia delle entrate, tra i quali non risulta compresa la D.R.E. (1)


 


            Sulla base di quanto sopra esposto i giudici hanno accolto l’eccezione formulata dalla società dichiarando l’illegittimità dell’avviso di accertamento impugnato per illegittimità del processo verbale di constatazione da cui promana, nonché atto istruttorio effettuato da organo incompetente.


            Quanto statuito dalla sentenza de quo, che richiama e interpreta alla lettera il dettato normativo, può costituire l’inizio per un futuro contenzioso tra fisco e contribuente, anche se appare certo che la parola fine arriverà solo nel momento in cui la questione arriverà sul tavolo dei giudici di legittimità.


 


Enzo Di Giacomo


19 Aprile 2008








NOTE


(1) Cfr. C.M. dell’Agenzia delle entrate n. 32/E del 19 ottobre 2006. 

aggiornamento:
la sent. n. 12/23 del 19.3.2008 della CTP di Bari è stata appellata e conseguentemnete la CTR Puglia, Sezione VI, ha emanato la sent. n. 132/06/09 dell’11 dicembre 2009, confermativa del primo grado.
Infatti è stato ribadita la illegittimità delle verifiche eseguite dai funzionari delle direzioni regionali delle Entrate prima del 2009.
I giudici baresi hanno ritenuto che la legge non attribuisce a questa categoria alcun potere o competenza in materia di accessi, ispezioni e controlli nei confronti dei contribuenti.
Sono di conseguenza illegittimi e vanno annullati gli avvisi di accertamento emessi sulla base dei pvc redatti dai funzionari Dre all’esito delle verifiche.

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