L’agevolazione sulla “prima casa”

Premessa A distanza di tempo (clicca qui per leggere la precedente puntata della rassegna dedicata all’argomento), riteniamo utile tornare sull’argomento “prima casa”, sul quale la giurisprudenza offre sempre spunti di estremo interesse, nonché di estrema utilità per l’acquirente.   L’usucapione non beneficia della agevolazione per la prima casa La nota II bis apposta (in funzione […]

Premessa


A distanza di tempo (clicca qui per leggere la precedente puntata della rassegna dedicata all’argomento), riteniamo utile tornare sull’argomento “prima casa”, sul quale la giurisprudenza offre sempre spunti di estremo interesse, nonché di estrema utilità per l’acquirente.


 


L’usucapione non beneficia della agevolazione per la prima casa


La nota II bis apposta (in funzione antielusiva) all’art. 8 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/1986, che parifica la tassazione delle sentenze di usucapione a quella degli atti di trasferimento, non consente un’automatica ed indiscriminata estensione agli atti giudiziari accertativi dell’usucapione di qualunque norma, anche a carattere generale, agevolatrice degli atti di trasferimento a titolo oneroso. Perciò, non  sono applicabili ad una sentenza dichiarativa di usucapione le agevolazioni per l’acquisto della “prima casa”. Né può essere invocata l’applicazione analogica a fattispecie di acquisizione della proprietà a titolo originario, sia per l’insuscettibilità di applicazione analogica delle leggi eccezionali, sia per la insussistenza della identità di ratio.


(Cassazione n. 5447/08)


 


 


Sull’applicabilità della proroga biennale di cui al condono L. 289/02 ai termini per la revoca delle agevolazioni


La proroga dei termini prevista dall’art. 11, comma 1-bis del D.L. n. 282/2002 non trova applicazione ai fini dell’accertamento dell’imposta di registro in relazione al disconoscimento delle agevolazioni prima casa per difetto del requisito delle caratteristiche non di lusso dell’abitazione acquistata per il quale vige il termine triennale dalla data di registrazione dell’atto.


(Commissione tributaria regionale Lazio sezione I, sentenza n. 491 /07)


 


 


L’abitabilità dell’immobile e l’agevolazione prima casa


La disciplina delle agevolazioni relative alla riduzione dell’aliquota dell’imposta di registro dovuta per l’acquisto della prima casa è pacificamente applicabile anche nell’ipotesi di abitazione in corso di costruzione purché il contribuente, in ossequio ai requisiti soggettivi previsti dalla nota II-bis) all’art. 1 della Tariffa allegata  al D.P.R. n. 131/1986, vi trasferisca la residenza entro il termine perentorio di diciotto mesi. Tuttavia, differentemente dall’acquisto di unità immobiliari già edificate ed abitabili, detto termine decorre unicamente dal momento in cui l’immobile in corso di costruzione ed oggetto di compravendita è divenuto effettivamente idoneo all’utilizzo ed al soddisfacimento dell’esigenza abitativa.


(Commissione tributaria regionale Veneto, sentenza n. 34/07)


 


 


Agevolazione su immobile abusivo


Al fine di ottenere e mantenere la fruizione delle agevolazioni tributarie previste per l’acquisto della cosiddetta “prima casa”, di cui al D.L. n. 12 del 1985, è onere del contribuente che abbia acquistato un immobile abusivo suscettibile di condono edilizio esibire all’Amministrazione finanziaria – alle  scadenze di legge – copia del provvedimento di concessione in sanatoria ovvero la documentazione rilasciata dal comune, ove l’immobile acquistato è ubicato, attestante la pendenza dell’esame dell’istanza di condono.


(Cassazione n. 18876/07)


 


 


La locazione e la perdita dell’agevolazione


La stipulazione di un contratto di locazione non  comporta  la perdita del possesso, da parte del locatore, dell’unità immobiliare, in quanto il locatario avrebbe la mera detenzione dell’unità medesima. Perciò non può usufruire delle agevolazioni tributarie “prima casa” l’acquirente che già possieda un immobile idoneo ad abitazione, pur non avendo la materiale disponibilità del bene per averlo dato in locazione.


(Cassazione n. 12268/07)


 


 


Essenziali le condizioni per usufruire del bonus


Anche in caso di sentenza, ai sensi dell’art. 2932 del codice civile, che trasferisca la proprietà di un edificio ad  uso abitativo, il contribuente che intenda godere delle agevolazioni “prima casa” deve emettere l’apposita dichiarazione di richiesta delle agevolazioni stesse, nel momento in  cui procede alla registrazione dell’atto avanti all’Amministrazione fiscale.


(Cassazione 21379/06)


 


 


Ancora sulle condizioni per usufruire dell’agevolazione


Costituisce principio consolidato che giustifica il rigetto del ricorso dell’Amministrazione in camera di consiglio ex art. 375 del codice di procedura civile (nonostante la richiesta di accoglimento del Procuratore generale) l’affermazione secondo cui non è di ostacolo all’applicazione delle agevolazioni “prima casa” la circostanza che l’acquirente dell’immobile sia al contempo proprietario di altro immobile che, per qualsiasi ragione (nel caso di specie lontananza dal luogo di lavoro), sia inidoneo, per le ridotte dimensioni, ad essere destinato a sua abitazione.


(Cassazione 11564/06)


 


 


La qualificazione dell’immobile “di lusso”


Il D.M. 2 agosto 1969 prevede che le case di abitazione possano essere dotate di piscine e campi da tennis e precisa che – solo a determinate condizioni – tali accessori attribuiscono all’immobile le caratteristiche “di lusso”. Deve pertanto essere cassata la sentenza di merito che abbia dedotto la natura non residenziale dell’edificio dalla presenza di piscine e campi da tennis.


(Cassazione n. 27617/05)


 


 


Ancora sull’agevolazione su immobile abusivo


Chi acquista come sua “prima abitazione” un appartamento abusivo, si espone ai ritardi resi necessari dalla procedura di sanatoria e, quindi, non può addurre i lunghi tempi necessari per  ottenere  la concessione in sanatoria a giustificazione della mancato tempestivo trasferimento della residenza nell’abitazione acquistata. Pertanto, legittimamente, l’Amministrazione dispone la revoca dei  benefici “prima casa” in precedenza accordati.


(Cassazione n. 20066/05)


 


 


Ancora sulle condizioni per usufruire dell’agevolazione


I benefici per l’acquisto della “prima casa” possono essere accordati solo su domanda dell’interessato e per gli immobili  indicati nella domanda stessa.


(Cassazione 21242/05)


 


 


Agevolazione nei casi di acquisto per usucapione


In materia di imposta di registro, il rinvio operato dalle disposizioni sulla tassazione delle sentenze  dichiarative di intervenuta usucapione alla disciplina dei trasferimenti reali immobiliari a titolo oneroso consente di affermare che il provvedimento dichiarativo dell’usucapione è equiparato, agli effetti tributari, ad un contratto traslativo della proprietà. Ne  consegue, anche per  tale modalità di acquisto a titolo originario – ove ne ricorrano tutti i presupposti di legge -, l’applicabilità delle agevolazioni fiscali “prima casa” previste dalla nota II-bis dell’art. 1 della Parte Prima della Tariffa allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.


(Commissione tributaria provinciale Ravenna, sezione III, sentenza n. 30 /05)


 


 


Il termine per il trasferimento della residenza per l’agevolazione


L’ art. 33, comma 12, della L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha modificato il termine di un anno dall’acquisto, elevandolo a diciotto mesi, concesso per il trasferimento della residenza da parte dell’acquirente  che intende  usufruire delle agevolazioni fiscali cosiddette “prima casa” previste, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, dalla nota II-bis) all’art. 1 della Parte Prima della Tariffa allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131. Tale disposizione ha natura procedimentale ed è diretta a rendere più agevole, con la previsione di un periodo temporale più ampio, l’iter necessario per ottenere il beneficio fiscale in discorso. Ne consegue che lo jus superveniens, non essendo suscettibile di incidere sul fatto generatore del diritto, ma semplicemente sui suoi effetti, deve


ritenersi applicabile ai rapporti giuridici d’imposta non esauriti alla data di entrata in vigore della disposizione. Diversamente opinando, la norma de qua subirebbe un’interpretazione indebitamente riduttiva, non  in linea con il tenore lessicale ed in contrasto con l’intento perseguito dal legislatore, che, nelle disposizioni fiscali per l’edilizia abitativa si è prefisso, come è stato riconosciuto dalla giurisprudenza, la realizzazione del disposto dell’art. 47, comma 2, della Costituzione.


(Commissione tributaria provinciale di Udine sezione VI, sentenza n. 43 /05)


 


 


Quando la legge non è retroattiva


L’atto di acquisto di un bene è soggetto ad imposta di registro secondo le regole vigenti al momento in cui è stato stipulato e non possono essere applicate disposizioni successive, a meno che la loro retroattività non sia espressamente  prevista dalla legge (nel caso di specie, il contribuente richiedeva l’applicazione dei benefici “prima casa”, invocando norme introdotte dalla successiva L. n. 549/1995).


(Cassazione n. 26115/05)


 


 


L’immobile allo stato “rustico” e l’agevolazione prima casa


È manifestamente infondato – e può essere rigettato con sentenza in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 del codice di procedura civile – il ricorso con cui l’Amministrazione contesti che le agevolazioni per l’acquisto della “prima casa” (art. 1, comma 6, della L. 22 aprile 1982, n. 168 e art. 2, comma 1, del D.L. 7 febbraio 1985, n. 12. convertito, con modificazioni, nella L. 5 aprile 1985,  n.  118) competano all’acquirente di un fabbricato allo stato rustico.


(Cassazione n. 19011/05)


 


 


L’esistenza dell’immobile e le agevolazioni


I benefici fiscali per l’acquisto della «prima casa», previsti dall’art. 2, comma 1, D.L. 7 febbraio 1985 n. 12 (convertito, con modificazioni,  nella L. 5 aprile1985, n. 118), spettano anche all’acquirente di immobile in corso di costruzione, da destinare ad abitazione «non di lusso».


(Cassazione n. 18300/04)


 


 


Ancora sulle agevolazioni in caso di non esistenza dell’immobile


In tema di agevolazioni tributarie, i benefici fiscali, previsti dall’art. 1 della legge n. 168 del 1982, per l’acquisto della prima casa spettano anche all’acquirente di immobile «in corso di costruzione», da destinare ad abitazione «non di lusso», ai sensi dell’art. 13 della legge n. 408 del 1949, atteso che la legislazione in materia non esige che il fabbricato sia già idoneo all’uso al momento dell’acquisto.


(Cassazione 8163/02)


 


 


Quando la comproprietà è di ostacolo all’agevolazione


Non è di ostacolo all’applicazione delle agevolazioni prima casa la circostanza che l’acquirente dell’immobile sia al contempo comproprietario della metà di altro immobile sito nel medesimo comune che, per qualsiasi ragione, sia inidoneo, per le ridotte dimensioni, ad essere destinato a sua abitazione.


(Cassazione n. 19738/03)


 


 


Cumulabilità tra le agevolazioni


In base alla disciplina dettata dal  D.L.  23 gennaio 1993,n. 16, convertito in L. 24 marzo 1993, n. 75, fino alla data di entrata in vigore del decreto-legge stesso (24 gennaio 1993) sussiste la cumulabilità tra le agevolazioni previste ai sensi dell’art. 2, L. 22 aprile 1982, n. 168, quelle previste dall’art. 2, D.L. 7 febbraio 1985, n. 12, e quelle previste dalla L. 31 dicembre 1991, n. 415


(Cassazione 18765/03)

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