ICI 2008




 


 


SOGGETTI CHE DEVONO PAGARE L’ICI



            L’Ici (acronimo di imposta comunale sugli immobili) deve essere pagata:



  • dai proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli situati nel territorio dello Stato;

  • dai titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie) sugli immobili sopra elencati;

  • dai locatari in caso di locazione finanziaria (leasing);

  • dai concessionari di aree demaniali.

            Se l’immobile è posseduto da più proprietari o titolari di diritti reali di godimento, l’imposta deve essere ripartita in proporzione alle quote di possesso.


 


COME SI CALCOLA


 


            Per quanto riguarda i fabbricati, l’ICI si calcola applicando alla base imponibile l’aliquota deliberata dal Comune. La base imponibile è rappresentata dalla rendita catastale rivalutata del 5% e poi moltiplicata:


·         per 100 per i fabbricati dei gruppi catastali A e C (con esclusione delle categorie A/10 e C/1);


·         per 140 per i fabbricati del gruppo catastale B;


·         per 50 per i fabbricati del gruppo catastale D e della categoria A/10;


·         per 34 per i fabbricati della categoria C/1.


Per i fabbricati del gruppo catastale D  non ancora iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, il valore è determinato sulla base dei costi di acquisizione e di incremento (contabilizzati al lordo delle quote di ammortamento), aggiornati da appositi coefficienti stabiliti annualmente dal Ministero dell’Economia.


Per le aree fabbricabili la base imponibile è data dal valore commerciale che risulta al 1° gennaio dell’anno di imposizione.


 


Per i terreni agricoli la base imponibile è data dal reddito dominicale risultante in catasto al 1° gennaio dell’anno di tassazione, rivalutato del 25% e poi moltiplicato per 75.


L’ammontare dell’imposta deve essere proporzionale ai mesi dell’anno solare durante i quali si è avuto il possesso: il mese in cui la proprietà o il diritto reale di godimento si è protratto solo in parte è computato per intero se il contribuente ha posseduto l’immobile per almeno 15 giorni, mentre non è conteggiato se il possesso è durato meno di 15 giorni.


            Le aliquote e le detrazioni vengono deliberate ogni anno dai singoli Comuni.


            Per conoscerne la misura, il contribuente può consultare anche gli estratti delle deliberazioni comunali disponibili o rivolgersi al Comune ove è ubicato l’immobile.


            Per il contribuente che adibisce l’immobile a dimora abituale e con residenza anagrafica, è prevista una detrazione ordinaria di euro 103,29 annui, in rapporto ai mesi di effettivo utilizzo, a condizione che ci sia identità tra il soggetto obbligato al pagamento dell’ICI ed il soggetto che dimora abitualmente nell’immobile.


            Nel caso in cui vi siano più contribuenti che dimorano abitualmente nell’immobile, la detrazione (rapportata ai mesi di utilizzo) viene suddivisa in parti uguali fra i contitolari, prescindendo dalle quote di proprietà o dalle quote di diritto reale di godimento.


Il Comune, con propria deliberazione, può estendere la nozione di abitazione principale, ovvero elevare l’importo della detrazione o in alternativa ridurre fino al 50% l’imposta dovuta per l’abitazione principale.


            Per sapere se ha diritto alla detrazione, quali sono le condizioni e qual è l’ammontare, il contribuente deve interpellare il Comune che riscuote l’imposta.


            Dall’anno 2001 le pertinenze hanno lo stesso trattamento fiscale dell’abitazione principale, a prescindere dal fatto che il Comune abbia o meno esteso tale beneficio anche ad esse.


            L’applicazione consente il calcolo della detrazione pari all’1,33 per mille della base imponibile per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale, così come previsto dall’articolo 1, comma 5, della Legge Finanziaria 2008.


VERSAMENTO


 


            L’imposta, proporzionata alla quota e ai mesi di possesso degli immobili, va versata in due rate:



  1. la prima rata (acconto) – da pagare tra il 1° e il 16 giugno – è pari al 50% dell’imposta dovuta, calcolata sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei 12 mesi dell’anno precedente; 

  2. la seconda rata – da pagare tra il 1° e il 16 dicembre a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno – è calcolata applicando le aliquote e le detrazioni deliberate per l’anno in corso e sottraendo quanto già versato come acconto.     

            È possibile anche effettuare il versamento dell’ICI in un’unica soluzione entro il termine previsto per l’acconto, applicando ovviamente le aliquote e le detrazioni stabilite dal Comune per l’anno in corso.


            Se si posseggono più immobili nello stesso Comune, sarà sufficiente un unico versamento per l’imposta complessivamente dovuta.


            Se si posseggono invece immobili situati in Comuni diversi, è necessario effettuare distinti versamenti per ogni Comune.


            Entro 30 giorni dalla scadenza della rata, i ritardatari possono pagare l’ICI applicando la sanzione ridotta del 3,75% dell’imposta dovuta, oltre agli interessi legali del 3% annuo calcolati solo sul tributo, in proporzione ai giorni di ritardo. Se il versamento dell’acconto e/o del saldo viene effettuato oltre i 30 giorni dalla scadenza, ma entro il termine di un anno, l’ICI deve essere versata con una sanzione del 6% dell’imposta dovuta, oltre agli interessi legali del 3% annuo, calcolati anche in questo caso solo sul tributo ed in proporzione ai giorni di ritardo.
            Gli importi così determinati vanno aggiunti all’ammontare del tributo da versare.


 


            Le persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato possono avvalersi dell’ulteriore facoltà di effettuare il versamento dell’ICI in un’unica soluzione, dal 1° al 16 dicembre, applicando gli interessi del 3%, calcolati sull’imposta che si sarebbe dovuta pagare come acconto.
            Per i cittadini italiani residenti all’estero si considera adibito ad abitazione principale l’immobile posseduto a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locato.


            Ai fini del pagamento dell’ICI, va segnalato che a partire dall’anno 2007 è stata introdotta la generalizzata possibilità di ottemperarvi avvalendosi del modello di delega F24, con riferimento a tutti i Comuni italiani (e quindi anche a quelli che non abbiano stipulato alcuna convenzione con l’Agenzia delle Entrate); è da sottolineare che l’utilizzo del modello F24 costituisce comunque una facoltà e non un obbligo: restano infatti valide le modalità usate negli anni scorsi (es. versamento sul c/c intestato al concessionario o al Comune con il bollettino di c/c postale conforme al modello ministeriale)


                        Una delle più interessanti conseguenze per il contribuente che si avvale del modello F24 per versare l’ICI è quella di poter compensare l’ammontare dovuto con eventuali crediti fiscali e contributivi, ai sensi dell’art. 17 del D. Lgs. n. 241/1997. Ai sensi dell’art. 1 del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 26 aprile 2007, non sono ammessi in compensazione con il debito ICI i crediti  relativi  ai  tributi  e  alle  altre  entrate  degli  enti  locali,  ad  esclusione  dei  crediti relativi all’addizionale comunale all’IRPEF prevista dal D. Lgs. 28 settembre 1998 n. 360, che sono invece ammessi.


            Non è possibile invece l’utilizzo di crediti ICI in compensazione con imposte e contributi a debito, sicchè per il recupero dell’ICI a credito, risultante da pregressi versamenti indebiti, il contribuente non ha altra via di recupero che presentare istanza di rimborso, entro il termine di cinque anni dalla data del pagamento o da quella in cui è stato accertato il diritto alla restituzione (termine così innalzato dall’art. 1, comma 164, della Legge 27 dicembre 2006 n. 296).


            I codici tributo da utilizzare sono i seguenti:


3901 (ICI per l’abitazione principale);


3902 (ICI per i terreni agricoli);


3903 (ICI per le aree fabbricabili);


3904 (ICI per gli altri fabbricati);


            Nel modello F24, nella sezione “ICI ed altri tributi locali”, occorre indicare:


– il codice catastale del Comune in cui sono ubicati gli immobili per i quali si dà luogo al versamento,


nel campo “codice ente/codice comune”;


-l’anno cui si riferisce l’imposta versata, nel campo “anno di riferimento” (es. per l’acconto 2007 in scadenza il 18 giugno 2007, occorre indicare “2007”).


 


FUNZIONAMENTO OPERATIVO DELL’APPLICAZIONE


 


            Il software consente di calcolare gli importi di I.C.I. da versare al Comune.


            Dal bottone “Anagrafica studio”, colui che procede all’elaborazione per conto di altri, può inserire la propria denominazione e/o ragione sociale, l’indirizzo, i recapiti telefonici e l’indirizzo e-mail; tali dati compariranno nella stampa finale dei conteggi.


            Si confermano i dati inseriti cliccando sul tasto “ok” e si torna al menù principale.


            Cliccando sul bottone “comuni” è possibile creare una propria piccola banca dati dei comuni che generalmente si utilizzano per i propri conteggi: per ciascun comune si possono, in particolare, inserire le aliquote applicate e l’importo delle detrazioni. Per aggiungere cliccare sull’apposito bottone.


            Attraverso il bottone “torna al menu” si torna alla pagina principale per poi passare alla fase dei calcoli: qui vengono richiesti i dati del contribuente per conto del quale si procede all’elaborazione, ai fini di poterli riportare nella stampa finale.


            Occorre anche inserire il Comune ove sono situati gli immobili su cui si procede al calcolo.


            Nel caso si utilizzi l’applicazione per diversi comuni è opportuno salvare un file per ognuno di questi.


            Inseriti tali dati, occorre cliccare su “calcola” per poi inserire, modificare o eliminare i dati degli immobili.


            Per inserire, modificare o eliminare i dati degli immobili occorre posizionarsi con il mouse all’inizio della riga dello specifico immobile e successivamente cliccare sul bottone inserisci, modifica, elimina.


            L’applicazione elabora automaticamente i conteggi, che possono essere poi stampati, cliccando sul tasto “anteprima di stampa” e  poi su “stampa” della barra degli strumenti.


Per uscire dall’applicazione cliccare su “Torna a menu” e quindi su “Esci”.


 


REQUISITI TECNICI



 


            Sistema operativo Microsoft Windows 2000 Professional, Windows XP Home, Windows XP Professional o Windows Vista con Office 2000 e versioni successive. Risoluzione video minima 1024×768.


 



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