Cessioni gratuite di beni alle ONLUS: i chiarimenti ministeriali

            Per effetto delle modifiche contenute nella Finanziaria  2008 (legge 24 dicembre 2007, n.244)  le imprese possono cedere gratuitamente alle onlus i beni non di lusso alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa; per tali  beni ceduti, anche se idonei all’uso, la normativa richiede però che presentino difetti che ne rendano […]

            Per effetto delle modifiche contenute nella Finanziaria  2008 (legge 24 dicembre 2007, n.244)  le imprese possono cedere gratuitamente alle onlus i beni non di lusso alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa; per tali  beni ceduti, anche se idonei all’uso, la normativa richiede però che presentino difetti che ne rendano necessaria l’eliminazione dal commercio; le  precisazioni sono state fornite con la recente circolare n. 26/E del  26 marzo 2008,  dell’Agenzia delle Entrate.  


            La Finanziaria 2008,  al  comma 130 dell’articolo 1 (legge 24 dicembre  2007,  n.  244) è intervenuta  sull’argomento delle cessioni gratuite alle onlus  dei beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa, diversi dalle derrate alimentari e dai  prodotti  farmaceutici  modificando il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo n.460/97. La “vecchia” disposizione prevedeva che la cessione gratuita di   beni, per un importo non superiore a 2 milioni di lire (€. 1.032,92), sostenuto per la produzione o l’acquisto , si considerasse erogazione liberale; di contro, nella nuova versione, viene meno questo limite quantitativo. 


            Il nuovo comma 3 dell’articolo 13 del decreto  legislativo  n.  460, come modificato dalla Finanziaria 2008 afferma  che “I beni non di lusso alla cui produzione o  al  cui  scambio  è  diretta l’attività d’impresa, diversi da quelli di cui al comma 2, che  presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che pur non modificandone l’idoneità di utilizzo non ne consentono la commercializzazione  o  la   vendita, rendendone necessaria l’esclusione dal mercato  o  la  distruzione,  qualora siano ceduti gratuitamente alle ONLUS,  per  un  importo  corrispondente  al costo specifico sostenuto per la produzione  o  l’acquisto  complessivamente non superiore al 5 per  cento  del  reddito  d’impresa  dichiarato,  non  si considerano destinati a  finalità  estranee  all’esercizio  dell’impresa  ai sensi dell’articolo 85, comma 2, del testo unico delle imposte sui  redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917. I predetti beni si  considerano  distrutti  agli  effetti  dell’imposta  sul valore aggiunto”.


           


Sostanzialmente le modifiche apportate dal legislatore, per effetto delle novità contenute nella Finanziaria 2008,  riguardano i  seguenti punti:


 


F     i beni oggetto di cessione agevolata sono solo quelli non  di  lusso, che  presentino  imperfezioni,  alterazioni,  danni  o  vizi  che  pur   non modificandone   l’idoneità   di    utilizzo    non    ne    consentono    la commercializzazione o la  vendita  rendendone  necessaria  l’esclusione  dal mercato o la distruzione;


F     il costo specifico complessivo dei beni ceduti gratuitamente  ammessi al regime agevolato non deve essere superiore al 5  per  cento  del  reddito d’impresa dichiarato;


F      la cessione gratuita  dei  beni  sopra  descritti  non  si  considera erogazione liberale ai fini del limite di cui all’art.100, comma 2, lettera h) del Tuir;


F      i beni ceduti si considerano distrutti agli effetti dell’imposta  sul valore aggiunto.


 


            Come evidenziato dalla circolare in commento, una delle novità importanti contenute nella nuova disciplina  è rappresentato  dal fatto che non esiste più un importo fisso per poter usufruire del beneficio; l’agevolazione è rapportata al reddito di impresa dichiarato.


            La norma, in vigore dal 1 gennaio 2008, introdotta dalla Finanziaria 2008, circoscrive  l’applicazione  del  regime agevolato solo alla cessione di beni alla cui produzione o al cui scambio  è diretta l’attività d’impresa che abbiano i seguenti requisiti: 


 






 


q     devono  trattarsi di beni “non di lusso”;


q     detti beni devono  presentare  particolari  anomalie  consistenti  in imperfezioni, alterazioni, danni o vizi;


q      dette anomalie devono essere tali da  non  modificare  l’idoneità  di utilizzo degli stessi beni;


q      le imperfezioni, le alterazioni, i danni o i vizi devono essere tali  da non consentire la commercializzazione o la  vendita  dei  beni, rendendone necessaria l’esclusione dal mercato o la distruzione


 


            I beni ceduti gratuitamente alle Onlus non possono essere più commercializzati dall’ente beneficiario ed è richiesto che vengano utilizzati solo per lo svolgimento delle attività istituzionali.  Le stesse Onlus devono, infatti, attestare con apposita dichiarazione rilasciata all’impresa cedente  che i beni saranno utilizzati per fini istituzionali.


                La violazione di tale obbligo comporta la decadenza dei benefici fiscali


 


            Come anticipato nella formulazione in vigore dal 1° gennaio 2008, sono destinatarie  del regime fiscale agevolato le cessioni gratuite dei  beni  che  presentino  le caratteristiche descritte  nei  precedenti  paragrafi  fino  ad  un  importo corrispondente al costo specifico sostenuto per la produzione  o  l’acquisto complessivamente  non  superiore  al  5  per  cento  del  reddito  d’impresa dichiarato. Pertanto, il limite  di  fruibilità  del  beneficio  non  è  più stabilito in un importo  fisso,  ma  varia  in  proporzione  all’entità  del reddito d’impresa dichiarato.


 


Trattamento ai fini IVA dei beni ceduti alle ONLUS


            Prima della modifica intervenuta per effetto della Finanziaria 2008,  ai fini dell’imposta sul valore aggiunto non era consentita la detrazione dell’IVA sugli acquisti; il regime di esenzione  non  consentiva la detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e  ai  sensi  dell’art.19, comma 2, del DPR n. 633  del  1972 l’impresa  donante  aveva l’obbligo di effettuare la rettifica della detrazione dell’imposta  pagata  al  momento dell’acquisto o dell’importazione. Per converso, secondo le nuove disposizioni contenute nella Finanziaria 2008, il nuovo comma 3 del citato articolo 13 del D.Lgs. 460/1997 ha previsto  espressamente  che  i  beni oggetto di cessione gratuita alle onlus  si considerano, alle  condizioni  e limiti ivi espressamente indicati, distrutti agli effetti dell’IVA.   Ciò comporta che l’impresa donante può, dal 1° gennaio 2008, cedere i beni senza applicazione dell’IVA e senza subire limitazioni del diritto alla detrazione.


            I  beni ceduti alle onlus ai fini iva si considerano distrutti; per tali  beni, tuttavia,  occorre mettere in atto una serie di adempimenti contenuti sia dal comma 4 dello  stesso art. 13 del D.Lgs. 460/1997, sia dall’art. 2  del  DPR  10  novembre  1997,  n.  441.


 






Art. 13, comma 4, D.Lgs. 460/1997


Le disposizioni (…) si applicano a condizione che  delle singole cessioni sia data preventiva comunicazione,  mediante  raccomandata con avviso di ricevimento, al competente ufficio delle  Entrate  e  che  la ONLUS beneficiaria, in  apposita  dichiarazione  da  conservare  agli  atti dell’impresa cedente, attesti il proprio impegno ad utilizzare direttamente i beni in conformità alle finalità istituzionali e, a pena di decadenza dei benefici  fiscali  previsti  dal  presente  decreto,  realizzi  l’effettivo utilizzo diretto; entro il quindicesimo  giorno  del  mese  successivo,  il cedente deve annotare nei registri previsti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto ovvero in apposito prospetto, che tiene  luogo  degli  stessi,  la qualità e la quantità dei beni ceduti gratuitamente in ciascun mese.  Per le cessioni di beni facilmente deperibili e di modico valore  si  è  esonerati dall’obbligo della comunicazione preventiva. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi ai sensi dell’articolo 17,  comma  3,  della  legge  23 agosto 1988, n. 400, possono  essere  stabilite  ulteriori  condizioni  cui subordinare l’applicazione delle richiamate disposizioni.


 


 


Federico Gavioli


7 Aprile 2008

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