Quando riscossione fa rima con confusione


         Con il decreto cosiddetto “Milleproroghe” il Legislatore aveva cercato di razionalizzare e di semplificare l’ambito della riscossione dei carichi iscritti a ruolo: con la conversione del decreto, avvenuta per effetto della legge n. 31/2008, gli effetti sortiti sono di segno diametralmente opposto.


         La bulimia del Legislatore ha infatti creato l’ennesima situazione confusionaria in ragione della quale l’ambito che si intendeva semplificare si è, invece, reso decisamente più frammentario e caotico, a spese dei contribuenti alle prese con la non già piacevole situazione di essere debitori di Erario ed enti contributivi (che assolutamente non equivale ad essere “evasori”).


 


Le modifiche della legge n. 31/2008


         Con l’articolo 36, comma 2-bis, è stato radicalmente modificato l’articolo 19 del Dpr n. 602/1973, che ora dispone come il soggetto preposto alla ricezione delle istanze di rateazione e alla eventuale concessione sia l’agente della riscossione in luogo dell’Ufficio competente: inoltre, la norma provvede anche ad ampliare il lasso temporale massimo concedibile per la rateazione che viene portato a complessivi sei anni (72 mesi).


         Non solo: per gli importi complessivamente dovuti superiori a 50.000 euro, la nuova versione dell’articolo 19 contempla l’obbligo del rilascio, a mo’ di garanzia, di una polizza fideiussoria o fideiussione bancaria ovvero di una garanzia ipotecaria su beni immobili.


 


         Singolarmente, e si fa fatica a comprenderne la ragione, la norma prevede che nei casi in cui si rende obbligatorio il rilascio della garanzia debba essere l’ufficio finanziario – e dunque l’Agenzia delle entrate – a valutarne la correttezza e la congruità rispetto ai termini di legge.


         Per espressa previsione normativa viene altresì previsto, per la precisione dal successivo comma 2-ter, che le disposizioni dell’articolo 19 del Dpr n. 602/73, siccome innovate, si applicano anche alle entrate iscritte a ruolo dalle amministrazioni statali e dagli enti pubblici previdenziali.


         Il che significa, in termini pratici, la possibilità di richiedere all’agente della riscossione anche la rateazione di un carico previdenziale INPS iscritto a ruolo, nei termini del nuovo articolo 19 e, dunque, con la possibilità di ottenere una dilazione sino a 72 rate mensili.


 



Il messaggio INPS 14 marzo 2008, n. 6292


         Qualche giorno fa, a fronte delle innovazioni appena descritte, interviene l’INPS con il messaggio del 14 marzo con il quale l’Istituto, nel dare contezza delle mutazioni allo scenario della rateazione dei carichi iscritti a ruolo, ricorda tuttavia che la legge n. 31/2008 non ha affatto abrogato la facoltà di concedere rateazioni per il pagamento dei soli contributi previdenziali, siccome attualmente disciplinata dalla normativa vigente e dalle delibere del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto stesso.


        


         Pertanto, nella sostanza nulla quaestio sull’indirizzo unico all’agente della riscossione delle istanze da formulare ex articolo 19 del Dpr n. 602/1973, ma comunque resta nelle facoltà del debitore dell’INPS rateizzare:


·        i debiti non iscritti a ruolo fino ad un massimo di 24 mesi (cfr. articolo 2, comma 11, della legge 7.12.1989, n. 389) ovvero 36 mesi previo parere favorevole del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali;


·        i debiti non iscritti a ruolo fino ad un massimo di 60 mesi (cfr. articolo 116, comma 17, della legge 23.12.2000, n. 388), previa autorizzazione del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e per particolari specifici casi;


·        i debiti iscritti a ruolo fino ad un massimo di 60 mesi (cfr. articolo 3, comma 3-bis, della legge 8.8.2002, n. 178) con provvedimento motivato dell’ente impositore.


 


Lo scenario attuale


         Cerchiamo di sintetizzare l’attuale scenario che si è venuto a delineare, il quale, per effetto sia della nuova normativa sia di altre “vecchie” ma ancora vigenti disposizioni,  può presentarsi anche composito:


 


Caso 1 – Contribuente con iscrizione a ruolo di derivazione Agenzia entrate per 20.000 euro è Richiesta rateazione all’agente della riscossione competente e valutazione di questi ai fini della concessione del beneficio.


Caso 2 – Contribuente con iscrizione a ruolo di derivazione Agenzia entrate per 60.000 euro è Richiesta rateazione all’agente della riscossione competente; valutazione congruità della garanzia fideiussoria ovvero ipotecaria a cura dell’Agenzia delle entrate; valutazione ed eventuale concessione del beneficio a cura dell’agente della riscossione post valutazione positiva dell’Agenzia delle entrate in ordine alla garanzia prestata.


Caso 3 – Contribuente con iscrizione a ruolo di derivazione Agenzia delle entrate per 20.000 euro e per 60.000 euro di derivazione INPS è Ipotesi 1Richiesta rateazione, per l’intero importo iscritto a ruolo, all’agente della riscossione competente e valutazione di questi ai fini della concessione del beneficio limitatamente alla quota parte di iscrizione di derivazione Agenzia entrate (ruolo da 20.000 euro per il quale non necessita la garanzia); valutazione congruità della garanzia fideiussoria ovvero ipotecaria a cura dell’Agenzia delle entrate (ruolo da 60.000 euro per il quale è obbligatoria la garanzia); valutazione ed eventuale concessione del beneficio a cura dell’agente della riscossione per la parte che deve obbligatoriamente essere “coperta” da garanzia post valutazione positiva dell’Agenzia delle entrate in ordine alla garanzia prestata. è Ipotesi 2Richiesta rateazione, ai sensi dell’articolo 19 del Dpr n. 602/73, per l’importo iscritto a ruolo di derivazione Agenzia delle entrate all’agente della riscossione competente e valutazione di questi ai fini della concessione del beneficio (ruolo da 20.000 euro per il quale non necessita la garanzia); richiesta all’INPS per la dilazione sino ad un massimo di 60 mesi ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 3, della legge n. 178/2002 (ruolo da 50.000 euro).


Caso 4 – Contribuente con iscrizione a ruolo di derivazione Agenzia delle entrate per 60.000 euro e per 80.000 euro di derivazione INPS è Ipotesi 1Richiesta rateazione, per l’intero importo iscritto a ruolo, all’agente della riscossione competente; valutazione congruità della garanzia fideiussoria ovvero ipotecaria a cura dell’Agenzia delle entrate per l’intero carico iscritto a ruolo per il quale si richiede la rateazione; valutazione ed eventuale concessione del beneficio a cura dell’agente della riscossione post valutazione positiva dell’Agenzia delle entrate in ordine alla garanzia prestata. è Ipotesi 2Richiesta rateazione, ai sensi dell’articolo 19 del Dpr n. 602/73, per l’importo iscritto a ruolo di derivazione Agenzia delle entrate all’agente della riscossione competente (ruolo da 60.000 euro); valutazione congruità della garanzia fideiussoria ovvero ipotecaria a cura dell’Agenzia delle entrate (ruolo da 60.000 euro); valutazione ed eventuale concessione del beneficio a cura dell’agente della riscossione post valutazione positiva dell’Agenzia delle entrate in ordine alla garanzia prestata (ruolo da 60.000 euro); richiesta all’INPS per la dilazione sino ad un massimo di 60 mesi ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 3, della legge n. 178/2002 (ruolo da 80.000 euro).


 


Conclusioni


         Come si vede, si intendeva proporre un soggetto unico al quale rivolgersi per la richiesta, e l’eventuale ottenimento, di rateazione degli importi iscritti a ruolo, ne sta venendo fuori, invece, un’Idra a molteplici teste che anziché semplificare complica decisamente la vita del contribuente.


         Anche perché nell’ambito degli adempimenti fiscali e contributivi la possibilità di scegliere non rappresenta l’essenza della libertà ma, purtroppo, soltanto un viatico ancora più faticoso e periglioso del solito per la tutela degli interessi del contribuente.


 


Carlo Nocera


19 Marzo 2008


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