Novità fiscali del 6 marzo 2008: cambia la tariffa professionale dei commercialisti; antiriciclaggio: possibile pagare le fatture, per la rate di prassi commerciale, in contanti; detrazione spese per figli a carico che frequentano scuole di specializzazione


Novità fiscali del 06 marzo 2008


 






Indice:


 


1) Cambia la Tariffa professionale per i commercialisti: Previsti aumenti


 


2) Documenti del CNDC ed esperti contabili su commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio: Possibile pagare le fatture, per la rate di prassi commerciale, in contanti


 


3) Indagini finanziarie: Operazioni fuori conto. Dal 1/4/208 la comunicazione all’Anagrafe tributaria


 


4) Approvate le nuove schede per la scelta nel modello Unico 2008


 


5) Controlli formali: Istituiti i codici tributo per pagare, con F24, gli interessi sulle rate dovute


 


6) Imprese edili: Reverse charge anche per prestazioni di scarico e montaggio di terzi


 


7) Detrazione spese per figlia a carico che frequenta scuola di specializzazione


 


8) Brevi fiscali


 


 


1) Cambia la Tariffa professionale per i commercialisti: Previsti rilevanti aumenti


Ai propri clienti, é possibile applicare, in alternativa (ai compensi fissi, a percentuale sul volume affari e graduali) onorari “pre-concordati”.


La tariffa sarà unica per i professionisti iscritti alla sezione A del nuovo Albo Unico, cioè per i dottori commercialisti e i ragionieri commercialisti.


Per la contabilità semplificata, l’onorario minimo mensile da richiedere ai propri clienti passa da € 77,47 a € 120,00 (ai sensi dell’art. 33 della Nuova Tariffa).


L’onorario minimo per la redazione del bilancio passa € 516,46 a € 820,00 (art. 34).


Sono previsti anche aumenti per le funzioni di sindaco nelle società, infatti, la prima fascia minima passa da € 620,00 a 980,00 (art. 37).


Mentre l’onorario minimo per gli arbitrati sale da € 1.549, 37 ad  € 2.400,00 (art. 39).


L’onorario minimo per la costituzione di enti sociali sale ad € 820,00  (da € 516,46): Stessa cosa per le operazioni straordinarie (trasformazioni, fusioni, ecc.).


Dulcis in fundo, l’onorario minimo per la consulenza fiscale passa da € 1.032,91 a € 1.600,00.


Per cui tra consulenza fiscale e costo per contabilità semplificata la somma annuale minima che potrà essere chiesta al piccolo cliente può ammontare ad € 3.000,00.


Tuttavia, sarà possibile, come premesso sopra, concordare prima l’onorario, previo accordo tra cliente e professionista (“forza contrattuale tra le parti”).


In conclusione, occorre ancora attendere che la nuova suddetta Tariffa, proposta dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, venga approvata dal Ministero di Giustizia  (non vengono previsti i tempi). Nel frattempo è possibile continuare ad applicare le attuali tariffe (o dei Dottori commercialisti o dei Ragionieri commercialisti).


Proposta di TGtariffa professionale degli iscritti nell ‘albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili


Il Consiglio Nazionale nella seduta del 20-21 febbraio 2008 ha approvato la proposta di nuova tariffa professionale degli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ed il 04/03/2008 ha trasmesso il testo al Ministro della Giustizia, ai sensi dell’art. 29, comma 1, lettera n), D. Lgs. 28 giugno 2005, n. 139.


La tariffa, la proposta si limita a disciplinare i compensi spettanti per le attività professionali previste dall’art. i del D. Lgs. 139/2005 senza operare differenziazioni in relazione al titolo professionale dell’iscritto all’albo che le svolge.


La proposta di tariffa, pur mantenendo la struttura delle tariffe dei dottori commercialisti (DPR 10 ottobre 1994, n. 645) e dei ragionieri (DPR 6 marzo 1997, n. 100), contiene disposizioni innovative volte, non solo, a disciplinare gli onorari spettanti per le nuove attività previste dall’art. 1, D. Lgs. 139/2005, dalla riforma del diritto societario e dalla riforma del diritto fallimentare, ma anche a fornire una risposta normativa alle diverse incertezze e dubbi sorti nel corso degli anni in merito all’applicazione della tariffa.


I parametri monetari indicati nella proposta della tariffa sono stati determinati aggiornando gli onorari già presenti nelle tariffe dei dottori commercialisti e dei ragionieri secondo il coefficiente di adeguamento ISTAT per il periodo giugno 1991 — dicembre 2007 (+58,7%) ed indicando nuovi onorari, a solo titolo di proposta, per le nuove prestazioni contemplate nella tariffa.


Con particolare riguardo agli onorari specifici per l’assistenza tributaria, la costante evoluzione delle norme fiscali ha indotto, da un lato, a proporre una formulazione quanto più possibile generica e semplificata della tabella 2 allegata all’art. 47 (onorari specifici per l’assistenza tributaria); dall’altro, a prevedere che sarà compito del Consiglio Nazionale indicare, con cadenza biennale, i criteri applicativi in relazione alle diverse tipologie di dichiarazioni o di adempimenti in campo tributario.


Con riferimento ai compensi spettanti ai componenti del collegio sindacale si è chiarito che gli onorari spettanti ai sindaci devono essere determinati applicando il criterio dell’interpolazione lineare.


I compensi spettanti per le nuove funzioni previste dall’articolo 1 del D. Lgs. 139/2005, invece, sono stati disciplinati negli articoli 32 (revisioni contabili — controllo contabile), 53 (consulenza economico-finanziaria) e 54 (consulenze aziendali particolari).


In merito ai tempi relativi all’adozione della nuova tariffa è stato fatto notare che, ai sensi dell’art. 29, comma 1, lettera n), D. Lgs. 139/2005, il Consiglio Nazionale può solo proporre al Ministero della Giustizia la tariffa professionale, giacché permane in capo al Ministero la competenza ad emanare il provvedimento definitivo.


Per conseguenza non vengono previsti i relativi tempi di adozione.


Nel frattempo, in attesa dell’emanazione della nuova tariffa professionale, in considerazione del combinato disposto dell’art. 78, comma 1, D. Lgs. 139/2005 e dell’articolo 1 del DPR 10 ottobre 1994, n. 645 e del DPR 6 marzo 1997, n. 100, gli iscritti nella Sezione A “Commercialisti” possano continuare ad applicare le disposizioni contenute nelle tariffe professionali dei dottori commercialisti (DPR 10 ottobre 1994, n. 645) e dei ragionieri e periti commerciali (DPR 6 marzo 1997, n. 100).


 


 


2) Documenti del CNDC ed esperti contabili su commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio: Possibile pagare le fatture, per la rate da prassi commerciale, in contanti


Ad esempio per il pagamento di una fattura di 12.000,00 Euro (Iva compresa) effettuato in tre rate (es. 10,20,30 giorni) potrà continuare ad essere effettuato in contanti, giacché modalità di pagamento espressamente prevista nel documento ed usuale nella prassi commerciale.


Il Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili  nella seduta del 21/2/2008 ha approvato tre documenti relativi alla normativa sull’commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio che si trasmettono in allegato.


Detto Consiglio Nazionale ha riconfermato, nell’occasione ed all’unanimità, il proprio impegno per continuare a richiedere le necessarie modifiche delle vigenti disposizioni in materia, tuttavia ha ritenuto opportuno fornire un ausilio alla categoria predisponendo un documento destinato agli Ordini territoriali (Antiriciclaggio: il ruolo degli Ordini professionali alla luce del D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231), un documento destinato agli iscritti all’Albo (Antiriciclaggio: Gli adempimenti per i dottori commercialisti ed esperti contabili alla luce del D. Lgs. 21 novembre 2007 n. 231) ed un documento che gli iscritti devono inviare ai propri clienti (Antiriciclaggio: fac simile di informativa alla clientela, si veda in seguito).


Il D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 contiene numerose novità per i professionisti del settore giuridico-contabile, sia sotto il profilo degli adempimenti sia sotto quello sanzionatorio.


 Tra le modifiche di maggiore rilievo figurano:


• la sostituzione dell’obbligo di identificazione con quello di “adeguata verifica” della clientela;
• l’innalzamento a 15.000 euro della “soglia” oltre la quale scattano gli obblighi commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio;
• la previsione sia di procedure semplificate sia di misure rafforzate per l’adempimento dell’obbligo di adeguata verifica della clientela;


• l’adozione di un sistema di valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
• la possibilità di scelta tra archivio unico informatico e registro della clientela a tini a ntiriciclaggio;
• l’inclusione dei reati di terrorismo anche internazionale tra quelli che danno luogo all’obbligo di segnalazione;


• l’individuazione degli Ordini professionali quali possibili destinatari della segnalazione delle operazioni sospette.


Il presente documento intende fornire un quadro riepilogativo delle principali innovazioni introdotte dal legislatore delegato, con particolare attenzione agli obblighi di identificazione, di registrazione e conservazione dei dati e di segnalazione delle operazioni sospette gravanti sulla c ategoria dei dottori commercialisti ed esperti contabili.
Entrata in vigore


Il d.lgs. 231/2007 è entrato in vigore il 29 dicembre 2007, al termine della normale vacatio legis.
Non tutte le norme contenute nel decreto sono immediatamente applicabili, essendo espressamente prevista l’emanazione di più provvedimenti attuativi.


Per tale motivo il Ministero dell’economia e delle finanze, con la circolare 19 dicembre 2007, prot. 125367, ha specificato che, fino all’adozione di detti provvedimenti attuativi restano in vigore, in quanto compatibili, le disposizioni emanate in attuazione della disciplina abrogata: con particolare riferimento ai professionisti, si tratta del D.m. 3 febbraio 2006 n. 141 e delle relative istruzioni operative (provvedimento UIC 24 febbraio 2006).


La stessa circolare ha fornito alcune “linee guida” essenziali per raccordare le vigenti diposizioni applicative al nuovo testo di legge.






Fac simile di lettera informativa da inviare ai clienti


 






Spett.le
OGGETTO: Antiriciclaggio


Gentile Cliente,


Con il D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231, pubblicato nella G.U. n. 290 SO n. 267 del 14 dicembre 2007, è stata modificata la normativa in oggetto, sia con riferimento ai destinatari, sia con riferimento all’oggetto e modalità degli adempimenti.


Di seguito sintetizziamo le più importanti novità.


• Trasferimento di denaro contante (art. 49)


Il comma 1, dell’art. 49, dispone che, con decorrenza 30 aprile 2008, è vietato il trasferimento tra soggetti diversi di denaro contante o di titoli al portatore, quando il valore dell’operazione, anche frazionata, è complessivamente pari o superiore a 5.000,00 euro.


Per operazione frazionata si intende un’operazione unitaria sotto il profilo economico, posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori a 5.000,00 euro, effettuata in momenti diversi.


Si ritiene che, di norma, il pagamento di una fattura ad es. per 12.000,00 Euro (Iva compresa) effettuato in tre rate (es. 10,20,30 giorni) potrà continuare ad essere effettuato in contanti, in quanto modalità di pagamento espressamente prevista nel documento ed usuale nella prassi commerciale.


Assolutamente da evitare saranno, di contro, i prelevamenti o finanziamenti ravvicinati in contanti, seppur sottosoglia, fra soci e società, (siano esse di capitali o di persone) se le operazioni vanno, complessivamente, ad eguagliare o superare i 5.000,00 euro.


In particolare nei casi di prelevamenti/versamenti in contanti fra soci e società appare quindi assolutamente opportuno utilizzare movimentazioni in conto corrente mentre le operazioni in contanti, che cumulativamente eccedessero i 5.000 €, sono possibili  unicamente se derivanti da delibere distinte per ciascuna operazione (o scambio di corrispondenza antecedente all’operazione fra soci e società recante data certa).


• Nuova disciplina su assegni (art. 49)


I commi da 4 a 11 deIl’art. 49 sanciscono, con decorrenza 30 aprile 2008, novità di rilievo in materia di emissione e circolazione di assegni bancari e circolari.


In sintesi:


I moduli di assegni devono essere muniti della clausola di non trasferibilità, fin dal momento del rilascio.


Gli assegni bancari o circolari in forma libera possono essere rilasciati previa richiesta scritta e pagamento, a titolo di imposta di bollo, di una somma di 1,50 euro per ogni assegno, possono essere utilizzati solo per importi inferiori a 5.000,00 euro e, per ciascuna girata, deve essere apposto, a pena di nullità, il codice fiscale del girante.


Lo sbarramento dell’assegno non è idoneo a conseguire la finalità di intrasferibilità richiesta dalla legge, perché l’assegno sbarrato può circolare mediante girata.


Gli assegni bancari o postali emessi all’ordine del traente (con intestazione m.m. o a me stesso) potranno essere girati unicamente dal traente per l’incasso presso una banca o Poste Italiane Spa, senza quindi ulteriori possibilità di girata del titolo a mezzo girata.


Gli uffici dell’amministrazione finanziaria e la guardia di finanza potranno chiedere alla Banca o a Poste italiane SpA i dati identificativi ed il codice fiscale dei soggetti ai quali siano stati rilasciati moduli di assegni bancari o postali in forma libera o che abbiano richiesto assegni circolari o vaglia postali in forma libera nonché di tutti i giratari e di coloro che li abbiano presentati all’incasso.


Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore deve essere inferiore a 5.000,00 euro e, se superiore, i libretti devono essere estinti entro il 30 giugno 2009 ovvero il saldo deve essere ridotto sotto la soglia.


• Obblighi di comunicazione per i professionisti (art. 51)


I soggetti destinatari della normativa commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio (banche, intermediari finanziari, professionisti, società di revisione etc.) hanno l’obbligo di comunicare al MEF la notizia di infrazioni alle disposizioni sulle limitazioni all’uso del contante, di cui hanno notizia nello svolgimento della loro attività.


L’art. 51 del decreto in commento evidenzia, in particolare che i professionisti, in relazione ai loro compiti di servizio e nei limiti delle loro attribuzioni, (e quindi anche nelle veste di tenutari delle scritture contabili) hanno l’obbligo, di comunicare le infrazioni in trattazione al MEE o, (più frequentemente) ai Dipartimenti provinciali dei servizi vari (per infrazioni al di sotto dei 250.000 Euro).


L’art. 58, comma, 7, del d.lgs. in commento, conferma, in capo al professionista la sanzione amministrativa pecuniaria dal 3 aI 30 % dell’importo non segnalato, (dall’ 1 al 40% invece la sanzione prevista per chi commette l’illecito) qualora tali irregolarità vengano accertate dagli organi competenti (di norma la GDF).


• Obblighi di adeguata verifica della clientela (art. 15 e segg.)


Oltre all’identificazione del cliente, che richiede allo stesso di fornire al consulente tutti i propri dati personali unitamente ad un documento di riconoscimento in corso di validità, a partire dallo scorso 29 dicembre è richiesta al professionista una adeguata verifica della clientela.


Tale procedura richiede:


1) la verifica dell’identità dell’eventuale titolare effettivo.


Si intende per titolare effettivo la persona fisica che in ultima istanza possiede o controlla il cliente, attraverso il possesso di una percentuale superiore al 25% più uno, ovvero controlla in altro modo la direzione di una entità giuridica, nonché la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione.


2) l’acquisizione di informazioni sullo scopo e natura del rapporto, nonché lo svolgimento di un controllo costante, nel corso del rapporto, anche in merito alla compatibilità dell’operazione con la conoscenza dell’attività svolta, avendo riguardo, se necessario, all’origine dei fondi.


Il Ministero dell’Economia potrà adottare disposizioni attuative.


Va ricordato, a riguardo, che qualora il cliente non fornisca al professionista informazioni sullo scopo e sulla natura prevista dal rapporto continuativo o dalla prestazione professionale lo stesso cliente è punito con l’arresto da sei mesi a tre anni e con l’ammenda da 5.000 a 50.000 Euro (d.lgs 231 /07 art. 55, comma 3).


• Obblighi di registrazione (art. 36 e segg.)


I professionisti (a seguito della emanazione di futuri decreti attuativi) e i soggetti che forniscono servizi analoghi in materia di contabilità e tributi, sono obbligati alla tenuta di un Archivio Unico Informatico, o in alternativa di un registro della clientela cartaceo, ovvero gestito a mezzo di strumenti informatici, nel quale riportare le informazioni relative


ai clienti. In ogni caso, sarà obbligatoria la tenuta di un “fascicolo del cliente” in cui raccogliere copie della documentazione attinente al rapporto professionale.


Tutto il predetto materiale deve essere conservato per dieci anni.


Dovranno essere registrati:


– la data di instaurazione del rapporto;


– i dati identificativi del cliente e le generalità dei delegati;


– se si tratta di operazioni di importo pari o superiore a 15.000,00 euro, anche se collegate o frazionate, anche la causale, la tipologia dell’operazione ed i mezzi di pagamento.


Si definiscono operazioni collegate quelle che, pur non costituendo esecuzione del medesimo contratto, sono tra di loro connesse per il soggetto che le esegue, l’oggetto e lo scopo cui sono dirette.


Segnalazione di operazioni sospette (art. 41 e segg.)


Viene ribadito l’obbligo per i professionisti di effettuare specifiche segnalazioni su operazioni sospette commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio ed in merito al finanziamento del terrorismo (d.lgs 109/07) che dovessero venire ad evidenza nell’ambito del rapporto professionale con il cliente. L’individuazione delle stesse si basa, oltre che sulla specifica conoscenza del cliente e dell’operazione, anche sulla scorta di specifici indicatori di anomalia” che vengono emanati e periodicamente aggiornati da parte degli organi preposti.


• Utilizzo a fini fiscali (art. 36)


I dati registrati sono utilizzabili a fini fiscali, sia al termine degli approfondimenti in esito a segnalazione di operazioni sospette, sia quando acquisiti nell’ambito dell’attività di controllo svolta dalla Guardia di Finanza.


• Società fiduciarie (art. 11)


Le società fiduciarie vengono qualificate quali intermediari finanziari e quindi sottoposte agli stessi obblighi di identificazione, verifica della clientela e segnalazione delle operazioni sospette.
Nei rapporti con le banche o altri intermediari finanziari Qualificati, nonché con i professionisti, le fiduciarie dovranno indicare ai fini commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio il nome del beneficiano per conto del Quale effettuano le operazioni.


• Anagrafe dei rapporti (art 63)


Le Holding di partecipazione (ex art. 113 TUB) sono ora escluse dagli adempimenti commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio.


Tuttavia, permane in capo a tali soggetti l’obbligo di comunicazione all’Anagrafe Tributaria, di tutti i rapporti in essere ed in particolare le partecipazioni, le associazioni in partecipazione, i finanziamenti ricevuti ed effettuati, i prestiti obbligazionari emessi o sottoscritti, il cash pooling, il rilascio di garanzie, le lettere di patronage.


Devono ora essere registrate e comunicate anche le operazioni compiute al di fuori dei rapporti continuativi (operazioni fuori conto con le banche) ed i dati dei soggetti che intrattengono con gli operatori finanziari rapporti od effettuano operazioni per conto o a nome di terzi.


Tanto premesso, vi raccomandiamo di prestare la massima attenzione alle situazioni dianzi evidenziate.


Distinti saluti


Dr………..


 


 


 


3) Indagini finanziarie: Operazioni fuori conto. Dal 1/4/208 la comunicazione all’Anagrafe tributaria


Tutto pronto per la comunicazione all’Anagrafe tributaria, da parte degli operatori finanziari, dei dati relativi alle cosiddette operazioni extra-conto e dei soggetti che intrattengono con gli operatori qualsiasi altro rapporto in nome proprio o per conto o a nome di terzi. E’ stato infatti pubblicato il 5/3/2008 il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che stabilisce le modalità e i termini per la comunicazione dei dati sulle operazioni fuori conto e sulle deleghe.


Tutte operazioni, queste, che finora non erano censite nell’archivio dei conti e che a partire dal 1/4/2008 confluiranno, integrandone le informazioni, nell’apposita sezione dell’Anagrafe Tributaria, denominata Archivio dei rapporti finanziari.


In particolare, L’Agenzia delle Entrate ha disposto, in attuazione dell’art. 7, comma 6, D.P.R. n. 605/1973, modificato dall’art. 63, comma 1, D.Lgs. n. 231/2007, le modalità e i termini di comunicazione dei dati relativi all’esistenza delle operazioni extra­conto e dei soggetti che intrattengono con gli operatori finanziari qualsiasi altro rapporto in nome proprio o per conto o a nome di terzi.


I dati confluiranno, integrandone le informazioni, nell’apposita sezione dell’Anagrafe Tributaria, denominata Archivio dei rapporti finanziari.


Gli operatori finanziari devono comunicare le seguenti informazioni: 


– L’esistenza di operazioni di natura finanziaria al di fuori di un rapporto continuativo, compiute in nome proprio o per conto o a nome di terzi, unitamente ai dati identificativi, compreso il codice fiscale, dei soggetti che le effettuano. L’esistenza di tali operazioni viene comunicata una sola volta, per ciascun anno solare, in occasione della prima operazione compiuta;


– i dati identificativi, compreso il codice fiscale, dei soggetti che intrattengono con gli operatori finanziari qualsiasi altro rapporto in nome proprio o per conto o a nome di terzi;


– i dati relativi alla natura del rapporto e la data di apertura, modifica e chiusura.


Le comunicazioni delle suddette operazioni e dei dati anagrafici, compiute a partire dal 1° gennaio 2005 fino al 31 dicembre 2007, andranno effettuate a decorrere dal 1° aprile 2008 ed entro il 30 giugno 2008.


Per le operazioni fatte dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2008, le comunicazioni andranno effettuate entro il 31 luglio 2008 (più tempo quindi per i primi sei mesi del 2008).


Le successive comunicazioni, relative a ciascun mese vanno effettuate entro il mese successivo.


Riguardo le modalità di trasmissione gli operatori finanziari trasmetteranno i dati indicati, utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline in relazione ai requisiti da essi posseduti per la trasmissione telematica delle dichiarazioni.


Per effettuare la trasmissione telematica delle comunicazioni gli operatori finanziari sono tenuti ad utilizzare i prodotti software di controllo distribuiti gratuitamente dall’Agenzia delle


Entrate, al fine di verificare la congruenza dei dati comunicati con quanto previsto dalle specifiche tecniche.


La sicurezza


I dati e le notizie che pervengono all’Anagrafe Tributaria verranno raccolti e ordinati su scala nazionale al fine della valutazione della capacità contributiva e nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei contribuenti.


In particolare, il trattamento dei dati acquisiti viene riservato esclusivamente agli operatori incaricati dei controlli, le cui transazioni sono compiutamente tracciate.


Tutte queste informazioni saranno inoltre archiviate in un’apposita sezione dell’Anagrafe Tributaria e saranno trattati secondo il principio di necessità.


Dunque, esclusivamente nei casi dei soggetti nei cui confronti sono avviate le attività istruttorie per l’esecuzione delle indagini finanziarie, e previa apposita autorizzazione.


(Provvedimento Agenzia delle Entrate 29/02/2008, n. prot. 2008/31934 e Comunicato Stampa del 05/03/2008)


 


 


 


4) Approvate le nuove schede per la scelta dell’8 e del 5 per mille e le integrazioni ai modelli UNICO 2008


Pronte le nuove schede per la scelta della destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille dell’ Irpef e le ultime integrazioni ai modelli Unico 2008.


Con due provvedimenti firmati il 4/3/2008 e pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono state recepite le novità introdotte dal cosiddetto decreto milleproroghe di recente varato dal Parlamento.


L’integrazione delle schede si è resa necessaria a seguito delle disposizione dell’art. 45 del decreto, che ha esteso, per il 2008, alle associazioni sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI a norma di legge e alle fondazioni nazionali di carattere culturale, la possibilità di essere destinatarie della devoluzione di una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.


L’integrazione ha riguardato pertanto le schede presenti nella certificazione unica Cud 2008, nel modello 730/2008 e nel modello Unico Persone Fisiche 2008.


Con particolare riferimento alla scheda del Cud 2008, nell’art. 3 del provvedimento, è stato previsto che i datori di lavoro provvederanno al rilascio della nuova scheda solo in caso di richiesta da parte del dipendente.


Il secondo provvedimento, ha riguardato alcune modifiche delle istruzioni e dei modelli di dichiarazione “Unico PF 2008”, “Unico SP 2008”, “Unico ENC 2008” ed “Unico SC 2008”. Le integrazioni si sono rese necessarie per adeguare i  modelli Unico 2008, approvati il 31 gennaio scorso, alle disposizioni normative e di prassi che sono intervenute successivamente a tale data tra le quali quelle contenute nel decreto milleproroghe.


Con l’occasione, il provvedimento è stato utilizzato per correggere alcuni errori materiali riscontrati successivamente alla pubblicazione sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate dei predetti modelli.


Dal 5/3/2008, per una migliore consultazione da parte degli operatori e dei contribuenti, viene resa disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it la versione aggiornata dei modelli oggetto delle integrazioni e delle rettifiche.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 4/3/2008)


 


 


5) Controlli formali: Istituiti i codici tributo per pagare, con F24, gli interessi sulle rate dovute


E’ stato istituito il codice tributo per il versamento con il modello F24 degli interessi sui pagamenti rateizzati delle somme dovute a seguito dei controlli formali.


La  norma prevede la possibilità di rateizzare le somme dovute a seguito dei controlli automatici.


Gli importi dovuti, se superiori a duemila euro, possono essere versati in un numero massimo di sei rate trimestrali di pari importo; se superiori a cinquemila euro, possono essere dilazionati in un numero massimo  i venti rate trimestrali di pari importo; se superiori a cinquantamila euro possono essere versati in un numero massimo di venti rate trimestrali di pari importo previa prestazione delle garanzie previste dalla legge, che devono essere prodotte all’ufficio entro dieci giorni dal versamento della prima rata.


La prima rata deve essere versata entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione inviata dall’Agenzia.


Le rate trimestrali successive alla prima scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre e sulle stesse sono dovuti interessi calcolati ad un tasso del 3,5% annuo.


Per consentire il pagamento degli interessi, mediante il modello F24, sulle somme dovute ai sensi dell’art. 36 ter del DPR n. 600/73 in forma rateizzata, è stato istituito il seguente codice tributo:


“9007” denominato ” Interessi sul pagamento in forma rateale delle somme dovute a seguito del controllo formale di cui all’art. 36 ter del D.P.R. 600/73″


Tale codice tributo va esposto nella sezione Erario esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito ve


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