Novità fiscali del 25 marzo 2008. In evidenza: costi di pubblicità indeducibili se incongrui; assegni bancari e libretti al portatore; premio fedeltà agenti di commercio


 






Indice:


 


1) Bilancio IFRS: Trattamento contabile TFR dopo la riforma previdenziale


 


2) Costi di pubblicità: Indeducibili se incongrui e palesemente antieconomici


 


3) Antiriciclaggio: Assegni e Libretti al portatore, novità dal 30/4/2008


 


4) Indagini finanziarie – Operazioni extra-conto


 


5) Tenuta del registro per l’autotrasporto


 


6) Agenti: Deducibile il premio fedeltà


 


7) Partita IVA: Obbligo di pubblicazione sul sito web anche per gli Ordini professionali


 


8) Enti del volontariato: Al via la raccolta dei dati per i pagamenti del 5 per mille 2006


 


9) IRAP – Deducibilità dei costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo


 


10) Altre Notizie fiscali


 


 


1) Bilancio IFRS: Trattamento contabile TFR dopo la riforma previdenziale


Alla risposta posta da una società Alfa (che redige il proprio bilancio individuale in base agli IFRS, con valutazione del TFR affidata a un attuario esterno alla società e con le differenze. attuariali emerse alla fine di ogni esercizio,  interamente contabilizzate a conto economico), alla luce della riforma previdenziale che ha modificato il regime del TFR a partire dal 1° gennaio 2007, qual è il trattamento contabile previsto per il TFR maturato durante l’esercizio 2007, nel bilancio al 31 dicembre 2007 ?


L’autrice ha cosi risposto:


“La recente riforma previdenziale che ha modificato, tra l’altro, il funzionamento del trattamento di fine rapporto di lavoro dipendente (TFR), ha determinato, ai fini dell’applicazione dello IAS 19, Employee Benefits, la modifica della natura del debito per TFR nel bilancio IFRS. Non si tratta più, infatti, di un “defined benefit plan”, ma di un “defined contribution plan”. La modifica vale, tuttavia, solo per la porzione di TFR che matura dal 1° gennaio 2007 in avanti. Il “vecchio TFR”, invece, continua ad essere un piano a benefici definiti e, come tale, necessita ancora di una valutazione attuariale.


La Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge finanziaria 2007) ha modificato, tra le altre cose, il regime previdenziale per quanto attiene il trattamento di fine rapporto di lavoro dipendente (TFR).


Per le imprese che adottano gli IFRS per la predisposizione del proprio bilancio di esercizio e consolidato, tenute pertanto a rispettare quanto stabilito dallo IAS 19, Employee Benefits, cambia il trattamento contabile della passività per TFR finora rilevata.


Il TFR, infatti, prima della riforma, era considerato, ai sensi dello IAS 19, un piano a benefici definiti (defined benefit plan) e, come tale, doveva essere valutato in base a ipotesi attuariali che tenevano conto, ad esempio, di età, sesso, grado di morbilità e mortalità dei dipendenti, nonché della loro permanenza media in azienda e delle possibilità di avanzamenti di carriera.


Il tutto, inoltre, doveva essere attualizzato in base a un tasso di sconto che tenesse conto del valore temporale del denaro e di un adeguato livello di rischio.


A seguito della riforma previdenziale in parola, solo l’importo di TFR maturato fino alla data del 31 dicembre 2006 deve continuare a essere considerato un piano a benefici definiti, in base allo IAS 19, benché la determinazione del suo valore non debba più tenere conto di alcune delle ipotesi attuariali precedentemente considerate, come ad esempio degli avanzamenti di carriera e degli aumenti salariali legati all’anzianità.


Le differenze attuariali che comunque si determineranno alla fine degli esercizi successivi al 1 gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma) dovranno continuare a essere calcolate e rilevate a bilancio secondo il trattamento contabile precedentemente adottato.


Nel caso di specie, poiché tali differenze erano interamente contabilizzate a conto economico, esse continueranno ad esserlo anche dopo il 1° gennaio 2007.


Per quanto concerne il TFR che matura dal 1° gennaio 2007 in avanti, destinato, in base alle scelte del lavoratore, al fondo tesoreria dell’INPS o ad altri fondi pensione privati, esso è un piano a contribuzione definita, secondo lo IAS 19, e come tale l’azienda registrerà a conto economico i relativi contributi maturati nell’esercizio, provvedendo a versarli all’INPS o ad altri fondi pensione in base alle scadenze stabilite con l’ente previdenziale.


Alla fine dell’esercizio, pertanto, se tutti i versamenti dei contributi di competenza saranno già stati effettuati, non dovrà essere registrata alcuna passività.”


(Claudia Mezzabotta in “Primo Piano” Ipsoa, NewsLetter del 21/3/2008)


 


 


2) Costi di pubblicità: Indeducibili se incongrui e palesemente antieconomici


Non sono deducibili i costi sostenuti da una società (che, nella specie, ha stipulato un “contratto di promozione immagine”) quando, in considerazione dell’attività di commercio all’ingrosso svolta dalla società e della tipologia di clientela, costituita da imprenditori del settore alimentare e ristorazione (e non dal pubblico indistinto dei possibili consumatori finali), il veicolo pubblicitario scelto – e, conseguentemente, il costo sopportato – risulti incongruo, in base alla comune esperienza, agli obiettivi aziendali e dunque irrazionale da un punto di vista imprenditoriale in quanto palesemente antieconomico.


(Commissione tributaria provinciale Reggio Emilia, Sentenza, Sez. I, 05/03/2008, n. 23, in Ipsoa, NewsLetter del 21/3/2008)


 


 


3) Antiriciclaggio: Assegni sorvegliati speciali


Tutto pronto per l’applicazione dei nuovi limiti all’uso degli assegni diposti dalla normativa antiriciclaggio ed in vigore dal 30 aprile.


Una circolare del Ministero dell’Economia ha chiarito alcune questioni emerse dopo l’approvazione del D.Lgs n. 231/2007 relative all’art. 49 che rivoluziona il regime di circolazione della moneta e dei titoli al portatore.


Dal prossimo 30/4/2008 gli assegni di importo superiore a 5 mila euro richiederanno l’apposizione della clausola di non trasferibilità. In ogni caso gli assegni nasceranno tutti non trasferibili.


Per i carnet già rilasciati entro il 30/4/2008 la clausola sarà apposta direttamente dal soggetto emittente.


Invece potranno superare l’importo di 5.000 euro gli assegni all’ordine del traente (a me medesimo) considerato che solo quest’ultimo soggetto potrà negoziarli.


In caso di girata non consentita le banche e le poste saranno tenute a comunicare al Ministero l’infrazione, ma potranno pagare il titolo in presenza di girate regolari.


I soggetti che chiederanno alle banche (per iscritto) il rilascio di un carnet di assegni liberi (trasferibili) dovranno pagare un’imposta di bollo pari a 1,50 euro per ogni assegno.


Invece i carnet già rilasciati entro il 29/4/2008, anche se gli assegni saranno emessi successivamente, non devono scontare il bollo.


I titoli trasferibili potranno essere emessi entro la soglia massima di 5 mila euro.


Invece quelli emessi entro il 29/4/2008 aprile sotto i 12.500 euro potranno essere incassati anche successivamente.


Gli assegni entro la soglia di 5 mila euro rimarranno liberamente trasferibili purché ogni girata riporti il codice fiscale del girante.


In mancanza del codice fiscale la girata renderà il titolo non pagabile ed inficerà anche le girate successive.


Per le persone giuridiche la girata deve essere apposta dal legale rappresentante, ma il codice fiscale sarà quello della società.


Libretti al portatore più snelli dal 30/4/2008


I libretti al portatore dovranno fare i conti con i nuovi limiti alla circolazione previsti dal D.Lgs n. 231/2007. Infatti le novità in materia di antiriciclaggio impongono di ridurre il saldo sotto i 5 mila euro ed introducono un monitoraggio sui trasferimenti.


Il libretto al portatore è uno strumento che può circolare liberamente di mano in mano. Chiunque ne possieda uno può effettuare operazioni presso una banca facendosi semplicemente identificare.


Per tale ragione le disposizioni in materia di antiriciclaggio sono intervenute, quindi per contrastare il rischio che i libretti possano rappresentare lo strumento per veicolare in modo anonimo capitali.


Il Decreto n. 231 ha stabilito un tetto massimo del saldo pari a 5 mila euro in luogo di quello precedente pari a 12.500 euro.


Ci sarà tempo fino al 30 giugno del 2009 per regolarizzare riducendo il saldo entro la soglia o per estinguere il libretto.


La circolare del Ministero dell’Economia ha dissipato il 20/3/2008 alcuni dubbi relativi alla nuova disciplina.


E’ stato innanzitutto chiarito che la data del 30/6/2009 è fissata per regolarizzare tutti i titoli di importo superiore a 5 mila euro emessi prima del 30 aprile del 2008, data di entrata in vigore dei nuovi limiti all’uso del contante e dei titoli al portatore.


Conseguentemente i libretti emessi dal 30/4/2008 in poi non possono mai superare la soglia di 5 mila euro.


Chi supera il limite fissato per il saldo verrà punito con una sanzione pecuniaria dal 20% al 40% del saldo stesso.


Invece per la mancata regolarizzazione entro il 30/6/2009 si applica la sanzione dal 10% al 20% del saldo.


(Ranieri Razzante e Giampaolo Conforti, in Il Sole 24 Ore del 21/3/2008)


 


 


4) Indagini finanziarie – Operazioni extra-conto: Modificata la tabella relativa ai tipi di rapporto


A seguito della pubblicazione del provvedimento 29 febbraio 2008 (che stabilisce modalità e termini di comunicazione dei dati relativi all’esistenza delle operazioni extra-conto), è stata modificata la tabella “Tipi di rapporto”, allegata al provvedimento 12 novembre 2007.


Nelle risposte alle indagini finanziarie via posta elettronica certificata possono essere indicate le operazioni fuori conto.


Un comunicato dell’Agenzia delle Entrate spiega l’avvenuto allineamento dei codici per le operazioni riportate nel provvedimento sulle indagini finanziarie e quelli indicati per le comunicazioni all’archivio dei rapporti.


(Avviso Agenzia delle Entrate del 20/03/2008)


 


 


5) Tenuta del registro per l’autotrasporto


Il Ministero del Lavoro, dopo le precisazioni della Nota n. 1625 del 30/1/2008, con la nota del 19/3/2008, ha fornito ulteriori chiarimenti riguardo la tenuta del registro per l’autotrasporto (art. 8 D.Lgs. n. 234/2007), cui sono obbligati gli autotrasportatori per il trasporto su strada di merci, effettuato da veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate, e di passeggeri, effettuato con veicoli idonei a trasportare più di nove persone compreso il conducente.


Riguardo le modalità di tenuta del registro il Ministero ha ricordato che:


– si può utilizzare solo il libro presenze, purché vidimato dall’Istituto assicuratore e dalla Direzione provinciale del lavoro, che potrà limitarsi a contrassegnare l’ultima pagina del registro;


– è possibile tenere il registro anche tramite fogli mobili e su supporti informatici;


– si può procedere alle registrazioni mensilmente, evidenziando le ore complessive di lavoro ordinario e straordinario svolte;


– tutta la documentazione dei cronotachigrafi analogici e digitali deve essere conservata.


(Notiziario Seac del 21/3/2008)


 


 


6) Agenti: Deducibile il premio fedeltà


Sono deducibili dall’imponibile i premi fedeltà che le imprese elargiscono ai propri agenti.


La Corte di cassazione, con la sentenza 7340 del 19 marzo 2008, ha rovesciato la precedente decisione della commissione tributaria regionale e inerente i premi ai dipendenti.


La sezione tributaria della Suprema Corte ha riportato nella sfera della deducibilità dall’imponibile il premio fedeltà pagato ai propri agenti.


La vicenda aveva preso le mosse da una banca che aveva stipulato una polizza in favore dei propri agenti, polizza contenente il premio fedeltà.


Sono, quindi, deducibili i premi fedeltà corrisposti da una società ai propri agenti.


Si tratta di costi dotati di inerenza (che non rispondono a finalità personali dell’imprenditore o comunque non sono estranei all’esercizio di impresa), certezza e determinabilità.


(Debora Alberici, in Italia Oggi del 21/03/2008)


 


 


7) Partita IVA: Obbligo di pubblicazione sul sito web anche per gli Ordini professionali


Gli ordini professionali in possesso della posizione IVA sono tra i soggetti destinatari dell’obbligo di pubblicare il numero di partita Iva sul proprio sito web istituzionale.


Si fa presente, infine, che il mancato adempimento a tale obbligo comporta una sanzione amministrativa da un minimo di euro 258,22 sino ad un massimo di euro 2.065,83 [art.11 comma 1, lettera a) del D.Lgs n. 471/97].


Viene richiamata l’attenzione sulle disposizioni normative che regolano l’obbligo di pubblicazione del numero di partita Iva sul sito web di ciascun Ordine che sia titolare di posizione IVA, alla luce di quanto precisato dall’Agenzia delle entrate con la Risoluzione n. 60/E del 16 maggio 2006.


Nello specifico l’art. 35 del DPR n. 633/1972 prevede che: “l’ufficio (Ufficio locale della Agenzia delle Entrate o Ufficio Provinciale Iva) attribuisce al contribuente un numero di partita Iva che deve essere indicato nelle dichiarazioni, nella home-page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto”.


L’Agenzia delle Entrate è successivamente intervenuta in proposito con la citata risoluzione chiarendo che l’obbligo in oggetto “rileva per tutti i soggetti passivi Iva, a prescindere dalle concrete modalità di esercizio dell’attività.


Di conseguenza, quando un soggetto Iva dispone di un sito web relativo all’attività esercitata, quand’anche utilizzato solamente per scopi pubblicitari, lo stesso tenuto ad indicare il numero di partita Iva, come chiaramente disposto dall’art. 35, comma 1”.


(Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili, informativa n. 15/08 del 19/3/2008)


 


 


8) Enti del volontariato: Al via la raccolta dei dati per i pagamenti del 5 per mille 2006


Il Ministero della Solidarietà sociale e l’Agenzia delle Entrate hanno raggiunto un’intesa che permetterà – a partire dal mese di maggio 2008 – l’effettiva erogazione dei pagamenti del 5 per mille 2006 destinati agli enti del volontariato.


5 per mille, da maggio via ai pagamenti per enti volontariato


Intesa tra Ministero della Solidarietà Sociale e Agenzia delle Entrate.


Tutto pronto per l’avvio delle procedure per il pagamento del 5 per mille 2006 agli enti del volontariato.


Sarà l’Agenzia delle Entrate a fornire il supporto tecnico informatico per la predisposizione dei mandati.


E’ quanto prevede un’intesa raggiunta tra Ministero della Solidarietà Sociale e Agenzia, che permetterà l’effettiva erogazione dei 192 milioni di euro destinati al volontariato a partire dal prossimo mese di maggio.


Pagamenti: al via il coordinamento tra Entrate e Ministero Solidarietà- In base all’intesa, l’Agenzia provvederà alla raccolta dei dati delle coordinate bancarie e postali degli enti, fornendo altresì il supporto tecnico-operativo necessario all’emissione dei mandati di pagamento mediante accredito su conto corrente.


Da maggio via libera ai pagamenti con cadenza mensile – L’operazione di raccolta dati inizierà oggi 21 marzo e, a partire dal mese di maggio, con cadenza mensile, saranno effettuati i pagamenti a favore di quanti hanno comunicato i dati IBAN.


Istruzioni per l’uso: come fornire le coordinate bancarie postali – Sono stati attivati diversi canali per la fornitura dei dati richiesti per l’avvio dei pagamenti. I rappresentanti degli enti possono:


– accedere ai servizi telematici (richiedendo il pincode) e utilizzare l’apposita procedura;


– recarsi presso un ufficio dell’Agenzia e consegnare l’apposito modello scaricabile dal sito www.agenziaentrate.gov.it;


– fornire i dati delle coordinate IBAN nel modello di iscrizione al 5 per mille 2008.


Per i soggetti che non comunicano le coordinate o che non dispongono di conto corrente, l’erogazione avverrà con diversa modalità (es. vaglia cambiario della Banca d’Italia).


In calendario anche il pagamento del 5 per mille 2007 – Con le medesime modalità, nel secondo semestre di quest’anno, saranno avviati anche i pagamenti delle somme del 5 per mille per l’anno 2007, non appena verranno determinati gli importi e resi disponibili i fondi.


Durata biennale dell’Intesa – L’accordo raggiunto tra il Ministero e l’Agenzia avrà durata biennale e prevede il pagamento del contributo anche per quegli enti (associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni nazionali di carattere culturale) ammessi al beneficio da recenti disposizioni normative.


(Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 21/03/2008)


 


 


9) IRAP – Deducibilità dei costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo


Ai fini IRAP, la deduzione dei costi per il personale addetto alla ricerca e sviluppo spetta – oltre che per il personale impiegato specificamente nella attività di ricerca – anche per il personale addetto all’assistenza sanitaria (e ausiliaria) prestata in settori medici in relazione ai quali viene svolta attività di ricerca (con l’esclusione, quindi, del personale eventualmente impiegato nell’assistenza ospedaliera generica o riferibile a settori medici per i quali non viene svolta attività di ricerca, ancorché specialistici).


L’Agenzia delle Entrate ha rilevato che, secondo quanto previsto dall’art. 11, comma 1, lettera a), n. 5, del D.lgs. 446/1997, gli istituti di ricovero e cura che perseguono anche finalità di ricerca possono dedurre dalla base imponibile Irap le spese sostenute per il personale utilizzato, a condizione che l’effettività dei costi sia attestata dal presidente del Collegio sindacale o da un professionista abilitato.


Ha poi chiarito che, per usufruire del beneficio, è necessario che il personale sia impiegato direttamente nell’attività di ricerca e sviluppo dedicandosi, per esempio, a un particolare progetto, oppure presti la propria opera in settori medici legati alla ricerca da una specifica utilità.


La ricerca nel campo medico, oltre all’attività di laboratorio e di diagnosi e terapia, deve comprendere necessariamente anche quella di studio per la stesura e verifica di protocolli di diagnosi e cura (sentenza della Corte costituzionale n. 338/94).


Pertanto, sono esclusi dal beneficio i costi relativi al personale che è addetto all’assistenza sanitaria in settori per i quali non viene svolta attività di ricerca, come ad esempio le prestazioni di laboratorio effettuate a pazienti non ricoverati.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 20/03/2008, n. 107/E)


 


 


10) Altre Notizie fiscali


 


Banche – Nuove disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e corporate governance


Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove disposizioni di vigilanza emanate dalla Banca d’Italia in materia di organizzazione e governo societario delle banche.
Le disposizioni – che delineano un quadro normativo organico e integrato con i recenti interventi che attribuiscono all’organizzazione un ruolo centrale nella definizione delle strategie aziendali e delle politiche di gestione e controllo dei rischi tipici dell’attività bancaria e finanziaria – perseguono obiettivi generali quali:


– la chiara distinzione delle funzioni e l’appropriato bilanciamento dei poteri;


– l’equilibrata composizione degli organi;


– un sistema dei controlli integrato ed efficace;


– meccanismi di remunerazione coerenti con le politiche di gestione del rischio e le strategie di lungo periodo;


– flussi informativi idonei a consentire scelte gestionali consapevoli.


La disciplina interessa trasversalmente tutti i sistemi di amministrazione e controllo; previsioni specifiche sono rivolte al modello dualistico nelle sue diverse articolazioni.
Banche e gruppi bancari dovranno verificare la coerenza dei propri assetti di governo con le nuove disposizioni e realizzare gli eventuali interventi correttivi entro il termine del 30 giugno 2009.


(Comunicato Banca d’Italia 20/03/2008, G.U. 20/03/2008, n. 68, in Ipsoa del 21/3/2008)


 


 


TU sicurezza: Via libera della Camera e del Senato


La XI Commissione (Lavoro) del Senato della Repubblica ieri 20 marzo ha approvato a maggioranza lo schema di Decreto legislativo che, in attuazione dell’articolo 1, comma 2 della legge n. 123/2007, razionalizza le norme sulla sicurezza e salute del lavoro.


(in Ipsoa del 21/3/2008)


 


 


Assistenza fiscale alle imprese: Vietata quando ricorre una qualsiasi delle cause di esclusione dagli studi di settore


Devono essere escluse dall’assistenza fiscale le imprese per le quali ricorra una qualsiasi delle cause esclusione dagli studi di settore, non potendo essere attribuita maggiore rilevanza all’una o all’altra, in assenza di una diversa disposizione normativa. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 104/E/2008, con la precisazione che le cause di esclusione dagli studi di settore che determinano il divieto di assistenza fiscale, rilevano anche nei confronti dei soggetti sottoposti ai parametri. 


A norma dell’art. 34, D.Lgs. n. 241/1997, i CAF-imprese non possono prestare l’assistenza fiscale alle imprese soggette a IRES tenute alla nomina del collegio sindacale, nonché a quelle che operano al di fuori  dell’area operativa degli studi di settore. Con particolare riferimento a quest’ultimo aspetto, costituiscono cause di esclusione dall’applicazione degli studi:


– l’aver dichiarato ricavi di ammontare superiore al limite stabilito per ciascuno studio di settore dal relativo decreto di approvazione del Ministero dell’Economia e delle finanze, e comunque di ammontare superiore a 7,5 milioni di euro;


– l’aver iniziato o cessato l’attività nel periodo d’imposta (salvo che la cessazione e l’inizio dell’attività avvenga, da parte dello stesso soggetto, entro 6 mesi dalla data di cessazione, ovvero costituisca mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti);


– determinare il reddito con criteri «forfetari»;


– esercitare l’attività di vendita a domicilio;


– trovarsi in un periodo di non normale svolgimento dell’attività;


– essere classificati in una categoria reddituale diversa da quella prevista dal quadro degli elementi contabili contenuto nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore approvato per l’attività esercitata.


A parere dell’Agenzia delle Entrate, in assenza di una diversa disposizione normativa, devono essere escluse dall’assistenza fiscale le imprese per le quali ricorra una qualsiasi delle cause esclusione dagli studi di settore.


Con specifico riferimento alla causa di esclusione legata al verificarsi di un periodo di non normale svolgimento dell’attività , si considerano tali: 


i periodi nei quali l’impresa non ha ancora iniziato l’attività produttiva o in cui si è verificata l’interruzione dell’attività per tutto l’anno a causa della ristrutturazione dei locali (purché la ristrutturazione riguardi tutti i locali in cui viene esercitata l’attività);


il periodo in cui l’imprenditore individuale o la società hanno affittato l’unica azienda;


il periodo in cui il contribuente ha sospeso l’attività ai fini amministrativi dandone comunicazione alla CCIAA.


Si considerano inoltre periodi di non normale svolgimento dell’attività quelli nei quali l’impresa è in liquidazione ordinaria, ovvero in liquidazione coatta amministrativa o fallimentare.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 20/03/2008, n. 104/E, in Ipsoa del 21/3/2008)


 


 


Sicurezza degli impianti – D.M. 37/2008: nessun limite alla circolazione degli immobili


Pubblicata sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato una nota informativa sulla sicurezza degli impianti in relazione al D.M. n. 37/2008 (G.U. n. 61 del 12 marzo 2008)


(Nota informativa Consiglio Nazionale del Notariato 19/03/2008, in Ipsoa del 21/3/2008)


 


 


Sportass: Soppressione della Cassa di previdenza per l’assicurazione degli sportivi


L’articolo 28 del dl 159/2007 ha disposto la soppressione della Cassa di previdenza per l’assicurazione degli sportivi (Sportass) e dal 3 ottobre 2007 l’Inps è subentrato in tutti i rapporti di natura previdenziale ancora pendenti: con la circolare in esame vengono fornite le prime indicazioni operative in materia. In particolare l’Inps è subentrato a Sportass sia nell’obbligo di corrispondere le prestazioni dovute agli iscritti al Fondo di previdenza per gli sportivi, al Fondo medagliati olimpici, al Fondo atleti del “Club olimpico”, al Fondo per il trattamento di fine rapporto dei tecnici sportivi della FIGC, sia nel diritto di percepire i contributi dovuti dagli stessi iscritti a detti Fondi. L’importo dei contributi dovuti per il 2008 dagli iscritti al Fondo di previdenza degli sportivi al momento resta invariato rispetto al 2007. Per l’anno in corso, i contributi dovranno essere versati in un’unica soluzione entro il 10 maggio e soltanto coloro che, in passato, ne hanno chiesto e ottenuto la rateizzazione potranno versare i contributi in due rate:


– entro il 10 maggio la prima e la seconda rata quadrimestrale


– entro il 10 settembre la terza rata quadrimestrale.


Gli iscritti al Fondo medagliati olimpici, al Fondo atleti del “Club olimpico” e al Fondo di fine rapporto dei tecnici sportivi della FGCI non devono versare alcun contributo in quanto i versamenti sono stati già eseguiti e le relative gestioni a capitalizzazione daranno luogo all’erogazione delle prestazioni nei tempi e con le modalità stabilite dalle rispettive norme regolamentari.


(Circolare INPS 20/03/2008, n. 37, in Ipsoa del 21/3/2008)


 


 


 


SOA – Verifica dei certificati dei lavori pubblici e delle fatture utilizzati ai fini delle attestazioni rilasciate dalle SOA


Pubblicata in G.U. n. 67 del 19 marzo 2008 la circolare del Ministero delle Infrastrutture 28 febbraio 2008, n. 2169 recante “Decreto 21 dicembre 2007, n. 272. – Regolamento recante norme per l’individuazione dei criteri, modalità e procedure per la verifica dei certificati dei lavori pubblici e delle fatture utilizzati ai fini delle attestazioni rilasciate dalle SOA dal 1° marzo 2000 alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (1° luglio 2006)”


(Circolare Ministero delle Infrastrutture 28/02/2008, G.U. 19/03/2008, n. 67, in Ipsoa del 21/3/2008)


 


 


Operazioni straordinarie: Fusione per incorporazione di società esterne al consolidato: non è causa interruttiva del regime


La fusione per incorporazione tra una società consolidante e due società esterne al consolidato, non rappresenta un’ipotesi di interruzione del regime di tassazione consolidata, a condizione che permangano i requisiti previsti dalla legge.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 20/03/2008, n. 103/E, in Ipsoa del 21/3/2008)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


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