Novità fiscali del 17 marzo 2008: le cartelle anonime sono nulle anche per il passato; erogazioni liberali: niente contante alle Onlus


 






Indice:


 


1) Indice di rivalutazione del TFR del mese di febbraio 2008


 


2) Incentivo in conto energia per la realizzazione di un impianto fotovoltaico


 


3) Le cartelle anonime sono nulle anche per il passato


 


4) Detrazione Iva: In taluni casi non si perde il diritto alla detrazione dell’Iva anche se sono passati due anni dall’operazione


 


5) Nuovo regolamento in materia di installazione degli impianti all’interno degli edifici


 


6) Imposta sugli intrattenimenti: Imponibili forfetari per l’anno 2008


 


7) Avviata la collaborazione tra Agenzia delle Entrate e FIGC


 


8) IVA: Le cessioni di navi da noleggio non sono imponibili


 


9) Erogazioni liberali: Niente contante alle Onlus ai fini della deduzione dal reddito


 


10) Inversione contabile nel settore edilizia


 


11) IRAP Enti Pubblici: istituiti i codici tributo per il versamento, tramite il modello F24 dell’Imposta dovuta


 


 


 


1) Indice di rivalutazione del TFR del mese di febbraio 2008


L’istituto centrale di statistica ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di febbraio 2008 è pari a 132,5 punti.


L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2007 è pari a 0,531108; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui risulterà pari a 0,648331.


(Nota Istat in Notiziario Seac del 14/3/2008)


 


 


2) Incentivo in conto energia per la realizzazione di un impianto fotovoltaico


Il conto energia fotovoltaico è diventato operativo con D.M. 28 luglio 2005, integrato e, parzialmente, modificato dal D.M. 6 febbraio 2006.


Con Delibera n. 188/2005, in attuazione dell’art. 9, D.M. 28 luglio 2005, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha individuato nel Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN) il c.d. “soggetto attuatore” ed ha previsto le modalità e le condizioni di erogazione delle tariffe incentivanti, nonché le modalità di presentazione delle domande e le necessarie verifiche.


L’incentivo, a seguito dell’autorizzazione, viene erogato dal GRTN a colui (soggetto responsabile) – persona fisica o giuridica – che provvede all’installazione di un impianto a pannelli solari fotovoltaici per un periodo di vent’anni.


Detto ammontare è pari al prodotto tra l’energia prodotta dall’impianto e la tariffa incentivante riconosciuta al soggetto responsabile. In altre parole, l’energia prodotta dai pannelli solari viene misurata tramite un contatore fiscale (in questo modo l’intera quantità di energia prodotta dai pennelli è misurabile) il quale è collegato in rete con il quadro elettrico dell’abitazione.


In tal modo il proprietario potrà consumare l’energia prodotta dai pannelli, risparmiando sul costo della bolletta; infatti, consumando l’energia prodotta dai pannelli l’utente non preleverà la corrente dalla rete elettrica nazionale.


Quando la produzione di energia dai pannelli eccede il consumo interno, queste eccedenze vengono immesse nella rete nazionale attraverso un contatore posto al fianco di quello tradizionale; i kwh immessi nella rete sono conteggiati e scontati sulle bollette successive.


Ebbene, le tariffe incentivanti, ai sensi dell’art. 10, D.M. 28 luglio 2005, non sono cumulabili con:


– incentivi pubblici in conto capitale eccedenti il 20% del costo di investimento;


– incentivi pubblici derivanti dal programma “tetti fotovoltaici” del Ministero dell’Ambiente, erogati dal Ministero, dalle Regioni o dalle Province autonome;


– certificati verdi;


– titoli di efficienza energetica.


Le tariffe incentivanti sono ridotte del 30% qualora il soggetto che realizza l’impianto benefici della riduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) prevista dall’art. 2, comma 5, legge n. 289/2002.


Resta fermo il diritto al beneficio della riduzione dell’IVA per gli impianti facenti uso di energia solare per la produzione di calore o energia elettrica, di cui al D.P.R. n. 633/1972 e al D.M. 29 dicembre 1999.


Dalla lettura della norma de qua, dunque, si possono facilmente evincere i limiti e le condizioni esistenti ai fini della cumulabilità di detta forma di incentivo con altre tipologie di incentivo richiamate, a loro volta, dallo stesso art. 10.


(Maurizio Villani, in “Casi e soluzioni” di Ipsoa Marzo 2008)


 


 


3) Le cartelle anonime sono nulle anche per il passato


L’ordinanza n. 377 del 9/11/2007 della Corte costituzionale non costituisce una data spartiacque, l’omessa indicazione del responsabile del procedimento rende comunque nulla la cartella esattoriale anche se precedente alla pronuncia della Consulta.


Lo ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Pescara con le sentenze n. 43 e 44 depositate il 7/3/2008 che hanno accolto i ricorsi (applicando, quindi, l’art. 7 dello statuto del contribuente) contro due cartelle di pagamento emesse ai sensi dell’art. 15 del DPR n. 602/73 e dell’art. 68 del D.Lgs. n. 546/92.


(Aliano in Italia Oggi del 14/03/2008)


 


 


4) Detrazione Iva: In taluni casi non si perde il diritto alla detrazione dell’Iva anche se sono passati due anni dall’operazione


I contribuenti che per errore non applicano il meccanismo del reverse charge per gli acquisti intracomunitari e per gli acquisti di servizi da soggetti esteri non perdono il diritto alla detrazione dell’Iva anche se sono passati due anni dall’operazione.


Se il parere espresso dall’Avvocato generale per le cause riunite C-95/07 e C-96-07 sarà confermato dalla Corte di giustizia Ue, i contribuenti troveranno una soluzione alle numerose cause in corso contro la rigida interpretazione del Fisco italiano.


Le conclusioni si fondano sull’applicazione del principio di neutralità dell’Iva, in base al quale la detrazione deve essere concessa quando ricorrono i requisiti sostanziali.


L’art. 19 del D.P.R. n. 633/1972 subordina l’esercizio del diritto alla detrazione Iva al rispetto di un termine di decadenza biennale, mentre il Fisco può esigere il tributo entro il maggior termine di quattro anni.


Termine dunque superiore rispetto a quello previsto a favore dell’imprenditore per la detrazione del tributo.


L’Avvocato generale ha riconosciuto irregolare la disposizione con riferimento al trattamento dell’inversione contabile.


Se la Corte di giustizia accoglierà le conclusioni dell’Avvocato generale sarà necessario modificare un’interpretazione del diritto interno contraria al principio comunitario di neutralità dell’imposta.


(Portale in Il Sole 24 Ore del 14/3/2008)


 


 


 


5) Nuovo regolamento in materia di installazione degli impianti all’interno degli edifici


Il Decreto del Ministero dello sviluppo (n. 37 del 22/1/2008) pubblicato in G.U. del 12/3/2008, ha abrogato tutte le vecchie norme sulla sicurezza degli impianti.


Legge 46/90, DPR 447/91, regole contenute nel Testo unico dell’Edilizia, DPR 380/01, vengono sostituiti.


Il nuovo Decreto ha istituito nuovi modelli di certificazione e conformità degli impianti rilasciati dall’installatore; parte integrante sono la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati e il progetto.


Le novità sostanziali sono due: Il cittadino deve consegnare all’azienda del gas, dell’acqua, dell’energia elettrica, copia della dichiarazione di conformità dell’impianto allacciato; per i vecchi impianti, laddove la dichiarazione non è stata prodotta o non è più reperibile, deve essere richiesta una nuova, compilata a posteriori da un professionista iscritto all’albo e che abbia esercitato per almeno cinque anni nel settore di competenza.


In particolare, il suddetto  Decreto si applica agli impianti posti al servizio degli  edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno  degli  stessi o delle relative pertinenze.


Se l’impianto é connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.


Gli impianti sono classificati come segue:


a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere;


b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;


c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;


d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;


e) impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;


f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;


g) impianti di protezione antincendio.


Gli impianti o parti di impianto che sono soggetti a requisiti di sicurezza prescritti in attuazione della normativa comunitaria, ovvero di normativa specifica, non sono disciplinati, per tali aspetti, dalle disposizioni del presente decreto.


Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi.


Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell’arte.


Con riferimento alle attività produttive, si applicano le norme generali di sicurezza di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 1989 e le relative modificazioni.


Gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’origine dell’impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.


Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all’articolo
Di tale dichiarazione, resa sulla base del modello di cui all’allegato I, fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto di cui all’articolo 5 del provvedimento.


Nei casi in cui il progetto é redatto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice l’elaborato tecnico é costituito almeno dallo schema dell’impianto da realizzare, inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell’opera da eseguire eventualmente integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso d’opera.


Il committente é tenuto ad affidare i lavori di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione straordinaria degli impianti indicati ad imprese abilitate.


Il proprietario dell’impianto adotta le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dall’impresa installatrice dell’impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate.


Resta ferma la responsabilità delle aziende fornitrici o distributrici, per le parti dell’impianto e delle relative componenti tecniche da loro installate o gestite.


Il committente entro 30 giorni dall’allacciamento di una nuova fornitura di gas, energia elettrica, acqua, negli edifici di qualsiasi destinazione d’uso, consegna al distributore o al venditore copia della dichiarazione di conformità dell’impianto, resa secondo l’allegato I, esclusi i relativi allegati obbligatori, o copia della dichiarazione di rispondenza


Il certificato di agibilità é rilasciato dalle autorità competenti previa acquisizione della dichiarazione di conformità nonché del certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.


La manutenzione ordinaria degli impianti non comporta la redazione del progetto né il rilascio dell’attestazione di collaudo.


Sono esclusi dagli obblighi della redazione del progetto e dell’attestazione di collaudo le installazioni per apparecchi per usi domestici e la fornitura provvisoria di energia elettrica per gli impianti di cantiere e similari, fermo restando l’obbligo del rilascio della dichiarazione di conformità.


Per la manutenzione degli impianti di ascensori e montacarichi in servizio privato si applica il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 e le altre disposizioni specifiche.


All’inizio dei lavori per la costruzione o ristrutturazione dell’edificio contenente gli impianti l’impresa installatrice affigge un cartello da cui risultino i propri dati identificativi, se é prevista la redazione del progetto, il nome del progettista dell’impianto o degli impianti.


I soggetti destinatari delle prescrizioni previste dal presente decreto conservano la documentazione amministrativa e tecnica, nonché il libretto di uso e manutenzione e, in caso di trasferimento dell’immobile, a qualsiasi titolo, la consegnano all’avente causa.


L’atto di trasferimento riporta la garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contiene in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformità ovvero la dichiarazione di rispondenza di cui all’articolo 7, comma 6.


Copia della stessa documentazione é consegnata anche al soggetto che utilizza, a qualsiasi titolo, l’immobile.


(Decreto Ministero sviluppo economico 22/01/2008, n. 37, G.U. 12/03/2008, n. 61, commentato in Notiziario Ipsoa del 13/3/2008)


 


 


6) Imposta sugli intrattenimenti: Imponibili forfetari per l’anno 2008


Sono stati determinati, per l’anno 2008, gli imponibili forfetari per l’assolvimento dell’imposta sugli intrattenimenti, concernente l’utilizzazione degli apparecchi meccanici o elettromeccanici da divertimento ed intrattenimento.


(Decreto del 21/02/2008, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato in G.U. n. 62 del 13/03/2008)


 


 


7) Avviata la collaborazione tra Agenzia delle Entrate e FIGC


Rafforzata la collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Federazione Italiana Giuoco Calcio.


Entro il 31/3/2008 la FIGC trasmetterà all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle società di calcio professionistiche, completo di tutti i dati fiscali, mentre l’Agenzia comunicherà alla FIGC, entro il 31 maggio successivo, le risultanze legate ai pagamenti, da parte delle società, dei tributi Ires, Irap, Iva e Irpef riportati in dichiarazione e riferiti all’anno di imposta 2006 e ai precedenti.


E’ quanto prevede il Protocollo d’Intesa firmato nei giorni scorsi a Roma dal Presidente della FIGC, Giancarlo Abete, e dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano.


Scopo dell’Intesa é quello di rendere più incisiva la collaborazione tra la Federazione Italiana Giuoco Calcio e l’Agenzia delle Entrate per consentire l’acquisizione di ulteriori dati utili alle attività di controllo sulle società professionistiche demandate alla Federazione.


Il Protocollo ha validità fino al 31 luglio 2008.


Un eventuale rinnovo per le stagioni successive sarà deciso entro il 28 febbraio 2009.


(Agenzia delle Entrate, comunicato Stampa del 14/03/2008)


 


 


 


8) IVA: Le cessioni di navi da noleggio non sono imponibili


L’acquisto di navi da diporto mediante la sottoscrizione di contratti di noleggio, è una operazione che può realizzarsi in regime di non applicabilità dell’Iva.


Va però rispettata una condizione indispensabile per la fruibilità del beneficio, cioè, l’effettivo utilizzo in attività di noleggio da parte dell’acquirente.


Tenuto conto che l’istituzione del Registro Internazionale costituisce un ulteriore riconoscimento della circostanza che le unità da diporto sono suscettibili di essere utilizzate in attività commerciale, è possibile estendere anche a tale categoria di imbarcazioni, se iscritte nel suddetto Registro, le agevolazioni di cui all’art. 8 bis del D.P.R. n. 633/1972.


Pertanto, l’acquisto o l’importazione di navi da diporto dotate delle previste caratteristiche può avvenire in regime di non imponibilità, ai sensi del citato art. 8-bis, a condizione, ovviamente che le medesime siano effettivamente utilizzate dal soggetto acquirente in attività di noleggio come previsto dalla normativa in materia.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/03/2008, n. 95)


 


 


9) Erogazioni liberali: Niente contante alle Onlus ai fini della deduzione dal reddito


Le erogazioni liberali fatte alle Onlus, comprese quelle in favore delle organizzazioni non governative (ONLUS di diritto), ai fini della deducibilità dal reddito dichiarato o la detraibilità dalle imposte dovute, devono essere effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.


Pertanto, i benefattori, al fine di usufruire del beneficio della deducibilità dal loro reddito delle erogazioni effettuate, non possano (e, quindi, non devono) effettuare versamenti in  contanti, anche se siano documentati da apposita quietanza liberatoria rilasciata dall’organismo non commerciale.


Le istruzioni per la compilazione dei modelli di dichiarazione dei redditi 730/2007 e UNICO 2007 confermano la generale applicabilità delle anzidette modalità di effettuazione delle erogazioni liberali al fine della fruizione dei relativi benefici fiscali.


Riguardo alle modalità di erogazione, l’art. 15, comma 1, lettera i-bis), del TUIR – che consente la detraibilità dall’IRPEF dovuta di una quota delle erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle ONLUS – dispone espressamente che “il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del D. Lgs. 9 luglio 1997, n. 241” (individuati in carte di debito, di credito e prepagate, assegni circolari e bancari), e non menziona, quindi, il pagamento in contanti.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/03/2008, n. 96)


 


 


10) Inversione contabile nel settore edilizia


Si applica il reverse charge per le prestazioni di servizi rese dal costruttore alla società immobiliare nell’ambito della realizzazione, su appalto dell’acquirente finale, di un complesso destinato ad attività commerciali.


Tale eventualità vale nel momento in cui entrambi i soggetti appartengano al comparto dell’edilizia e il loro rapporto sia regolato da un contratto di subappalto.


La ALFA s.r.l. ha chiesto di sapere se il regime del reverse-charge trovi applicazione per le prestazioni di servizi rese in esecuzione del contratto di appalto stipulato con la società immobiliare.


Facendo, inoltre, presente che:


a) la società di investimento è proprietaria dell’area edificabile;


b) la società di investimento è titolare delle concessioni edilizie;


c) l’opera in corso di esecuzione è di proprietà della società di investimento fino  all’ultimazione dei lavori;


d) l’obbligazione relativa al pagamento del prezzo per l’esecuzione dell’opera è esclusivamente a carico della società immobiliare di investimento.


Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate, ha rilevato che dalla documentazione allegata (costituita dal contratto preliminare di compravendita di terreno, di proprietà di BETA s.r.l., e da un estratto del contratto di appalto relativo alla costruzione, sul terreno suddetto, del complesso immobiliare destinato a centro commerciale, entrambi stipulati tra BETA s.r.l. e GAMMA s.r.l., e dal contratto di subappalto avente ad oggetto la realizzazione del medesimo complesso immobiliare stipulato tra BETA s.r.l. e ALFA s.r.l.) si evince che la società istante deve realizzare un complesso immobiliare, destinato all’esercizio di attività commerciale, per conto della società immobiliare di investimento, BETA s.r.l..


La società BETA s.r.l. ha, a sua volta, stipulato un contratto di appalto per la realizzazione del medesimo complesso immobiliare con GAMMA s.r.l., la quale fruirà del centro commerciale cui il complesso sarà destinato.


Contestualmente alla stipula del contratto di appalto, le stesse parti (BETA s.r.l. e GAMMA s.r.l.) hanno stipulato un contratto preliminare di compravendita avente ad oggetto il terreno, di proprietà di BETA s.r.l., sul quale sorgerà il centro commerciale in questione.


Nel medesimo contratto preliminare è, inoltre, previsto l’acquisto, da parte della GAMMA s.r.l., delle quote rappresentanti l’intero capitale sociale di una s.r.l. appositamente costituita dalla BETA s.r.l. per il rilascio delle autorizzazioni necessarie per l’esercizio delle attività commerciali presso il realizzando complesso immobiliare.


Nel caso di specie, pertanto, si rientra nella tipologia dei rapporti giuridici collegati (committente – appaltatore – subappaltatore) al quale l’art. 17, sesto comma, lett. a), del D.P.R. n. 633/72, fa riferimento ai fini dell’applicazione del reverse-charge.


Pertanto, qualora risulti verificato anche l’altro requisito (appartenenza di entrambi i soggetti al comparto dell’edilizia), l’IVA dovuta per le prestazioni di servizi rese dalla società istante nei confronti di BETA s.r.l., in esecuzione del contratto di subappalto, deve essere assolta secondo le particolari modalità del regime di inversione contabile.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/03/2008, n. 97)


 


 


11) IRAP Enti Pubblici: istituiti i codici tributo per il versamento, tramite il modello F24 dell’Imposta dovuta


L’art. 10 bis, comma 2, del D.lgs. n. 446/97 stabilisce che se gli enti pubblici  – soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera e bis) dello stesso decreto – esercitano anche attività commerciali, possono optare per la determinazione della base imponibile relativa a tali attività commerciali secondo le disposizioni dell’art. 5 (cioè secondo le disposizioni dettate per le società di capitali e gli enti commerciali).


Per consentire il versamento dell’Irap, in acconto ed a saldo, ai soggetti tenuti all’utilizzo del modello F24 EP di cui al provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 8 novembre 2007, sono stati istituiti i seguenti codici tributo:


“301E“, denominato ” Irap – acconto prima rata – art.10 bis, comma 2, D.lgs 446/97″


“302E”, denominato “Irap – acconto seconda rata o acconto in unica soluzione – art.10 bis, comma 2, d.lgs 446/97”


“300E”, denominato “Irap – saldo- art.10 bis, comma 2, d.lgs 446/97”


Per tali codici tributo vengono di seguito indicate le modalità di compilazione del modello F24 EP:


– campo “sezione” – REGIONI


– campo “codice ente” – CODICE REGIONE reperibile nella tabella denominata “T0-codici delle regioni e province autonome” pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it


– campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” – per i codici tributo “301E e 300E” si indica il numero delle eventuali rate nel formato NNRR,dove NN rappresenta il numero della rata che si sta versando e RR il numero complessivo delle rate.


Per il codice tributo “302E” il campo non va compilato.


– campo “anno” – ANNO D’IMPOSTA, espresso nella forma AAAA I codici tributo sono operativamente efficaci a partire dal 21 marzo 2008.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 14/03/2008, n. 98)


 


 


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A cura di Vincenzo D’Andò


 



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