Le novità del modello Unico 2008 Enti non commerciali (ENC)


Le novità del modello Unico 2008 Enti non commerciali (ENC)


Il Modello 2008 “UNICO – Enti non commerciali ed equiparati” va utilizzato, per dichiarare il periodo d’imposta 2007 (o eventualmente, diverso, se non coincidente, con l’anno solare), dagli enti pubblici e privati, nonché i trust soggetti all’IRES, ad esclusione degli organi e delle amministrazioni dello Stato (compresi quelli ad ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica), dei comuni, dei consorzi tra enti locali, delle associazioni e degli enti gestori di demanio collettivo, delle comunità montane, delle province e delle regioni.


L’elemento distintivo degli enti non commerciali è costituito dal fatto di non avere quale oggetto esclusivo o principale lo svolgimento di un’attività di natura commerciale, intendendo per tale l’attività che determina reddito d’impresa ai sensi dell’art. 55 del TUIR.


Per gli enti residenti, l’oggetto esclusivo o principale dell’attività è determinato in base alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata.


In mancanza delle predette forme (atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata) l’oggetto principale dell’ente è determinato in base all’attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato. Tale disposizione vale in ogni caso per gli enti non residenti.


Per oggetto principale si intende l’attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari dell’ente indicati dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto.


Pertanto, ai fini della qualificazione dell’ente come commerciale o non commerciale, occorre anzitutto avere riguardo alle previsioni contenute nello statuto, nell’atto costitutivo o nella legge.


Nell’ipotesi in cui tali atti prevedano lo svolgimento di più attività, di cui alcune di natura commerciale ed altre di natura non commerciale, per la qualificazione dell’ente occorre fare riferimento all’attività che per lo stesso risulta essere essenziale, vale a dire quella che gli consente il raggiungimento degli scopi primari e che tipicizza l’ente medesimo.


Infine, la qualifica di ente non commerciale, risultante dall’atto costitutivo o dallo statuto, va verificata, comunque, dell’attività effettivamente svolta.


Attenzione:


Il suddetto modello unico ENC non deve essere utilizzato da parte di enti che nel corso del periodo d’imposta hanno svolto soltanto attività istituzionale e non hanno, quindi, svolto nessun tipo di attività commerciale, in particolare non hanno avuto una posizione IVA (numero di partita IVA), operando soltanto con il codice fiscale, ad in adempimento degli obblighi di sostituto d’imposta (in tal caso presentano solo il modello 770 semplificato).


Enti non commerciali: Novità fiscali per l’attività commerciale esercitata


(D.L. 4/7/2006, n. 223, convertito dalla Legge 4/8/2006, n. 248)


In materia di fabbricati strumentali, il D.L. n. 262/2006 (convertito dalla Legge n. 286/2006) stabilisce che, ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili, il costo degli stessi deve essere assunto al netto del costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza; è previsto altresì che il costo da attribuire alle predette aree, ove non autonomamente acquistate in precedenza, è quantificato in misura pari al maggiore valore tra quello esposto in bilancio  dell’anno di acquisto e quello corrispondente al 20% e, per i fabbricati industriali, al 30% del costo complessivo stesso.


Per fabbricati industriali si intendono quelli destinati alla produzione o trasformazione di beni.


Tale Decreto, ha, inoltre, previsto che tutto ciò si applica, con riguardo alla quota capitale dei canoni, anche ai fabbricati strumentali in locazione finanziaria.


In deroga alle disposizioni in materia di Statuto dei diritti del contribuente (legge 27 luglio 2000, n. 212), tali novità si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 4/7/2006, anche per le quote di ammortamento e i canoni di leasing relativi ai fabbricati acquistati o acquisiti a partire da periodi d’imposta precedenti.


In tal caso, ai fini della individuazione del maggiore valore, si tiene conto del valore delle aree esposto nell’ultimo bilancio approvato prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 223/2006 e del valore risultante applicando le suddette percentuali al costo complessivo del fabbricato, risultante dal medesimo bilancio, assunto al netto dei costi incrementativi capitalizzati e delle rivalutazioni effettuate. Per ciascun fabbricato il residuo valore ammortizzabile è pari alla quota di costo riferibile allo stesso al netto delle quote di ammortamento dedotte nei periodi d’imposta precedenti calcolate sul costo complessivo.


Ai sensi del comma 81, art. 1, della Legge 24/12/2007, n. 244 la disposizione contenuta nel D.L. n. 223/2006 si interpreta nel senso che per ciascun immobile strumentale le quote di ammortamento dedotte nei periodi di imposta precedenti al periodo di imposta in corso al 4/7/2006 calcolate sul costo complessivo sono riferite proporzionalmente al costo dell’area e al costo del fabbricato.


Infine, vengono salvaguardati gli effetti prodotti dall’applicazione delle norme, oggetto di mancata conversione, di cui all’art. 1 del D.L. 3/8/2007, n. 118, il quale disponeva che la norma inserita nell’art. 36 del D.L. n. 223/2006 va interpretato nel senso che per ciascun immobile strumentale le quote di ammortamento dedotte nei periodi di imposta precedenti al periodo di imposta in corso al 4/7/2006 calcolate sul costo complessivo sono riferite proporzionalmente al costo dell’area e al costo del fabbricato.


Il comma 47 dell’art. 37, modificando l’art. 109, comma 4, del TUIR, ha previsto che il meccanismo delle deduzioni extracontabili di cui all’art. 109 citato può essere utilizzato anche per le spese relative a studi e ricerche di sviluppo; tale disposizione si applica alle spese sostenute a decorrere dal periodo d’imposta successivo alla data del 4/7/2006.


Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007) – Art. 1


Il comma 70 ha abrogato il comma 5 dell’art. 93 del Tuir. Non è più ammessa, quindi, la possibilità per le imprese che contabilizzano in bilancio le opere, forniture e servizi, valutando le rimanenze al costo e imputando i corrispettivi all’esercizio nel quale sono consegnate le opere o ultimati i servizi e le forniture, di ottenere dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate l’autorizzazione ad applicare lo stesso metodo anche ai fini della determinazione del reddito.


La disposizione si applica dal 1° gennaio 2007, con riferimento alle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale la cui esecuzione ha inizio a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2006.


Il comma 71, ha modificato la disciplina contenuta nell’art. 107, comma 2, del TUIR, stabilendo che se le spese per il ripristino e la sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili sostenute in un esercizio sono superiori all’ammontare del relativo fondo l’eccedenza è deducibile in quote costanti nell’esercizio stesso e nei cinque successivi.


Il comma 74 ha compreso i TRUST tra i soggetti passivi IRES di cui alle lett. b), c) e d) dell’art. 73 del Tuir e ne ha regolato la tassazione e la presunzione di residenza.


Il comma 137, ha previsto, in alternativa alle ordinarie regole di tassazione, l’applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP in caso di plusvalenze realizzate all’atto del conferimento di immobili e di diritti reali su immobili in società che abbiano optato o che, entro la chiusura del periodo d’imposta del conferente nel corso del quale è effettuato il conferimento, optino per il regime speciale di cui ai commi da 119 a 141 (SIIQ e SIINQ).


Il comma 140 prevede che le disposizioni del citato comma 137 si applicano anche:


– agli apporti ai fondi comuni di investimento immobiliare;


– ai conferimenti di immobili e di diritti reali su immobili in società per azioni residenti nel territorio dello Stato svolgenti in via prevalente l’attività di locazione immobiliare, i cui titoli di partecipazione siano ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati italiani entro la data di chiusura del periodo d’imposta del conferente nel corso del quale è effettuato il conferimento e sempre che, entro la stessa data, le medesime società abbiano optato per il regime speciale.


Il comma 334, ha modificato l’art. 54 del TUIR.


Per effetto di ciò, concorrono a formare il reddito professionale anche le plusvalenze e le minusvalenze relative agli immobili strumentali acquistati nel triennio 2007-2009.


Tuttavia, le minusvalenze non sono deducibili qualora i beni strumentali vengano destinati al consumo personale o familiare del professionista o a finalità estranee all’arte o professione.


Ai sensi del comma 2, come sostituito, anche per gli immobili strumentali per l’esercizio dell’arte o della professione sono deducibili le quote annue di ammortamento e i canoni di locazione finanziaria. La deduzione dei canoni di locazione finanziaria è ammessa a condizione che la durata del contratto non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e comunque con un minimo di otto anni e un massimo di quindici se lo stesso ha per oggetto beni immobili.


Inoltre, le spese relative all’ammodernamento, alla ristrutturazione ed alla manutenzione di immobili utilizzati nell’esercizio della professione, sono deducibili, se non portate direttamente ad incremento del costo dei beni, nel periodo d’imposta di sostenimento nel limite del 5% del valore dei beni ammortizzabili esistenti all’inizio dell’esercizio, rinviando la deduzione dell’eccedenza in quote costanti nei cinque esercizi successivi.


Con riferimento ai beni (automezzi professionali) di cui all’art.164, comma 1, lettera b) del TUIR, la deducibilità dei canoni dei contratti di leasing stipulati dall’1° gennaio 2007 è condizionata al rispetto del requisito della durata minima del contratto che non deve essere inferiore al periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito con il citato decreto ministeriale.


Per gli immobili utilizzati promiscuamente, a condizione che il contribuente non disponga nel medesimo comune di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’arte o professione, è deducibile una somma pari al 50% della rendita ovvero, in caso di immobili acquisiti mediante locazione, anche finanziaria, un importo pari al 50% del relativo canone. Le spese per i servizi relativi a tali immobili comprese quelle relative all’ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione, che per le loro caratteristiche non possono essere portate ad incremento del costo dell’immobile (cd. spese capitalizzabili) sono deducibili nella stessa misura.


Tali disposizioni, in materia di deduzione dell’ammortamento o dei canoni di locazione finanziaria degli immobili strumentali per l’esercizio dell’arte o della professione, si applicano agli immobili acquistati nel periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2009 e ai contratti di locazione finanziaria stipulati nel medesimo periodo. Inoltre, per i periodi d’imposta 2007, 2008 e 2009, gli importi deducibili delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing devono essere ridotti a un terzo.


I commi da 344 a 349 hanno introdotto specifiche agevolazioni fiscali per la realizzazione di determinati interventi volti al contenimento dei consumi energetici, realizzati su edifici esistenti. L’agevolazione consiste nel riconoscimento di una detrazione d’imposta nella misura del 55% delle spese sostenute entro il 2007, da ripartire in tre rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione fruibile, stabilito in relazione a  ciascuno degli interventi previsti. Gli interventi agevolati sono individuati dai commi 344, 345, 346 e 347 dell’art. 1 della legge finanziaria e definiti dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 febbraio 2007, il quale riporta in allegato le tabelle di riferimento per la valutazione tecnica dell’intervento. La procedura per fruire della detrazione del 55% è contenuta all’art. 4 del predetto decreto.


Le suddette agevolazioni sono state ulteriormente disciplinate dall’art. 1, commi 20 e 24 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008).


Il comma 354 prevede per i soggetti esercenti attività d’impresa nel settore del commercio, che effettuano determinati interventi di efficienza energetica per l’illuminazione nei due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2006, una ulteriore deduzione dal reddito d’impresa pari al 36 per cento dei costi sostenuti.


I commi 358 e 359 hanno previsto ulteriori detrazioni dall’imposta lorda per una quota pari ciascuno al 20% degli importi rimasti a carico del contribuente per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007 rispettivamente:


– per l’acquisto e l’installazione di motori ad elevata efficienza di potenza elettrica;


– per l’acquisto e l’installazione di variatori di velocità (inverter).


Si può usufruire delle suddette detrazioni esclusivamente in un’unica rata.


Le suddette detrazioni sono state ulteriormente disciplinate dall’art. 1, commi 20 e 24 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008).


Il comma 401, ha sostituito il comma 9 dell’art. 102 del TUIR, prevedendo la deducibilità nella misura dell’80% delle quote di ammortamento, dei canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio e delle spese di impiego e manutenzione relativi ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1 dell’articolo 1 del codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.


Tale limite è elevabile al 100% per gli oneri relativi ad impianti di telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci da parte di imprese di autotrasporto limitatamente ad un solo impianto per ciascun veicolo. Il successivo comma 402 ha modificato il comma 3-bis dell’art. 54 del TUIR prevedendo che le quote di ammortamento, i canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio e le spese di impiego e manutenzione come sopra indicate sono deducibili nella misura dell’80%.


I commi da 1088 a 1092 hanno previsto per le imprese agricole ed agroalimentari, che svolgono l’attività anche in forma cooperativa, l’esclusione dalla base imponibile del reddito di impresa del 25% del valore degli investimenti in attività di promozione pubblicitaria realizzati nei mercati esteri nel periodo di imposta in corso al 1° gennaio 2007 e nei due successivi, in eccedenza rispetto alla media degli analoghi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti.


La misura dell’esclusione è elevata al:


– 35% del valore degli investimenti di promozione pubblicitaria realizzati sui mercati esteri da consorzi o raggruppamenti di imprese agroalimentari operanti in uno o più settori merceologici;


– 50% del valore degli investimenti di promozione pubblicitaria all’estero riguardanti prodotti a indicazione geografica o comunque prodotti agroalimentari oggetto di intese di filiera o contratti quadro in attuazione degli artt. 11, 12 e 13 del D.Lgs. n. 102/2005.


Fruiscono delle menzionate agevolazioni anche le imprese in attività alla data del 1° gennaio 2007, anche se hanno iniziato l’attività da meno di tre anni.


Gli imprenditori agricoli di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 228/2001, in alternativa alla citata esclusione dalla base imponibile ai fini IRES, possono usufruire di un credito di imposta pari ad un terzo dei suddetti benefici fiscali.


Legge 8/2/2007, n. 9


L’art. 2 della legge 8/2/2007, n. 9, ha previsto, per i proprietari degli immobili locati ai conduttori individuati nell’art. 1, comma 1, della citata legge, che il relativo reddito dei fabbricati di cui all’art. 90 del TUIR non concorre alla formazione del reddito imponibile per la durata di sospensione legale dell’esecuzione di sfratto, con un massimo di otto mesi. Nel caso in cui i proprietari rientrino in una delle categorie elencate al comma 3 dell’articolo 1, la durata massima del periodo di esclusione dal reddito imponibile è stabilita in diciotto mesi.


Decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, dalla legge 3 agosto 2007 n. 127.


L’art. 15-bis, comma 7, ha modificato l’art. 164, comma 1, lettere b) e b-bis) del Tuir cambiando la percentuale di deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai veicoli degli esercenti arti e professioni, degli imprenditori e delle società, compresi i veicoli concessi ai dipendenti come fringe benefit.


In particolare:


– per le autovetture e autocaravan, di cui alle lettere a) e m) del comma 1 dell’art. 54 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e per i ciclomotori e motocicli che non sono utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa si assume, ai fini della deducibilità, il 40% delle spese e degli altri componenti negativi ad essi riferibili.


La misura dell’80% resta inalterata per i veicoli utilizzati dai soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio.


Per i medesimi veicoli, in caso di attività svolta da una società semplice o da un’associazione di cui all’art. 5 del TUIR, la percentuale di deducibilità è stata portata dal 25 per cento al 40% delle spese e degli altri componenti negativi relativi ad un solo veicolo per socio o associato;


– per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggiore parte del periodo d’imposta, la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi è ora ammessa nella misura del 90% anziché nella misura dell’importo costituente reddito di lavoro.


Le disposizioni hanno effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 27 giugno 2007.


Il comma 9 ha inoltre previsto nuove o maggiori percentuali di deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi per il periodo d’imposta in corso alla data del 3 ottobre 2006.


In particolare:


– per le autovetture e autocaravan, di cui alle lettere a) e m) del comma 1 dell’art. 54 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e per i ciclomotori e motocicli che non sono utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa è stata estesa la deducibilità anche a soggetti diversi da quelli esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio.


La percentuale di deduzione, per il 2006, è stata fissata al 20%; se l’attività è svolta da una società semplice o da un’associazione di cui all’art. 5 del TUIR, per il 2006 è ammessa la deduzione nella misura del 30% limitatamente ad un solo veicolo per socio o associato.


L’art. 2, comma 71 del citato D.L. n. 262, aveva previsto invece, per il medesimo periodo, una percentuale di deducibilità del 25%;


– per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggiore parte del periodo d’imposta, per il 2006 è ammessa la deduzione nella misura del 65%.


L’art. 2, comma 71, aveva previsto invece, per il medesimo periodo, una deducibilità commisurata all’importo costituente reddito di lavoro.


I maggiori importi deducibili, per il suddetto periodo d’imposta, sono recuperati in deduzione nel periodo d’imposta in corso alla data del 27 giugno 2007.


Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008) – Art. 1


Il comma 20 ha esteso l’applicazione delle agevolazioni per risparmio energetico di cui all’art. 1, commi da 344 a 347, 358 e 359, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, anche alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2010.


Inoltre, le disposizioni del citato comma 347 si applicano anche alle spese per la sostituzione intera o parziale di impianti di climatizzazione invernale non a condensazione, sostenute entro il 31 dicembre 2009.


Il comma 24 prevede che per tutti gli interventi di cui al suddetto comma 20 la detrazione può essere ripartita in un numero di quote annuali di pari importo non inferiore a tre e non superiore a dieci, a scelta irrevocabile del contribuente, operata all’atto della prima detrazione.


Il comma 29 ha modificato l’art. 8 del Tuir e prevede che il reddito complessivo si determina sommando i redditi di ogni categoria che concorrono a formarlo e sottraendo le perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali di cui all’art. 66 (imprese minori) e quelle derivanti dall’esercizio di arti e professioni.


Inoltre, la disposizione sul riporto delle perdite di cui al comma 3 del citato art. 8 non si applica alle perdite delle imprese minori.


Il comma 30 prevede che la modifica di cui all’art. 8 del Tuir si applica con decorrenza dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2008.


Il comma 33 lett. n) n. 2) ha sostituito il comma 7 dell’art. 102 del Tuir in tema di durata minima dei contratti di locazione finanziaria.


La modifica in particolare interessa l’impresa utilizzatrice che imputa a conto economico i canoni di locazione finanziaria stabilendo che la deduzione dei canoni è ammessa a condizione che la durata del contratto non sia inferiore ai due terzi del periodo di ammortamento. Il predetto limite temporale sostituisce il precedente pari alla metà del periodo di ammortamento.


In caso di beni immobili, qualora l’applicazione del metodo della durata minima del contratto pari ai due terzi del periodo di ammortamento determini un risultato inferiore a undici anni ovvero superiore a diciotto anni, la deduzione dei canoni è ammessa se la durata del contratto non è, rispettivamente, inferiore a undici anni ovvero pari almeno a diciotto anni.


La quota di interessi impliciti desunta dal contratto è soggetta alle regole dell’art. 96 del TUIR (interessi passivi).


La disposizione concernente la durata minima dei contratti di locazione finanziaria, si applica a decorrere dai contratti stipulati a partire dal 1° gennaio 2008.


Il comma 34 consente, in vista della soppressione disposta dall’art. 1, comma 33, lett. q), n. 1), a partire dal prossimo periodo d’imposta, della facoltà prevista dall’art. 109, comma 4, lett. b), in materia di deduzioni extracontabili dei componenti negativi, di eliminare il vincolo di disponibilità gravante sulle riserve in sospensione, ma senza alcun effetto sui valori fiscali dei beni e degli altri elementi, assoggettandole in tutto o in parte a imposta sostitutiva con aliquota dell’1%, da versare in unica soluzione entro il termine di versamento dell’imposta sul reddito relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007.


Il comma 48, dispone che l’eccedenza dedotta ai sensi dell’art. 109, comma 4, lett. b), del TUIR, possa essere recuperata a tassazione optando per l’applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP.


L’applicazione di tale imposta può essere anche parziale e, in tal caso, deve essere richiesta per classi omogenee di deduzioni extracontabili.


Il comma 128 interviene a modificare la disciplina delle c.d. “società non operative”.


In particolare, sono state aggiunte ulteriori cause di esclusione dall’applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724.


Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate possono essere individuate determinate situazioni oggettive, in presenza delle quali è consentito disapplicare le disposizioni dell’art. 30 senza dover assolvere all’onere di presentare l’istanza di interpello di cui al comma 4-bis del medesimo articolo.


Il comma 129, proroga le disposizioni dell’art. 1, commi da 111 a 117 della legge n. 296 del 2006, prevedendo la facoltà, per le società considerate non operative nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 e per quelle che a tale data si trovano nel primo periodo d’imposta, di sciogliersi o trasformarsi in società semplice entro il quinto mese successivo alla chiusura del predetto periodo d’imposta. Sul reddito d’impresa del periodo compreso tra l’inizio e la chiusura della liquidazione o, nel caso di trasformazione, sulla differenza tra il valore normale dei beni posseduti all’atto della trasformazione ed il loro valore fiscalmente riconosciuto, si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP nella misura del 10%; le perdite di esercizi precedenti non sono ammesse in deduzione. Le riserve e i fondi in sospensione di imposta sono assoggettati alla medesima imposta sostitutiva; per i saldi attivi di rivalutazione, l’imposta sostitutiva è stabilita nella misura del 5 per cento e non spetta il credito d’imposta, previsto dalle rispettive leggi di rivalutazione, nell’ipotesi di attribuzione ai soci del saldo attivo di rivalutazione.


Il comma 130 modifica l’articolo 13 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.


Il comma 3, come sostituito, prevede che, qualora siano ceduti gratuitamente alle Onlus successivamente al 1° gennaio 2008, i beni non di lusso alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa, diversi da quelli di cui al comma 2, che presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che pur non modificandone l’idoneità di utilizzo non ne consentono la commercializzazione o la vendita, rendendone necessaria l’esclusione dal mercato o la distruzione, per un importo corrispondente al costo specifico sostenuto per la produzione o l’acquisto complessivamente non superiore al 5% del reddito d’impresa dichiarato, non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ai sensi dell’articolo 85, comma 2, del TUIR.


Il comma 170, ha prorogato, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007, l’art. 1, comma 106, della legge n. 266 del 2005 (Finanziaria 2006), in base al quale la deduzione forfetaria per spese non documentate di cui all’art. 66, comma 5, primo periodo, del TUIR, a favore delle imprese di autotrasporto di merci per conto terzi compete anche per i trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35% di quello spettante per i medesimi trasporti nell’ambito della Regione o delle Regioni confinanti.


Il comma 286 prevede che le disposizioni per risparmio energetico di cui all’articolo 1, comma 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano, nella misura e alle condizioni previste, anche alle spese relative alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia






Quadro PN – Imputazione del reddito del TRUST


Il quadro PN va compilato dai Trust con beneficiari individuati (cd. “Trust trasparenti”) che ai sensi dell’art. 73, comma 2, del TUIR devono imputare in ogni caso i redditi conseguiti ai beneficiari in proporzione alla quota di partecipazione individuata nell’atto di costituzione del Trust o in altri documenti successivi ovvero, in mancanza, in parti uguali. Pertanto, i Trust trasparenti determinano il reddito complessivo senza dovere liquidare l’imposta.


In presenza di Trust senza beneficiari individuati (cd. “ Trust opachi”) i redditi conseguiti sono attribuiti al Trust stesso che deve provvedere a liquidare l’imposta dovuta mediante la compilazione del quadro RN.


Non è escluso, tuttavia, che un Trust sia contemporaneamente opaco e trasparente (cd. “Trust misto”) qualora, ad esempio, l’atto istitutivo preveda che una parte del reddito resti in capo al Trust e una parte invece sia attribuita ai beneficiari individuati.


In tal caso, il Trust è soggetto ad IRES per la parte di reddito non attribuita ai beneficiari, per la quale deve compilare il quadro RN, mentre per la parte di reddito e degli altri importi attribuiti ai beneficiari deve essere compilato anche il presente quadro PN.


Il quadro si compone delle seguenti sezioni:


sezione I – Redditi e/o perdite da imputare;


sezione II – Importi da attribuire ai beneficiari;


sezione III – Utilizzo eccedenza della precedente dichiarazione;


sezione IV – Crediti d’imposta concessi al Trust e trasferiti ai beneficiari;


sezione V – Redditi prodotti all’estero e relative imposte;


sezione VI – Eccedenze d’imposta di cui all’art. 165, comma 6, del TUIR;


sezione VII – Redditi e/o perdite imputati ai beneficiari;


sezione VIII – Redditi derivanti da imprese estere partecipate.


Sezione I Redditi e/o perdite da imputare


Nella presente sezione è determinato, il reddito conseguito dal Trust senza liquidazione dell’imposta.


Il reddito del Trust è imputato ai beneficiari nel periodo d’imposta in corso alla data di chiusura del periodo di gestione del Trust in proporzione alla quota di partecipazione individuata nell’atto di costituzione del Trust o in altri documenti successivi ovvero, in mancanza, in parti uguali.


Le eventuali perdite fiscali attribuite ai beneficiari sono distintamente indicate e possono essere utilizzate dai beneficiari che partecipano al trust in regime di impresa.


Si precisa che in caso di “Trust misto” solo la parte del reddito complessivo e degli altri importi che sono attribuiti ai beneficiari vanno indicati nel presente quadro, la parte che resta in capo al Trust va indicata nel quadro RN.


Nel rigo PN1, colonna 1, va indicato l’ammontare delle imposte e degli oneri dedotti dal reddito complessivo nei precedenti esercizi e successivamente rimborsati e non compresi nei quadri RC, RF o RG.


In colonna 2 va indicato l’importo delle liberalità in denaro o in natura erogate in favore dei soggetti indicati dall’art. 14, comma 1, del D.L. 14 marzo 2005, n. 35 (ONLUS).


In colonna 3, va indicato il reddito complessivo che risulta dalla somma dei redditi positivi determinati nei vari quadri (es. RA, RB, RD, RE, RF, ecc.) aumentato dell’importo di colonna 1 e al netto dell’importo indicato in colonna 2.


Nel rigo PN2 vanno indicati, fino a concorrenza dell’importo di rigo PN1, colonna 3, gli oneri deducibili dal reddito complessivo sostenuti nel periodo di imposta, che sono stati indicati nel prospetto degli oneri del quadro RS, al rigo RS32.


Nel rigo PN3, va indicato il reddito imponibile da imputare ai beneficiari risultante dalla differenza tra l’importo di rigo PN1, col. 3 e quello di rigo PN2.


Nel rigo PN4 va indicato l’importo delle perdite attribuite ai beneficiari.


Sezione II Importi da attribuire ai beneficiari


Nella presente sezione vanno indicati gli importi da attribuire ai beneficiari.


Nel rigo PN5, vanno indicati i crediti per imposte pagate all’estero relativi a redditi esteri prodotti in esercizi antecedenti a quello in cui il trust risulta trasparente, come determinati nell’apposito quadro CE.


Nel rigo PN6, colonna 2, va indicato l’ammontare del credito d’imposta derivante dalla partecipazione agli OICVM e a fondi comuni di investimento.


La colonna 1 va compilata solo in caso di “Trust misto” per indicare l’importo totale.


Nel rigo PN7, colonna 2, vanno indicati gli altri crediti d’imposta (vedere a tal fine le istruzioni del quadro RN, rigo RN25).


La colonna 1 va compilata solo in caso di “Trust misto” per indicare l’importo totale.


Nel rigo PN8 vanno indicate le ritenute subite da attribuire ai beneficiari.


Nel rigo PN9, colonna 2, va indicato l’ammontare degli acconti versati dal Trust attribuiti ai beneficiari.


La colonna 1 va compilata solo in caso di “Trust misto” per indicare l’importo totale.


Sezione III Utilizzo eccedenza IRES della precedente dichiarazione


Nel rigo PN10 va riportata, l’eccedenza d’imposta risultante dalla precedente dichiarazione.


Nel rigo PN11 va indicato l’importo dell’eccedenza di cui al rigo PN10, utilizzato entro la data di presentazione della dichiarazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241 del 1997 mediante il modello di pagamento F24 per il versamento di tributi e contributi propri.


Nel rigo PN12 va indicata l’eccedenza di cui al rigo PN10 che il Trust attribuisce ai beneficiari individuati.


Nel rigo PN13 va indicato il risultato della seguente somma algebrica: PN10 – (PN11 + PN12), il cui importo corrisponde all’eccedenza che il Trust può riportare e che può utilizzare in compensazione.


In caso di Trust misto, al fine di determinare la parte di eccedenza da attribuire ai beneficiari e la parte che resta in capo al Trust, devono essere compilati i righi da RN30 a RN32.


L’importo da attribuire ai beneficiari, indicato nel rigo RN32, deve essere riportato nel rigo PN12, e gli altri righi della presente sezione non vanno compilati.


Sezione IV Crediti d’imposta concessi al Trust e trasferiti ai beneficiari


In tale sezione vanno indicati i crediti d’imposta derivanti da agevolazioni concesse al trust indicati nel quadro RU che lo stesso attribuisce ai beneficiari.


Nei righi da PN14 a PN18 va indicato:


– in colonna 1, il codice credito così come desunto dalla tabella allegata alle istruzioni del


quadro RU;


– in colonna 2, l’anno di insorgenza del diritto al credito;


– in colonna 3, l’ammontare del credito attribuito ai beneficiari.


Nel caso in cui non sia sufficiente un unico modulo devono essere utilizzati altri moduli, avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi e di riportare la numerazione progressiva nella casella posta in alto a destra.


Sezione V Redditi prodotti all’estero e relative imposte


In tale sezione vanno indicati i redditi prodotti all’estero e le relative imposte resesi definitive nei periodi d’imposta in cui il Trust risulta trasparente.


Nei righi da PN19 a PN21 vanno indicati:


– in colonna 1, il codice dello Stato estero desunto dalla tabella allegata alle istruzioni del presente modello;


– in colonna 2, il periodo d’imposta di produzione del reddito. In caso di esercizio non coincidente con l’anno solare, va indicato l’anno di inizio dell’esercizio.


Si precisa comunque che la quota di reddito estero, per ciascun beneficiario a cui è imputato, rileverà, ai fini dell’applicazione dell’art. 165 del TUIR, nel periodo d’imposta in corso alla data di chiusura dell’esercizio del Trust;


– in colonna 3, il tipo di reddito, indicando il codice 1 per i redditi di impresa e il codice 2 per gli altri redditi. Nel caso in cui siano prodotte all’estero entrambe le tipologie di reddito devono essere compilati due distinti righi;


– in colonna 4, il reddito estero conseguito dal Trust;


– in colonna 5, l’importo, già compreso in colonna 6, corrispondente all’imposta di competenza relativa al reddito d’impresa prodotto all’estero mediante stabile organizzazione il cui pagamento a titolo definitivo avverrà entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al primo periodo d’imposta successivo, qualora il Trust si avvalga della facoltà di cui all’art. 165, comma 5, del TUIR;


– in colonna 6, la relativa imposta estera resasi definitiva. Qualora l’imposta pagata all’estero sia complessivamente riferita sia a redditi d’impresa che ad altri redditi, nella colonna 6 va indicata l’imposta estera corrispondente alla quota riferibile al reddito indicato in ciascun rigo (vedi istruzioni del quadro CE).


Nel caso in cui non sia sufficiente un unico modulo devono essere utilizzati altri moduli, avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi e di riportare la numerazione progressiva nella casella posta in alto a destra.


Sezione VI Eccedenze d’imposta di cui all’art. 165, comma 6, del TUIR



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