L’Agenzia delle Entrate concede l’ok per l’immatricolazione degli autoveicoli usati


L’Amministrazione Finanziaria, con la circolare n. 14/E del 26 febbraio 2008, fornisce chiarimenti in relazione all’iter da seguire per procedere all’immatricolazione degli autoveicoli oggetto di acquisti intracomunitari.


Tale iter è ispirato dalla duplice esigenza della celerità del riscontro, in modo da evitare blocchi nelle immatricolazioni degli autoveicoli, e della garanzia dell’esistenza dei requisiti minimi per l’applicazione del regime del margine.  


L’operatore nazionale, che acquista autoveicoli nell’ambito del mercato comunitario, deve inviare all’Agenzia delle Entrate la documentazione necessaria che consenta di procedere ad un controllo preliminare sulla sussistenza dei requisisti previsti dalla legge per l’applicazione del regime del margine ai fini Iva. Tale regime consiste nell’applicare l’imposta sulla differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto, maggiorato dei costi accessori e di riparazione.


L’operatore nazionale, pertanto, nel caso abbia effettuato acquisti in ambito comunitario soggetti al regime del margine, deve esibire o trasmettere agli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate la fattura di acquisto dell’autoveicolo, la carta di circolazione estera ed una eventuale dichiarazione da cui risulti da chi il rivenditore, soggetto d’imposta in Italia, abbia acquistato gli autoveicoli usati. Può trattarsi di un privato consumatore, un operatore economico che non ha potuto esercitare il diritto a detrazione, un soggetto passivo d’imposta in regime di franchigia nel proprio Stato membro, un soggetto passivo comunitario che ha applicato, a sua volta, il regime del margine.  La dichiarazione è eventuale in quanto deve essere presentata soltanto nel caso in cui dalla carta di circolazione non risulti la presenza di persone fisiche tra i proprietari del veicolo. In alcuni paesi membri, infatti, non esiste l’obbligo giuridico di iscrivere sulla carta di circolazione tutti i proprietari successivi al primo.


Una volta ricevuta tale documentazione, gli uffici locali procederanno alla verifica dei requisiti minimi previsti dalla normativa Iva per l’applicazione del regime del margine. In particolare, verificheranno che la data di prima immatricolazione, risultante dalla carta di circolazione, sia antecedente di almeno sei mesi. Verificheranno, altresì, se tra i soggetti esteri, precedenti possessori dell’autoveicolo, figuri almeno una persona fisica. Verificheranno, infine, che, nel caso di esibizione di una scrittura privata, l’ultimo intestatario riportato sulla carta di circolazione coincida con il dante causa della scrittura privata.


  Se da tale verifica emerge l’esistenza di tutti i requisiti prescritti dalla legge, l’Agenzia delle Entrate trasmette il numero di telaio al Ced del Dipartimento dei Trasporti Terrestri per permettere l’immatricolazione del veicolo usato. In caso contrario, l’ufficio, pur trasmettendo il numero di telaio per non impedire l’immatricolazione del veicolo, invia un segnalazione all’area controllo per l’attivazione immediata di una verifica fiscale.


Nel caso particolare in cui il contribuente presenti all’Agenzia delle Entrate la sola dichiarazione, e non anche il documento di acquisto e la carta di circolazione, l’ufficio locale avrà l’obbligo di attivare tutti i controlli per la verifica dell’esistenza dei presupposti necessari per l’applicazione del regime del margine e, al temine del procedimento di controllo e solo in caso di riscontro positivo, comunicherà il numero di telaio per permettere l’immatricolazione dell’autoveicolo.


L’Amministrazione Finanziaria, ad ogni modo, ribadisce che il riscontro positivo alla procedura appena descritta non esclude successivi accertamenti sull’effettiva legittimità dell’applicazione del regime speciale Iva.


 


Filippo Gagliardi   


7 marzo 2008


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