Dal 29 marzo 2008 tempi duri per chi deve soldi al Fisco


            La cd. manovra Prodi del 2006 ha disposto il blocco dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni, se sussistono morosità.


            In particolare, l’art. 2, comma 9, del D.L. n. 262 del 3 ottobre 2006, convertito in legge n. 286/06, ha inserito nel D.P.R. n. 602/1973 l’art. 48-bis, in forza del quale “Le amministrazioni pubbliche di cui all’art.1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  e  le  società  a prevalente  partecipazione  pubblica,  prima  di  effettuare,  a  qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a diecimila euro,  verificano, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente  all’obbligo  di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento  per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono al pagamento e  segnalano  la  circostanza  all’agente  della riscossione competente per territorio, ai fini dell’esercizio dell’attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo”.


            La norma demanda ad un successivo decreto  del  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  da adottare ai sensi dell’art.17, comma 3, della legge  23  agosto  1988, n. 400, le modalità di attuazione della disposizione.


                Con circolare n. 28 del 6 agosto 2007 il Dipartimento della ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze, partendo dal presupposto dell’immediata applicabilità della norma, pur in assenza del menzionato  regolamento, ha diramato le prime indicazioni operative, disponendo che gli uffici riscontranti ed i revisori dovranno appurare che le Amministrazioni Pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 2001, nel caso di  pagamenti  superiori  alla soglia di diecimila euro, abbiano provveduto  ad  esperire  le  opportune  e preliminari verifiche presso Equitalia S.p.A.


            In alternativa alle  esposte  modalità  di  verifica,  la Ragioneria ritiene sufficiente l’acquisizione, da parte  dell’Amministrazione  che  dispone  il pagamento, di una dichiarazione, da accludere al mandato di pagamento, resa dal beneficiario, dalla quale risulti l’assenza  di  qualsiasi  inadempimento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento ovvero lo  stato e la misura delle somme eventualmente dovute.


            L’eventuale presenza di debiti in  misura  pari  almeno  all’importo  di diecimila euro determinerà la sospensione del pagamento delle somme  dovute  al beneficiario fino  alla  concorrenza  dell’ammontare  del  debito  rilevato.


            Viceversa, nel caso di mancata presentazione della dichiarazione  da  parte  del beneficiario, e sino alla  presentazione  della  stessa,  verrà  sospeso  il pagamento per l’intero importo.


            Inoltre, nelle suddette  ipotesi  di  sospensione  del  pagamento,  come disposto dal comma 1 dell’art. 48-bis del D.P.R. n. 602 del 1973, sarà  cura delle Amministrazioni obbligate segnalare la  circostanza  all’agente  della riscossione competente per territorio, al  fine  di  consentire  l’esercizio dell’attività di riscossione  delle  somme  iscritte  a  ruolo.


            In caso di intervenuto assolvimento,  da  parte  del  beneficiario,  del debito derivante dalla notifica di una o più cartelle di  pagamento,  ovvero di quota-parte di questo, sarà il beneficiario stesso a darne  comunicazione alla competente Amministrazione al fine di consentire la riattivazione della procedura di pagamento a proprio favore.


            La Ragioneria generale dello Stato successivamente con la circolare n. 29 del 4 settembre 2007, soffermandosi, più specificatamente, sulle modalità di verifica della situazione del beneficiario relativamente all’assenza di debiti per un ammontare complessivo pari ad almeno diecimila euro.


            Resta fermo, innanzitutto, che in assenza del previsto regolamento di attuazione e sino all’emanazione dello stesso, si ritiene preferibile utilizzare la dichiarazione sostitutiva rispetto alla verifica, da espletare presso gli agenti della riscossione, volta ad acclarare l’esistenza di eventuali inadempimenti all’obbligo di versamento.                       


            Le indicazioni della Ragioneria generale sono state oggetto di critica – per l’impatto sulle aziende – così che è dovuto intervenire nuovamente il legislatore, attraverso l’art. 19, del D.L. 1° ottobre 2007, n. 159,  convertito in L. n. 222 del 22 novembre 2007, che bloccato l’operatività della norma, fino alla pubblicazione del regolamento.


             Il regolamento tanto atteso è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del 14 marzo 2008 del D.M. 18 gennaio 2008 n. 40, che fissa le regole per l’attuazione dell’art. 48-bis, del D.P.R. n.602/73.


            I soggetti pubblici prima di effettuare il pagamento di un  importo superiore a diecimila euro, procedono alla verifica inoltrando apposita richiesta a Equitalia Servizi S.p.A.


            L’inadempimento a carico del beneficiario è comunicato al soggetto pubblico richiedente entro i cinque  giorni feriali successivi alla ricezione della richiesta.


            Se Equitalia Servizi S.p.A. non rileva alcun inadempimento, ovvero non fornisce alcuna risposta nel termine previsto, il soggetto pubblico procede al pagamento a favore del  beneficiario delle somme ad esso spettanti.


            Se, invece, Equitalia Servizi S.p.A. comunica che risulta un  inadempimento, la stessa contiene l’indicazione dell’ammontare del  debito del beneficiario per cui si e’ verificato l’inadempimento, comprensivo delle spese esecutive e degli interessi di mora dovuti.


            Con la stessa comunicazione, Equitalia Servizi S.p.A. annuncia l’intenzione dell’agente della riscossione competente per territorio di procedere alla notifica dell’ordine di pagamento di cui all’art. 72-bis del D.P.R. n.  602 del 1973 presso qualsiasi terzo (sono esclusi i crediti pensionistici).


            Il soggetto pubblico non procede al pagamento delle somme dovute al beneficiario fino alla concorrenza dell’ammontare del debito comunicato per i trenta giorni successivi a  quello della comunicazione.


            Qualora il pagamento sia relativo ai crediti di cui all’art. 545, terzo comma, del C.p.c., il soggetto pubblico sospende il pagamento nei limiti previsti dal quarto comma del medesimo art. 545 e di cui all’art. 2 del D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180.


            Se durante la sospensione e prima della notifica dell’ordine di versamento di cui all’art. 72-bis del D.P.R. n. 602 del 1973 intervengono pagamenti da parte del beneficiario o provvedimenti dell’ente  creditore che fanno venir meno l’inadempimento o ne riducono  l’ammontare, Equitalia Servizi S.p.A. lo comunica prontamente al soggetto pubblico, indicando l’importo del pagamento che quest’ultimo può conseguentemente effettuare a favore del beneficiario.


            Importante: trascorsi 30 gg. senza che l’agente della riscossione abbia notificato, ai sensi  dell’art.72-bis del citato D.P.R. n. 602 del 1973, l‘ordine di versamento delle somme dovute, il soggetto pubblico può procedere al pagamento delle somme spettanti al beneficiario.


 



Francesco Buetto


17 Marzo 2008


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