Blocco dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni: regole operative dal 29 marzo


            E’ stato pubblicato sulla G.U. n.63 del 14 marzo  2008 il D.M. 18 gennaio 2008, n.40, che regola le “Modalità di attuazione dell’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica n.602/73 recante disposizioni in materia di pagamenti delle pubbliche amministrazioni”. L’art. 2, comma 9, del D.L. 3 ottobre 2006, n.262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.286, ha, infatti,  introdotto l’articolo 48-bis al DPR 29 settembre 1973, n. 602 che prevede nuove disposizioni in materia di pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni.


            Successivamente l’articolo 19, comma 1, lett. a), del decreto legge  1 ottobre 2007, n.159, in vigore dal 3 ottobre 2007, convertito dalla legge 29 novembre 2007, n.222, ha nuovamente modificato l’articolo 48-bis del DPR 602/73 che  ora nella versione definitiva  prevede:







Art. 48-bis   DPR 29 settembre 1973, 602


A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 2, le amministrazioni pubbliche  di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a  qualunque  titolo, il pagamento di un importo superiore a diecimila euro, verificano, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica  di una o più  cartelle  di  pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono al pagamento e  segnalano  la  circostanza  all’agente  della riscossione competente per territorio, ai fini dell’esercizio dell’attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo.


Con regolamento  del Ministro dell’economia e delle  finanze,  da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge  23  agosto  1988, n. 400, sono stabilite le modalità di attuazione delle disposizioni di  cui al comma 1.


Con  decreto  di  natura   non   regolamentare  del Ministro dell’economia e delle finanze, l’importo di cui  al  comma 1 può essere aumentato, in  misura   comunque   non   superiore   al   doppio,  ovvero diminuito. 


            Con il Decreto Ministeriale in commento diventano operative, a far data dal 29 marzo 2008, le modalità di attuazione  relative ai pagamenti per importi  superiori a 10.000,00 euro  da parte degli enti pubblici.


 


I soggetti interessati


            Vediamo nel dettaglio  di conoscere i soggetti che sono parte “integrante” del decreto ministeriale, analiticamente descritte all’articolo 1 del DM n.40/2008 in commento:


a)      soggetti pubblici: ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n.165 del 2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze  delle amministrazioni pubbliche) si intendono amministrazioni pubbliche tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale,  l’Agenzia per la rappresentanza  negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le agenzie di cui  al decreto legislativo  30 luglio 1999, n.300; rientrano in tale terminologia, sempre secondo il DM n.40/2008   le società a totale partecipazione pubblica;


b)      Agenti delle riscossione:  A  decorrere  dal    ottobre  2006,  è  stato soppresso  il  sistema  di affidamento in concessione del servizio nazionale della  riscossione  e  le funzioni relative alla riscossione nazionale sono attribuite  all’Agenzia delle Entrate, che le esercita mediante la società denominata Equitalia spa che  è una società per azioni a totale capitale pubblico, i cui soci sono “l’Agenzia delle Entrate”, con una partecipazione pari al 51% del capitale sociale e “l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – I.N.P.S.”, con una partecipazione pari al 49% del capitale sociale. In base al comma 7 dell’art. 3 del D.L. 203/2005, Equitalia – prima denominata Riscossione spa – ha concluso al 29 settembre 2006 l‘acquisto delle 37 Società Concessionarie, in misura non inferiore al 51% del capitale sociale delle stesse. L’acquisto da parte dei concessionari cedenti è avvenuto tramite un aumento di capitale sociale, che Riscossione Spa ha deliberato in data 15 marzo 2006.  Il fine di Equitalia spa è quello di dare impulso all’efficacia della riscossione riducendo i costi affrontati dalla Stato per questo scopo. Essa ha inoltre il compito di ottimizzare il rapporto con il contribuente e contribuire all’equità fiscale. L’attività che era in precedenza affidata in concessione a circa quaranta enti privati  è, quindi,  tornata in mano pubblica, come tra l’altro accade negli altri Paesi europei;


c)     sistema informativo: è l’insieme delle  informazioni  relative  ai beneficiari  che  risultano  inadempienti,  contenute  nelle   banche   dati condivise tra gli agenti della  riscossione,  con  gestione  delle  attività informatiche da parte di Equitalia Servizi  S.p.A., e delle procedure di interrogazione di tali  banche  dati  e  di  comunicazione  delle  relative informazioni;


d)     inadempimento: è il mancato assolvimento da parte del beneficiario, nel termine di  sessanta giorni previsto dall’articolo 25, comma 2, del decreto del Presidente della  Repubblica n. 602 del 1973, dell’obbligo di versamento di un ammontare complessivo pari almeno a 10.000 euro, derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento,  relative a ruoli consegnati agli agenti della riscossione;


e)      verifica: è il controllo che i soggetti pubblici devono effettuare, ai sensi  dell’articolo 48-bis, comma 1, del decreto del Presidente della  Repubblica  n. 602  del 1973, prima di effettuare il pagamento, per accertare se sussiste un  inadempimento  da  parte del beneficiario;


f)       operatore: è la persona fisica incaricata dal soggetto pubblico che deve  effettuare la verifica;


g)     comunicazione: la risposta con la quale Equitalia Servizi S.p.A. informa che non  risulta  ovvero  risulta  un  inadempimento  da  parte  del beneficiario.


 


Come avviene la verifica


                        Prima di evidenziare i vari passaggi che la pubblica amministrazione deve effettuare secondo le modalità stabilite dal  decreto in commento, occorre evidenziare che la morosità del contribuente  si verifica in tutti quei casi in cui non viene pagata una cartella di pagamento entro sessanta giorni della notifica. Può quindi trattarsi anche di entrate non tributarie, purchè iscrivibili a ruolo. Nessun rilievo ha invece la semplice notifica di un avviso di accertamento.


            Le pubbliche amministrazioni  prima di procedere al pagamento di importi superiori a diecimila euro devono inoltrare ad Equitalia spa  la richiesta telematica di verifica del soggetto. E’ in questo contesto che entra “in gioco” l’operatore della pubblica amministrazione;  quest’ultima, infatti, deve procedere, si presume all’entrata in vigore del provvedimento (29 marzo 2008) e ad ogni successiva variazione,  a comunicare a Equitalia spa la documentazione contenente i dati anagrafici ed il codice fiscale dell’operatore incaricato  di procedere alla verifica e l’indirizzo di posta elettronica cui ricevere le segnalazioni. Una volta registrato dall’Agente della Riscossione (Equitalia spa)  all’operatore dell’ente pubblico viene assegnato il codice utenza che unitamente alla parola chiave lo abilita ad accedere al servizio di verifica che si effettua attraverso:


Þ   l’inserimento del codice fiscale del soggetto creditore dell’ente pubblico;


Þ   l’importo da corrispondere;


Þ   il numero identificativo del pagamento da effettuare.


           


            Equitalia spa una volta ricevuta la richiesta dall’operatore verifica l’eventuale inadempienza al pagamento di cartelle esattoriali del beneficiario  e ne dà comunicazione all’ente pubblico entro cinque giorni feriali successivi alla richiesta.


            Nel caso in cui Equitalia spa non risponda entro i cinque giorni feriali successivi la pubblica amministrazione può procedere al pagamento delle somme spettanti al creditori.  Per converso qualora ad Equitalia spa risulti che il creditore della pubblica amministrazione sia  inadempiente, per una cartella non pagata, deve comunicare immediatamente all’ente pubblico interessato che deve bloccare il pagamento per un periodo di trenta giorni  successivi alla citata comunicazione limitatamente al debito iscritto a ruolo. Entro trenta giorni l’agente della riscossione competente per territorio  procede alla notifica dell’atto di pignoramento verso terzi di cui all’articolo 72-bis del DPR 602/73. Se durante la sospensione e prima della notifica del pignoramento intervengono pagamenti o provvedimenti dell’ente creditore che riducono la somma iscritta a ruolo, l’agente della riscossione ne deve dare tempestiva comunicazione all’ente pubblico al fine di sbloccare parte delle somme da pagare.


 


            Il Decreto Ministeriale in commento prevede, infine, all’articolo 6 che dovrà essere approvato un successivo regolamento che disciplina  l’attuazione dell’articolo 48-bis del DPR 602/73, con riferimento alle società a prevalente partecipazione pubblica.


 


Le problematiche aperte


            L’approvazione del provvedimento da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze non risolve una serie di problemi sui cui ora concentriamo l’attenzione:


1) in caso di pagamenti frazionati non è chiaro quale sia il comportamento da tenere da parte della pubblica amministrazione. La  circolare n.28 del 6 agosto 2007  della Ragioneria Generale dello Stato, sempre in materia di articolo 48-bis, aveva fatto presente che per   calcolare  l’entità del credito non si doveva  fare affidamento su “artificiosi frazionamenti di un unico pagamento”; in sostanza, se il credito per la fornitura è, ad esempio, di 20 mila euro, la “verifica” deve essere effettuata  comunque, anche se si eseguono due pagamenti di 10.000 euro. E’ evidente che, in ogni caso, serviranno ulteriori chiarimenti da parte dell’amministrazione finanziaria sul comportamento corretto da seguire, in materia, da parte dell’ente pubblico;


2) l’appesantimento dei controlli da parte della pubblica amministrazione che ha visto il proprio personale ridursi in questi anni a seguito dei continui “tagli” non è facilmente risolvibile; effettuare controlli sui pagamenti, vista la quantità di fatture quotidiane “messe” in pagamento  negli enti  pubblici, rappresenta un onere non semplice da risolvere ed effettuare il controllo su ogni singolo fornitore presuppone una organizzazione tutta da strutturare;


3) chi opera negli enti pubblici sa perfettamente i tempi lunghi relativi ai pagamenti; in particolare esistono due fasi che sono:


   1) la liquidazione;


    2)  il pagamento della fattura,


e di cui il legislatore  non sembrerebbe averne tenuto in debito conto.


            Tra i due passaggi, speso gestiti anche da Dipartimenti/Servizi diversi, a volte possono passare mesi di distanza, per cui non è così scontato, per via del termine troppo generico di “pagamento” contenuto nel primo comma dell’articolo 48-bis del DPR 602/73,  a chi competa il compito materiale della verifica/comunicazione all’agente delle riscossione; nella schema qui sotto riportato viene evidenziato l’iter che generalmente percorre una fattura in un ente pubblico.







1) La fattura arriva, attraverso il servizio di posta o portata a mano dal creditore  nella   sede  dell’ente pubblico, generalmente individuato nel protocollo generale;  qui viene posto  il timbro di arrivo e viene   inviata all’Ufficio/Servizio Ragioneria per il numero di protocollo e la conseguente distribuzione agli uffici competenti;


2) Una volta inviata all’Ufficio/Servizio/Dipartimento competente la fattura viene esaminata dal funzionario preposto o referente che prepara l’apposito atto di liquidazione;


3) A seguito della firma del Dirigente la nota di liquidazione contente la fattura viene presa in carico dall’Ufficio/Servizio  supporto del servizio interessato che provvede a protocollarla ed a inviarla all’Ufficio Ragioneria (sezione mandati) per l’emissione del mandato ad essa relativo;


4) La Ragioneria provvede all’emissione del mandato di pagamento ovvero di quel documento che inviato al Tesoriere dell’ente pubblico (es. Istituto Bancario) autorizza lo stesso a versare sul conto corrente del creditore l’importo dovuto oppure ad emettere apposito bonifico che può essere incassato a cura del creditore


 


4) I tempi di verifica/comunicazione  previsti nel D.M. sono troppo ristretti; è impensabile che l’Agente della Riscossione riesca a gestire entro cinque giorni lavorativi una mole di lavoro che arriverà appena il provvedimento sarà operativo; sono, infatti,  pochi anche i trenta giorni per l’atto di pignoramento creditizio ex art.72-bis del DPR 602/73 da parte dell’Agente della Riscossione. Si ritiene inoltre che siano tutti da organizzare i rapporti Equitalia  spa/ente pubblico poiché proprio quest’ultimo non ha specifica   competenza in materia  non avendo , nella stragrande maggioranza dei casi, mai gestito problematiche di questo tipo (es. un Comune o una Asl).


 


Dott. Federico Gavioli


28 Marzo 2008


Vedi anche: “Tempi duri per chi deve soldi al Fisco: blocco dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni”


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