Novità fiscali del 22 febbraio 2008: minimi, IVA-auto, IVA-telefonini, estromissione beni imprenditore, detrazioni IRPEF, contenzioso tributario, tantissime segnalazioni...

  Indice:   1) Software IVA aggiornato per inizio e variazione attività   2) C.T.R.: E’ inammissibile l’appello se non è stata allegata la ricevuta di spedizione della raccomandata postale con la quale é stato notificato l’appello.   3) Aliquota IVA agevolata del 10% per interventi di recupero del patrimonio edilizio: Non occorre indicare in […]

 






Indice:


 


1) Software IVA aggiornato per inizio e variazione attività


 


2) C.T.R.: E’ inammissibile l’appello se non è stata allegata la ricevuta di spedizione della raccomandata postale con la quale é stato notificato l’appello.


 


3) Aliquota IVA agevolata del 10% per interventi di recupero del patrimonio edilizio: Non occorre indicare in fattura il costo della manodopera


 


4) L’estromissione dei beni dell’imprenditore individuale richiede la maggiorazione delle rendite catastali


 


5) Determinazione del costo di partecipazione non azionaria in caso di successione


 


6) Cessione di una partecipazione detenuta in parte in piena proprietà ed in parte in nuda proprietà


 


7) Spese di albergo e ristorante pagate da un professionista che si trova nel regime dei minimi


 


8) Applicazione delle percentuali di deduzione del costo dei veicoli


 


9) IVA: detrazione dell’imposta relativa ai telefoni cellulari dati in uso ai dipendenti


 


10) Detrazione per soggetti “incapienti” con almeno quattro figli a carico: Decreto 31/1/08


 


11) Detrazione per canoni di locazione: Decreto 11/2/08


 


12) Forum organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro: Chiarimenti fiscali


 


13) Brevi fiscali


 


14) Mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale – Estinzione con successiva accensione di un nuovo mutuo: Detrazione degli interessi passivi


 


15) Cessione di fabbricati abitativi: Regime Iva


 


 


1) Software IVA aggiornato per inizio e variazione attività


Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il 21 febbraio 2008, sono state pubblicate le versioni aggiornate del software di compilazione delle dichiarazioni telematiche di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA per risoluzione anomalie.
Software AA9/9 e AA7/9 (Dichiarazione di inizio e variazione attività ai fini IVA): aggiornamento (le nuove versioni visualizzano la corretta descrizione del codice attività 28.91.00)


(Agenzia delle Entrate, Nota del 21/02/08)


 


 


2) Contenzioso Tributario – ricorso in Commissione Regionale (costituzione in giudizio): E’ inammissibile l’appello se non è stata allegata la ricevuta di spedizione della raccomandata postale con la quale é stato notificato l’appello.


Il D.Lgs. 546/92 (art. 22 e 53), in tema di proposizione e deposito dell’appello, espressamente dispone che il ricorrente, entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso, a pena di inammissibilità deve depositare nella segreteria della commissione tributaria adita l’originale del ricorso notificato a norma degli artt. 137 e seguenti del c.p.c., o copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o di spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale.


L’inammissibilità é rilevabile d’ufficio anche se la parte resistente é costituita in giudizio.


Tale sanzione di inammissibilità non viene sanata dalla produzione dell’avviso di ricevimento di tale raccomandata, essendo la normativa riferita espressamente alla ricevuta di spedizione e non a quella di ritorno.


La ratio della norma va individuata nella necessità di consentire al giudice tributario l’esatta valutazione della effettiva data di presentazione dell’appello che, essendo atto processuale, nel caso di notifica a mezzo posta, va individuata nella data di spedizione, onde consentire allo stesso giudice di valutare la tempestività o meno dell’impugnazione. Nel caso di specie l’appello dell’ufficio è inammissibile poiché al fascicolo depositato in commissione regionale all’atto della sua costituzione in giudizio non risulta allegata la copia della ricevuta di spedizione della raccomandata postale con la quale é stato notificato l’appello medesimo.


(Comm. Trib.  Reg.  Campania, Sezione XX, Sentenza, del 18/02/2008, n. 13)


 


 


3) Aliquota IVA agevolata del 10% per interventi di recupero del patrimonio edilizio: Non occorre indicare in fattura il costo della manodopera


L’applicazione dell’aliquota IVA agevolata del 10%, relativamente alle prestazioni di servizi aventi ad oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio, prescinde dall’indicazione in fattura del costo della manodopera che, invece, si rende necessaria, anche in relazione agli interventi effettuati nel periodo 2008/2010, per il riconoscimento della detrazione d’imposta del 36% delle spese riguardanti le seguenti opere edili:


– interventi di recupero del patrimonio edilizio, disciplinati all’art. 2, comma 5, della legge n. 289/2002;


– interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia operati da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedono alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.


Per questi interventi, l’obbligo dell’indicazione in fattura del costo della manodopera viene espressamente disposta dall’art. 1, comma 19, della legge n. 244/2007.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 19/02/2008, n. 12)


 


 


4) L’estromissione dei beni dell’imprenditore individuale richiede la maggiorazione delle rendite catastali


Ai fini della determinazione del valore normale, le rendite catastali debbano essere rivalutate e maggiorate con le percentuali rispettivamente del 40% per gli immobili di categoria B e del 20% per gli altri immobili.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 19/02/2008, n. 12)


 


 


5) Determinazione del costo di partecipazione non azionaria in caso di successione


Con la reintroduzione dell’imposta di successione, per quanto concerne la valutazione del costo di carico per l’erede dei titoli compresi nella successione, si è tornati sostanzialmente alla situazione precedente la legge n. 383/2001, che aveva soppresso l’imposta di successione precedentemente vigente.


Pertanto, nell’attuale quadro normativo in materia, non vi é nel caso di successioni aperte dal 3/10/2006, vale a dire dalla data di entrata in vigore del D.L. 262/2006, la possibilità di optare tra il costo sostenuto dal de cuius (o in alternativa, il valore da questi rivalutato,) e il valore definito o dichiarato ai fini dell’imposta successoria.


In tal caso, ai fini della determinazione delle plusvalenze imponibili ai sensi dell’art. 67 del TUIR, infatti, occorre far riferimento, salvo rettifica da parte dell’ufficio, al valore delle partecipazioni determinato e, quindi, indicato nella dichiarazione di successione, secondo le modalità contenute nell’art. 16 del D.Lgs. n. 346/1990.


Le disposizioni devono essere osservate in sede di dichiarazione anche in presenza di franchigie che possano annullare o ridurre l’imponibile.


Al valore normale delle partecipazioni occorre, invece, fare diretto riferimento nell’eventualità che le stesse siano esentate dall’imposta di successione.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 19/02/2008, n. 12)


 


 


6) Cessione di una partecipazione detenuta in parte in piena proprietà ed in parte in nuda proprietà


Una persona fisica é proprietaria, non in regime di impresa, di una partecipazione al capitale di una società per azioni non quotata, così composta:


– piena proprietà del 20% delle azioni;


– nuda proprietà del 5% delle azioni, con diritto di usufrutto vitalizio con diritto di voto a favore del genitore.


In tale caso, la partecipazione ceduta viene considerata “qualificata” ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettere c) e c-bis) del TUIR.


Ciò poiché nel caso di cessione congiunta di partecipazioni detenuta da un medesimo soggetto, di cui parte in piena proprietà e parte in nuda proprietà, tali partecipazioni devono essere considerate cumulativamente ai fini del superamento della soglia del 20% oltre la quale le partecipazioni cedute si considerano “qualificate”.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 19/02/2008, n. 12)


 


 


7) Spese di albergo e ristorante pagate da un professionista che si trova nel regime dei minimi


Nel regime dei minimi la normativa prevede che sia i componenti positivi che quelli negativi devono essere assunti per l’intero corrispettivo incassato o pagato nel periodo, e pertanto con riferimento a tali soggetti non trovano applicazione le regole ordinarie di determinazione del reddito dettate dal Testo Unico delle Imposte sui redditi.


Le spese di albergo e ristorante, normalmente riferibili alla sfera privata del contribuente, possono essere portate in deduzione per l’intero importo pagato (a prescindere dalle limitazioni previste dall’art. 54, comma 5, del TUIR) qualora la stretta inerenza delle stesse all’esercizio dell’attività sia dimostrabile sulla base di criteri oggettivi.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 19/02/2008, n. 12)


 


 


8) Applicazione delle percentuali di deduzione del costo dei veicoli


Come è noto i commi da 7 a 10 dell’art. 15-bis del D.L. n. 81 del 2/7/2007 hanno  introdotto modifiche in merito alla deduzione delle auto aziendali (disciplina, peraltro, già modificata dal D.L. 3/10/2006, n. 262 (c.d. collegato alla legge finanziaria 2007).


Auto aziendali e auto professionali


Il comma 7 lett. b) del suddetto art. 15-bis ha stabilito che, per il periodo d’imposta in corso alla data del 27/6/2007, le spese e degli altri componenti negativi relativi alle auto il cui  utilizzo è diverso da quello indicato (strumentali per l’attività) nella lett. a) n. 1 dell’art. 164 del TUIR sono deducili nella misura del 40%, nei limiti di costo fissati dalla lettera b), comma 1, dell’art. 164 del TUIR.


Si ricorda che per effetto delle modifiche apportate dal decreto collegato alla legge finanziaria 2007 tali spese erano diventate totalmente indeducibili.


Per le auto utilizzate dagli esercenti arti e professioni in forma individuale la percentuale di deducibilità è stata elevata dal 25% al 40%.


Prima delle modifiche apportate dal D.L. n. 262/2006 la percentuale di deducibilità era del 50%.


Auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti


Il comma 7 lett. c) del citato articolo 15-bis dispone che per il periodo d’imposta in corso alla data del 27/6/2007 le spese e degli altri componenti negativi relativi ai veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo di imposta sono deducibili nella misura del 90%. La norma comporta un sostanziale ritorno al regime precedente le modifiche introdotte dal collegato alla legge finanziaria 2007 nel quale regime era prevista la deduzione integrale dei suddetti costi.


Si ricorda che il D.L. n. 262/2006 aveva, invece, previsto per i veicoli dati in uso ai dipendenti la deducibilità dei relativi costi nei limiti dell’importo costituente reddito di lavoro dipendente.


Disciplina transitoria


Per il periodo di imposta in corso alla data del 3/10/2006 (periodo di imposta 2006 per i soggetti aventi esercizio sociale coincidente con l’anno solare), il comma 9 dell’art. 15-bis citato ha introdotto una disciplina transitoria che consente alle imprese e ai professionisti di beneficiare di una maggiore deduzione rispetto a quella prevista dal D.L. n. 262/2006.


In particolare, il comma 9 ha previsto le seguenti percentuali di deducibilità (quindi, transitorie):


– 65% dei costi sostenuti per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo di imposta, in luogo della previgente deducibilità del solo importo corrispondente al fringe benefit tassato in capo al dipendente;


– 20% dei costi relativi ai veicoli aziendali non utilizzati esclusivamente come strumentali nell’attività di impresa – sempre nel limite di costo previsto dall’art. 164 del TUIR – in luogo della totale indeducibilità;


– 30% dei costi relativi ai veicoli utilizzati dai professionisti, in luogo del 25%o.


Premesso ciò, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che i nuovi limiti di deducibilità fissati dalla suddette norme non si applicano sul costo deducibile preso a base per determinare l’ammontare degli ammortamenti stanziabili per l’intera vita utile del bene; al contrario essi devono essere applicati esercizio per esercizio sulle singole quote di ammortamento dei beni.


Per maggiore chiarezza, si ipotizzi l’acquisto nel periodo d’imposta 2003 di un’autovettura nuova di costo pari a 18.000 euro il cui utilizzo rientra in una delle fattispecie per le quali trova applicazione il criterio di deduzione indicato nella lett. b) del comma 1 dell’art. 164 del TUIR.


Nella seguente tabella viene illustrato il processo di ammortamento del bene tenendo conto dell’aliquota di ammortamento del 25% prevista dal D.M. 31/12/1988 ridotta alla metà nel primo esercizio.


La quota di ammortamento deducibile per il periodo d’imposta 2006 è pari a 900, determinata applicando la percentuale del 20% alla quota d’ammortamento del periodo (4.500) e per il periodo di imposta 2007 é pari ancora a 900, determinata applicando la percentuale del 40% alla quota d’ammortamento residua del periodo (2.250).


 


Tabella riassuntiva


 
































Anno


2003


2004


2005


2006


2007


Ammortamento (aliquote D.M. 31/12/88)


2250


4500


4500


4500


2250


Amm.deducibile


1125


2250


2250


900


900


Residuo da ammortizzare


15750


11250


6750


2250


=


 


(Agenzia delle Entrate, circolare del 19/02/2008, n. 12)


 


 


9) IVA: detrazione dell’imposta relativa ai telefoni cellulari dati in uso ai dipendenti


Come è noto, la Legge n. 244/2007 ha abrogato la lettera g) dell’art. 19-bis 1 del DPR 633/1972.


In tal modo è caduta  la limitazione al 50% della detrazione IVA sui telefoni cellulari e sulle relative spese di gestione.


A partire dal 1/1/2008, la detrazione può quindi avvenire secondo la regola generale dell’inerenza contenuta nell’art. 19 del DPR 633/1972.


Riguardo i telefoni cellulari dati in uso ai dipendenti è possibile la integrale detraibilità dell’IVA soltanto per il traffico di telefonia mobile “aziendale” ai sensi dell’art. 19 giacché effettivamente afferente all’esercizio dell’impresa.


Per quanto riguarda, invece, la detrazione dell’IVA assolta per l’acquisto dei cellulari aziendali, se é la stessa società ad evidenziarne l’utilizzo promiscuo da parte dei dipendenti, va operata una limitazione della detrazione tenendo conto dell’effettivo utilizzo nell’ambito dell’attività d’impresa.


(Agenzia delle Entrate, circolare del 19/02/2008, n. 12)


 


 


10) Detrazione per soggetti “incapienti” con almeno quattro figli a carico (Decreto 31/1/08)


Con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 31 gennaio 2008, di concerto con il Ministro delle politiche per la famiglia, è stata data attuazione a una delle misure di maggiore rilievo sociale contenute nella manovra finanziaria per il 2008 in favore dei soggetti cosiddetti “incapienti” con almeno quattro figli a carico.


Si tratta del credito derivante dall’ulteriore detrazione di 1.200 euro di cui non si è potuto fruire per incapienza dell’imposta netta.


La disposizione ha effetto retroattivo applicandosi dall’anno 2007.


Il decreto individua le modalità di attribuzione del credito stabilendo che lo stesso è determinato nella dichiarazione dei redditi (Modello Unico/PF ovvero Modello 730) – già a partire da quella presentata nell’anno 2008 – e può essere utilizzato in compensazione nel modello F24 o, a scelta del contribuente, riportato a nuovo per computarlo in diminuzione dell’IRPEF relativa al periodo d’imposta successivo o chiesto a rimborso.


Ai lavoratori dipendenti l’attribuzione del credito è effettuata tramite sostituto d’imposta che, sulla base delle disposizioni introdotte dal decreto, potrà avviare subito tale operazione riconoscendolo sulla prima retribuzione utile.


Il decreto ha stabilito, inoltre, che il credito relativo all’anno 2007 sarà attribuito in unica soluzione mentre quello spettante a partire dall’anno 2008 sarà riconosciuto sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga.


Il decreto è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


(Ministero dell’Economia e delle Finanze, nota del 21/2/2008)


 


 


11) Detrazione per canoni di locazione: Decreto 11/2/08


In attuazione della Finanziaria 2008, con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 11 febbraio 2008 (in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale) sono state definite le modalità di fruizione della detrazione spettante per canoni di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale. Il decreto definisce anche le modalità di attribuzione della detrazione che sia di ammontare superiore all’imposta lorda diminuita delle detrazioni per carichi di famiglia e per redditi da lavoro.


La disposizione ha effetto retroattivo applicandosi dall’anno 2007.


In particolare, la parte di detrazione che non  trovi capienza nell’imposta lorda è determinata nella dichiarazione dei redditi (Modello Unico/PF ovvero Modello 730) – già a partire da quella presentata nell’anno 2008 – e può essere utilizzata in compensazione nel modello F 24  o, a scelta del contribuente, riportata a nuovo per computarla in diminuzione dell’IRPEF relativa al periodo d’imposta successivo ovvero chiesta a rimborso.


Il decreto stabilisce, inoltre, che a decorrere dal periodo d’imposta 2008, la detrazione per canoni di locazione spettante ai lavoratori dipendenti, compresa la parte incapiente, è riconosciuta dal sostituto d’imposta in sede di effettuazione delle operazioni di conguaglio.


(Ministero dell’Economia e delle Finanze, nota del 21/2/2008)


 


 


12) Forum organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro: Chiarimenti fiscali


Il Consiglio Nazionale dell’Ordine e Fondazione Studi, in collaborazione con Ministero del lavoro e Sole 24 Ore, hanno dato vita a quattro ore di diretta con risposte ai quesiti da parte dei dirigenti del Ministero.


Sul sito consulentidellavoro.it/”>www.consulentidellavoro.it sono state pubblicate i seguenti chiarimenti:


770 Semplificato: No a sanzioni per codici fiscali non indicati


“L’indicazione del codice fiscale per i familiari a carico, da inserire nel prossimo mod. 770, non sono dati rilevanti per la compilazione e , quindi, non ci saranno sanzioni per l’inesatta ovvero mancata indicazione”.


A sostenerlo, nel corso dei lavori del Forum Lavoro 2008 del 20.02.2008, il dott. Giovanni Spalletta, in rappresentanza dell’Agenzia delle Entrate, che ha risolto di fatto uno dei dubbi sollevati dai Consulenti del Lavoro all’indomani dell’approvazione della modulistica per l’anno in corso, in virtù di una obiettiva difficoltà di reperimento dati riferiti a lavoratori non più presenti in azienda.


Registro autotrasportatori, niente sanzioni fino alla diffusione della circolare


“Una risposta certamente che solleva numerosi datori di lavoro quella fornita dal Ministero del Lavoro in occasione del Forum Lavoro di oggi 20.02.2008 in merito all’obbligo di tenuta del registro delle prestazioni lavorative svolte dagli autisti delle imprese di autotrasporto. In risposta ad un quesito, il dott. Paolo Pennesi, ha anticipato che l’orientamento del Ministero è quello di non applicare sanzioni nella fase di incertezza interpretativa. Certamente, fino alla data di diffusione della circolare ministeriale che ha chiarito che il registro – che andrà vidimato dal servizio ispettivo delle Direzioni Provinciali del Lavoro- è aggiuntivo rispetto al libro presenze già tenuto dai datori di lavoro e vidimato dall’Inail.”


 


13) Brevi fiscali


– D.L. Milleproroghe: La Camera dei Deputati approva il Ddl di conversione


La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge di conversione del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria – c.d. decreto Milleproroghe (C3324-R).


Il provvedimento è, quindi, passato all’esame del Senato.


(Comunicato stampa Camera dei deputati 20/02/2008)


 


– Imposte indirette sulla raccolta di capitali: Pubblicata la direttiva n. 63/335/CEE rifusa


È stata pubblicata nella G.U.U.E. la direttiva n. 2008/7/CE, in cui viene rifusa la direttiva n. 69/335/CEE, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, abrogata con effetto dal 1° gennaio 2009.


(Direttiva Consiglio CE 12/02/2008, n. 2008/7/CE, G.U.U.E. 21/02/2008, n. L46)


 


 


14) Mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale – Estinzione con successiva accensione di un nuovo mutuo INPDAP: Detrazione degli interessi passivi


Poiché la contribuente assume l’onere dell’intero mutuo residuo, comprensivo quindi della quota del coniuge, realizzando una situazione simile all’accollo del vecchio mutuo con successiva estinzione dello stesso ed accensione del nuovo mutuo (situazione che, sulla base della

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