Novità fiscali del 20 febbraio 2008: comunicazione unica per la nascita di imprese; agevolazioni fiscali per piccole e medie imprese; chiarimenti da “Telefisco”


 






Indice


 


1) Comunicazione unica per la nascita dell’impresa: Rese note le istruzioni per la compilazione della modulistica per Registro delle Imprese e REA


 


2) Registro delle Imprese: Diritti di segreteria per gli adempimenti del curatore fallimentare


 


3) Modalità di presentazione della comunicazione unica per la nascita dell’impresa: Importante semplificazione sulla firma digitale per gli operatori


 


4) Agevolazioni fiscali per tabaccai e per piccole e medie imprese: Approvati due Provvedimenti


 


5) Semplificazione: Al via l’impresa in 1 giorno, comunicato Agenzia Entrate


 


6) Caf e intermediari, nuovi chiarimenti delle Entrate sulle sanzioni


 


7) Chiarimenti fatti nel corso della manifestazione “Telefisco 2008” del 29 Gennaio 2008 e risposte ad ulteriori quesiti


 


1) Comunicazione unica per la nascita dell’impresa: Rese note le istruzioni per la compilazione della modulistica per l’iscrizione e il deposito nel registro delle imprese e per la denuncia al REA


Tutto ciò sulla base di una circolare emessa dal Ministero dello sviluppo economico, avente per  oggetto: Istruzioni per la compilazione della modulistica per l’iscrizione e il deposito nel registro delle imprese e per la denuncia al repertorio economico ed amministrativo realizzata secondo le specifiche tecniche approvate con decreto del Ministero dello sviluppo economico del 6/2/2008.


Tale circolare, che contiene le suddette istruzioni, è composta da 87 pagine, è disponibile sul Sito: www.sviluppoeconomico.gov.it.


Detto documento nella prima parte avverte che l’utilizzo della modulistica elettronica per l’assolvimento degli adempimenti pubblicitari nei confronti del registro delle imprese e del repertorio delle notizie economiche ed amministrative si appresta a divenire di utilizzo comune da parte di tutte le tipologie di imprese (individuali, societarie, ecc.) a seguito della


imminente operatività delle disposizioni recate dall’art. 9 del D.L. n. 7/2007 in tema di comunicazione unica per la nascita dell’impresa.


L’esigenza di adeguare la citata modulistica, altresì, a quanto previsto in tema di iscrizione agli enti previdenziali, ha indotto il Ministero ad approvare nuove specifiche tecniche per la creazione di programmi informatici finalizzati alla compilazione delle domande e delle denunce da presentare all’ufficio del registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico.


L’occasione è stata sfruttata anche per apportare sostanziali modifiche alle specifiche precedentemente approvate con decreto 30/3/2005, al fine di semplificare e razionalizzare la modulistica elettronica realizzata.


Le principali modifiche hanno riguardato l’eliminazione di campi, le cui informazioni sono rilevabili da altri documenti allegati alla pratica o già presenti nel registro o nel repertorio, o desumibili dalla firma digitale degli obbligati.


Sono state eliminate molte delle informazioni descrittive inserite a seguito della riforma del diritto societario, informazioni comunque presenti nello statuto dell’impresa.


Generalmente, in sostituzione di tali informazioni, viene richiesta espressamente la presenza delle stesse nello statuto allegato.


Alcune informazioni sono state eliminate giacché non espressamente richieste dalle norme vigenti.


I dati anagrafici del notaio stipulante sono stati eliminati poiché vengono desunti dalle informazioni contenute nella firma digitale dallo stesso apposta alla  pratica.


I numeri REA non sono più richiesti obbligatoriamente per le pratiche di modifica delle imprese, giacché la posizione delle stesse è identificata univocamente tramite il codice fiscale, sia per l’identificazione della localizzazione sede,che per le plurilocalizzate.


Sono state inserite nuove informazioni, quali, ad esempio, l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata dell’impresa, o informazioni precedentemente non individuabili puntualmente, come ad esempio la sigla identificativa dell’impresa.


In un’ottica di semplificazione degli adempimenti, è stata modificata la gestione del trasferimento di sede tra diverse province.


Tale adempimento sarà effettuato mediante un modello di modifica piuttosto che, come avveniva in precedenza, mediante un modello di iscrizione che obbligava l’utente all’integrale ripresentazione di tutte le informazioni.


Automatismi del registro permetteranno di recuperare presso la camera di destinazione le informazioni già iscritte nella camera di provenienza.


Sono state eliminate informazioni duplicate, accorpando alcuni riquadri, come ad esempio quelli degli strumenti finanziari o della cancellazione delle società o delle cariche e qualifiche.


In particolare, è stato eliminato il modulo SE (sede secondaria), che viene sostituito, nell’utilizzo, dal modulo UL (ora dedicato, in generale, alle localizzazioni dell’impresa).


Allo scopo di aumentare il grado di sicurezza di alcuni automatismi e al tempo stesso semplificare l’inserimento delle informazioni da parte dell’utente, è stato richiesto di specificare se le informazioni presentate siano ad integrazione o in sostituzione di quelle già presenti in archivio.


E stato previsto l’aggiornamento di alcune informazioni che l’utente dichiarava, in precedenza, solo in fase di prima iscrizione, ma di particolare interesse per le imprese e per il monitoraggio dei flussi economici, quale, ad esempio, il numero degli addetti dell’impresa.


E’ stato aggiornato il tracciato del modulo CF (comunicazioni relative alle procedure concorsuali), per le comunicazioni informatiche o telematiche dai tribunali al registro delle imprese previste dalla riforma del diritto fallimentare.


La medesima riforma del diritto fallimentare prevede che determinati soggetti possano effettuare alcuni adempimenti nei confronti del registro: Questi sono gestiti con nuovi riquadri per le imprese individuali, e con l’aggiunta di specificazioni per le società.


Infine, per fare fronte alle disposizioni in tema di presentazione delle denunce previdenziali presso l’ufficio del registro delle imprese, sono stati previsti appositi riquadri nonché un nuovo modulo (intercalare AA) per l’acquisizione delle informazioni previdenziali commerciali e artigiane.


(Ministero dello Sviluppo Economico, circolare 8/2/2008, n. 3615/C)


 


 


2) Registro delle Imprese: Diritti di segreteria per gli adempimenti del curatore fallimentare


E’ stato chiesto di sapere se sono dovuti alle Camere di Commercio, i diritti di segreteria per i nuovi adempimenti pubblicitari presso il Registro delle imprese introdotti a carico dei curatori fallimentari dal D.Lgs. 9/1/2006, n. 5 avente ad oggetto la “Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali” ed entrati in vigore dal 16/7/2006.


Dal canto suo, il Ministero dello sviluppo economico ha chiarito che i curatori fallimentari devono versare i seguenti diritti camerali:


– € 30,00 per la trasmissione telematica al Registro imprese di una copia del rapporto delle attività svolte sulle società (€ 18,00 sulle imprese individuali);


– € 30,00 per la  richiesta di cancellazione di società fallite.


(Ministero dello Sviluppo Economico, nota 18/2/2008, n. 1335)


 


 


3) Modalità di presentazione della comunicazione unica per la nascita dell’impresa ai sensi dell’ art. 9, del D.L. 7/2007, convertito dalla L. 40/2007.


Basta la sola firma digitale del soggetto incaricato (ad es. la firma digitale del solo commercialista) a presentare la comunicazione unica per la nascita dell’impresa, mentre l’imprenditore interessato deve solo apporre la propria normale firma su un allegato cartaceo, accompagnata dalla copia di un proprio documento di identità.


Sia l’allegato cartaceo, sia il documento di riconoscimento dell’imprenditore, devono essere scannerizzati, trasformandoli in file pdf da inviare al Registro delle imprese.


La possibilità di delegare la firma, per tale adempimento, riguarda, naturalmente, anche l’amministratore, titolare, socio, legale rappresentante, sindaco, e cosi via.


Come è gia stato precisato, l’art. 9 del D.L. 7/2007 (convertito in legge n. 40/2007) ha introdotto la comunicazione unica per la nascita dell’impresa, da presentare all’ufficio del Registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico.


Con tale comunicazione unica vengono espletate tutte le formalità relative alla fase costitutiva, modificativa ed estintiva dell’impresa, la quale è valida come assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti dalla legge (compresi quelli necessari per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA), anche ai fini previdenziali, assistenziali e fiscali.


Già in precedenza, la legge 340/2000) modificata dalle leggi 147/2003 e 350/2003) aveva reso obbligatorio l’utilizzo degli strumenti informatici e telematici per le domande, le denunce e gli atti presentati all’ufficio del Registro delle imprese da parte di imprese aventi forma giuridica societaria, con esclusione, quindi, delle imprese individuali.


Con la nuova disciplina la modalità telematica o su supporto informatico diventa, pertanto, l’unica modalità di trasmissione possibile per tutte le imprese, comprese le ditte individuali. Il 21/12/2007 è stato pubblicato nella G.U. il D.M. 2/11/2007, che ha approvato la modulistica per la comunicazione unica.


Dal 19/2/2008 decorrono i sei mesi di sperimentazione della nuova procedura che gli aspiranti imprenditori potranno volontariamente attivare e che, alla scadenza di tale periodo, diventerà obbligatoria per tutte le imprese.


Profili operativi


In vista dell’entrata in vigore della comunicazione unica, sono emerse questioni operative di varia natura in relazione alle modalità di adozione della procedura telematica da parte dell’utenza meno informatizzata, soprattutto in merito alla sottoscrizione del plico informatico con la firma digitale.


In particolare, l’estensione della firma digitale agli imprenditori individuali, di regola meno organizzati nell’utilizzo delle nuove tecnologie, ha fatto presumere una consistente difficoltà operativa che potrebbe compromettere il buon esito dell’operazione.


Al fine di agevolare l’utilizzo della nuova procedura e di semplificare effettivamente gli adempimenti per le imprese, si è reso necessario adottare strumenti operativi che consentano agli imprenditori di conferire, a professionisti o altri intermediari, l’incarico di svolgere le attività correlate alla presentazione della comunicazione unica.


La circolare del Ministero dello Sviluppo Economico, ha pertanto, chiarito le modalità di conferimento del potere di rappresentanza tramite procura speciale e di presentazione della comunicazione unica con l’utilizzo della sola firma digitale del soggetto incaricato (ad es. commercialista).


Modalità di conferimento del potere di rappresentanza


Con la procura, il titolare dell’impresa attribuisce al soggetto designato il potere di sottoscrizione digitale e presentazione telematica della comunicazione unica all’ufficio del registro delle imprese competente per territorio, sulla base del codice univoco di identificazione della pratica.


Il documento ha quindi il valore di procura speciale (limitata all’espletamento della formalità identificata dal codice univoco della pratica), in forma scritta non autenticata.


Le modalità di conferimento del potere di rappresentanza tramite procura sono un importante completamento per l’efficace attuazione della comunicazione unica.


A tal fine, anche in ottemperanza a quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione digitale (art. 57, D.Lgs. n. 82/2005), è stato predisposto un formulario “tipo” di procura speciale allegato sotto la lettera A, univoco a livello nazionale, affinché possa essere progressivamente integrato nel software di gestione della comunicazione unica.


Il conferimento della procura si evince dal Riquadro numero 4 del modello di comunicazione, relativo agli estremi del dichiarante.


Il documento contenente la procura speciale viene acquisito tramite scansione in formato pdf ed allegato, con firma digitale, alla modulistica elettronica nel Riquadro 6 della comunicazione unica insieme ad una copia fotostatica di un valido documento di identità del rappresentato.


Per il conferimento della procura speciale con le modalità sopra esposte, è sufficiente la forma scritta semplice con sottoscrizione non autenticata.


Ciò anche ai sensi dell’art. 1392 del codice civile, secondo il quale la procura deve essere conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere.


Con la procedura in oggetto si garantisce il rispetto della regola di cui all’art.1393 del codice civile, che prevede la possibilità di richiedere in modo sistematico la giustificazione dei poteri di rappresentanza del soggetto che agisce e l’eventuale copia della procura rilasciata in forma scritta.


L’ufficio del Registro delle imprese, dopo aver acquisito il documento allegato al plico informatico, può eventualmente effettuare i controlli opportuni senza arrestare o rallentare la procedura.


Tale procura speciale potrebbe anche essere contenuta nella delega generale conferita a institori o procuratori, preposti a compiere atti pertinenti all’esercizio dell’impresa ai sensi degli artt. 2203 e seguenti del codice civile.


Questi soggetti sono legittimati ad agire in forza di procura con sottoscrizione dell’imprenditore autenticata, depositata ed iscritta presso l’ufficio del Registro delle imprese.


E’ prevedibile, però, che gli aspiranti imprenditori preferiranno ricorrere alla procura speciale di cui sopra, in considerazione del notevole snellimento procedurale e dell’ipotizzabile risparmio economico – finanziario che ne consegue.


Resta ferma la disciplina di cui al D.P.R. 445/2000, articolo 46, lettera u),che consente di comprovare lo status di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche mediante dichiarazione sostitutiva di certificazioni, anche contestuale all’istanza.


Ne consegue che la domanda dovrà essere accettata dall’ufficio anche qualora sia proveniente da un procuratore speciale, che attesti contestualmente tale natura secondo le modalità di cui al suddetto decreto e sotto la propria personale responsabilità.


 


ALLEGATO A


 


FAC-SIMILE DELLO SCHEMA DI INCARICO.


 


INCARICO PER LA SOTTOSCRIZIONE DIGITALE E PRESENTAZIONE TELEMATICA DELLA COMUNICAZIONE UNICA ALL’UFFICIO DEL REGISTRO DELLE IMPRESE


 


(art. 9 D.L. 7/2007 convertito con L. 2 aprile 2007 n. 40)


 


Codice univoco di identificazione della pratica [ ___________________ ]


 


Il/I sottoscritto/i dichiara/no di conferire al sig.___________________________________________________________________ in qualità di (1) ________________________________________________________________procura speciale per la sottoscrizione digitale e presentazione telematica della comunicazione unica identificata dal codice pratica sopra apposto, all’ufficio del registro delle imprese competente per territorio, ai fini dell’avvio, modificazione e cessazione dell’attività d’impresa, quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese, con effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali individuati dal decreto in oggetto, nonchè per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA.


 


COGNOME               NOME                        QUALIFICA (2)                     FIRMA AUTOGRAFA


 


_________              ___________          _______________              __________________


 


_________              ___________          _______________              __________________


 


_________              ___________          _______________              __________________


 


_________              ___________          _______________              __________________


 


 


(1) Specificare almeno una delle qualifiche, tra quelle previste dal D.M. del 2/11/2007, per gli estremi del dichiarante, da riportare sul modello di comunicazione unica .


 


(2) Amministratore, titolare, socio, legale rappresentante, sindaco, ecc.


 


Il presente modello va compilato, sottoscritto con firma autografa, acquisito tramite scansione in formato pdf ed allegato, con firma digitale, alla modulistica elettronica.


Al presente modello deve inoltre essere allegata copia informatica di un documento di identità valido di ciascuno dei soggetti che hanno apposto la firma autografa .


(Ministero dello Sviluppo Economico, circolare 15/2/2008, n. 3616/C)


 


 


4) Agevolazioni fiscali per tabaccai e per piccole e medie imprese


Con Decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze (in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale) è stata data attuazione alla disciplina dei crediti d’imposta introdotta dalla legge finanziaria 2008 ( commi da 228 a 237 dell’articolo 1) per favorire l’adozione di misure volte a prevenire il rischio di furti, rapine e altri atti illeciti.


Le due agevolazioni sono dirette a destinatari diversi:


– Soggetti esercenti esclusivamente o prevalentemente attività di rivendita di generi di monopolio, operanti in base a concessione amministrativa, altre PMI commerciali che svolgono attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso nonché di somministrazione di alimenti e bevande.


Le spese agevolabili sono quelle effettuate nel triennio 2008 – 2010, per la prima installazione, nel luogo di esercizio dell’attività, di impianti e attrezzature di sicurezza (comprese quelle sostenute per l’adozione di sistemi di pagamento con moneta elettronica).
I soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono presentare all’Agenzia delle Entrate un’apposita istanza.


Le istanze saranno esaminate in ordine cronologico.


La concessione del credito d’imposta è subordinata allo stanziamento disponibile per ciascun anno.


I soggetti esclusi per l’esaurimento dei fondi disponibili avranno la precedenza per la concessione del credito negli anni successivi.






Istanza dei tabaccai


L’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), ai commi da 233 a 237, ha previsto un credito d’imposta, per ciascuno dei periodi di imposta 2008, 2009, 2010, in favore dei soggetti esercenti attività di rivendita di generi di monopolio, operanti in base a concessione amministrativa, per l’adozione di misure atte a prevenire il rischio di furti, rapine e altri atti illeciti.


Il neo decreto 6/2/2008 ha individuato le disposizioni di attuazione del beneficio.


Qualora i soggetti esercenti attività di rivendita di generi di monopolio svolgano anche altre attività commerciali e sostengano le spese agevolabili negli anni 2008-2010, accedono al beneficio disciplinato dai citati commi da 228 a 232, qualora sia prevalente l’esercizio dell’attività diversa da quella di rivendita di generi di monopolio.


In tal caso, viene precisato che per attività prevalente deve intendersi quella con la quale sono stati conseguiti maggiori ricavi, assunti al lordo del prezzo corrisposto al fornitore dei beni, nel periodo d’imposta precedente a quello per il quale è richiesto il credito d’imposta. In sostanza, ai fini del confronto rilevano, ad esempio:


a) i ricavi al lordo del prezzo corrisposto al fornitore nel caso di esercizio di attività individuate nell’art. 18, comma 8, primo periodo, del D.P.R., n. 600/1973 (vale a dire, per i rivenditori in base a contratti estimatori di giornali, libri e di periodici e per i distributori di carburante);


b) i ricavi lordi equivalenti al prezzo di vendita al pubblico per le attività di rivendita di generi di monopolio, valori bollati e postali, marche assicurative e valori similari (e non gli aggi);


c) più in generale, i ricavi individuati ai sensi degli artt. 57 e 85 del Tuir.


Riguardo l’individuazione delle spese agevolabili, si chiarisce che esse devono consistere nell’installazione, nel luogo di esercizio dell’attività, di impianti e attrezzature di sicurezza con le finalità di prevenire furti, rapine e altri atti illeciti.


Tra le spese agevolabili rientrano quelle sostenute per l’installazione di strumenti di pagamento con moneta elettronica.


L’importo ammesso all’agevolazione è pari all’80% del costo sostenuto, e spetta, comunque, fino ad un importo massimo di 1.000 euro per ciascun anno e per ciascun beneficiario. Ne consegue che, al pari di quanto previsto per il credito d’imposta riservato alle PMI, sia pure con modalità e limiti annui diversi, il soggetto beneficiario non può usufruire di un importo superiore a 3.000 euro nell’arco temporale di vigenza della disciplina agevolativi (cioè nel triennio 2008-2010).


Inoltre, poiché l’acquisizione può avvenire anche tramite locazione finanziaria, è stato precisato che, ai fini della determinazione del costo agevolabile, si fa riferimento al costo sostenuto dal concedente.


I soggetti ai quali non sarà concesso il beneficio nell’anno in cui è richiesto, per esaurimento dei fondi disponibili, avranno la precedenza per la concessione del credito d’imposta negli anni successivi.


Il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione nel modello F24 a decorrere dalla data di concessione. Ciò comporta che l’eventuale eccedenza che non trova capienza nei versamenti dovuti, a titolo di imposte e contributi, non può essere richiesta a rimborso, ma è utilizzabile in compensazione con i successivi versamenti.


Viene richiesto che il credito d’imposta spettante sia indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso alla data di riconoscimento


dell’agevolazione. L’utilizzo del beneficio è monitorato nelle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta nei quali il credito è fruito.


Il beneficio spetta nel rispetto dell’applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n. 1998/2006.


Il credito di imposta non può essere cumulato:


a) con altri sostegni de minimis se tale cumulo determina il superamento della soglia massima di 200.000 euro nell’arco di tre esercizi .


b) con altre misure di aiuto di Stato sugli stessi costi ammissibili, ove tale cumulo dia luogo al superamento delle intensità massime stabilite per tali altre misure da un regolamento di


esenzione per categoria o da una decisione della Commissione Europea.






Istanza PMI


L’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), ai commi da 228 a 232, ha previsto un credito d’imposta, per ciascuno dei periodi di imposta 2008, 2009, 2010, in favore delle PMI commerciali che svolgono attività di vendita al dettaglio ed all’ingrosso e di somministrazione di alimenti e bevande, finalizzato all’adozione di misure volte a prevenire il rischio di furti, rapine e altri atti illeciti.


Il neo decreto 6/2/2008 ha individuato le disposizioni di attuazione del beneficio.


In particolare, l’art. 1 individua i soggetti beneficiari rinviando, per la definizione di piccole e


medie imprese, al decreto del Ministro delle Attività Produttive del 18/4/2005, che fa rientrare nella predetta categoria le imprese che:


a) hanno meno di 250 occupati, e


b) hanno un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.


Dall’ambito soggettivo sono stati esclusi i soggetti esercenti attività di rivendita di generi di


monopolio, operanti in base a concessione amministrativa. Ciò in ragione del fatto che questi soggetti sono già ammessi alla specifica disciplina agevolativa prevista dalla stessa legge finanziaria.


Peraltro, qualora i soggetti esercenti attività di rivendita di generi di monopolio svolgano anche altre attività commerciali e sostengano le spese agevolabili negli anni 2008-2010, accedono al beneficio disciplinato dal presente decreto qualora sia prevalente l’esercizio dell’attività diversa da quella di rivendita di generi di monopolio.


In tal caso, viene precisato che per attività prevalente deve intendersi quella con la quale sono stati conseguiti maggiori ricavi, assunti al lordo del prezzo corrisposto al fornitore dei beni, nel periodo d’imposta precedente a quello per il quale è richiesto il credito d’imposta. In sostanza, ai fini del confronto rilevano, ad esempio:


a) i ricavi al lordo del prezzo corrisposto al fornitore nel caso di esercizio di attività individuate nell’articolo 18, comma 8, primo periodo, del D.P.R. n. 600/1973 (vale a dire, per i rivenditori in base a contratti estimatori di giornali, libri e di periodici e per i distributori di carburante);


b) i ricavi lordi equivalenti al prezzo di vendita al pubblico per le attività di rivendita di generi di monopolio, valori bollati e postali, marche assicurative e valori similari (e non gli aggi);


c) più in generale, i ricavi individuati ai sensi degli artt. 57 e 85 del Tuir.


Quanto all’individuazione delle spese agevolabili, si chiarisce che esse devono consistere nell’installazione, nel luogo di esercizio dell’attività, di impianti e attrezzature di sicurezza con le finalità di prevenire furti, rapine e altri atti illeciti. Tra le spese agevolabili rientrano quelle sostenute per l’installazione di strumenti di pagamento con moneta elettronica.


L’importo ammesso all’agevolazione è pari all’80% del costo sostenuto per ciascun anno, e spetta, comunque, complessivamente, fino ad un importo massimo di 3.000 euro per ciascun beneficiario. Ne consegue che il soggetto beneficiario non può fruire di un importo superiore a 3.000 euro nell’arco temporale di vigenza della disciplina agevolativa.


Inoltre, poiché l’acquisizione può avvenire anche tramite locazione finanziaria, si è precisato che, ai fini della determinazione del costo agevolabile, si fa riferimento al costo sostenuto dal concedente.


L’art. 3 stabilisce le modalità di presentazione dell’istanza per la concessione del beneficio.


In particolare, i soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono presentare all’Agenzia delle Entrate apposita istanza.


L’esame delle istanze presentate avviene in ordine cronologico.


L’Agenzia delle Entrate verifica, sulla base dei dati indicati nell’istanza, l’ammissibilità delle stesse in ordine al rispetto dei requisiti soggettivi ed oggettivi ed ai requisiti formali e concede il credito d’imposta nei limiti dello stanziamento disponibile per ciascun anno, con espressa comunicazione telematica al soggetto interessato. I soggetti ai quali non è concesso il beneficio nell’anno in cui è richiesto, per esaurimento dei fondi disponibili, hanno la precedenza per la concessione del credito d’imposta negli anni successivi.


Il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione con F24 a decorrere dalla data di concessione. Ciò comporta che l’eventuale eccedenza che non trova capienza nei versamenti dovuti, a titolo di imposte e contributi, non può essere richiesta a rimborso, ma è utilizzabile in compensazione con i successivi versamenti.


E’, altresì, richiesto che il credito d’imposta spettante sia indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso alla data di riconoscimento dell’agevolazione. L’utilizzo del beneficio è monitorato nelle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta nei quali il credito è fruito.


Qualora, a seguito dei controlli, si accerti l’indebita fruizione, anche parziale, del credito d’imposta, per il mancato rispetto delle condizioni richieste ovvero a causa dell’inammissibilità dei costi sulla base dei quali è stato determinato l’importo fruito, si stabilisce che l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni.


Per quanto non disciplinato si applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi.


14) Il beneficio spetta nel rispetto dell’applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n. 1998/2006.


A tal fine il credito di imposta non può essere cumulato:


a) con altri sostegni de minimis se tale cumulo determina il superamento della soglia massima di 200.000 euro nell’arco di tre esercizi .


b) con altre misure di aiuto di Stato sugli stessi costi ammissibili, ove tale cumulo dia luogo al superamento delle intensità massime stabilite per tali altre misure da un regolamento di esenzione per categoria o da una decisione della Commissione Europea.


 


 


5) Semplificazione: Al via l’impresa in 1 giorno. E’ partita la sperimentazione della Comunicazione Unica per l’avvio dell’attività d’impresa


Dal 19/2/2008 l’Italia ha una chance in più per risalire dall’attuale 65mo posto nella classifica mondiale sulla facilità con cui si può avviare un’attività imprenditoriale.


E’ infatti entrata in vigore la Comunicazione Unica per l’avvio dell’attività d’impresa, la procedura attraverso la quale le imprese possono essere operative in 1 giorno e assolvere, al massimo in 7 giorni, gli adempimenti dichiarativi verso Registro delle Imprese, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate mediante la presentazione di un modello informatico unificato.


La fase facoltativa prevista dalla legge durerà sei mesi e si concluderà il 19 agosto 2008, giorno dal quale la nuova procedura sarà operativa su tutto il territorio nazionale e per tutti i tipi di imprese.


Si avranno tempi certi e veloci per i riscontri: all’impresa giungerà immediatamente – presso una casella di posta elettronica certificata (PEC) gratuita, fornita dalle Camere di Commercio – la ricevuta di protocollo della pratica che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività.


In pratica, la “regia” delle comunicazioni viene affidata alle Camere di Commercio che, attraverso InfoCamere, la loro società di informatica, diventano l’unico front office per tutte le registrazioni ai fini dell’attribuzione del codice fiscale e/o della partita IVA e per l’iscrizione al Registro delle Imprese, ma anche ai fini, previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL).


Le modalità della sperimentazione


Come da accordi tra gli enti coinvolti


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