Novità fiscali del 29 gennaio 2008: prevenzione e contrasto all’evasione: primi indirizzi operativi per i controlli fiscli sui contribuenti nel 2008


 






Indice:


 


1) Prevenzione e contrasto all’evasione – Anno 2008 – Primi indirizzi operativi


 


2) Registro imprese: Riduzione imposta di bollo per imprese individuali


 


3) IVA ordinaria sulla fornitura di servizi energetici a strutture ospedaliere


 


4) Trattamento fiscale della tariffa incentivante erogata ai soggetti responsabili di impianti fotovoltaici


 


 


 


1) Prevenzione e contrasto all’evasione – Anno 2008 – Primi indirizzi operativi


In attesa dell’emanazione di specifiche direttive connesse agli obiettivi qualitativi e quantitativi che verranno fissati nella Convenzione triennale 2008 – 2010, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi indirizzi operativi, diretti ad assicurare l’azione di prevenzione e contrasto all’evasione anche per l’anno 2008.


Gli indirizzi operativi sono stati emanati anche in base ai criteri previsti dal piano dei controlli definito in attuazione dell’art. 1, comma 345, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008).


In continuità con gli indirizzi operativi forniti per l’anno 2007, la proficuità dell’azione di contrasto all’evasione verrà effettuata mediante un attenta fase di selezione dei soggetti da sottoporre a controllo.


L’accurata analisi di ciascuna realtà territoriale condotta a livello locale unita agli elementi informativi presenti nelle banche dati a disposizione dell’Agenzia (ad esempio RADAR) nonché alle risultanze di studi e analisi effettuate da altri enti (ISTAT, Banca d’Italia, Union


Camere, ecc.) saranno gli strumenti ordinari, di cui le Direzioni regionali e gli uffici si dovranno avvalere per scoprire i fenomeni e le posizioni che presentano un elevato rischio di evasione.


In particolare con riferimento ai tre macro settore economici (servizi, manifatture e commercio) l’analisi è diretta ad individuare i settori dove vi è la marcata presenza di fenomeni evasivi.


In ogni caso nella fase di selezione un’attenzione particolare verrà rivolta ai comportamenti dei contribuenti con riferimento all’IVA, al fine di contrastare fenomeni fraudolenti e comunque caratterizzati da una crescita anomala di crediti utilizzati in compensazione o chiesti a rimborso.


Anche nel 2008 proseguirà l’attività di contrasto in tema di frodi in materia di IVA, con particolare riguardo alle frodi intracomunitarie basate sulla interposizione di soggetti fittizi.


Tra le attività di prevenzione e contrasto alle frodi IVA, viene confermata anche per il 2008, in considerazione dei buoni risultati del 2007, l’attività di intelligence diretta ad individuare quei soggetti richiedenti nuove partite IVA che presentano elevati indici di pericolosità fiscale.


La chiusura della partita IVA ha notevoli effetti anche in ambito comunitario, dove vengono rese note la cessazione del soggetto e la sua inidoneità ad effettuare operazioni intracomuniatarie.


L’attività di analisi e ricerca verrà finalizzata, inoltre, a fare emergere le posizioni soggettive interessate da:


– fenomeni evasivi e fraudolenti nel settore immobiliare e dell’edilizia;


– fittizie residenze all’estero;


– omessa dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto.


Per quanto concerne i soggetti fittiziamente residenti in Paesi esteri o a fiscalità privilegiata, la “Banca dati dei residenti nei Paesi a fiscalità privilegiata”, da utilizzare al fine dell’individuazione dei  contribuenti nei cui confronti svolgere i controlli, consente di stabilire un nesso diretto tra le attività svolte in Italia, desunte dai dati dell’anagrafe tributaria e da informazioni esterne, ed il domicilio inteso come centro di interessi economici e familiari.


Attività di cooperazione internazionale


L’impiego della cooperazione internazionale diverrà sempre più un ordinario strumento da utilizzare nell’attività di controllo, superando l’ambito del semplice scambio di informazioni.


Controlli sul consolidato


Per i controlli sui soggetti che hanno optato per il c.d. consolidato nazionale viene previsto un numero di interventi non inferiore a 912.


Verrà assicurato, come di consueto, il coordinamento con i Comandi Regionali della Guardia di Finanza che, conformemente a quanto accaduto lo scorso anno, riguarderà anche i controlli sul consolidato.


Piano delle attività istruttorie esterne nei confronti di soggetti che non hanno alta rilevanza fiscale


Gli interventi che verranno eseguiti nei confronti di tale tipologia di contribuenti verranno diversificati sulla base delle seguenti modalità istruttorie:


– verifiche;


– controlli mirati correlati a istruttorie esterne rivolte a specifici elementi;


– controlli nei confronti di soggetti che presentano indicatori di coerenza economica anomali sulla base dell’applicazione degli studi di settore.


In sede di programmazione, la ripartizione delle risorse tra le diverse tipologie di controllo verrà effettuata sulla base di tempi unitari medi pari a:


– 200 ore per le verifiche;


– 150 ore per i controlli mirati;


– 60 ore per i controlli nei confronti di soggetti che presentano anomali indicatori di coerenza economica.


In particolare, tali ultimi controlli saranno rivolti nei confronti dei soggetti che, nelle informazioni indicate nel modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, hanno evidenziato incoerenze relative alla gestione del magazzino.


Si tratta delle stesse tipologie di incoerenza oggetto delle comunicazioni inviate ai contribuenti nel corso del mese di maggio del 2007.


L’esecuzione di tali controlli verrà effettuata preferibilmente entro il prossimo termine di presentazione della dichiarazione al fine di scongiurare il reiterare di comportamenti scorretti da parte dei contribuenti che hanno ricevuto preventive segnalazioni di anomalie da parte dell’Agenzia.


Riguardo alle verifiche che interessano le piccole e di medie dimensioni senza distinzione sulla base dei volumi d’affari, ricavi o compensi dichiarati, sono previsti tre distinti obiettivi in base ai macrosettori economici (servizi, commercio e manifatture).


Dal piano delle verifiche saranno esclusi i soggetti esercenti arti e professioni per i quali viene preferita, l’attività istruttoria esterna, con l’utilizzo dell’accesso mirato rientrante nella linea d’attività dei controlli sostanziali.


Per l’attività nei confronti dei soggetti con volume d’affari, ricavi o compensi compresi tra 5.164.570 e 25.822.845 di euro viene previsto il consolidamento del coordinamento con la Guardia di Finanza con riferimento agli interventi da effettuare.


Le Direzioni regionali avvieranno gli opportuni contatti con i corrispondenti Comandi Regionali della Guardia di Finanza al fine di risolvere le eventuali specifiche problematiche locali.


Elementi di selezione per le verifiche


Per selezionare i soggetti da sottoporre a controllo, tra l’altro, verranno seguiti i seguenti criteri:


– Posizioni con crediti IVA (dichiarati a rimborso, utilizzati in compensazione o riportati al successivo periodo d’imposta) che appaiano particolarmente rilevanti in relazione all’attività svolta.


– soggetti che presentano dichiarazioni con un ammontare di fatturato non coerente con l’ammontare degli acquisti e della manodopera impiegata;


– soggetti che presentano l’esposizione di crediti IVA apparentemente non coerenti con i dati economici dichiarati e con i regimi normativi applicabili.


Ai fini della selezione saranno presi in considerazione anche i soggetti con riferimento ai quali l’attività di intelligence abbia condotto alla predisposizione di segnalazioni con riferimento al settore immobiliare o abbia rilevato fenomeni evasivi ed elusivi che interessano rilevanti operazioni economiche societarie.


Per i contribuenti che si trovano al di sotto della soglia dei 5.164.570 euro di volume d’affari, la selezione terrà conto dei criteri indicati con riferimento al contrasto dei fenomeni evasivi in materia IVA e nel settore immobiliare nonché delle risultanze degli studi di settore che evidenzino soggetti che:


– pur essendo congrui e coerenti risultino meritevoli di controllo in ragione dell’abbattimento emergente dall’evoluzione del trend dell’ammontare dei ricavi e dei compensi dichiarati;


– presentino incoerenze indicative di fenomeni evasivi.


In generale, l‘attività di verifica riguarderà la complessiva posizione fiscale del contribuente ed avrà ad oggetto, di regola per il primo semestre 2008, il periodo d’imposta 2005.


La scelta di indirizzare o di estendere il controllo verso una diversa annualità dovrà essere dettata da una effettiva esigenza d’indagine collegata alla proficuità dell’attività da svolgere o finalizzata alla repressione dei fenomeni fraudolenti.


Gli uffici dovranno operare nella piena osservanza delle disposizioni in materia di “Statuto dei diritti del contribuente”, contenute nella legge n. 212 del 2000.


Per contenere la durata dell’intervento, i verificatori dovranno orientare il controllo verso gli aspetti più significativi e rilevanti sotto il profilo fiscale, assicurando, comunque, la verifica del corretto adempimento degli obblighi posti a carico del contribuente nella veste di sostituto di imposta.


Accertamenti


Per l’attività di accertamento le novità più rilevanti sono:


– l’abbandono della capacità operativa e conseguentemente dei relativi parametri di consuntivazione;


– l’individuazione di obiettivi espressi in termini di prodotti effettivi.


Il piano di controlli per il triennio 2008-2010, definito in attuazione dell’art. 1, comma 345, della legge n. 244 del 2007, prevede l’esecuzione, nell’anno 2008, di almeno 394.000 accertamenti suddivisi tra le seguenti tipologie di controllo:


1) accertamenti di iniziativa dell’ufficio nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa nonché arti e professioni;


2) accertamenti, anche nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa nonché arti e professioni, collegati a verbali di verifica dell’Agenzia o a verbali di verifica generale, parziale o specifica della Guardia di Finanza (nei verbali di verifica dell’Agenzia sono compresi i verbali relativi alle altre modalità istruttorie esterne previste nei piani di verifiche e controlli mirati, sia nei confronti di soggetti di rilevante e particolare interesse fiscale sia nei confronti degli altri soggetti, nonché i verbali collegati alle indagini fiscali);


3) altri accertamenti ordinari (parziali, altri redditi, sostituto d’imposta, partecipazione, crediti d’imposta);


4) accertamenti da studi di settore gestiti dalla procedura GIADA;


5) accertamenti di atti e dichiarazioni soggetti a registrazione.


Nel numero sopra indicato non sono compresi gli accertamenti parziali automatizzati, di cui all’art. 41-bis del D.P.R. n. 600/73, e gli atti di contestazione.


Accertamenti di iniziativa dell’ufficio nei confronti di imprenditori e professionisti


Il piano dei controlli definito in attuazione dell’art. 1, comma 345, della legge finanziaria 2008, ha previsto l’obiettivo di 95.000 accertamenti d’iniziativa degli uffici nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa nonché arti e professioni.


Ai fini della pianificazione e della selezione dei contribuenti destinatari dell’attività di controllo, gli uffici si avvarranno delle banche dati a disposizione (ad esempio RADAR) che verranno aggiornate nel corso del 2008.


In sede di predisposizione del piano annuale dei controlli verrà tenuto conto:


– delle posizioni soggettive per le quali gli uffici hanno a disposizione significativi elementi informativi in ordine all’omessa presentazione delle dichiarazioni;


– delle posizioni soggettive appositamente segnalate mediante elenchi inviati dalla Direzione Centrale Accertamento;


– delle posizioni soggettive e delle annualità di imposta, per le quali gli uffici hanno a disposizione:


a) segnalazioni qualificate predisposte nell’ambito dell’attività di intelligence, in particolare con riferimento al settore immobiliare;


b) segnalazioni rese disponibili attraverso le applicazioni informatiche che gestiscono le liste centralizzate.


L’attività, nel rispetto del principio della proficuità comparata, verrà orientato, in particolare nei confronti di:


– posizioni soggettive che presentino crediti IVA (dichiarati a rimborso, utilizzati in compensazione o riportati al successivo periodo d’imposta) che appaiano particolarmente rilevanti in relazione all’attività svolta;


– posizioni soggettive che operano nel settore economico dei servizi, delle manifatture o del commercio presentando nel contempo un elevato rischio evasione.


Per quanto riguarda i soggetti per i quali sono applicabili gli studi di settore, la selezione terrà conto dei contribuenti che:


– presentino incoerenze sintomatiche di fenomeni evasivi;


– pur essendo congrui e coerenti con le risultanze degli studi di settore, risultano meritevoli di controllo in ragione dell’appiattimento dell’ammontare dei ricavi e dei compensi dichiarati.


Il comma 366 dell’art. 1 della Legge n. 244/2007 ha previsto, a partire dal 2008, che l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza devono destinare una quota della propria capacità operativa alla realizzazione di controlli nei confronti di soggetti esercenti “commercio al minuto ed attività assimilate”, che effettuano le cessioni di beni e le prestazioni di servizi tramite distributori automatici.


Saranno successivamente forniti specifici elenchi d’ausilio ottenuti mediante elaborazioni dell’archivio dei dati della banca dati accertamento.


Accertamento sulla base del redditometro


Nella selezione dei contribuenti da inserire nel piano annuale dei controlli verrà riservata un’attenta considerazione alle posizioni soggettive caratterizzate da informazioni in ordine alla esistenza di evidenti manifestazioni di capacità contributiva incompatibili con i redditi dichiarati.


Gli uffici dovranno utilizzare le informazioni in loro possesso valutandole nel contesto del nucleo familiare e delle relazioni di parentela, ai fini dell’accertamento sintetico di cui all’art. 38, comma 4, del DPR n. 600/73.


Gli uffici si avvarranno dell’applicazione APPLE, realizzata tramite l’incrocio dei dati acquisiti all’esterno dell’Agenzia e nell’Anagrafe tributaria con i redditi dichiarati, per individuare agevolmente, dalla lista relativa agli incrementi patrimoniali e dalla lista relativa a soggetti che hanno acquistato auto di lusso, i soggetti, le persone fisiche per i quali lo strumento dell’accertamento sintetico é particolarmente efficace.


Accertamento nel settore imposta di registro


Nell’ambito del settore registro, vengono confermati gli indirizzi forniti nel corso del 2007 con riferimento all’attività di accertamento degli atti di cessione e conferimento di terreni edificabili nonché di cessione d’azienda.


Ai fini della selezione dei suddetti atti, gli uffici utilizzeranno le liste predisposte centralmente.


Viene richiamata l’attenzione degli uffici sulle norme introdotte dal D.L. n. 223/2006 convertito dalla Legge n. 248/2006 sull’ampliamento delle tipologie di cessioni d’immobili suscettibili di valutazione nonché dei poteri istruttori a disposizione.


A tal fine a decorrere dal 12/8/2006 sono venuti meno i limiti al potere di rettifica della base imponibile per le cessioni di immobili diverse da quelle disciplinate dall’art. 1, comma 497, della Legge 266/2005.


Per cui sono suscettibili di accertamento di valore gli atti che comportano cessioni di terreni agricoli e di fabbricati diversi dalle abitazioni, nonché i trasferimenti di immobili ad uso abitativo per i quali la parte acquirente non abbia reso al notaio rogante la richiesta di volersi avvalere delle disposizioni in tema di valutazione automatica.


Per la selezione degli atti gli uffici faranno riferimento ai criteri contenuti nelle istruzioni operative della direttiva strategica n. 2007/116697 del 13/7/2007.


L’attività di accertamento riguarderà, inoltre, le dichiarazioni di successione e gli atti di donazione.


Continua l’esame delle posizioni interessate dall’omessa registrazione di contratti di locazione, utilizzando, ai fini della selezione, le apposite applicazioni informatiche di supporto.


Accessi brevi


Per l’anno 2008, sono stati individuati tre distinti obiettivi di produzione:


– accessi per il presidio del territorio;


– accessi per gli studi di settore;


– accessi partite IVA.


Il presidio del territorio sarà sviluppato attraverso i controlli in materia di obblighi strumentali, controllo delle compensazioni e lotta al sommerso, ed in particolare di quei soggetti per i quali le informazioni a disposizione evidenziano il possibile utilizzo del personale “in nero”.


Nell’ambito del processo degli accessi brevi finalizzati al presidio del territorio rientrano anche i controlli effettuati per “conto di altri uffici” ed i “controlli incrociati”, nonché i cosiddetti accessi brevi funzionali al riscontro dei presupposti necessari per il riconoscimento dei benefici previsti dalle leggi in favore delle ONLUS.


Gli uffici condurranno, inoltre, anche nel 2008, uno specifico piano di controllo nei confronti dei soggetti tenuti alla comunicazione dei dati rilevanti per gli studi di settore.


Ai fini dell’individuazione delle posizioni a “rischio” saranno utilizzate gli elenchi di ausilio resi disponibili relativamente ai soggetti che presentano incoerenze relative ai beni strumentali.


Si tratta delle stesse tipologie di incoerenze oggetto delle comunicazioni inviate nel corso del mese di maggio del 2007.


In una prima fase gli interventi avranno ad oggetto il periodo di imposta 2005; il controllo verrà esteso al periodo di imposta 2006 non appena saranno rese disponibili le procedure informatiche di supporto.


Nei casi in cui vengano riscontrate irregolarità, l’ufficio valuterà l’opportunità di procedere ad una più estesa rilevazione dei dati e delle  informazioni, nonché alle eventuali ulteriori attività istruttorie inserendo il contribuente nel piano annuale dei controlli.


Sussistendone i presupposti, i controlli saranno comunque diretti a rilevare il personale presente al momento dell’accesso, individuando le mansioni svolte, la data di inizio e la natura del rapporto contrattuale; il tutto finalizzato, poi, a raffrontare i dati acquisiti con quelli risultanti dai libri e dalle scritture obbligatori.


Il predetto riscontro che assume rilevanza ai fini dell’azione di contrasto ai fenomeni legati all’utilizzo del lavoro irregolare caratterizzerà in via ordinaria l’esecuzione di qualunque tipologia di controllo svolta mediante gli accessi brevi.


Viene confermato anche per il 2008, tenuto conto dei buoni risultati ottenuti nel 2007, lo specifico piano di controllo nei confronti delle partite IVA di nuova attivazione diretta alla verifica dell’esistenza e dell’effettività dell’attività economica dichiarata.


Il numero complessivo di controlli da eseguire nel corso del 2008, determinato in modo proporzionale al numero delle partite IVA attivate nel 2007, sarà analogo all’anno precedente (5.000).


Al fine di garantire la natura preventiva dell’azione che mira ad intercettare soggetti potenzialmente pericolosi nelle primissime fasi di svolgimento dell’attività, i controlli verranno eseguiti nei confronti di coloro che hanno aperto la partita IVA da breve tempo.


La ripartizione delle risorse tra le tre diverse tipologie di controllo verrà effettuata sulla base dei tempi unitari medi pari a:


– 6 ore per gli accessi finalizzati al presidio del territorio;


– 12 ore per gli accessi studi di settore;


– 6 ore per gli accessi partite IVA.


Gli interventi da eseguirsi mediante i cosiddetti accessi brevi saranno, infine, funzionali alla:


a) rilevazione di dati e notizie nell’ambito dell’attività di intelligence;


b) esecuzione di controlli per conto di Stati esteri;


c) verbalizzazione della distruzione delle merci.


Attività di controllo formale


Tutte le attività relative al controllo formale delle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2004 vanno concluse entro il mese di marzo prossimo, al fine di consentire il tempestivo avvio dei controlli delle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2005, che saranno segnalate nel medesimo mese unitamente al rilascio delle procedure informatiche di gestione che ne consentiranno la completa lavorazione.


Con riferimento alle agevolazioni per l’acquisto della prima casa, viene raccomandato il controllo dei soggetti che hanno usufruito più volte dell’agevolazione in esame o che hanno trasferito gli immobili prima del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto.


(Agenzia delle Entrate, circolare 25/1/2008, n. 6)


 


 


2) Registro imprese: Riduzione imposta di bollo per imprese individuali


Dal 1/1/2008, nuovo importo dell’imposta di bollo pari a Euro 17,50 (Legge Finanziaria 2008, articolo 1 comma 205 della legge 24/12/2007, n. 244) per le domande presentate da imprese individuali in via telematica o su supporto informatico con utilizzo della firma digitale, incluse le pratiche relative ai trasferimenti d’azienda. In precedenza la tariffa era di Euro 42,00.


Per gli invii presentati prima di tale data, resta invariata la precedente tariffa.


Imposta di bollo


Dal 1/1/2008, è entrata in vigore la nuova tariffa ridotta dell’imposta di bollo per le imprese individuali che inviano al Registro delle Imprese le pratiche telematiche o le presentano su supporto informatico con utilizzo della firma digitale, incluse le pratiche relative ai trasferimenti di azienda (Legge Finanziaria 2008, articolo 1 comma 205 legge 24/12/2007, n. 244).


Per gli invii presentati prima di tale data, resta invariata la precedente tariffa.


Dal 1/9/2007, sono fuori corso le tradizionali marche da bollo cartaceee (Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 maggio 2007, G.U. n. 146 del 26/06/07). Da tale data sono utilizzabili solo i contrassegni telematici, stampati su supporto autoadesivo (etichetta), e già in uso dal primo giugno 2005. I contrassegni dovranno quindi essere applicati su tutte le domande cartacee o su supporto informatico senza firma digitale e presentate agli uffici del Registro delle Imprese di Milano. L’importo da pagare per l’imposta di bollo rimane comunque invariato.


(Nota della Camera di Commercio di Milano)


 


 


3) IVA ordinaria sulla fornitura di servizi energetici a strutture ospedaliere


Si applica l’aliquota IVA ordinaria del 20% sui corrispettivi percepiti da una società (che partecipa ad una Associazione Temporanea d’Imprese) per la fornitura di servizi energetici (energia elettrica ed energia termica) a favore di una struttura ospedaliera.


Ciò poiché l’aliquota l’agevolata del 10% si applica, invece, sulle operazioni (cessioni di apparecchiature e prestazioni) di “energia elettrica per uso domestico”.


Peraltro, “l’uso domestico” si realizza nelle somministrazioni rese nei confronti di soggetti che, in qualità di consumatori finali, impiegano l’energia elettrica o termica nella propria abitazione, a carattere familiare o collettivo (quali caserme, case di iposo, conventi, orfanotrofi, brefotrofi, carceri mandamentali, ecc.), e che non utilizzano l’energia nell’esercizio di imprese o per effettuare prestazioni di servizi rilevanti ai fini Iva, anche se in regime di esenzione.


In sostanza, il riferimento all’espressione “uso domestico”, limita l’agevolazione alle sole ipotesi di impiego della energia nella propria abitazione a carattere familiare o in analoghe strutture a carattere collettivo caratterizzate dal requisito della residenzialità con esclusione, invece, delle ipotesi in cui le medesime somministrazioni vengano erogate in strutture non residenziali, sia pubbliche che private.


Nel caso di specie, oggetto del contratto di appalto sottoscritto tra la A.T.I. e la A.S.L., é la fornitura di servizi energetici, quali energia elettrica ed energia termica (nonché la manutenzione e conduzione degli impianti di proprietà della stessa A.S.L.), a favore di una struttura ospedaliera.


Tale struttura pur presentando il requisito della ricettività a carattere collettivo é priva del requisito della “residenzialità”, solo in presenza del quale si può dire ricorrente il connotato di “uso domestico” della fornitura energetica richiesto per potere beneficiare del trattamento agevolato.


A tal fine,occorre che la permanenza all’interno della struttura collettiva si realizzi in modo stabile e duraturo nel tempo, venendosi l'”abitazione collettiva” a sostituirsi, in definitiva, in tutto o in parte alla “abitazione personale”.


Ne consegue che i corrispettivi corrisposi a fronte delle somministrazioni a favore dell’Ospedale sono da assoggettare ad Iva in base alla aliquota ordinaria del 20%.


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 28/01/2008, n. 21/E)


 


 


4) Trattamento fiscale della tariffa incentivante erogata ai soggetti responsabili di impianti fotovoltaici


L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 46/E/2007, aveva già fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale della tariffa incentivante (cd. “conto energia”) erogata ai sensi del D. Lgs. n. 387/2003, ai soggetti responsabili di impianti fotovoltaici, nonché dei proventi derivanti dalla vendita dell’energia fotovoltaica.


Riguardo il concetto di “responsabile dell’impianto”, è stato, quindi, già precisato che ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. h) del D.M. 19/2/2007, il soggetto “responsabile dell’impianto” è quello che ha diritto a richiedere e ottenere le tariffe incentivanti.


Tuttavia, tale circolare non aveva chiarito cosa accada quando chi utilizza l’impianto é un soggetto diverso da chi lo ha acquistato o realizzato.


Pertanto, l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 22 del 28/1/2008, ha adesso proceduto a fornire tutti i necessari chiarimenti riguardanti gli aspetti di natura fiscale.


IVA – Tariffa incentivante


La tariffa incentivante, da chiunque sia percepita (società o ente utilizzatore dell’impianto), è esclusa dal campo di applicazione dell’imposta ai sensi dell’art. 2, terzo comma, lettera a) del DPR n. 633/72, configurandosi come contributo a fondo perduto percepito in assenza di controprestazione al soggetto erogatore.


IVA – Detrazione


Per quanto concerne la detrazione dell’IVA assolta sull’acquisto o realizzazione dell’impianto, ai sensi dell’art. 19, primo comma, del D.P.R. n. 633/1972, condizione determinante per esercitare tale diritto è l’inerenza dell’operazione all’attività del soggetto (impresa, arte o professione), vale a dire l’esistenza di una corrispondenza tra gli acquisti effettuati e le operazioni svolte nell’ambito dell’attività imprenditoriale o professionale.


Ciò al fine di evitare che venga detratta l’imposta assolta su beni non utilizzati nell’attività.


Inoltre, non è detraibile l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di beni e servizi afferenti operazioni esenti o comunque non soggette all’imposta.


La detraibilità dell’Iva pagata all’atto dell’acquisto o della realizzazione dell’impianto fotovoltaico, da parte di un soggetto che agisca nell’esercizio di impresa, arte o professione, non risulta influenzata dalla percezione di detti incentivi ed é, quindi, detraibile nella misura in cui il soggetto utilizzi l’impianto per l’effettuazione di operazioni soggette all’IVA.


Pertanto, la società può detrarre l’IVA assolta all’atto dell’acquisto o realizzazione dell’impianto solo nel caso in cui lo stesso utilizzi l’impianto per compiere operazioni attive, ovvero:


– per produrre energia da cedere al gestore di rete (cessione che é da assoggettare ad Iva);


– per dare in locazione l’impianto realizzato (operazione che é imponibile ai fini Iva).


Al di fuori di questi casi, la detrazione dell’imposta non viene ammessa.


II.DD. – Ammortamento impianto


In via preliminare, la società può iscrivere l’impianto tra le proprie immobilizzazioni essendo proprietario del bene.


Riguardo alla procedura di ammortamento, in linea generale, per la deducibilità dei costi opera la disposizione contenuta nell’articolo 109, comma 5, del T.U.I.R. secondo la quale “le spese e gli altri componenti negativi (…) sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito (…)”.


Ciò significa che il costo sostenuto per l’acquisto o la realizzazione dell’impianto fotovoltaico può essere dedotto nei vari esercizi di competenza mediante la procedura di ammortamento, nella misura in cui sia possibile contrapporre a tale costo dei ricavi.


Ne consegue che per ammettere la deducibilità delle quote di ammortamento del bene concesso in comodato é indispensabile dimostrare l’inerenza tra il contratto di comodato e l’attività d’impresa svolta dal comodante, o verificare che la società, realizzando il bene e concedendolo in comodato o in locazione a terzi, persegue sue finalità e vantaggi.


Nella fattispecie il vantaggio é rappresentato dalla possibilità, per la società, di recuperare il costo inizialmente sostenuto mediante la tariffa incentivante che verrà corrisposta in relazione all’energia prodotta dall’impianto medesimo.


L’operazione appare strutturata in modo tale che la società risulta essere sempre remunerata mediante la tariffa incentivante, direttamente o indirettamente qualora l’ente utilizzatore provveda a ristornare la tariffa incentivante percepita.


Al riguardo quando la tariffa incentivante spetta di diritto al soggetto che costruisce l’impianto, il contratto mediante il quale tale soggetto costruttore (nel caso di specie, la società) concede ad altri gratuitamente la possibilità di utilizzare l’impianto configura un comodato.


Nel caso in cui il soggetto titolare del diritto alla tariffa coincida con l’utilizzatore dell’impianto, l’eventuale ristorno della tariffa dall’utilizzatore dell’impianto alla società che ha realizzato l’impianto stesso configura un contratto non più riconducibile ad un contratto di comodato.


Il trasferimento della tariffa incentivante, in questa circostanza, configurerebbe un pagamento effettuato (dal soggetto utilizzatore dell’impianto al soggetto che ha realizzato l’impianto medesimo) a fronte di una prestazione di servizio resa (utilizzazione dell’impianto fotovoltaico); pertanto, il contratto di comodato perderebbe la sua qualificazione, venendo meno la peculiare caratteristica della gratuità, per assumere la natura di contratto di locazione.


Pertanto, la società può ammortizzare l’impianto realizzato sia nel caso in cui lo stesso venga concesso in comodato sia in quello in cui venga dato in locazione, nella considerazione che in entrambi i casi il rapporto di inerenza tra i contratti di comodato o locazione e l’attività svolta dall’impresa sussiste ed é rap


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