Novità fiscali del 11 gennaio 2008. Legge Finanziaria 2008: novità per i sostituti d’imposta; avvocati: controlli fiscali incrociati


 






Indice:


 


1) IRPEF – Legge finanziaria per il 2008: Novità per i sostituti d’imposta, operazioni di conguaglio del 2007 e primi adempimenti per il 2008


 


2) Avvocati: Controlli fiscali incrociati


 


3) Antiriciclaggio: in G.U. il Regolamento per il funzionamento della UIF


 


4) Decreto Finanze sulla protezione dei dati personali: Individuati i tipi di dati ed operazioni eseguibili


 


5) Manifestazioni pirotecniche e piromusicali: Aliquota IVA applicabile


 


(a cura di Vincenzo D’Andò)


 


 


1) I sostituti d’imposta, a seguito delle novità introdotte dalla Finanziaria 2008, devono effettuare i necessari conguagli per l’IRPEF.


La Legge Finanziaria per il 2008 (Legge 24/12/2007, n 244) contiene alcune disposizioni che interessano anche i sostituti d’imposta, per le operazioni di conguaglio dei redditi di lavoro dipendente e assimilati ed equiparati erogati nel 2007.


Altre disposizioni prevedono adempimenti che devono essere posti in essere già dall’inizio del 2008.


La circolare n. 1/E/2008 ha, quindi, illustrato le principali novità per uniformare i comportamenti da parte dei sostituti d’imposta e della stessa Agenzia delle Entrate.


Aumento della detrazione per le famiglie numerose


L’art. 1, comma 15, lett. a), della legge finanziaria ha inserito nell’art. 12 del Tuir il comma 1-bis a), per prevedere una ulteriore detrazione a favore delle famiglie numerose.


In base alla nuova disposizione, in “presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori viene riconosciuta un’ulteriore detrazione di importo pari a 1.200 euro”.


L’ulteriore detrazione non spetta per ciascun figlio ma deve intendersi come bonus complessivo e unitario a beneficio della famiglia numerosa, che pertanto non aumenta in presenza di un numero di figli superiore a quattro.


Per quanto concerne la ripartizione del beneficio, la medesima norma stabilisce che la detrazione è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.


In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta ai genitori in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.


I criteri di ripartizione indicati dalla norma non possono essere modificati sulla base di accordi intercorsi tra i genitori, diversamente da quanto previsto dall’art. 12 del Tuir con riferimento alle detrazioni ordinarie per figli a carico.


La nuova norma precisa inoltre che, nel caso di coniuge fiscalmente a carico, la detrazione compete all’altro coniuge per l’intero importo.


L’ulteriore detrazione per figli a carico si applica nell’intera misura, anche se la condizione richiesta dalla norma, dell’esistenza di almeno quattro figli a carico, sussiste solo per una parte dell’anno.


Per cui l’ulteriore detrazione per figli a carico si applica senza dovere effettuare il ragguaglio al periodo dell’anno in cui si verifica l’evento che dà diritto alla detrazione stessa.


Il beneficio previsto in presenza di quattro o più figli  costituisce una “ulteriore detrazione” che va ad aggiungersi a quelle ordinarie.


Ne deriva che l’ulteriore detrazione di euro 1.200 è usufruibile soltanto se sono applicabili le ordinarie detrazioni per figli a carico. Sussistendo tale condizione, la detrazione di 1.200 euro spetta in misura piena e non è influenzata dal livello di reddito del beneficiario.


La legge finanziaria ha stabilito che qualora l’ulteriore detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda (quest’ultima diminuita delle detrazioni di cui al comma 1 dell’art. 12 nonchè delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente, di pensione e di altri redditi, per oneri e per canoni di locazione previste, rispettivamente, agli articoli 13, 15 e 16 del Tuir, nonchè delle detrazioni previste da altre disposizioni normative) viene riconosciuto un credito di ammontare pari alla quota della nuova detrazione che non ha trovato capienza nella imposta dovuta.


Le modalità di liquidazione del credito saranno definite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle politiche per la famiglia.


La nuova detrazione si applica, secondo quanto dispone il comma 16 dell’art. 1 della legge finanziaria, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31/12/2007.


Pertanto, il sostituto d’imposta deve, sulla base dei dati in suo possesso relativi al numero dei figli a carico, riconoscere l’ulteriore detrazione in sede di conguaglio dei redditi erogati nel 2007 indicando nelle annotazioni della certificazione unica CUD rilasciata con riferimento ai redditi 2007 l’ammontare della detrazione erogata che non ha trovato capienza nell’imposta dovuta dal dipendente.


Neutralità del reddito relativo all’abitazione principale


L’art. 10, comma 3-bis, del Tuir prevede che “se alla formazione del reddito complessivo concorrono il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e quello delle relative pertinenze, si deduce un importo fino all’ammontare della rendita catastale dell’unità immobiliare stessa e delle relative pertinenze, rapportato al periodo dell’anno durante il quale sussiste tale destinazione ed in proporzione alla quota di possesso”.


Per effetto di tale disposizione, il reddito (rendita catastale) della casa adibita ad abitazione principale e delle sue pertinenze deve essere comunque dichiarato tra i redditi dei fabbricati e sommato agli altri redditi eventualmente posseduti dal contribuente per la determinazione del reddito complessivo; successivamente, dal reddito complessivo si sottrae l’importo della rendita catastale dell’abitazione principale e delle sue pertinenze al fine di escludere detto reddito dalla base imponibile Irpef.


Ai fini del calcolo dell’ammontare delle detrazioni spettanti per carichi di famiglia e per lavoro, di cui rispettivamente agli artt. 12 e 13 del Tuir, come modificati dalla legge n. 296/2006, (in vigore dal 1° gennaio 2007), occorre fare riferimento al reddito complessivo del contribuente che intende avvalersi delle detrazioni.


In tale contesto, per evitare che il reddito della casa di abitazione possa comportare un incremento dell’imposta dovuta, l’art. 1, comma 15, della legge finanziaria per il 2008 ha introdotto due disposizioni – una nell’art. 12 (comma 4-bis) e una nell’art. 13 (comma 6-bis)  del TUIR – volte a stabilire che, ai fini della determinazione delle detrazioni, il reddito complessivo deve essere assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze di cui all’art.10, comma 3-bis.


Ai fini del riconoscimento delle detrazioni per familiari a carico di cui all’art. 12 del Tuir, le modifiche apportate dalla legge finanziaria rilevano solo sul reddito complessivo del soggetto che intende avvalersi del beneficio.


Viceversa, tali modifiche non riguardano le modalità di calcolo del reddito complessivo per essere considerati a carico; conseguentemente, il limite di reddito di euro 2.840,51 indicato nel comma 2 del citato art. 12 va riferito al reddito complessivo del familiare, considerato al lordo del reddito imputabile all’abitazione principale.


Per quanto riguarda la decorrenza della modifica, il comma 16 dell’art. 1 della legge finanziaria ne prevede espressamente l’applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2007.


Pertanto, qualora il sostituto d’imposta abbia calcolato le detrazioni per lavoro dipendente o per pensione e quelle per familiari a carico considerando il reddito complessivo al lordo di quello dell’abitazione principale come comunicatogli dal dipendente, dovrà effettuare il conguaglio applicando la nuova normativa.


Misura delle detrazioni assegni periodici


L’art.1, comma 11, ha elevato l’importo delle detrazioni previste dall’art. 13 del Tuir per l’ipotesi in cui alla formazione del reddito complessivo concorrono gli assegni periodici indicati, Tra gli oneri deducibili, nell’art.10, comma 1, lettera c), del TUIR, ossia gli assegni periodici erogati dal coniuge per effetto di separazione o divorzio. La detrazione compete in misura pari a quella prevista dal comma 3 dell’art. 13 del Tuir a favore dei pensionati che hanno meno di 75 anni, non è cumulabile con quelle previste dagli altri commi dello stesso art. 13 e compete in misura piena anche nell’eventualità che gli assegni in discorso siano stati percepiti solo in un periodo dell’anno.


In particolare, la detrazione è pari a:


a) 1.725 euro, se il reddito complessivo non supera 7.500 euro;


b) 1.255 euro, aumentata del prodotto tra 470 euro e l’importo corrispondente al  rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.500 euro, se l’ammontare del reddito è superiore a 7.500 euro ma non a 15.000 euro.


Per determinare la detrazione spettante occorre applicare la seguente formula:


c) 1.255 + [470 x (15.000 – RC ) : 7.500] c) 1.255 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 55.000 euro.


In tal caso, la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra 55.000, diminuito del reddito complessivo, e 40.000 euro.


Per determinare la detrazione spettante occorre applicare la seguente formula:


1.255 x (55.000 – RC ) : 40.000.


Il comma 6 dell’art. 13 stabilisce che se il risultato del rapporto è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali.


Per espressa previsione del comma 12, la disposizione si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007.


In base alla precedente formulazione dell’art. 13, qualora alla formazione del reddito complessivo concorressero gli assegni periodici in esame, veniva riconosciuta una detrazione pari a 1.104 euro per un reddito complessivo non superiore a 4.800 euro.


Per i redditi superiori a tale ammontare, ma non a 55.000 euro, la detrazione di 1.104 euro era riconosciuta solo per la parte corrispondente al rapporto tra 55.000 diminuito del reddito complessivo e 52.000.


Tassazione del TFR pregresso


L’art. 2, comma 515, della Legge finanziaria per il 2008, con una modifica all’art. 23 del D.Lgs. n. 252/2005, consistente nell’inserimento del comma 7-bis, stabilisce le regole di tassazione in caso di conferimento del TFR accantonato in anni pregressi (ossia prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 252/2005) e devoluto dopo il 1/1/2007 alla forma di previdenza complementare.


Il Decreto n. 252/2005 disciplina il conferimento tacito del TFR maturando ad una forma pensionistica complementare.


Il conferimento avviene in neutralità d’imposta, ai sensi dell’art. 19, comma 4, del TUIR, secondo il quale non si considerano anticipazioni le somme e i valori destinati alle forme pensionistiche complementari.


Al momento della liquidazione le prestazioni vengono assoggettate a tassazione con la ritenuta a titolo d’imposta del 15%, che scende fino al 9% in corrispondenza dell’aumento dell’anzianità di partecipazione al fondo.


Con la circolare n. 70/E del 18/12/2007 è stata confermata, nonostante la normativa introdotta dal Decreto n. 252/2005 non contenga previsioni espresse al riguardo, nel rispetto dei contratti collettivi e degli accordi, la possibilità di conferire al fondo pensione anche il TFR maturato prima del 1/1/2007.


Le previsioni dell’art. 19, comma 4, del Tuir – secondo il quale non costituiscono anticipazioni gli accantonamenti di TFR devoluti alle forme pensionistiche – in assenza di modifiche normative espresse si applicano sia in relazione al TFR maturando sia a quello già maturato eventualmente devoluto.


Per l’ipotesi di trasferimento alla forma pensionistica del TFR maturato entro il 31/12/2006, la finanziaria ha previsto che l’importo del TFR pregresso deve essere imputato alla posizione individuale nel rispetto dei montanti maturati, al fine di tenerne conto in sede di tassazione della prestazione.


Le somme versate al fondo pensione concorreranno ad incrementare, convenzionalmente, la posizione individuale in corrispondenza dei periodi di formazione del TFR conferito, indipendentemente dalla coincidenza della data di iscrizione al fondo con quella in cui il dipendente è stato assunto, da cui decorre l’accumulo del TFR conferito.


 





















Esempio


Data di iscrizione al fondo pensione


1/1/2003


TFR conferito (50% del TFR complessivo)


100.000


di cui:


 


1) TFR accumulato fino al 31/12/2000


60.000


2) TFR accumulato dal 1/1/2001 al 31/12/2006


40.000


 


 


Tali importi concorrono a formare, rispettivamente, il montante maturato entro il 2000 e quello maturato dopo il 2001, ancorché la situazione esistente nella forma pensionistica dell’iscritto non registri alcun montante riferito al periodo ante 2001 e, ai fini della loro tassazione, si applichano le disposizioni pro tempore vigenti, considerando quali anni di effettiva contribuzione alla forma di previdenza complementare i periodi di formazione del TFR, se superiori a quelli di contribuzione al fondo.


Tuttavia, tale attribuzione convenzionale rileva ai soli fini della determinazione del regime fiscale applicabile alle prestazioni e non comporta altre conseguenze come, ad esempio, l’acquisizione della qualificazione di “vecchi iscritti” per soggetti che non risultavano tali prima del conferimento del TFR maturato.


La legge finanziaria prevede inoltre che con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate saranno stabiliti i criteri e le modalità per lo scambio delle informazioni tra le forme pensionistiche e i datori di lavoro presso i quali sono maturate le quote di TFR.


Le disposizioni del comma 515 si applicano per i conferimenti effettuati a partire dal 1/1/2007.


(Agenzia delle Entrate, Circolare 09/01/2008, n. 1/E)


 


 


2) Avvocati: Controlli fiscali incrociati


Per gli avvocati, in Sicilia è scattato il controllo incrociato con i dati risultanti nei Tribunali.


In particolare, sono stati riscontrati i dati relativi alle cause in cui sono intervenuti i professionisti sottoposti a controllo, forniti dal Tribunale di Ragusa, e ricostruiti i compensi effettivamente percepiti nel biennio 2004/2005.


L’ammontare dello scostamento tra i dati determinati dall’ufficio e quelli dichiarati dai professionisti, ha portato all’individuazione di cinque legali nei cui confronti sono stati accertati compensi professionali non dichiarati per quasi 3.500.000 euro.
Per due avvocati è scattata anche la denuncia penale all’Autorità giudiziaria.


Ricerca di elementi presso Organi Giurisdizionali che conservano traccia delle prestazioni di assistenza legale


Le stesse metodologie di controllo dell’Agenzia delle Entrate prevedono la programmazione delle indagini presso le sede degli organi giurisdizionali in una fase preliminare all’individuazione dei soggetti da sottoporre a verifica. L’elaborazione complessiva dei dati così reperiti può essere di valido ausilio nell’individuazione dei professionisti da sottoporre a controllo.


Per singolo avvocato si possono, tra l’altro, determinare:


– il numero di clienti assistiti (con tutti i dati identificativi);


– la quantità di affari (anche extragiudiziali) seguiti;


 lo stato delle cause patrocinate e il numero degli interventi;


 i compensi eventualmente liquidati;


 le (principali) specializzazioni;


 il raggio di azione (su base territoriale);


 la complessità delle prestazioni.


E, inoltre, possibile rilevare, sia da internet, sia dalla stampa locale e nazionale nonché da quella specializzata, informazioni, anche relative a fatti di cronaca, che possono riguardare l’attività professionale degli avvocati, al fine di costruire un bagaglio di elementi da mettere a disposizione dei verificatori.


Le ricerche vengono condotte presso i seguenti organi:


– Corte dei Conti;


– TAR;


– Uffici giudiziari (civile e penale);


– giudice di pace.


(Notiziario Telematico Agenzia delle Entrate 09/01/2008)


 


 


3) Antiriciclaggio: in G.U. il Regolamento per l’organizzazione e il funzionamento della Unità di informazione finanziaria (UIF)


E’ stata istituita  presso la Banca d’Italia, dal 1/1/2008, l’Unità  di  informazione  finanziaria  per  l’Italia (UIF), con sede in  Roma,  via  Nazionale n. 91, e opera presso i locali siti in Roma messi a disposizione dalla Banca d’Italia.


I compiti e le funzioni attribuiti alla UIF continuano a essere esercitati, provvisoriamente, dalle divisioni del personale dell’ex U.I.C..


Funzioni


La  UIF svolge i compiti e le funzioni di analisi finanziaria assegnati dalla legge in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio nonché ogni altra attività strumentale o complementare.


Collaborazione nell’attività di prevenzione


Le informazioni e i dati in possesso  della UIF in relazione alle proprie finalità istituzionali sono  coperti  dal  segreto  d’ufficio,  anche  nei  confronti  delle pubbliche amministrazioni, eccettuati i casi previsti dalla legge.


L’Autorità giudiziaria, gli organi delle indagini, la direzione investigativa  antimafia,  la  Guardia  di  finanza,  le autorità di vigilanza  di  settore,  le  amministrazioni interessate e gli ordini professionali   collaborano   con   la   UIF  nella  prevenzione  del riciclaggio con le modalità indicate dall’art. 9 del D.Lgs. n. 231/2007.


La  Banca  d’Italia  fornisce  alla UIF le informazioni utili a integrare  l’analisi  finanziaria  delle  segnalazioni  di operazioni sospette  e  lo  studio  dei  flussi  finanziari.


Lo  scambio di informazioni tra la Banca d’Italia e la UIF e il coordinamento delle comunicazioni all’esterno relative a questioni di comune interesse vengono disciplinati da un apposito protocollo che prevede la costituzione di un comitato di coordinamento.


Disposizioni finali e transitorie


Il neo Regolamento è entrato in vigore il 1/1/2008.


I compiti e le funzioni attribuiti alla UIF continuano a essere esercitati dalle divisioni del Servizio antiriciclaggio del soppresso Ufficio italiano dei cambi (U.I.C.) fino alla nomina dei titolari delle unità operative  e  all’assegnazione  del restante personale.


(Provvedimento 21/12/2007, in G.U. 9/1/2008, n. 7)


 


4) Decreto Finanze sulla protezione dei dati personali: Individuati i tipi di dati ed operazioni eseguibili


E’ stato pubblicato in G.U. il Regolamento amento di attuazione degli artt. 20, 21 e 181 del D.Lgs. 30/6/2003, n. 196, recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”.


Tale, norma, ai fini dell’individuazione dei tipi di dati e di operazioni eseguibili contiene degli  allegati,  che  formano  parte  integrante  del regolamento,  contraddistinti  dai numeri da 1 a 5, contengono ognuno tante   schede  per  quanti  sono  i  trattamenti  individuati  dalle rispettive   strutture   ministeriali:  Tali  schede identificano i tipi di dati sensibili e giudiziari da parte di ogni singola struttura cui compete il   relativo   trattamento,  nonché  le  operazioni  eseguibili  in riferimento alle specifiche finalità di rilevante interesse pubblico perseguite nei singoli casi.


(Ministero dell’Economia e delle Finanze, DECRETO 29/11/2007, n. 255, in G.U. n. 7 del 9/1/2008)


 



5) Manifestazioni pirotecniche e piromusicali: Aliquota IVA applicabile


Per le esecuzioni piromusicali si applica l’aliquota ordinaria IVA del 20%.


Lo ha precisato, con una risoluzione, l’Agenzia delle Entrate che si è, così, espressa in merito all’esecuzione di una rappresentazione pirotecnica con l'”accompagnamento degli spari in modo sincronizzato” mediante “l’utilizzo di sistemi/attrezzature che riproducono musica dal vivo”.


E’ emerso che l’accompagnamento musicale dell’evento pirotecnico non si sostanzia in un concerto vocale e strumentale e cioè nell’esecuzione, dal vivo, da parte di singoli o gruppi di artisti, ma nel mero utilizzo di apparecchi e strumenti tecnici che trasmettono musica preregistrata.


Peraltro, tale manifestazione si caratterizza come evento pirotecnico e l’attività resa dalla società (che ha presentato istanza di interpello al fine di ottenere il parere dell’Agenzia delle Entrate) consiste nella realizzazione di fuochi artificiali, mentre l’esecuzione musicale costituisce solo l’accompagnamento degli spari.


Inoltre, le manifestazioni pirotecniche non sono espressamente indicate nell’elencazione, avente carattere tassativo, recata dal n. 123) della Tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633/1972.


Ne deriva che le manifestazioni piromusicali descritte nell’istanza non sono riconducibili tra i “concerti vocali e strumentali” di cui al n. 123) della Tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633/1972.


Per conseguenza, agli accordi stipulati tra la società e i soggetti committenti per le esecuzioni piromusicali non si può applicare l’aliquota ridotta del 10% di cui al n. 119) della Tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633/1972.


Pertanto, i corrispettivi percepiti (dalla suddetta società) dai committenti delle esecuzioni piromusicali vanno assoggettati ad IVA con aliquota ordinaria.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 09/01/2008, n. 9)


 


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 a cura di Vincenzo D’Andò


 


 


 


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