Legge Finanziaria 2008: anche l’acquirente privato risponde dell’IVA sul corrispettivo non fatturato ovvero sulla dazione in nero

NUOVA IPOTESI DI RESPONSABILITA’ SOLIDALE DELL’ACQUIRENTE PRIVATO   Dal 1 gennaio 2008 chi acquista un immobile mediante un contratto soggetto a Iva e nel quale l’importo del prezzo dichiarato è diverso da quello effettivo è assoggettato ad una responsabilità solidale con il venditore per il pagamento della maggiore imposta e della sanzione dell’imposta non assolta. […]

NUOVA IPOTESI DI RESPONSABILITA’ SOLIDALE DELL’ACQUIRENTE


PRIVATO


 


Dal 1 gennaio 2008 chi acquista un immobile mediante un contratto soggetto a Iva e nel quale l’importo del prezzo dichiarato è diverso da quello effettivo è assoggettato ad una responsabilità solidale con il venditore per il pagamento della maggiore imposta e della sanzione dell’imposta non assolta. Dal 1 gennaio 2008 anche il privato (soggetto non passivo ai fini Iva) che acquista un immobile e paga un corrispettivo non dichiarato risponde in solido con il venditore dell’iva sul corrispettivo non fatturato.


Il comma 164 dell’articolo 1 della legge n. 244/2007, modificando l’articolo 60-bis del dpr n. 633/1972 (1), statuisce che dal 1 gennaio 2008, nell’ipotesi di cessione di immobile qualora l’importo del corrispettivo indicato nell’atto di cessione e nella relativa fattura sia diverso da quello effettivo, il cessionario, anche se non agisce nell’esercizio di impresa, arte o professione, è responsabile in solido con il cedente per il pagamento dell’imposta Iva, relativa alla differenza tra il corrispettivo effettivo e quello indicato, nonché della relativa sanzione. Presupposto della nuova norma è l’esistenza di un divario tra il corrispettivo effettivo e quello manifestato dai contraenti nell’atto e nella relativa fattura. Tanto l’atto di cessione che la fattura devono riportare l’indicazione di un corrispettivo inferiore a quello reale e pertanto non è sufficiente la mendacità dell’uno o dell’altra.


Trattasi del coinvolgimento nel meccanismo sanzionatorio dell’Iva anche dell’acquirente che non agisce nell’esercizio di attività di impresa, arte o professione. Il cessionario può regolarizzare la violazione versando la sola maggiore imposta dovuta (ossia senza sanzioni) entro 60 giorni dalla stipula dell’atto. Entro lo stesso termine il cessionario che ha regolarizzato la violazione deve presentare all’ufficio copia dell’attestazione del pagamento e delle fatture oggetto della regolarizzazione. In buona sostanza, l’acquirente può sfuggire a tale responsabilità se provvede a versare la maggiore imposta dovuta (secondo le modalità che dovranno essere definite dall’Agenzia delle Entrate) e presenta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (competente per territorio in ragione della sede del venditore) una copia dell’attestazione dell’effettuato versamento dell’Iva, corredata dalla fattura emessa ed oggetto della regolarizzazione.


Va chiarito che la nuova citata responsabilità dell’acquirente si verifica dopo la stipulazione dell’atto e, pertanto, lo stesso non può essere chiamato a rispondere per eventuali sottofatturazioni degli acconti.


Giova ricordare che l’assoggettamento alle sanzioni Iva del cessionario che eserciti impresa, arte o professione, è statuito dall’articolo 6, comma 8, del dlgs 471/97(2) secondo cui qualora siano acquistati beni o servizi senza che sia stata emessa fattura nei termini di legge o vi sia emissione di fattura irregolare (si pensi alla fattura che reca un imponibile o un’imposta inferiore) da parte del cedente il cessionario è punito, fatta salva la responsabilità del cedente, con la sanzione amministrativa pari al 100% dell’imposta; la sanzione non si applica se il cessionario provvede a regolarizzare l’operazione presentando all’Agenzia delle Entrate un documento sostitutivo della fattura recante i dati che avrebbero dovuto contenere la fattura non emessa o emessa irregolarmente e pagando l’imposta non assolta (cd. procedura di regolarizzazione).


In definitiva, quanto sopra esposto può essere cosi sintetizzato:


Ø     La norma finanziaria prevede che l’acquirente (privato) può regolarizzare la violazione entro 60 giorni dalla stipula dell’atto. L’acquirente deve provvedere al versamento della maggiore imposta (in tal caso non sono dovute sanzioni) e presentare all’ufficio competente copia dell’attestazione del pagamento e delle fatture oggetto di regolarizzazione.


Ø     Secondo l’articolo 6, comma 8, del dlgs 471/1997 se l’acquirente (soggetto passivo iva)ha ricevuto una fattura irregolare deve presentare all’ufficio una fattura integrativa, entro il trentesimo giorno successivo alla registrazione della fattura irregolare, provvedendo al versamento della maggiore imposta dovuta.


 


NOTE


 


1) D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (in S.O. n. 1 alla G.U. n. 292 dell’11 novembre 1972)


 


Art. 60-bis


Solidarietà nel pagamento dell’imposta


    1. Con decreto  del  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  su proposta degli organi  competenti  al  controllo,  sulla  base  di  analisi effettuate su fenomeni di frode,  sono  individuati  i  beni  per  i  quali operano le disposizioni dei commi 2 e 3.


    2. In caso di mancato versamento  dell’imposta  da  parte  del  cedente relativa a cessioni effettuate a prezzi inferiori  al  valore  normale,  il cessionario, soggetto agli adempimenti ai  fini  del  presente  decreto,  è obbligato solidalmente al pagamento della predetta imposta.


    3. L‘obbligato solidale di cui al comma 2 può tuttavia  documentalmente dimostrare che il prezzo inferiore dei beni è stato determinato in  ragione di eventi o situazioni di fatto oggettivamente rilevabili o sulla  base  di specifiche disposizioni di legge e che  comunque  non  è  connesso  con  il mancato pagamento dell’imposta.


    3-bis.  Qualora  l’importo  del  corrispettivo  indicato  nell’atto  di cessione avente ad oggetto un immobile e nella relativa fattura sia diverso da quello effettivo, il cessionario, anche se non agisce nell’esercizio  di imprese, arti o professioni, è responsabile in solido con il cedente per il pagamento  dell’imposta  relativa  alla  differenza  tra  il  corrispettivo effettivo e quello indicato, nonché della relativa sanzione. Il cessionario che  non  agisce  nell’esercizio  di  imprese,  arti  o   professioni   può regolarizzare la violazione  versando  la  maggiore  imposta  dovuta  entro sessanta giorni dalla  stipula  dell’atto.  Entro  lo  stesso  termine,  il cessionario  che  ha  regolarizzato  la  violazione  presenta   all’ufficio territorialmente competente nei suoi confronti copia dell’attestazione  del pagamento e delle fatture oggetto della regolarizzazione.


2) D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 (S.O. n. 4/L alla Gazz. Uff. n. 5 dell’8 gennaio 1998)


 


Art. 6


Violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette all’imposta sul valore aggiunto


    1.  Chi  viola  gli  obblighi  inerenti  alla  documentazione  e   alla registrazione di operazioni imponibili  ai  fini  dell’imposta  sul  valore aggiunto ovvero all’individuazione di prodotti determinati è punito con  la sanzione amministrativa compresa fra il  cento  e  il  duecento  per  cento dell’imposta  relativa  all’imponibile  non  correttamente  documentato   o registrato nel corso  dell’esercizio.  Alla  stessa  sanzione,  commisurata all’imposta, è soggetto chi indica, nella documentazione  o  nei  registri, una imposta inferiore a quella dovuta.


    2. Chi viola obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni non imponibili o esenti è punito con sanzione  amministrativa compresa tra il  cinque  ed  il  dieci  per  cento  dei  corrispettivi  non documentati o non registrati. Tuttavia, quando  la  violazione  non  rileva neppure ai fini della determinazione del reddito  si  applica  la  sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire quattro milioni.


    3. Se le violazioni consistono  nella  mancata  emissione  di  ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto  ovvero  nell’emissione di tali documenti per importi inferiori a quelli reali, la  sanzione  è  in ogni caso pari al cento per cento dell’imposta  corrispondente  all’importo non  documentato.  La  stessa  sanzione  si  applica  in  caso  di   omesse annotazioni su apposito registro  dei  corrispettivi  relativi  a  ciascuna operazione in caso di mancato o irregolare funzionamento  degli  apparecchi misuratori  fiscali.  Se  non  constano  omesse  annotazioni,  la   mancata tempestiva richiesta  di  intervento  per  la  manutenzione  è  punita  con sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire quattro milioni.


    3-bis. Il cedente che non integra il documento  attestante  la  vendita dei mezzi tecnici di cui all’articolo 74,  primo  comma,  lettera  d),  del decreto del  Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,  e successive modificazioni,  con  la  denominazione  e  la  partita  IVA  del soggetto passivo  che  ha  assolto  l’imposta  è  punito  con  la  sanzione amministrativa pari al 20 per cento del corrispettivo  della  cessione  non documentato regolarmente. Il soggetto che realizza o commercializza i mezzi tecnici e che, nel predisporre, direttamente o tramite  terzi,  i  supporti


fisici atti a veicolare i mezzi stessi, non indica, ai sensi  dell’articolo 74, primo comma,  lettera  d),  quarto  periodo,  del  citato  decreto  del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, la denominazione e la  partita IVA del soggetto  che  ha  assolto  l’imposta  è  punito  con  la  sanzione amministrativa pari al 20 per  cento  del  valore  riportato  sul  supporto fisico  non  prodotto  regolarmente.  Qualora   le   indicazioni   di   cui all’articolo 74, primo comma, lettera  d),  terzo  e  quarto  periodo,  del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del  1972  siano  non veritiere, le sanzioni di cui ai periodi precedenti del presente comma sono aumentate al 40 per cento.


    4. Nei casi previsti dai commi 1, 2, 3,  primo  e  secondo  periodo,  e 3-bis  la sanzione non può essere inferiore a lire un milione.


    5. Nel caso di violazione di più obblighi inerenti alla  documentazione e alla registrazione di una medesima operazione, la  sanzione  è  applicata una sola volta.


    6. Chi computa illegittimamente in detrazione l’imposta assolta, dovuta o addebitatagli in via di rivalsa, è punito con la sanzione  amministrativa uguale all’ammontare della detrazione compiuta.


    7. In caso di acquisto intracomunitario, la sanzione si  applica  anche se, in mancanza della comunicazione di cui all’articolo 50,  comma  3,  del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni,  dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, l‘operazione è stata assoggettata ad imposta in altro Stato membro.


    8. Il cessionario o il committente che, nell’esercizio di imprese, arti o professioni, abbia acquistato beni o servizi senza che sia  stata  emessa fattura nei termini di legge o con emissione di fattura irregolare da parte dell’altro contraente, è punito, salva la responsabilità del cedente o  del commissionario,  con  sanzione  amministrativa  pari  al  cento  per  cento dell’imposta, con un minimo di lire cinquecentomila, sempreché non provveda a regolarizzare l’operazione con le seguenti modalità:


       a) se non ha ricevuto la fattura, entro quattro mesi dalla  data  di effettuazione dell’operazione, presentando all’ufficio competente nei  suoi confronti,  previo  pagamento  dell’imposta,  entro  il  trentesimo  giorno successivo, un documento  in  duplice  esemplare  dal  quale  risultino  le indicazioni prescritte dall’articolo 21 del decreto  del  Presidente  della Repubblica 26 ottobre  1972,  n.  633,  relativo  alla  fatturazione  delle operazioni;


       b) se ha ricevuto una fattura  irregolare,  presentando  all’ufficio indicato nella lettera a), entro il trentesimo giorno successivo  a  quello della sua registrazione, un  documento  integrativo  in  duplice  esemplare recante le indicazioni medesime, previo versamento  della  maggior  imposta


eventualmente dovuta.


    9. Se la regolarizzazione è eseguita, un esemplare del  documento,  con l’attestazione  della  regolarizzazione  e  del  pagamento,  è   restituito dall’ufficio al contribuente che deve registrarlo ai sensi dell’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.


    9-bis. È punito con la sanzione amministrativa compresa fra il 100 e il 200 per cento dell’imposta, con un minimo di 258 euro, il cessionario o  il committente che, nell’esercizio di imprese, arti o professioni, non assolve l’imposta relativa agli acquisti di beni o servizi mediante  il  meccanismo dell’inversione contabile di cui agli articoli 17 e  74,  commi  settimo  e ottavo, del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972, n. 633, e successive modificazioni. La  medesima  sanzione  si  applica  al cedente o prestatore che ha irregolarmente addebitato l’imposta in  fattura omettendone il versamento. Qualora l’imposta sia  stata  assolta,  ancorché irregolarmente,  dal  cessionario  o  committente  ovvero  dal  cedente   o prestatore,  fermo  restando  il   diritto   alla   detrazione   ai   sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente  della  Repubblica  26  ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, la sanzione amministrativa è pari al 3 per cento dell’imposta irregolarmente assolta, con un  minimo  di  258 euro, e comunque non oltre 10.000 euro per  le  irregolarità  commesse  nei primi tre anni di applicazione delle disposizioni del presente periodo.  Al pagamento delle sanzioni previste nel secondo e terzo  periodo,  nonché  al pagamento  dell’imposta,  sono  tenuti  solidalmente  entrambi  i  soggetti obbligati all’applicazione  del  meccanismo  dell’inversione  contabile.  È punito con la sanzione di cui al comma 2 il cedente o  prestatore  che  non emette fattura, fermo restando l’obbligo per il cessionario  o  committente di regolarizzare l’omissione ai sensi del comma 8, applicando, comunque, il meccanismo dell’inversione contabile.


    9-ter.  Il  cessionario  che,  nell’esercizio  di   imprese,   arti   o professioni, abbia acquistato mezzi tecnici di cui all’articolo  74,  primo comma, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica  26  ottobre 1972, n. 633, per i quali gli  sia  stato  rilasciato  un  documento  privo dell’indicazione della denominazione e del soggetto passivo che ha  assolto l’imposta o con indicazioni manifestamente non veritiere, è  punito,  salva la responsabilità del cedente, con la sanzione amministrativa  pari  al  20 per cento del  corrispettivo  dell’acquisto  non  documentato  regolarmente sempreché  non  provveda,   entro   il   quindicesimo   giorno   successivo all’acquisto dei mezzi tecnici, a  presentare  all’ufficio  competente  nei suoi confronti un  documento  contenente  i  dati  relativi  all’operazione irregolare. Nelle eventuali successive transazioni,  ciascun  cedente  deve indicare nel documento attestante  la  vendita  gli  estremi  dell’avvenuta regolarizzazione come  risultanti  dal  documento  rilasciato  dall’ufficio competente.


 


Carmela Lucariello


21 Gennaio 2008

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