Ingiunzione fiscale ancora consentita agli enti locali


La recente approvazione della Finanziaria 2008 aveva fatto “sobbalzare dalla poltrona”  molti sindaci dei Comuni che  utilizzano l’istituto dell’ingiunzione fiscale, di cui al Regio Decreto n.639/1910. In particolare, l’articolo 1 della legge  24 dicembre 2007, n.244, comma 224 (Finanziaria 2008)  aveva abrogato il comma 6, dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.446.  Tale  articolo  nel  disciplinare la potestà regolamentare delle province e dei Comuni,  al  comma 6,  prevede che la riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate di spettanza delle province e dei comuni  viene effettuata con la procedura di cui al DPR 29 settembre 1973, n. 602, se affidata ai concessionari del servizio di riscossione  di cui al DPR 28 gennaio 1988, n.43, ovvero con quella indicata nel regio decreto 14 aprile , n.639, se svolta in proprio dall’ente locale o affidata agli altri soggetti menzionati all’articolo 52, comma 5, lettera b) del  D.Lgs. 446/97 (concessionari minori o società pubbliche).


 


Cenni sull’istituto dell’ingiunzione amministrativa


L’ingiunzione amministrativa è un particolare tipo di atto esecutivo, di formazione amministrativa e stragiudiziale che presenta le seguenti caratteristiche:


1)      è un atto tipicamente recettizio, poiché non produce alcun effetto se non è portato preventivamente a conoscenza del suo destinatario; in particolare, la legge prevede una forma di comunicazione privilegiata di questo atto, vale a dire la notificazione eseguita dall’ufficiale giudiziario addetto al tribunale ovvero al messo di conciliazione del giudice di pace;


2)       è un atto propulsivo  poiché mira a promuovere e a stimolare l’attività di altro soggetto, pubblico o privato. Con più precisione,  è un atto propulsivo per l’adempimento di obblighi, attraverso il quale:


q      si ingiunge all’obbligato di ottemperare ad un obbligo preesistente;


q      lo si mette in mora;


q      gli si fissa un termine per adempiere; 


q      lo si informa sulle sanzioni e sulle conseguenze sfavorevoli cui si espone in caso di inadempimento;


3)       un atto unilaterale, poiché formato dall’Amministrazione senza il contributo di alcun soggetto e in assenza di contraddittorio. In altri termini è formato dall’ente nell’esercizio del suo potere di autoaccertamento e autotutela;


4)      l’ingiunzione fiscale cumula in sé la duplice natura e funzione di titolo esecutivo e  di   atto  prodromico all’inizio dell’esecuzione coattiva equipollente a quello che nel processo civile ordinario è l’atto di precetto. Con più precisione, qualora l’ingiunzione non sia la conseguenza di una previa attività formale di accertamento condotta dall’ente locale, questa cumula in se stessa la duplice funzione di titolo esecutivo e di precetto. Ove, invece, sia preceduta dalla emissione di un atto di accertamento o di liquidazione che debbono considerarsi titoli idonei a dar corso all’esecuzione, l’ingiunzione avrà la semplice funzione di precetto e pertanto potrà essere impugnata solamente per i vizi propri;


5)       l’ingiunzione, quale atto preparatorio dell’esecuzione forzata speciale, deve contenere gli elementi dell’atto di precetto così come previsto dall’articolo 480 del codice di procedura civile, vale a dire:



  • l’intimazione a pagare una somma indicata;

  • il termine di trenta giorni entro cui pagarla;

  • l’avvertenza che in difetto si procederà ad esecuzione forzata;

  •  la motivazione con riferimento all’eventuale atto di accertamento o di liquidazione (per i crediti tributari), o all’atto di messa in mora (per altre obbligazioni patrimoniali) che ne sta alla base;

  •  l’indicazione dell’autorità presso la quale è possibile proporre impugnazione.

La procedura di riscossione tramite ingiunzione ha inizio con l’emissione dell’atto da parte dell’ufficio sottoscritto dal funzionario responsabile dell’ufficio delle entrate se l’ente locale gestisce in proprio o dal legale rappresentante del soggetto ex art. 53, del D.lgs. n. 446 del 1997 o dell’azienda speciale o della società mista negli altri casi. Il contribuente ricevuto l’atto ha trenta giorni di tempo per adempiere all’obbligazione ovvero, in alternativa, può proporre ricorso. L’opposizione va proposta entro 30 giorni dalla notifica dell’ingiunzione innanzi alle commissioni tributarie ai sensi dell’ articolo 12, comma 2 della legge 28.12.2001, n. 488 (Finanziaria 2002) per le entrate tributarie e innanzi al giudice ordinario competente per  valore (giudice di pace per importi non superiori a 2.582,28 euro, Tribunale per importi superiori) per quelle aventi oggetto entrate patrimoniali. In quest’ultimo caso, il ricorso dà   luogo ad un normale giudizio di cognizione nel quale l’opponente assume la veste di attore e ha l’obbligo di provare i fatti a fondamento delle sue ragioni.


L’ingiunzione fiscale “soffre” di una serie di  poteri certamente minori rispetto alla procedura di riscossione coattiva mediante ruolo   che hanno,  dopo le modifiche apportate  al DPR 602/73  dalle leggi 248/05  e 248/06, gli ex concessionari; in particolare si segnalano:


a.       l’ingiunzione deve essere notificata  nelle forme della citazione da un ufficiale giudiziario addetto al tribunale o all’ufficio del giudice di pace;


b.      per gli atti compiuti nel procedimento di esecuzione mobiliare l’ufficiale giudiziario o il messo del giudice di pace hanno diritto alle competenze previste, seppur ridotte alla metà, con conseguente evidente disparità di trattamento rispetto ai concessionari della riscossione;


c.       le procedure esecutive immobiliari avvengono sotto il totale controllo del tribunale in cui insiste l’immobile pignorato.


 


Le modifiche con il decreto legge Milleproroghe


A seguito di osservazioni rilevate dalla stampa specializzata e dall’associazione dei Comuni il legislatore ha modificato la norma contenuta nella Finanziaria 2008; inserendo una disposizione nel decreto legge n.248/07 (c.d. Milleproroghe) all’articolo 36 , comma 2, è  previsto che la riscossione coattiva dei tributi e di tutte le altre entrate locali continua ad essere effettuata con la procedura dell’ingiunzione  di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n.639.   La norma, inoltre, afferma che la riscossione da parte dell’ente locale o dei concessionari minori o società pubbliche potrà essere effettuata  secondo le disposizioni previste  nel titolo II del DPR 602/72.   Tale disposizione, unita a quella contenuta nella Finanziaria 2008, articolo 1, comma 225,  che prevede “Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente  legge, sono  individuati  i  casi  e  le  modalità  attraverso  le  quali,   previa autorizzazione del direttore dell’Agenzia delle entrate, ai soli fini  della riscossione delle entrate degli enti locali, i soggetti di cui alla  lettera b) del comma 5 dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, come sostituita dal comma  224,  lettera  a),  del  presente  articolo, possono accedere  a  dati  e  informazioni  disponibili  presso  il  sistema informativo  dell’Agenzia  delle  entrate  e  prendere   visione   di   atti riguardanti i beni dei debitori e dei coobbligati” , costituiscono  solo il primo passo verso l’effettiva attribuzione agli enti locali degli strumenti necessari per poter effettuare in proprio la riscossione coattiva delle entrate, in alternativa all’affidamento all’ex-concessionario (Equitalia spa).


 


Federico Gavioli


28 Gennaio 2008


Partecipa alla discussione sul forum.