I compensi dei giudici tributari

Giudici tributari Anno 2019: In merito alla Riforma della Giustizia Tributaria si veda ==> https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2018/07/riforma-giustizia-tributaria.html *** L’art. 111, comma 2, della Costituzione testualmente dispone: “Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata”. Oggi non può dirsi che […]

Giudici tributari

Anno 2019: In merito alla Riforma della Giustizia Tributaria si veda ==> https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2018/07/riforma-giustizia-tributaria.html

***

L’art. 111, comma 2, della Costituzione testualmente dispone: “Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e
imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata”.

Oggi non può dirsi che tale postulato costituzionale sia rispettato nel processo tributario, dove, per legge (art. 9, comma 1, D.Lgs. n. 545 del 31 dicembre 1992), i
componenti delle Commissioni tributarie sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze (cioè
una delle parti in causa), previa deliberazione del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, secondo l’ordine di collocazione negli elenchi previsti nel
comma 2 del succitato articolo.

Terzietà del giudice significa, soprattutto, apparenza all’esterno di totale indipendenza rispetto alle parti contendenti (contribuenti e fisco), in modo da non far
sorgere alcun minimo sospetto che l’organizzazione e la gestione del processo tributario possano compromettere o pregiudicare il diritto di difesa di una delle parti,
con assurde ed illegittime limitazioni (come il divieto della testimonianza).

Ma, oltre all’aspetto squisitamente procedurale, terzietà del giudice significa anche rispetto e riconoscimento economico per una funzione delicata e difficile, quale è
quella del giudice tributario, che deve interessarsi di una normativa vasta e complessa, spesso modificata ed integrata dal legislatore, persino con effetti
retroattivi o con interpretazioni autentiche, peraltro con un linguaggio criptico, che rinvia ad altre disposizioni di legge.

Oggi, secondo me, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non gratifica sufficientemente i giudici tributari dal punto di vista economico, tanto è vero che:
– le ordinanze di sospensione non vengono assolutamente pagate;
– le attività istruttorie non vengono assolutamente pagate;

infine, al giudice relatore viene corrisposto un compenso netto di € 25, peraltro pagato dopo mesi dal deposito della sentenza, senza interessi, come
evidenziato dal seguente prospetto:

segue, scarica il testo completo cliccando sul tasto sottostante ==>

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