Finanziaria 2008: il riccometro va all’Agenzia delle Entrate


Il comma 344, dell’art. 1, della Finanziaria 2008, apporta al D.Lgs. n. 109/1998, in  materia  di  regolazione dei servizi di pubblica utilità, una serie di modifiche.


Nell’ambito della normativa vigente le autorità e le amministrazioni pubbliche competenti  possono  utilizzare  l’indicatore  della  situazione  economica equivalente (ISEE) risultante al sistema informativo dell’indicatore della situazione economica equivalente gestito dall’I.N.P.S. per  la eventuale definizione di condizioni agevolate  di  accesso  ai  servizi  di rispettiva competenza ( nuovo art. 1, comma 3-bis).


La novità sostanzialmente è data dal nuovo art. 4 del D.Lgs. n. 109/98: la dichiarazione sostitutiva unica.


Il  richiedente  la prestazione presenta un’unica  dichiarazione  sostitutiva,  ai  sensi  del   D.P.R. 28  dicembre  2000, n. 445, di validità annuale, concernente le informazioni  necessarie per  la  determinazione   dell’ISEE.


Entro il periodo di validità della  dichiarazione  sostitutiva unica, può essere presentata una nuova dichiarazione, per far valere i  mutamenti delle condizioni familiari ed economiche  ai  fini  del  calcolo   dell’indicatore della situazione economica equivalente del proprio  nucleo  familiare.


La dichiarazione è  presentata  ai  comuni  o  ai  CAF previsti dal  D.Lgs. n. 241/1997, o direttamente all’amministrazione  pubblica  alla  quale  è  richiesta la prima prestazione o alla sede dell’Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  competente  per  territorio.  Tali   soggetti  trasmettono  telematicamente  all’Agenzia  delle   entrate   le   relative   informazioni.


È comunque consentita la presentazione dell’istanza all’Agenzia  delle  entrate, in via telematica, a  cura del soggetto richiedente la prestazione agevolata.


L’Agenzia delle entrate  è l’ente che determina  l’indicatore  della  situazione economica equivalente in relazione agli elementi in possesso  del  Sistema  informativo  dell’anagrafe  tributaria ed ai dati autocertificati dal  soggetto  richiedente  la  prestazione  agevolata.


Sui dati  autocertificati  dal  soggetto  richiedente,  l’Agenzia delle entrate effettua i relativi  controlli  automatici,  al fine di individuare l’esistenza di omissioni, ovvero difformità degli stessi  rispetto agli  elementi  conoscitivi  in  possesso  del  predetto  Sistema   informativo.


Gli esiti delle attività effettuate sono  comunicati dall’Agenzia delle entrate, mediante procedura informatica,  ai  soggetti che hanno trasmesso le informazioni,  ovvero  direttamente al soggetto che ha presentato  la  dichiarazione  sostitutiva  unica,  nonché  in  ogni  caso  all’INPS.


 


Sulla base della comunicazione dell’Agenzia delle entrate,  i  comuni,  i  centri  di  assistenza  fiscale,  l’INPS  e  le   amministrazioni  pubbliche  ai  quali  è   presentata   la   dichiarazione   sostitutiva  rilasciano  un’attestazione,  riportante  l’indicatore  della  situazione economica equivalente, nonché il contenuto della  dichiarazione  e gli elementi informativi necessari per il calcolo. Analoga  attestazione è rilasciata direttamente dall’Agenzia delle entrate nei casi  di la dichiarazione sostitutiva unica sia stata trasmessa alle Entrate.


L’attestazione riporta anche le eventuali omissioni e  difformità riscontrate in sede di controllo.


La dichiarazione, munita dell’attestazione  rilasciata,   può essere utilizzata, nel periodo di  validità,  da  ogni  componente  il   nucleo familiare per  l’accesso  alle  prestazioni  sociali agevolate.


In presenza delle omissioni o difformità riscontrate in sede di controllo,  il soggetto richiedente la prestazione può presentare una nuova dichiarazione sostitutiva unica, ovvero può comunque richiedere la prestazione  mediante   l’attestazione relativa alla dichiarazione presentata recante le omissioni   o le difformità rilevate dall’Agenzia delle entrate. Tale dichiarazione  è   valida ai fini dell’erogazione della prestazione, fatto salvo  il  diritto   degli enti erogatori di richiedere idonea documentazione atta a dimostrare la completezza e veridicità dei dati  indicati  nella  dichiarazione. 


 


L’attività di controllo


 


Nell’ambito della  programmazione  dell’attività  di  accertamento della Guardia di  finanza,  una  quota  delle  verifiche  è  riservata  al controllo sostanziale della posizione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari  dei  soggetti  beneficiari  di  prestazioni,  secondo   criteri  selettivi.


I nominativi dei richiedenti nei cui confronti emergono divergenze nella consistenza del patrimonio mobiliare sono comunicati alla Guardia di finanza al fine di assicurare il coordinamento e l’efficacia dei controlli.


Con apposita convenzione stipulata tra l’INPS  e  l’Agenzia  delle  entrate,  nel  rispetto  delle  disposizioni  del  codice  in  materia  di   protezione dei dati personali di cui  al  D.Lgs. 30  giugno  2003,  n.  196,  sono  disciplinate  le  modalità  per  lo  scambio  delle   informazioni  necessarie  all’attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al   presente articolo.


Inoltre, per effetto del nuovo art. 4-bis, comma 1, l‘Agenzia delle entrate trasmette le  necessarie  informazioni  al  Sistema   informativo   dell’indicatore   della    situazione    economica   equivalente,  gestito  ai  sensi  del  presente   articolo   dall’Istituto  nazionale della previdenza sociale che, per l’alimentazione  del  Sistema,  può stipulare apposite convezioni con i soggetti di  cui  all’art. 3,  comma 3, lettera d), del regolamento di  cui  al  D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322.


  


La normativa di riferimento


 


La normativa di riferimento è il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 109, che ha definito dei criteri unificati di valutazione della situazione  economica dei  soggetti  che  richiedono  prestazioni  sociali  agevolate,  a   norma dell’art. 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.


La  valutazione  della  situazione  economica  del  richiedente   è determinata con riferimento alle informazioni relative al nucleo  familiare di appartenenza, quale  risulta alla data di presentazione della dichiarazione  sostitutiva  unica.


Ciascun soggetto può appartenere ad un solo  nucleo  familiare.  Fanno  parte  del  nucleo  familiare  i  soggetti componenti la famiglia anagrafica. I soggetti a carico ai  fini  I.R.P.E.F. fanno parte del nucleo familiare della persona di  cui  sono  a  carico.  I coniugi che hanno la stessa residenza  anagrafica,  anche  se  risultano  a carico ai fini I.R.P.E.F. di altre persone, fanno parte dello stesso nucleo familiare. Il figlio minore di 18 anni, anche se risulta a carico  ai  fini I.R.P.E.F. di altre persone, fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale convive.


L’indicatore della situazione economica è definito dalla  somma  dei redditi, come indicato nella parte prima della tabella 1.  Tale  indicatore del  reddito  è  combinato  con  l’indicatore  della  situazione  economica patrimoniale nella misura del venti per cento dei valori patrimoniali, come definiti nella parte seconda della tabella 1.


L’indicatore della situazione economica equivalente è calcolato come rapporto tra l’indicatore di cui al comma 4 e il  parametro desunto  dalla scala di equivalenza definita nella tabella 2, in riferimento al numero dei componenti del nucleo familiare.


Le disposizioni del presente decreto non  modificano  la  disciplina relativa ai soggetti  tenuti  alla  prestazione  degli  alimenti  ai  sensi dell’art. 433 del codice civile e non possono essere interpretate nel senso dell’attribuzione agli enti erogatori della  facoltà  di  cui  all’articolo 438, primo comma, del codice civile nei confronti dei componenti il  nucleo familiare del richiedente la prestazione sociale agevolata.


 










Tabella 1


CRITERI UNIFICATI DI VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE REDDITUALE


 


La situazione economica dei soggetti appartenenti  al  nucleo  definito dall’art. 2, del D.Lgs. n.109/98, si ottiene sommando:


a) il reddito complessivo ai fini IRPEF  quale  risulta  dall’ultima dichiarazione presentata o, in mancanza di obbligo di  presentazione  della dichiarazione dei redditi, dall’ultimo certificato  sostitutivo  rilasciato dai datori di lavoro o  da  enti  previdenziali;  per  quanto  riguarda  la valutazione  dei  redditi  agrari  dovrà  essere  predisposta   un’apposita circolare ministeriale;


b) il reddito delle attività finanziarie, determinato applicando  il rendimento medio annuo dei titoli decennali del  Tesoro  al  patrimonio mobiliare definito secondo i criteri di seguito elencati.


Dalla predetta somma, qualora il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione, si detrae il valore del canone annuo, fino a concorrenza, per un ammontare massimo di 10 milioni di vecchie lire. In tal caso il richiedente è  tenuto a dichiarare gli estremi del contratto di locazione registrato.


 


Parte II – DEFINIZIONE DEL PATRIMONIO.


a) Patrimonio immobiliare:


fabbricati e terreni edificabili ed agricoli  intestati  a  persone fisiche diverse da imprese: il valore dell’imponibile definito ai fini  ICI al 31  dicembre  dell’anno  precedente  a  quello  di  presentazione  della domanda, indipendentemente dal periodo di possesso  nel  periodo  d’imposta considerato. Dal valore così determinato si detrae l’ammontare del debito residuo al 31 dicembre dell’anno precedente  per  i  mutui  contratti  per  l’acquisto dell’immobile, fino a concorrenza del suo valore come sopra definito. Per i nuclei familiari residenti in abitazione di proprietà, in alternativa  alla detrazione per il debito residuo, è detratto, se più favorevole  e  fino  a concorrenza, il valore della casa di abitazione, come sopra  definito,  nel limite di 100 milioni di vecchie lire. La detrazione  spettante  in  caso  di  proprietà dell’abitazione di residenza è  alternativa  a  quella  per  il  canone  di locazione di cui alla parte I della tabella.


b) Patrimonio mobiliare:


l’individuazione del patrimonio mobiliare è effettuata indicando in un unico ammontare complessivo l’entità più  vicina  tra  quelle  riportate negli appositi moduli predisposti  dall’amministrazione.  A  tale  fine  la valutazione dell’intero patrimonio mobiliare è ottenuta sommando  i  valori mobiliari in senso stretto, le partecipazioni in società non quotate e  gli altri cespiti patrimoniali individuali, secondo  le  modalità  che  saranno definite con successiva circolare del Ministro delle finanze,  di  concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Dal valore del patrimonio mobiliare, determinato come sopra, si detrae, fino a concorrenza, una franchigia pari a 30 milioni di vecchie lire.  Tale  franchigia non si applica ai fini della determinazione del reddito complessivo di  cui alla parte I della presente tabella.


 



 








    Scala di equivalenza


Numero dei componenti    Parametro


                  


1                  1,00


2                  1,57


3                  2,04


4                  2,46


5                  2,85


 


Maggiorazione di 0,35 per ogni ulteriore componente.


Maggiorazione di 0,2 in caso di presenza nel nucleo di figli  minori  e


di un solo genitore.


Maggiorazione di 0,5  per  ogni  componente  con  handicap  psicofisico


permanente di cui all’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104,


o di invalidità superiore al 66%.


Maggiorazione di 0,2 per nuclei familiari  con  figli  minori,  in  cui


entrambi i genitori svolgono attività di lavoro e di impresa.


 


Francesco Buetto


 


3 Gennaio 2008


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