Finanziaria 2008: benefici ICI per l’ex coniuge non assegnatario di casa coniugale


La legge 24 dicembre 2007 n. 244 (G.U. 300 del 28/12/2007 S.O.n.285) configura  benefici Ici per l’ex coniuge proprietario che, in conseguenza di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio, non risulti assegnatario della casa coniugale. In particolare, l’ex coniuge non più residente nella casa coniugale determina l’Ici dovuta applicando, per la quota in proprietà, l’aliquota agevolata prevista per l’immobile e la relativa detrazione fiscale, qualora non possegga un’abitazione di proprietà o altri diritti reali su immobili situati nello stesso Comune. Lo sconto riguarda i coniugi separati non assegnatari della casa coniugale purché non siano titolari di altra abitazione nello stesso comune. La norma (articolo 1, comma 6 della legge n. 244/2007) stabilisce che il coniuge separato cui non sia assegnato il godimento dell’abitazione coniugale può, per la quota realmente posseduta dell’immobile, beneficiare di tutte le detrazioni Ici previste per l’abitazione principale. Anche il coniuge separato rimasto “fuori casa” può applicare le detrazioni fiscali Ici riconosciute per la casa da abitazione; in particolare, gli sconti Ici per l’abitazione principale – compresa l’ulteriore detrazione, con tetto a 200 euro, dell’1,33 per mille della base imponibile introdotta dalla finanziaria 2008  (1) sono estesi al coniuge separato non assegnatario della casa coniugale, che può usufruirne a condizione di non possedere un’abitazione di proprietà nello stesso Comune. Per il minor gettito, i Comuni saranno compensati con trasferimenti dallo Stato che saranno erogati, entro il 16 giugno per il 50% della somma riconosciuta in via previsionale ed entro il 16 dicembre per l’altra metà. Eventuali conguagli saranno effettuati entro il 31 maggio dell’anno successivo. Giova ricordare che con la sentenza 6192 del 16 marzo 2007 (2) la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che il coniuge separato costretto a lasciare la casa di famiglia posseduta in regime di comproprietà con l’ex moglie, alla quale il giudice abbia affidato i figli, è obbligato a pagare la sua quota di Ici. La Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui “il coniuge affidatario dei figli al quale sia assegnata la casa di abitazione posta nell’immobile di proprietà (anche in parte) dell’altro coniuge non è soggetto passivo dell’imposta comunale sugli immobili per la quota del medesimo immobile sulla quale lo stesso non vanti il diritto di proprietà ovvero un qualche diritto reale di godimento”.


 


Dott. Angelo Buscema


7 Gennaio 2008


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Note


1) In relazione alla prima casa, l’articolo 1 comma 5 della legge finanziaria 2008 ha previsto un’ulteriore detrazione Ici per gli immobili adibiti ad abitazione principale (cosiddetta “prima casa”), pari all’1,33 per mille della base imponibile e, comunque, di importo non superiore a 200 euro annui. L’importo va ad aggiungersi alla detrazione attualmente in vigore (pari a 103,29 euro) e potrà essere applicato indipendentemente dal reddito dei proprietari. La detrazione prevista dalla norma deve essere rapportata al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è stato adibito ad abitazione principale. Qualora l’immobile abbia più proprietari, la detrazione spetta a ciascuno di essi in proporzione alla loro quota di utilizzo come prima casa. Dal beneficio sono esclusi gli immobili signorili, le ville, i castelli, rispettivamente individuati al catasto con le categorie A01, A08, A09 (articolo 1, comma 5).


In definitiva, ulteriore riduzione Ici per abitazione principale pari all’1,33 per mille della base imponibile, con un tetto di 200 euro. Dall’agevolazione sono esclusi castelli, ville e case di lusso. Si tratta di un ulteriore importo rispetto alla detrazione in vigore (103,29 euro). Per la casa di abitazione, i proprietari degli immobili potranno sommare all’attuale detrazione ICI di 103,29 euro un’ulteriore detrazione di imposta pari al 30% dell’aliquota base dell’ICI: lo sconto complessivo avrà un tetto di 303,29 euro l’anno per contribuente. In pratica, si
calcola che circa il 40% dei proprietari di casa in Italia non pagheranno nulla per questa imposta.


 


2) La disciplina dell’imposta comunale sugli immobili attribuisce soggettività passiva ai titolari del diritto di proprietà o di diritti reali su cosa altrui. La fattispecie relativa all’affidamento ad uno dei coniugi della casa di abitazione familiare – sulla quale insista situazione di comunione ordinaria, in ragione di un mezzo pro indiviso, fra i coniugi – non è suscettibile di integrare il presupposto soggettivo dell’imposta de qua. Trattasi di provvedimento adottato dal giudice della separazione per l’attribuzione di un diritto di godimento personale, atipico, strumentale alla conservazione della comunità domestica e giustificato esclusivamente dall’interesse morale e materiale della prole.  La natura di imposta patrimoniale e reale dell’Ici, la circostanza che gli iura in re aliena costituiscono un numerus clausus e la considerazione che la soggettività passiva di qualsiasi imposta deve essere determinata sulla base delle specifiche disposizioni che la regolano ostano alla configurabilità di una soggettività passiva da parte del coniuge affidatario estesa oltre la quota pro indiviso del diritto di proprietà di cui è titolare (Sent. N. 6192 del 1° dicembre 2006 dep. il 16 marzo 2007 della Corte Cass. sez. tributaria).


Vd. Angelo Buscema, ICI: obbligato al pagamento per la sua quota anche il coniuge separato in www.https://www.commercialistatelematico.com marzo 2007.


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