Novità fiscali del 6 dicembre 2007. In evidenza: niente IVA sul rimborso dei canoni di affitto alle società immobiliari; altri emendamenti Finanziaria 2008; tabella di raccordo codici ATECO 2007/ATECOFIN 2004


1) Niente IVA sul rimborso dei canoni di affitto alle società immobiliari


Non sono soggetti ad IVA i rimborsi ricevuti dalle imprese immobiliari che hanno garantito i canoni minimi di locazione sugli appartamenti venduti ad enti pubblici.


La vicenda, sottoposta al vaglio della Corte di Cassazione, ha riguardato le società immobiliari che vendono appartamenti ad enti pubblici con canoni minimi di locazione garantiti per un certo periodo.


Se successivamente questi non raggiungono la quota stabilita, la stessa immobiliare anticipa a tali enti pubblici il denaro per poi rivalersi sulla finanziaria.


Secondo la Corte, nel caso di specie si è di fronte ad un “contratto di cessione di rischio” rientrante, pertanto, nello schema tipico del contratto di assicurazione e non di una prestazione di servizi.


Pertanto, a norma dell’art. 10, D.P.R. n. 633/1972, non è dovuta l’IVA sulla somma ricevuta quale rimborso per il verificarsi dell’evento-danno (canone percepito inferiore al canone pattuito).


(Corte di Cassazione, sentenza 26 novembre 2007, n. 24560)


 


 


2) C.N.R.: Dal 2008 gli Ordini professionali contabili locali con nuovo codice fiscale


Come è noto dal 1.1.2008 gli Ordini dei Dottori Commercialisti ed i Collegi dei Ragionieri sono soppressi e verrà istituito, a decorrere dalla medesima data, l’Ordine territoriale dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili (art. 58 del D.Lgs. n. 139/2005).


Pertanto, dal 1.1.2008, il Presidente del nuovo Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili dovrà provvedere ad inoltrare apposita domanda per fare attribuire un nuovo codice fiscale al diverso Ente pubblico.


Si tratta di quanto contenuto nella circolare del Consiglio nazionale dei ragionieri, firmata William Santorelli, (n. 20/2007), inviata a tutti i presidenti e vicepresidenti dei 140 nuovi Ordini territoriali della professione unificata.


La circolare, in vista dell’ormai prossima della scadenza del 31.12.2007, ha fornito ai Collegi dei Ragionieri indicazioni pratiche su alcuni adempimenti formali che sono chiamati a porre in essere, necessari per consentire un ordinato passaggio al nuovo assetto degli Ordini locali, nel pieno rispetto delle disposizioni di legge.


La circolare del Consiglio nazionale dei ragionieri specifica anche che i nuovi ordini che subentrano ad ordini e collegi che non sono titolari di partita IVA, devono richiedere il codice fiscale attraverso il modulo AA5/5.


Qualora invece (anche soltanto) uno degli enti soppressi sia titolare di partita IVA, il nuovo Ordine dovrà richiedere ugualmente un nuovo codice fiscale, che fungerà anche da nuova partita IVA, utilizzando però il modulo AA7/8 ed indicando, negli appositi spazi, i numeri delle partite IVA degli enti estinti (e che confluiranno nella nuova partita IVA).


(Consiglio Nazionale dei ragionieri, circolare n. 20 del 3/12/2007)


 


 


3) Emendamenti Finanziaria 2008: Proposto un incentivo per l’installazione di telecamere in tabaccherie, bar e negozi e l’introduzione dal 2008 di una detrazione di 1.200 euro l’anno a favore delle famiglie numerose


Viene proposto un incentivo, oltre che per l’installazione di telecamere di sicurezza non varrà solo per i tabaccai, anche per gli altri negozianti, per i bar e per i ristoranti.


In commissione Bilancio alla Camera è stato approvato un emendamento alla Finanziaria che estende il credito d’imposta che può essere sottratto dalle imposte o dai contributi al momento del versamento, in misura dell’80% della spesa sostenuta per l’adozione di strumenti di prevenzione dal rischio rapine.


Il beneficio, che non è cumulabile con altre agevolazioni, varrà fino al limite di 3.000 euro per ciascun negoziante al dettaglio o all’ingrosso e per le imprese che somministrano alimenti e bevande, quindi bar e ristoranti.


Il richiedente dovrà presentare una domanda (i termini saranno fissati con un decreto del ministero dell’Economia) che sarà accolta solo fino ad esaurimento della somma messa a disposizione della finanziaria, pari a 10 milioni di euro per ciascun anno.


Verrebbe, invece, annullato l’emendamento alla Finanziaria che proroga la rottamazione dei frigoriferi per tutto il 2008 e l’estensione a lavatrici e lavastoviglie (commissione bilancio della Camera).


Tuttavia, pare che verrà nuovamente riproposto prima della definitiva approvazione.


Verrebbe, invece, introdotta dal 2008 una detrazione di 1.200 euro l’anno a favore delle famiglie numerose, con 4 figli e più.


 


 


4) Disegno di Legge Finanziaria 2008:


– Si prevede per gli agricoltori l’introduzione dell’obbligo di comunicare in via telematica l’importo delle operazioni effettuate;


– Nuove modifiche al reverse charge degli immobili strumentali


Nell’art. 5, comma 12 del DDL Finanziaria 2008 viene previsto per gli agricoltori l’invio telematico dell’ammontare delle operazioni effettuate costituenti il volume d’affari.


In particolare, vengono aggiunte nell’art. 34, comma 6, del DPR n. 633/1972, relativo ai produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli (e che sono, quindi, esonerati dal versamento dell’imposta e da tutti gli obblighi documentali e contabili, compresa la dichiarazione annuale), le seguenti parole: “comunicare trimestralmente, anche in forma telematica, all’Agenzia delle entrate l’ammontare delle operazioni effettuate, secondo modalità stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate”.


Inoltre, l’emendamento alla Finanziaria 2008 presentato dal governo nei giorni scorsi modifica il testo approvato al Senato che prevedeva dall’1.1.2008 l’utilizzo del metodo dell’inversione contabile per ogni cessione di fabbricato non abitativo a cui si applica l’Iva.
Pertanto per la cessione di immobili strumentali ultimati da meno di quattro anni scompare l’ipotesi reverse-charge oltre a quelle nei confronti di acquirenti privati che ovviamente non possono autoliquidare l’Iva


 


 


5) Redazione dell’inventario delle rimanenze di magazzino


Con l’approssimarsi delle chiusure di fine anno, occorre provvedere alla valutazione delle rimanenze di magazzino relative a merci, materie prime, prodotti in corso di lavorazione, lavori e servizi in corso su ordinazione e prodotti finiti, esistenti alla data dal 31/12/2007 presso l’impresa, nei magazzini e depositi, e nelle eventuali unità locali, o per quelle di proprietà dell’azienda, che si trovano presso terzi (per esempio in conto deposito o in conto lavorazione).


Necessita, quindi, la redazione dell’inventario analitico di magazzino con la massima cura e precisione nel rispetto degli schemi previsti per gruppi omogenei e tipologie di rimanenze.


Di recente la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23694 del 15/11/2007 ha stabilito che si può applicare l’accertamento induttivo in assenza delle distinte inventariali.


Per cui, se il contribuente non è in grado di esibire le distinte inventariali utilizzate per redigere l’inventario (riportanti la suddivisione dettagliata dei beni per categorie omogenee e relativo valore), l’Amministrazione finanziaria può ricorrere all’accertamento induttivo.


Peraltro, l’indicazione analitica dei beni facenti parti del patrimonio aziendale (compreso il magazzino) può risultare direttamente dal libro degli inventari, oppure da apposite distinte inventariali da conservare ed esibire in caso di verifiche da parte dell’Amministrazione.


In assenza delle distinte inventariali (e della analitica esposizione nel libro inventari) non è possibile risalire ai criteri utilizzati dal contribuente per la valorizzazione delle rimanenze di magazzino, e ciò può comportare la dichiarata inattendibilità della contabilità, con la conseguente possibilità di procedere all’accertamento induttivo.


Rimanenze di merci


Le rimanenze di merci vanno iscritte al costo di acquisto o di produzione o al valore di mercato se minore. Nel costo di acquisto sono compresi i costi accessori.


Il costo dei beni fungibili può essere calcolato col metodo della media ponderata o con quelli “primo entrato”, “primo uscito” o “ultimo entrato, primo uscito”; se il valore cosi ottenuto differisce in misura apprezzabile dai costi correnti alla chiusura dell’esercizio, la differenza deve essere indicata, per categoria di beni, nella nota integrativa (per le società tenute a redigerla).


Le attrezzature possono essere iscritte ad un valore costante, qualora siano costantemente rinnovate e complessivamente di scarsa importanza, sempreché non si abbiano variazioni sensibili nella loro entità, valore e composizione.


In particolare, i tre metodi di valutazione previsti dall’art. 2426 n. 10 del C.c., sono i seguenti :


– F.I.F.O. (= primo entrato – primo uscito), tende ad aumentare l’utile nei periodi ad alta inflazione;


Metodo LIFO, a scatti annuali o mensili, (LIFO) Ultimo entrato/primo uscito, tende a ridurre l’utile nei periodi ad alta inflazione (metodo ricorrentemente utilizzato ai fini fiscali);


– Costo medio ponderato annuale, attenua gli effetti dell’inflazione.


Per i beni non valutati a costo specifico qualunque sia il criterio di valutazione fiscale applicabile, il relativo valore della categoria di beni va confrontato con il valore di mercato.


Riguardo la variazione del criterio di valutazione da un anno all’altro, in precedenza doveva essere fornita l’indicazione nella dichiarazione relativa al periodo di mutamento o in apposito allegato; non essendo più possibile allegare documenti alla dichiarazione, si ritiene che tale comunicazione vada conservata dal contribuente e vada esibita ad eventuale richiesta degli organi preposti al controllo.


Gli esercenti commercio al minuto possono adottare il metodo del prezzo al dettaglio che consente di determinare il valore delle rimanenze, in base ai prezzi di vendita dei beni in rimanenza, scorporando la percentuale di ricarico.


L’applicazione del metodo consente eventuali valutazioni in deroga al minimo risultante dall’applicazione del L.I.F.O..


E, infine, possibile effettuare la svalutazione delle merci in magazzino (per distruzione dei beni aziendali ad es. per cali, avarie, ecc.) senza effettuare la comunicazione prevista agli organi competenti (Amministrazione finanziaria e comando della Guardia di Finanza), se non supera la somma annuale di euro 5.164,57 (ex lire 10.000.000), ciò in virtù dell’art. 2 del D.P.R n. 441/1997 (disciplina delle presunzioni di cessione e di acquisto).


In tal caso necessita compilare la dichiarazione sostitutiva di atto notorio e da tale dichiarazione devono risultare data, ora e luogo in cui avvengono le operazioni, nonché natura, qualità, quantità e ammontare del costo dei beni distrutti o trasformati.


E’, Infine, necessario emettere il documento di trasporto (D.D.T.), ad es. per la consegna a terzi vettori per il trasporto della merce deteriorata a discarica pubblica.


 


 


6) Agenzia Entrate: Tabella di raccordo codici ATECO 2007/ATECOFIN 2004


Resa nota la tabella di raccordo tra i codici attività, ai fini IVA, precedenti, con quelli, che dovranno essere utilizzati a decorrere dal 2008.


Tale tabella è stata pubblicata il 05/12/2007 sul sito www.agenziaentrate.it.


 


 


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(A cura di Vincenzo D’Andò)


 


 


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