Novità fiscali del 21 dicembre 2007. In evidenza: agevolazioni fiscali per regalie al no-profit; associazioni sportive dilettantistiche ammesse al riparto della quota del 5 per mille IRPEF


1) Le agevolazioni fiscali per le regalie fatte al non profit: Disponibile la guida aggiornata


Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dal 19/12/2007, è disponibile la versione aggiornata della guida dedicata alle “Erogazioni liberali: le agevolazioni fiscali”.


Si tratta della neo versione della pubblicazione dell’Agenzia delle Entrate, con informazioni aggiornate sui benefici, previsti dalle norme tributarie, per i contribuenti che effettuano donazioni a favore di enti di particolare rilevanza sociale.


Tra questi vi fanno parte le Onlus, le organizzazioni non governative, le università e gli enti di ricerca, le associazioni di promozione sociale, le istituzioni religiose, gli istituti scolastici, gli enti pubblici e privati che svolgono attività culturali e artistiche, le fondazioni e associazioni operanti nel settore dello spettacolo.


La guida contiene tutte le novità normative intervenute al 30/11/2007 ed è completata da tabelle di riepilogo sui vantaggi fiscali riconosciuti alle persone fisiche e alle imprese.


Quando si possono utilizzare le agevolazioni fiscali per le erogazioni effettuate


L’agevolazione fiscale, consistente in una detrazione d’imposta o in una deduzione dal reddito imponibile è possibile farla valere in occasione della dichiarazione dei redditi (modello 730, modello UNICO).


Per il principio di cassa le deduzioni e le detrazioni spettanti si calcolano tenendo conto delle erogazioni liberali effettuate nell’anno cui si riferisce la dichiarazione (c.d. periodo d’imposta): per esempio se l’erogazione liberale è stata versata nel 2007 potrà essere considerata solo con la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2007 da presentare nel 2008.


La deducibilità dal reddito delle erogazioni liberali alle ONLUS


In base al D.L. n. 35/2005, le persone fisiche, e gli enti soggetti all’IRES, in particolare società ed enti commerciali e non commerciali, possono dedurre dal reddito complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, le liberalità in denaro o in natura erogate a favore delle ONLUS, nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui (l’erogazione liberale è deducibile fino al minore dei due limiti).


In particolare:


– Ai fini della deducibilità dal reddito, le erogazioni liberali in denaro devono essere effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari;


– le erogazioni liberali in natura devono essere considerate in base al loro valore normale (prezzo di mercato di beni della stessa specie o similari); il donatore, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale (listini, tariffari, perizie, eccetera), deve farsi rilasciare dal beneficiario una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata dei beni erogati e l’indicazione dei relativi valori.


È necessario, inoltre, che il beneficiario dell’erogazione:


– tenga scritture contabili che descrivano con completezza ed analiticità le operazioni poste in essere nel periodo di gestione;


– rediga, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, un apposito documento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del periodo di gestione.


Si tratta di un vero e proprio bilancio, costituito da stato patrimoniale e rendiconto gestionale. Lo stato patrimoniale deve distinguere tra attività istituzionale, accessoria, di raccolta fondi e la gestione del patrimonio finanziario.


Il rendiconto gestionale deve indicare tipologia e qualità delle risorse, sia in entrata che in uscita.


Inoltre è consigliabile che l’ente predisponga una relazione sulla gestione per illustrare le varie voci di bilancio.


Divieto di cumulo


La suddetta deduzione non si può cumulare con altre agevolazioni fiscali previste da altre norme, indipendentemente dall’importo erogato.


Ad esempio, se il contribuente


effettua erogazioni liberali (anche a più beneficiari) per un valore superiore al limite massimo consentito di 70.000 euro, non si può avvalerei, per la parte eccedente tale limite, del beneficio della deduzione o detrazione, neppure ai sensi di altre disposizioni di legge.


La scelta effettuata per un tipo di agevolazione si applica a tutto il periodo d’imposta.


La detrazione d’imposta sulle erogazioni liberali alle ONLUS


In alternativa alla suddetta deducibilità, le persone fisiche che effettuano erogazioni liberali in denaro alle ONLUS possono usufruire della detrazione dall’Irpef nella misura del 19% da calcolare su un importo massimo di 2.065,83 euro.


Peraltro, nello stesso limite previsto dalla suddetta agevolazione rientrano le erogazioni liberali in denaro a favore delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei paesi non appartenenti all’Ocse.


Sono comprese anche le erogazioni liberali in denaro a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari, anche se avvenute in altri Stati.


In tal caso però devono essere effettuate esclusivamente tramite:


– ONLUS;


– organizzazioni non governative di cui l’Italia è membro;


– altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti il cui atto costitutivo o statuto sia redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, che prevedono tra le proprie finalità interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari;


– amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;


– associazioni sindacali di categoria.


È necessario che le erogazioni siano effettuate tramite versamento postale o bancario, o con carte di credito, carte prepagate, assegni bancari o circolari.


Calcolo di convenienza


Colui che effettua una liberalità in denaro ad una ONLUS, al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi deve poi valutare se sia più conveniente usufruire della detrazione d’imposta del 19% oppure della deduzione del 10% del reddito complessivo.


La deduzione delle erogazioni delle imprese


In alternativa alla deducibilità prevista dal D.L. n. 35/2005, le imprese (imprenditori individuali, società di persone, società di capitali, enti commerciali, ecc.), per le erogazioni liberali in denaro fatte a favore delle organizzazioni suddette possono dedurre dal reddito di impresa un importo non superiore a 2.065,83 euro o al 2% del reddito di impresa dichiarato.


Quando si tratta di erogazioni liberali in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica e da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri Stati, è prevista una duplice agevolazione a seconda che l’erogazione consista in una somma di denaro o in una cessione di beni.


Le erogazioni liberali in denaro effettuate per il tramite di fondazioni, associazioni, comitati e enti individuati con appositi provvedimenti, sono deducibili, quali costi, dal reddito di impresa.


Le cessioni gratuite di beni non sono considerate destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa.


Pertanto, non concorrono a formare il reddito come ricavi o plusvalenze.


In particolare, si veda di seguito.


Cessioni gratuite di beni delle imprese


Al fine di incentivare le erogazioni in natura, è prevista una particolare disciplina secondo la quale, ai fini delle imposte sui redditi, non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa, e quindi non concorrono a formare il reddito come ricavi o plusvalenze, le seguenti cessioni fatte in favore delle ONLUS:


– Cessione gratuita, e senza alcun limite, di derrate alimentari e prodotti farmaceutici alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa cedente.


Si tratta di quei prodotti alimentari o farmaceutici che vengono generalmente esclusi dal commercio per difetti di confezionamento o altre cause che, comunque, non ne impediscono l’utilizzo (ad esempio prodotti prossimi alla scadenza);


– cessione gratuita anche di altri beni, diversi dai precedenti, a condizione che:


– si tratti di beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa;


– il costo specifico complessivo dei beni ceduti non sia superiore a 1.032,91 euro.


Tale costo specifico, vale a dire il costo sostenuto dall’impresa per la realizzazione o l’acquisto dei beni, concorre, peraltro, con eventuali erogazioni liberali in denaro alla formazione del limite di deducibilità indicato in precedenza (cioè, fino a 2.065,83 euro o al 2% del reddito d’impresa dichiarato).


Per usufruire delle suddette agevolazioni sia l’impresa cedente sia la ONLUS beneficiaria


devono rispettare alcuni adempimenti (indicati nella seguente tabella):














                  IMPRESA CEDENTE


 


                 ONLUS (beneficiaria)


 


Ha l’obbligo di comunicare preventivamente al competente ufficio delle Entrate, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, le singole cessioni di beni (la comunicazione è esclusa nei casi di beni facilmente deperibili e di modico valore)


Dichiarazione da rilasciare all’impresa donante; in essa occorre attestare l’impegno ad utilizzare direttamente i beni ricevuti in conformità alle finalità istituzionali e a realizzare l’effettivo utilizzo diretto


 


Deve annotare nei registri IVA, o in apposito prospetto, quantità e qualità dei beni ceduti gratuitamente in ciascun mese


Deve conservare la dichiarazione rilasciata dalla ONLUS nei cui confronti ha effettuato la cessione


 


Inoltre, le cessioni gratuite di beni a favore delle ONLUS, alla cui produzione e scambio è diretta l’attività dell’impresa, sono considerate operazioni esenti da IVA.


Costi del personale per prestazioni erogate in favore delle ONLUS


Sono deducibili dal reddito prodotto dalle imprese le spese relative all’impiego di lavoratori dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, le cui prestazioni sono rese a beneficio di una ONLUS, nel limite del cinque per mille del costo globale di lavoro dipendente indicato nella dichiarazione dei redditi.


In pratica, è consentito alle imprese “dare in prestito” i propri dipendenti ad una ONLUS senza, con questo, dover rinunciare alla deduzione delle relative spese.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa 19/12/2007 e vademecum)


 


 


2) Imposte dirette: Il condono tombale impedisce il recupero a tassazione anche dell’ammortamento di avviamento


Non si possono recuperare a tassazione le quote di ammortamento dell’avviamento, portate in deduzione nel 1992, giacché riferite a beni immateriali patrimonializzati nel 1990, per i quali nessun accertamento avrebbe potuto essere eseguito, per effetto della domanda di condono, (ex art. 38, legge n. 413/1991), con effetti di definizione automatica presentata dalla contribuente.


(Corte di Cassazione, Sentenza, Sez. Trib., 10/12/2007, n. 25689)


 


 


3) Finanziaria 2008 – Elenco Clienti e Fornitori: Sanato l’invio entro il 15/11/2007


Unificata al 15/11/2007 la scadenza per l’invio online degli elenchi Iva clienti e fornitori 2006. Secondo l’art. 1, comma 270, della Finanziaria 2008 sono considerati validi gli elenchi relativi al 2006 trasmessi entro il 15 novembre 2007.


Così, i contribuenti maggiori che erano tenuti all’invio dei dati entro il 15 ottobre non subiranno alcuna sanzione se non hanno potuto rispettare la scadenza ma hanno comunque perfezionato l’invio nei 30 giorni successivi.


La Finanziaria 2008 ha unificato, di fatto, le due scadenze previste dal provvedimento del Direttore dell’agenzia delle Entrate del 25/5/2007, concedendo la proroga solo ai contribuenti con un volume d’affari più elevato.


 


 


4) Collegato Finanziaria 2008 – Associazioni sportive dilettantistiche: Sono state ammesse al riparto della quota del 5 per mille IRPEF


Come è noto nella G. U. n. 279 del 1/12/2007, è stata pubblicata la Legge n. 223 del 30/11/2007, che ha convertito il D.L. n. 159/2007 (collegato fiscale alla Finanziaria 2008).


Riportiamo, di seguito, alcune delle disposizioni che possono interessare le società e le


associazioni calcistiche.


Tale norma, modificando la Finanziaria 2006 e la Finanziaria 2007, ha ammesso al riparto della quota del 5 per mille IRPEF le associazioni sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI a norma di legge.


Il richiamo fatto alle leggi finanziarie precedenti comporta la retroattività della norma e, pertanto, le associazioni sportive dilettantistiche che ne hanno fatto, a suo tempo, richiesta e che hanno ricevuto il provvedimenti di diniego dall’Agenzia delle entrate, possono richiedere alla medesima Agenzia che ha notificato il diniego, il provvedimento di reintegro e la conseguente ammissione al riparto sia per l’anno 2006 che per il 2007.


Inoltre, é stata stabilità, con effetto dalla data di entrata in vigore della legge (2/12/2007) la soppressione della Cassa di Previdenza per l’assicurazione degli sportivi (SPORTASS).


In tutti i rapporti pendenti attivi e passivi subentrano, in relazione al ramo previdenziale, l’INPS e, relativamente al ramo assicurativo l’INAIL.


Per agevolare il credito per l’impiantistica sportiva, è assegnato all’Istituto per il credito sportivo un contributo di 20 milioni di euro per l’anno 2007


(Lega Calcio Professionisti Serie C, Circolare N. 23 del 10/12/2007, Circolare n. 12 dell’Ufficio Studi Tributari della F.I.G.C.)


 


 


5) Modalità di comunicazione dei dati da utilizzare per la determinazione del PREU: Modifiche ed integrazioni alla disciplina pubblicate in G.U.


Sono state pubblicate in G.U. le modifiche ed integrazioni alla disciplina delle modalità di comunicazione dei dati da utilizzare per la determinazione del prelievo erariale unico dovuto.


(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto 04/12/2007, pubblicato in G.U. 19/12/2007, n. 294)


 


 


6) Liquidazione delle imposte dovute sugli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente erogati nel 2004


Tassazione separata degli arretrati più leggera grazie alle deduzioni.


Anche gli arretrati di lavoro dipendente percepiti nel 2004 vengono tassati tenendo conto della no tax area.


In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la tassazione separata degli arretrati da lavoro dipendente per l’anno 2004 avviene attraverso l’applicazione, alle somme percepite, dell’aliquota media corrispondente alla metà del reddito complessivo del contribuente nel biennio precedente, al netto della deduzione per la progressività d’imposta (no-tax area) e non più al lordo della stessa, come precedentemente affermato con la circolare 10/E del 2004.


 In sede di liquidazione d’ufficio, ai fini del calcolo dell’aliquota media per la tassazione degli arretrati di lavoro dipendente erogati nel 2004, il reddito del biennio precedente deve essere assunto al netto della deduzione per assicurare la progressività dell’imposizione (c.d. no-tax area).


Come è noto l’art. 2 della legge n. 289/2002 (legge finanziaria per il 2003) aveva rimodulato la scala delle aliquote, prevedendo che la progressività dell’imposizione fosse realizzata essenzialmente mediante l’applicazione di deduzioni dal reddito complessivo, tra le quali la deduzione per assicurare la progressività dell’imposizione (c.d. no-tax area).


In quel contesto, veniva definito, tra l’altro, un regime transitorio relativamente agli arretrati di lavoro dipendente, prevedendo che le nuove aliquote e i nuovi scaglioni di reddito dovessero trovare applicazione per i periodi d’imposta successivi al 31/12/2004.


Ciò al fine di coordinare la rimodulazione della scala delle aliquote, poiché l’imposta da applicare agli arretrati di lavoro dipendente viene determinata applicando all’ammontare percepito l’aliquota media corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all’anno in cui gli arretrati stessi sono percepiti.


L’Agenzia delle Entrate, ritiene, quindi, che la disposizione di modifica degli artt. 23 e 29 del DPR n. 600/1973, secondo la quale, ai fini del calcolo dell’aliquota media per la tassazione degli arretrati di lavoro dipendente, il reddito del biennio precedente deve essere assunto al netto della deduzione per assicurare la progressività dell’imposizione e delle deduzioni per carichi di famiglia.


Peraltro, l’intervento legislativo ha natura interpretativa e, in quanto tale, esplica effetti fino dal periodo d’imposta in cui è stata introdotta la deduzione per assicurare la progressività dell’imposizione (periodo d’imposta rispetto al quale, in assenza di espresse disposizioni di legge, la stessa Agenzia delle Entrate era, invece, pervenuta a conclusioni diverse con la circolare n. 10/2004).


In conclusione, in sede di liquidazione d’ufficio, ai fini del calcolo dell’aliquota media per la tassazione degli arretrati di lavoro dipendente erogati nel 2004, il reddito del biennio precedente deve essere assunto al netto della deduzione per assicurare la progressività dell’imposizione.


(Agenzia delle Entrate, Circolare 20/12/2007, n. 71)


 


 


7) Trattamento Iva imballaggi in acciaio


L’attività di ritiro degli imballaggi in acciaio presso le aziende produttrici, realizzata dalla società per conto del CNA in adempimento del contratto per la ripresa e il riciclo dei rifiuti da imballaggi, è soggetta all’aliquota IVA ordinaria del 20%.


In merito all’acquisto direttamente presso l’azienda produttrice dei rifiuti costituiti da imballaggi in acciaio ritirati per conto del CNA, tale operazione deve essere assoggettata al regime del “reverse charge”, a condizione che gli stessi siano anche qualificabili come rottami o beni che in assoluto non sono utilizzabili rispetto alla loro primitiva destinazione se non attraverso un fase di lavorazione e trasformazione (Ris. n. 29/2007).


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 20/12/2007, n. 385)


 


 


8) Le comunità istituite dalla Ente Provincia autonoma sono soggette ad IRES


Le comunità istituite dalla Provincia Autonoma di Trento, con legge provinciale 16/6/2006, n. 3, come enti pubblici costituiti “dai comuni appartenenti al medesimo territorio” per l’esercizio di funzioni, compiti, attività e servizi nonchè, in forma associata obbligatoria, delle funzioni amministrative trasferite ai comuni secondo quanto disposto dalla stessa legge provinciale, sono soggette all’IRES.


Ciò poiché, tale caso non rientra tra quelli previsti nell’art. 74, comma 1, del TUIR, il quale stabilisce, ai fini della soggettività passiva agli effetti dell’imposta sul reddito delle società (IRES), che “gli organi e le amministrazioni dello Stato, compresi quelli ad ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica, i comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demanio collettivo, le comunità montane, le province e le regioni non sono soggetti all’imposta” montane, le province e le regioni non sono soggetti all’imposta”.


La disposizione di cui al citato art. 74, comma 1, del TUIR esclude, per gli enti dalla stessa elencati, la soggettività passiva ai fini dell’IRES a prescindere dall’attività dagli stessi concretamente esercitata.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 20/12/2007, n. 386)


 


 


9) Erogazioni liberali: Deduzione del contributo erogato dalla banca alla fondazione


Il contributo erogato dalla Banca di Credito Cooperativo alla Fondazione può essere dedotto ai sensi dell’art. 100, comma 2, lettera m) del TUIR soltanto per la parte destinata, in sede di delibera, alla realizzazione di programmi culturali nei settori dei beni culturali e dello spettacolo, sempre che venga elargito secondo le previste modalità e che venga rispettato l’obbligo, previsto dall’art. 4 del D.M. 3/10/2002, di comunicare al Ministero per i beni e le attività culturali e, per via telematica, al sistema informativo dell’Agenzia delle entrate, entro il termine del 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, l’ammontare delle erogazioni effettuate nel periodo d’imposta, avendo cura di specificare le proprie complete generalità, comprensive dei dati fiscali ed i soggetti beneficiari.


Riguardo la possibilità per la Banca di dedurre la parte di contributo destinato a sostenere le “finalità sportive” della Fondazione occorre osservare che:


Viene prevista – dall’art. 100, comma 2, lettera a), del TUIR – la deducibilità per un ammontare complessivamente non superiore al 2% del reddito d’impresa dichiarato delle “erogazioni liberali fatte a favore di persone giuridiche che perseguono esclusivamente finalità comprese tra quelle indicate nel comma 1, o finalità di ricerca scientifica…”.


Le finalità indicate nella norma  (comma 1 del medesimo art. 100) sono quelle di “educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto”.


La deducibilità delle erogazioni liberali resta, in sostanza, subordinata alla ricorrenza di due condizioni:


1) il beneficiario dell’erogazione deve essere una persona giuridica;


2) il beneficiario dell’erogazione deve perseguire “esclusivamente” una o più attività tra quelle di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto nonchè finalità di ricerca scientifica.


Per tale fattispecie la suddetta disposizione non consente di ricondurre la Fondazione tra le persone giuridiche che perseguono “esclusivamente” le finalità tassativamente indicate dalla norma.


Il contributo destinato a sostenere le finalità “sportive” della Fondazione (di cui é fondatore, unitamente ad altra Banca) non può, quindi, essere dedotto dalla Banca di Credito Cooperativo ai sensi dell’art. 100, comma 2, lettera a) del TUIR.


In merito alle modalità di erogazione, la circolare congiunta dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero per i beni e le attività culturali n. 107/E del 31/12/2001 ha precisato che le erogazioni liberali previste dall’art. 100, comma 2, lettera m) del TUIR vanno effettuate mediante sistemi di pagamento che consentano lo svolgimento di  adeguati controlli quali ad esempio conti correnti bancari, postali, vaglia postali, assegni non trasferibili intestati all’ente  destinatario dei versamenti.


Inoltre, nel documento di versamento e nella ricevuta rilasciata da parte dell’ente beneficiario, deve essere esplicitamente indicata la causale, con il preciso riferimento all’art. 100, comma 2, lettera m) del TUIR oppure all’art. 38 della legge n. 342/2000


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 20/12/2007, n. 387)


 


 


10) Misuratori fiscali: Modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni di verifica periodica degli apparecchi


Un Decreto ha modificato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni di verifica periodica degli apparecchi misuratori fiscali, dell’elenco dei tecnici incaricati dell’esecuzione della verificazione periodica, nonché degli altri elementi identificativi previsti.


(Agenzia delle Entrate, Provvedimento 18/12/2007, protocollo, N. 2007/193891)


 


 


11) Comunicazione da parte delle società sportive di calcio dei contratti di calcio professionistico


Dalla stagione sportiva 2006/2007, le società sportive di calcio professionistiche, partecipanti ai campionati nazionali di Serie A, B, C1 e C2, sono obbligate a comunicare all’Agenzia delle Entrate:


– Copia dei contratti di acquisizione, anche a titolo di comproprietà o prestito, delle prestazioni professionali degli atleti professionisti tesserati per la stagione sportiva di riferimento e, separatamente, le informazioni in essi contenute;


– copia dei contratti che regolano il trattamento economico e normativo del rapporto tra l’atleta professionista, tesserato per la stagione sportiva di riferimento, e la società sportiva professionistica e, separatamente, le informazioni in essi contenute;


– copia dei contratti di sponsorizzazione in relazione ai quali la società sportiva percepisce somme di denaro per il diritto di sfruttamento dell’immagine degli atleti professionisti tesserati per la stagione sportiva di riferimento e, separatamente, le informazioni in essi contenute.


Le comunicazioni devono essere effettuate entro il 30 aprile dell’anno solare successivo a quello in cui si è chiusa la stagione sportiva cui sono riferiti i dati.


Il provvedimento del direttore dell’Agenzia del 18/12/2007, pubblicato il 20/12/2007 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ha regolato le modalità di trasmissione all’Amministrazione finanziaria, da parte delle società di calcio, delle copie dei contratti sottoscritti con gli atleti e delle informazioni in essi contenuti.


Si tratta della disposizione, voluta dal Decreto “Visco-Bersani”, che intende contrastare l’evasione e l’elusione fiscale nel settore del calcio professionistico.


In tal modo, si mettono a disposizione degli organi di controllo i dati indispensabili alla verifica delle posizioni degli atleti tesserati ma anche delle società sportive, relativamente alle somme percepite per i diritti di sfruttamento dell’immagine.


Contratti


I dati fiscal-finanziari dei calciatori, con le relative sponsorizzazioni, saranno trasmessi all’agenzia delle Entrate in via esclusivamente telematica.


Il canale scelto per le comunicazioni è la posta elettronica certificata (Pec), preferito per la migliore capacità di veicolazione di documenti in formato immagine e per la possibilità di utilizzare schemi più versatili di riepilogo delle informazioni, quali sono i documenti in xml.
Nelle comunicazioni spazio anche alle sponsorizzazioni


Le comunicazioni riguarderanno l’intera posizione contrattuale di ogni singolo atleta professionista tesserato, incluse quindi anche le sponsorizzazioni.


Le diverse tipologie di contratto che costituiscono oggetto della comunicazione sono:


– I contratti di acquisizione, anche a titolo di comproprietà, e quelli di prestito dei calciatori tesserati per la stagione sportiva per cui viene effettuata la comunicazione;


– i contratti in cui è stabilito il trattamento economico e normativo del rapporto tra il calciatore e la società;


– i contratti di sponsorizzazione in cui sono previste somme di denaro a favore della società sportiva per il diritto di sfruttamento dell’immagine dei calciatori.


Nelle comunicazioni che perverranno per le stagioni successive, se l’atleta resta in organico alla società, saranno trasmesse le informazioni relative al trattamento economico (somme liquidate nel periodo al calciatore) e alla sponsorizzazione (per la quale la società percepisce compensi per lo sfruttamento dell’immagine).


La norma stabilisce anche il limite dimensionale del messaggio inviato che non potrà superare gli 8 megabyte.


Le società dovranno, in prevalenza, predisporre una comunicazione frazionata in più messaggi ognuno dei quali, tra documento xml e allegati, non potrà superare le dimensioni previste. L’indirizzo a cui trasmettere è dc.acc.contratticalcio@pcert.agenziaentrate.it.


Per assicurare un’archiviazione precisa a documenti di formato diverso, le regole per la denominazione delle copie dei contratti prevedono che:


ogni file allegato sia relativo a un solo contratto (quindi non sarà possibile, predisporre, ad esempio, un file in formato pdf che comprenda più contratti, mentre sarà possibile dividere in più file lo stesso contratto). Lo stesso file abbia un nome contenente il codice fiscale del calciatore. Dopo il codice fiscale sia inserita una lettera che chiarisce la tipologia del contratto (ad esempio, per la sponsorizzazione, la lettera S).


A tal fine, la nota tecnica allegata al provvedimento raccomanda di far ricorso alla divisione in più allegati di uno stesso contratto solo in ipotesi eccezionali.


Inoltre, la nota tecnica precisa che la transazione xml che accompagna gli allegati dovrà riportare, puntualmente ed esclusivamente, i contratti inclusi nello stesso messaggio di Pec e, nell’eventualità che non si riesca a trasmetterli tutti con un unico messaggio, fornisce importanti chiarimenti circa le modalità di frazionamento anche del documento xml.


Per ulteriori informazioni sulla compilazione del file e sugli elementi informativi che lo compongono, occorre attendere la pubblicazione di apposite istruzioni, prevista nei prossimi giorni, sul sito internet delle Entrate.


Infine, su ogni messaggio inviato andrà apposta la firma digitale del legale rappresentante della società sportiva di calcio professionistica o di altra persona delegata.


(Provvedimento 17/12/2007, pubblicato il 20/12/2007, sul sito dell’Agenzia delle Entrate)


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