Novità fiscali del 19 dicembre 2007. In evidenza: entro fine 2007 il bonus per i soggetti a basso reddito; D.D.L. Finanziaria 2008: modifiche ai termini di presentazione delle dichiarazioni annuali fiscali


1) Agevolazioni fiscali: Alle fondazioni bancarie l’onere della prova


Per ottenere la riduzione a metà dell’aliquota dell’ex IRPEG e l’esonero dalla ritenuta sugli utili societari, le fondazioni bancarie devono provare di possedere i requisiti di legge nazionale per accedere al regime agevolativo, e di non avere natura imprenditoriale, secondo quanto stabilito dalle norme europee sugli aiuti di Stato.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 69/E/2007, emessa a seguito della decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Sentenza n. 27619/2006), che ha, così, eliminato il contrasto originato nella sezione tributaria sull’applicabilità alle fondazioni bancarie delle agevolazioni tributarie previste dall’art. 6, D.P.R. n. 601/1973 (riduzione dell’imposta sui redditi) e dall’art. 10-bis, legge n. 1745/1962 (esonero dalla ritenuta sugli utili societari).


In particolare, con la Sentenza n. 27619/2006, la Suprema Corte ha fissato criteri interpretativi univoci per la risoluzione dei contenziosi relativi ai periodi d’imposta ­dal 1990 al 1999, ­per i quali era applicabile la legge n. 218/1990 (c.d. «legge Amato»).


(Circolare Agenzia delle Entrate 17/12/2007, n. 69/E)


 


 


2) Modello IVA AA9/8: Approvate le specifiche tecniche in vigore dal 1/1/2008


L’Agenzia delle Entrate ha approvato le nuove specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nei modelli AA9/8 per le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione di attività, ai fini IVA, delle imprese individuali e dei lavoratori autonomi, in vigore dal 1° gennaio 2008.


(Provvedimento Agenzia delle Entrate 11/12/2007, n. prot. 2007/188889)


 


 


3) Settore autotrasporti: Organizzazione dell’orario di lavoro


E’ stato pubblicato sulla G. U. il D.Lgs. che attua la direttiva 2002/15/CE concernente l’organizzazione dell’orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporti.


Le nuove disposizioni, che entreranno in vigore il 1/1/2008, si applicano ai lavoratori mobili alle dipendenze di imprese stabilite in uno Stato membro dell’Unione europea che partecipano ad attività di autotrasporto di persone e merci su strada contemplate dal regolamento CE 561/06 oppure, in difetto, dall’accordo europeo relativo alle prestazioni lavorative degli equipaggi dei veicoli addetti ai trasporti internazionali su strada (AETR). In particolare, tranne le diverse disposizioni nazionali o comunitarie, le norme contenute nel suddetto D.Lgs. si applicano agli autotrasportatori autonomi a decorrere dal 23/3/2009.


Sono compresi nell’orario di lavoro i periodi di tempo durante i quali il lavoratore mobile non può disporre liberamente del proprio tempo e deve rimanere sul posto di lavoro, pronto a svolgere il suo lavoro normale, occupato in compiti connessi all’attività di servizio. La durata media della settimana lavorativa non può superare le quarantotto ore.


La durata massima della settimana lavorativa può essere estesa a sessanta ore solo se su un periodo di quattro mesi la media delle ore di lavoro non supera il limite di quarantotto ore settimanali.


Qualora l’attività sia svolta a favore di più datori di lavoro, la durata della prestazione lavorativa è pari alla somma di tutte le ore di lavoro effettuate.


Infine, il datore di lavoro deve chiedere per iscritto al lavoratore mobile il numero di ore di lavoro prestate ad altro datore di lavoro. Il lavoratore mobile deve fornire tali informazioni per iscritto.


(D.Lgs. 19/11/2007, n. 234, G.U. 17/12/2007)


 


 


4) Il sito dell’Agenzia delle Entrate si rinnova


Dal 18/12/2007 il sito www.agenziaentrate.it si è rifatto il look. Diventa più accattivante e funzionale. Sarà possibile, inserendo il codice utente e la password, accedere ai servizi in convenzione con la stessa Agenzia (ad esempio convezione Entratel per gli intermediari), oppure usufruire dei servizi fiscali previsti per tutti i contribuenti in possesso di tali codici (ad es. la consultazione del servizio “cassetto fiscale”).


(Agenzia delle Entrate, Nota Redazione del 18/12/2007)


 


 


5) Entro fine 2007 il bonus per i soggetti a basso reddito


Entro la fine dell’anno, coloro che nel 2006 hanno avuto un reddito complessivo non superiore a  € 50.000,00 e una imposta netta pari a zero, riceveranno un bonus di € 150,00, quale rimborso forfetario, ciò a seguito di quanto previsto dal D.L. n. 159/2007.


Si tratta di un intervento finalizzato quale misura fiscale di sostegno al reddito.


Il beneficio per i contribuenti a basso reddito sarà maggiorato di un ulteriore importo di  € 150,00 euro per ciascun familiare a carico.


Soggetti beneficiari


Possono usufruire della detrazione fiscale i soggetti residenti in Italia, non fiscalmente a carico di altri, che nell’anno 2006 hanno percepito un reddito complessivo, inferiore a  € 50.000,00, per il quale il calcolo dell’imposta netta risulti pari a zero e i pensionati che hanno percepito una pensione non superiore a € 7.500,00 e hanno dichiarato redditi immobiliari relativi a terreni non superiori a  € 185,92 e reddito relativo all’abitazione principale.


In particolare, il bonus concerne:


– redditi di lavoro dipendente;


– redditi di pensione;


– redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, cioè  compensi percepiti da soci di cooperative di produzione e lavoro redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;


– remunerazioni dei sacerdoti;


– compensi per lavori socialmente utili;


– assegni periodici corrisposti al coniuge


– redditi di lavoro autonomo


– redditi d’impresa e d’impresa minore, anche se conseguiti in forma di partecipazione;


– redditi diversi, quali redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente


– redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente.


Erogazione del bonus


La detrazione fiscale verrà rilasciata automaticamente dal sostituto d’imposta entro il mese di dicembre e verrà riportata nel Cud 2008.


Nell’ipotesi che tale sostituto non sia in possesso dei dati reddituali del 2006, perchè datore di lavoro diverso, l’erogazione viene subordinata da una specifica richiesta, all’attuale sostituto d’imposta, da parte del contribuente in cui deve dichiarare per iscritto:


– che l’imposta netta era pari a zero;


– che ha presentato la dichiarazione dei redditi ovvero che era esonerato da tale adempimento;


– i dati anagrafici e il codice fiscale di ciascuno dei familiari a carico nel 2006 e per i quali si richiede il beneficio;


– la percentuale di spettanza delle deduzioni per familiari a carico di cui ha eventualmente usufruito nel 2006.


Assenza dei requisiti


In caso di assenza dei requisiti necessari alla fruizione del bonus, il contribuente deve comunicare tempestivamente al sostituto d’imposta “di non averne diritto”, entro (la data in cui si effettua il conguaglio dei redditi 2008) il 28/2/2009.


In questo caso, il recupero avverrà mediante trattenuta dal reddito nel corso dell’anno o in sede di conguaglio 2008.


Oppure, la restituzione potrà avvenire attraverso la dichiarazione dei redditi o, in caso di esonero dalla presentazione della stessa, mediante versamento con il modello F24.


I contribuenti diversi dai pensionati e dai lavoratori dipendenti, o comunque coloro che non abbiano ricevuto il bonus dal sostituto d’imposta, possono usufruirne in sede di dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2007.


I soggetti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, invece, possono richiedere il beneficio mediante la presentazione di una istanza utilizzando un apposito modello che sarà reso disponibile a tal fine dall’agenzia delle Entrate.


(Agenzia delle Entrate, Circolare 18/12/2007, n. 68/E)


 


 


6) Finanziaria 2008: Modifiche ai termini di presentazione delle dichiarazioni annuali fiscali


In merito ai termini e alle modalità di presentazione delle dichiarazioni 2008, relative al 2007, l’attuale versione della manovra Finanziaria 2008, attualmente in discussione in Senato (terza lettura), estende il termine di scadenza del modello 770:


– Il termine di presentazione del mod. 770 ordinario passa dal 31/3 al 31/7.


Tale novità non riguarda il modello 770 semplificato, infatti, avverte la relazione del Servizio Studi della Camera dei Deputati che “Rimane invece fissato al 31 marzo dell’anno successivo a quello di erogazione il termine entro il quale i sostituti di imposta che effettuano le ritenute sui redditi devono trasmettere per via telematica, direttamente o tramite intermediari, all’Agenzia delle entrate i dati fiscali e contributivi contenuti nella certificazioni di cui all’articolo 7-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, nonché gli ulteriori dati necessari per l’attività di liquidazione e controllo dell’Amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali e assicurativi”.


Si ricorda che con la recente approvazione delle bozze dei modelli 770/2008 (per il 2007), semplificato e ordinario, aveva unificato per entrambi le scadenze al 31/3/2008.


Peraltro, per fini di semplificazione, la stessa finanziaria crea dei modelli di dichiarazione, validi sia ai fini fiscali ai fini contributivi (cd. mod. Emens fiscali), che dal 2009 andranno presentati mensilmente.


Un altra novità riguarda la modalità di presentazione:


– Le persone fisiche e le società andranno a presentare la dichiarazione dei redditi e dell’IRAP, esclusivamente in via telematica (non verrà più ammessa la presentazione cartacea), entro il 31/7.


Unica esclusione dall’obbligo dell’invio telematico viene prevista solo per i contribuenti che non potranno redigere il mod. 730, ad esempio perché privi di datore di lavoro o non titolari di pensione.


 


 


7) Irpef: L’Agenzia delle Entrate smaltisce l’arretrato, è corso di rimborso il 2003 e 2004


Per i rimborsi Irpef l’arretrato è ormai a portata di mano.


Sono pressochè conclusi i rimborsi fino all’anno 2002, mentre per il 2003 si é al 50% e per il 2004 a quota 30%.


Riguardo l’accredito diretto sul conto dei rimborsi, sono ancora pochi i contribuenti che forniscono le coordinate bancarie o postali.


Si tratta di servizi che sono più sicuri e che consentono di ottenere in tempo più rapido il rimborso e permettono al contribuente di verificare accedendo al sito la propria posizione nei confronti dell’Agenzia.


Il 2007 è stato caratterizzato anche per la forte attività di consulenza giuridica messa in campo dall’Agenzia che solo relativamente alle istanze di disapplicazione delle norme antielusive introdotte con la legge Visco-Bersani ha fornito 27.786 pareri.


Sempre in materia di consulenza sono pervenuti ben 7.071 interpelli, mentre a livello di prassi normativa sono state emanate 66 circolari e 363 risoluzioni, più di una al giorno.


Il contenzioso il 2007 registra segnali positivi per il fisco.


In primo grado l’Agenzia delle Entrate ha visto riconosciuta la validità della propria pretesa nel 51,98% delle liti in materia di controlli, che sale al 62,19% avendo riguardo al valore economico delle controversie, al netto delle sentenze parzialmente favorevoli e delle estinzioni.


Il 24,7% di contenzioso si estingue strada facendo.


In secondo grado l’Agenzia ha, infine, ottenuto sentenze favorevoli in materia di controlli nel 47,87% dei casi.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 18/12/2007)


 


 


8) Istituito l’Osservatorio Regionale del Veneto per l’adeguamento degli studi di settore alle realtà economiche locali


E’ istituito, presso la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate del Veneto l’Osservatorio regionale per gli studi di settore.


L’Osservatorio regionale per gli studi di settore ha la funzione di individuare, nell’ambito territoriale della Regione, l’eventuale esistenza di specifiche condizioni di esercizio delle attività economiche a livello locale, rilevanti sia ai fini della revisione degli studi di settore che della relativa applicazione in sede di accertamento.


(Provvedimento Direttore regionale del veneto, Prot. N. 2007 / 56819)


 


 


9) Pubblicate in  G.U. le modalità di partecipazione dei comuni all’attività di accertamento


E’ stato pubblicato in G.U. il Provvedimento contenente le modalità di partecipazione dei comuni all’attività di accertamento, ai sensi dell’art. 1 del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.


(Agenzia delle Entrate, Provvedimento 03/12/2007, pubblicato in G. U. 17/12/2007, n. 292)


 


 


10) I contributi stabiliti da accordi sindacali rientrano nella previdenza complementare


I contributi versati dal datore di lavoro a un fondo pensione complementare istituito sulla base di accordo sindacale, poiché costituiscono contribuzione di natura facoltativa (sono versati a favore del dipendente volontariamente e non per legge), ai sensi delle norme vigenti in materia di previdenza complementare, sono pertanto deducibili dal reddito complessivo per un importo non superiore a 5.164,57 euro (art. 10 del Tuir).


E’ stato evidenziato che i contributi versati non comporto alcun aumento retributivo per i lavoratori: Le relative somme vengono indicate nelle buste paga al solo scopo di rendere trasparente il trasferimento dal fondo aziendale a quello previdenziale.


La legislazione fiscale in tema di lavoro dipendente distingue tra contributi obbligatori e non.


In particolare, la circolare 326/1997, ha precisato che tutti i contributi la cui obbligatorietà non è prevista dalla norma vengono attratti nella disciplina riservata a quelli facoltativi. Pertanto, dove gli obblighi sono fissati da contratti, accordi o regolamenti aziendali, come nel caso di specie, non è possibile applicare la disciplina fiscale prevista, per la contribuzione obbligatoria.


Per il trattamento fiscale dei contributi versati alla previdenza complementare, occorre invece fare riferimento alle disposizioni previste dal decreto legislativo 252/2005, che raccoglie la disciplina della materia.


In conclusione, l’Agenzia delle Entrate ha escluso che i contributi versati dal datore di lavoro avessero natura obbligatoria.


Ne deriva, la deducibilità dal reddito complessivo per un importo non superiore a 5.164,57 euro come previdenza complementare.


In particolare dal 1 gennaio 2007 i contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro o committente, sia volontari sia dovuti in base a contratto o accordi collettivi, anche aziendali, alle forme di previdenza complementare, sono deducibili dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 10 del TUIR, per un importo non superiore a euro 5.164,57; gli eventuali contributi eccedenti il limite di deducibilità (non dedotti) costituiscono reddito imponibile per il dipendente e sono soggetti a tassazione; l’importo di tali contributi non dedotti deve essere comunicato entro il 31 dicembre dell’anno successivo alla forma pensionistica complementare per consentire al fondo di determinare la quota di prestazione che, avendo già subito la tassazione, è esclusa da imposizione.


(Agenzia delle Entrate, 18/12/2007, n. 380/E)


 


 


11) Disapplicabile la norma antielusiva


Disapplicabile la norma antielusiva dettata dall’art.167 del Tuir se la documentazione esibita dimostra che dal possesso delle partecipazioni non deriva la localizzazione dei redditi nel paradiso fiscale


Per i redditi prodotti da una società controllata, con sede legale in uno Stato membro dell’Unione europea (Germania) ma con sede di direzione effettiva in uno Stato a fiscalità privilegiata (Svizzera), è possibile disapplicare la normativa Cfc.


Questo a condizione che l’utile conseguito sia integralmente soggetto a tassazione in modo continuativo e sistematico nello Stato in cui la controllata ha sede legale.


Nel caso di specie, in conformità alla Convenzione vigente tra i due Paesi, il reddito prodotto in Svizzera dalla società controllata è assoggettato a tassazione sia in Svizzera sia in Germania, Paesi, questi, in cui la società ha rispettivamente la sede di direzione effettiva e quella legale.


Dal possesso delle partecipazioni nella società elvetica non consegue l’effetto di localizzare i redditi nello Stato a fiscalità privilegiata in cui é stata costituita la sede di direzione effettiva, qualora risulti che essa ha assoggettato a tassazione ordinaria in Germania il reddito prodotto in Svizzera.


(Agenzia delle Entrate, 18/12/2007, n. 381/E)


 


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(A cura di Vincenzo D’Andò)


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