Novità fiscali del 14 dicembre 2007. In evidenza: il termine per la sottoscrizione del libro inventari; SIIQ: pubblicate in G.U. le modalità di esercizio dell’opzione


1) Manifestazioni di interesse storico, artistico e culturale svolte da associazioni senza scopo di lucro: Domanda per l’esenzione da IRES e obblighi contabili


In base all’art. 1, comma 185, legge n. 296/2006, a decorrere dal 1/1/2007, le associazioni senza fini di lucro che operano per la realizzazione o che partecipano a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi e alle tradizioni delle comunità locali, sono equiparate ai soggetti esenti dall’imposta sulle società, indicati dall’art. 74, comma 1, D.P.R. n. 917/1986, nonché sono esenti dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili prescritti dal D.P.R. n. 600/1973.


Adesso, con apposito Decreto, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha individuato i soggetti a cui si applicano tali disposizioni.


(D.M. Ministero economia e finanze 08/11/2007, n. 228, pubblicato in G.U. 12/12/2007, n. 288)


 


 


2) In arrivo due nuovi modelli Iva per inizio attività e residenti all’estero


Per i soggetti diversi dalle persone fisiche e per i soggetti residenti all’estero sono in arrivo due nuovi modelli di dichiarazione Iva.


Sono stati infatti approvati, con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, il modello AA7/9, da utilizzare per le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto dei soggetti diversi dalle persone  fisiche, e il modello ANR/2, che deve essere utilizzato, invece, dai soggetti residenti all’estero per le dichiarazioni di identificazione diretta ai fini Iva di variazione dati o cessazione attività, ai sensi dell’art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972.


Entrambi i modelli, che sostituiscono i precedenti, saranno in vigore a partire dal 1/1/2008 e sono già disponibili sul sito www.agenziaentrate.it, nella sezione Modulistica.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato stampa del 13/12/2007)


 


 


3) maxiemendamenti alla Finanziaria 2008


Il ministro per i rapporti con il Parlamento, alla ripresa dei lavori parlamentari in aula alla Camera ha annunciato l’arrivo di tre maxiemendamenti.


Il Governo porrà la fiducia sul tris di maxi-emendamenti alla Finanziaria che adesso dovranno superare il vaglio di ammissibilità della presidenza della Camera.


I testi dovrebbero sostituire interamente il contenuto della legge finanziaria approvata dal Senato.


Il ministro ha, inoltre, precisato che i maxiemendamenti “tengono conto del lavoro fatto dalla commissione Bilancio di Montecitorio”.


 


 


4) Credito d’imposta per la ricerca: Via Libera dall’Unione Europea


L’Antitrust Europea ha dato parere positivo al credito d’imposta per le imprese che investono in ricerca e sviluppo introdotto dalla Finanziaria 2007 per il triennio 2007-2009, in quanto non rientrante nella fattispecie degli aiuti di stato illegali.


L’agevolazione in esame consiste in un credito d’imposta nella misura del 10% dei costi sostenuti dalle imprese per attività di ricerca industriale, innovazione tecnologia e sviluppo pre-competitivo o del 15% se tali costi sono sostenuti sulla base di contratti stipulati con università o enti di ricerca pubblici.


Il bonus fiscale è utilizzabile per ridurre i versamenti delle imposte sui redditi e dell’IRAP relativi al periodo d’imposta in cui le spese sono state sostenute.


Ma adesso la finanziaria 2008 potrebbe cambiare tutto.


 


 


5) SIIQ: Pubblicate in  G.U. le modalità di esercizio dell’opzione per il regime civile e fiscale


Sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale le modalità di esercizio dell’opzione per il regime civile e fiscale delle società di investimento immobiliare quotate, ai sensi  dell’art. 1, comma 120, della legge 27/12/2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) ed istituzione dell’elenco di cui all’art. 3, comma 3, del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze n. 174/2007.


Come è noto l’art. 1, commi da 119 a 141, della suddetta legge 27/12/2006, n. 296 ha introdotto un nuovo regime speciale opzionale, sia civilistico che fiscale, per le S.p.A. residenti, le cui azioni sono negoziate in mercati regolamentati (borsa) e che svolgono in via prevalente l’attività di locazione immobiliare.


Ai sensi del comma 120 del predetto articolo, l’opzione per il regime speciale deve essere esercitata entro il termine del periodo d’imposta anteriore a quello dal quale il contribuente intende avvalersene.


In particolare il Provvedimento 28/11/2007 contiene il modello di comunicazione e le relative istruzioni.


Altresì, l’art. 6 di tale Provvedimento istituisce l’elenco delle società ammesse al regime delle SIIQ.


Peraltro, l’elenco, predisposto ed aggiornato, con cadenza almeno annuale, dall’Agenzia delle Entrate sulla base delle comunicazioni sarà reso disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.


Infine, non vengono esclusi successivi provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate al fine di prevedere a carico delle SIIQ o SILNQ ulteriori obblighi di comunicazione anche finalizzati all’aggiornamento del predetto elenco.


(Provvedimento 28/11/2007, pubblicato in G.U. 12/12/2007, n. 288 – S.O.)


 


6) INPS: Modifica decorrenza interessi legali


L’INPS ha chiarito l’applicazione la norma contenuta nell’art. 1, comma 783, della legge finanziaria per il 2007, che ha modificato il dato di partenza per la decorrenza degli oneri accessori delle prestazioni previdenziali stabilendo che, nel caso in cui la domanda presentata dall’utente risulti incompleta delle notizie e dei dati necessari per la sua liquidazione, gli interessi legali decorrono dal 121° giorno successivo al suo perfezionamento.


Quindi, riguardo le prestazioni pensionistiche, gli oneri accessori sono dovuti a partire dal 121° giorno successivo alla data di presentazione della domanda di pensione, ovvero alla data di perfezionamento dei requisiti, se successiva, laddove la domanda risulti completa di tutti gli atti, documenti ed altri elementi necessari per l’avvio del procedimento; fanno eccezione tutti quei documenti che attestano atti, fatti, qualità e stati soggettivi, già in possesso dell’Istituto o dallo stesso acquisibili d’ufficio.


L’interessato dovrà comunque fornire autocertificazione o dichiarazione sostitutiva relativa agli stati, qualità personali e fatti attestati nei documenti con individuazione di tutti gli elementi indispensabili anche ai fini del reperimento degli stessi presso l’Amministrazione competente, da indicare da parte dell’interessato.


Nel caso in cui la domanda risulti incompleta, gli oneri accessori decorrono dal 121° giorno successivo al suo completamento se alla data del completamento sussistono i requisiti per il diritto alla pensione, in caso contrario decorrono dal 121° giorno successivo a quello in cui i requisiti si perfezionano.


Mentre, in merito alle prestazioni non pensionistiche, gli interessi legali vanno calcolati d’ufficio a decorrere dal 121° giorno successivo alla presentazione della domanda completa, tranne che per i seguenti specifici casi in cui vigono criteri diversi:


– indennità di malattia a pagamento diretto: dal 121° giorno dalla data di ricevimento del relativo certificato medico;


– indennità di disoccupazione agricola ordinaria, con requisiti ridotti e trattamenti speciali agricoli: dalla data di pubblicazione degli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli – solitamente fine maggio – sempre che la domanda (da presentare perentoriamente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento della prestazione) sia completa; diversamente, decorrerà dalla data di perfezionamento anche se successiva pubblicazione degli elenchi;


– assegno per il nucleo familiare ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari: la decorrenza  per il calcolo degli interessi è fissata al 121° giorno dal 1° luglio per il 1° semestre e dal 1° gennaio per il 2° semestre; ovviamente, la decorrenza rimane fissata al 121° giorno dalla data della domanda completa, successiva a periodi di prestazione già maturati;


– assegno per il nucleo familiare agli iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995: nell’ipotesi che un lavoratore interessato presenti la domanda prima del mese di febbraio dell’anno successivo a quello per il quale viene richiesta la prestazione, la domanda resta valida, ma la stessa è considerata presentata il 1° febbraio e la decorrenza per il calcolo degli interessi è fissata al 121° giorno da tale data (1° febbraio dell’anno successivo a quello  per il quale viene richiesta la prestazione);


– assegno per il nucleo familiare ai lavoratori agricoli OTD nonché ai lavoratori OTI occupati per parte dell’anno che abbiano raggiunto il requisito delle 101 giornate di effettivo lavoro per i restanti assegni giornalieri non anticipati dal datore di lavoro, sempre che chiesti in occasione della domanda di indennità di disoccupazione agricola: il 121° giorno decorre dal 31 maggio dell’anno successivo a quello di riferimento della prestazione;


– assegni familiari ai coltivatori diretti, mezzadri e coloni che sono corrisposti con cadenza semestrale posticipata, gli interessi legali decorrono dal 121° giorno dal primo giorno utile per il pagamento (1° luglio per il primo semestre e 1° gennaio per il 2° semestre). 


(Messaggio INPS 07/12/2007, n. 29671)


 


 


7) Termine per la sottoscrizione del libro inventari


(L’adempimento è previsto dagli artt. 2214 e seguenti del Codice Civile – artt. 14 e 15 del D.P.R. 29/09/1973 n. 600)


La tenuta del libro inventari è obbligatoria, secondo le disposizioni dell’art. 2214 del Codice Civile, per gli imprenditori che esercitano un’attività commerciale, tranne per i piccoli imprenditori.


Parimenti, la normativa fiscale dispone la tenuta del libro inventari per i soggetti titolari di reddito d’impresa in regime di contabilità ordinaria, sia per obbligo di legge che per opzione.


Per i contribuenti in contabilità ordinaria, le annotazioni da effettuarsi nel registro dei beni ammortizzabili possono essere eseguite anche nel libro inventari, con conseguente esonero dalla tenuta del libro cespiti.


Ai sensi dell’art. 2217 del Codice Civile, l’inventario si deve redigere all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno, entro tre mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette e deve contenere l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all’impresa, nonché delle attività e delle passività dell’imprenditore estranee alla medesima.


Inoltre, l’inventario deve essere sottoscritto dall’imprenditore sempre entro tre mesi dal termine per la presentazione della predetta dichiarazione dei redditi.


Riguardo la numerazione progressiva del libro degli inventari, la risoluzione n. 64 del 01/08/2002 ha acconsentito che qualora le relative annotazioni occupino solo poche pagine per ciascuna annualità, l’indicazione dell’anno nel libro inventari possa essere omessa. Pertanto coloro che preferiscono annotare più annualità nel medesimo libro non devono indicare, nel libro inventari ove già sono riportati i periodi d’imposta precedenti (come il 2001, 2000, 1999), la seguente numerazione di pagina per l’annualità 2002, ad es. 2002/1, 2002/2, e se istituiscono un nuovo libro (a contenuto pluriennale) devono indicare il numero di pagine nel mode seguente: 1, 2, 3, 4, 5, 6, eccetera.


Imposta di bollo


L’imposta di bollo va assolta in via preventiva, ossia prima di effettuare le annotazioni sulla prima pagina o sulle successive cento.


Circa le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo per il libro degli inventari (oltre che per il libro giornale) mediante apposizione di marche, la citata risoluzione n. 85/2002 ha chiarito che l’imposta di bollo va assolta sulle pagine effettivamente utilizzate.


Ne consegue che le marche vanno applicate ogni 100 pagine – oppure frazione o multipli di cento – effettivamente utilizzate, indipendentemente dall’anno cui si riferisce la numerazione progressiva. Così, ad esempio, nel caso in cui il libro recante le scritture dell’anno 2002 termini alla pagina numero 2002/85, l’imposta di bollo, assolta a mezzo marche applicate sulla pagina 2002/1, é ritenuta assolta anche per le prime quindici pagine dell’anno 2003.


Pertanto, le nuove marche dovranno essere apposte sulla pagina 2003/16, ossia sulla centounesima pagina del libro giornale.


L’inventario deve essere redatto ogni anno, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette


I termini di conservazione sono: 10 anni per il codice civile e anche oltre, fino alla definizione degli accertamenti, per il D.P.R. 600/73.


Redazione iniziale


Ai fini civilistici, ai sensi dellart. 2217 del C.c. l’inventario deve essere compilato all’inizio dell’esercizio dell’impresa, mentre sotto l’aspetto tributario, la risoluzione n. 9/50064/1975 del Ministero delle Finanze, ha previsto anche per gli imprenditori individuali che iniziano un’attività, che comporta l’adozione del regime di contabilità ordinaria, l’obbligo di redigere un inventario di apertura.


Passaggio di contabilità


L’imprenditore che passa dalla contabilità semplificata a quella ordinaria deve redigere un prospetto “iniziale”, secondo le regole previste dal D.P.R. 23.12.1974, n. 689.


Tale prospetto, che costituisce l’inventario iniziale con rilevanza fiscale, deve essere riportato sul libro inventari o su apposito documento entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta precedente.


Redazione annuale


In virtù delle disposizioni contenute nell’art. 2217 del C.c. e nell’art. 15 del D.P.R. 600/1973 l’inventario deve:


– essere compilato ogni anno entro il 1 gennaio 2008 (in caso di trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi avvenuta il 1 ottobre 2007);


– chiudersi con lo Stato Patrimoniale, il Conto Economico e la Nota Integrativa.


Contenuto civilistico


L’inventario deve contenere l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all’impresa, nonché delle attività e delle passività dell’imprenditore estranee alla medesima.


Anche se la norma non si pronuncia espressamente sulla possibilità di raggruppare i singoli elementi in classi omogenee, in modo da evitare un dettaglio eccessivo, si ritiene che l’indicazione delle attività e delle passività debba essere effettuata in maniera analitica.


Contenuto tributario


Oltre agli elementi prescritti dal codice civile o da leggi speciali, ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 600/1973 l’inventario deve indicare la consistenza dei beni raggruppati in categorie omogenee, per natura e valore, e il valore attribuito a ciascun gruppo. E, inoltre, previsto che se dall’inventario non si rilevino gli elementi che costituiscono ciascun gruppo e la loro ubicazione, vanno essere tenute a disposizione degli organi preposti al controllo le distinte che sono servite per la compilazione dell’inventario.


Per gli imprenditori individuali ai fini tributari non è richiesta l’indicazione delle attività e delle passività estranee all’impresa.


Contenuto analitico


Crediti e debiti


Va indicato il nominativo dei creditori e dei debitori indicando per ciascuno di essi, rispettivamente, l’importo da riscuotere o da versare e l’eventuale esistenza di garanzie reali.


Immobili


Sono descritti in base ai dati risultanti dai relativi rogiti.


Impianti macchinari e mobili


Possono essere indicati analiticamente gli acquisti dell’esercizio, mentre quelli preesistenti possono essere indicati cumulativamente, rimandando per il dettaglio agli inventari precedenti.


Rimanenze di merci


Le rimanenze sono iscritte al costo di acquisto o di produzione o al valore di mercato se minore. Nel costo di acquisto sono compresi i costi accessori.


Il costo dei beni fungibili può essere calcolato col metodo della media ponderata o con quelli “primo entrato”, “primo uscito” o “ultimo entrato, primo uscito”; se il valore cosi ottenuto differisce in misura apprezzabile dai costi correnti alla chiusura dell’esercizio, la differenza deve essere indicata, per categoria di beni, nella nota integrativa


Le attrezzature possono essere iscritte ad un valore costante, qualora siano costantemente rinnovate e complessivamente di scarsa importanza, sempreché non si abbiano variazioni sensibili nella loro entità, valore e composizione.


In particolare, i tre metodi di valutazione previsti dall’art. 2426 n. 10 del C.c., sono i seguenti :


– F.I.F.O. (= primo entrato – primo uscito), tende ad aumentare l’utile nei periodi ad alta inflazione;


– Metodo LIFO, a scatti annuali o mensili, (LIFO) Ultimo entrato/primo uscito. tende a ridurre l’utile nei periodi ad alta inflazione;


– Costo medio ponderato annuale, attenua gli effetti dell’inflazione.


Per i beni non valutati a costo specifico qualunque sia il criterio di valutazione fiscale applicabile, il relativo valore della categoria di beni va confrontato con il valore di mercato.


Riguardo la variazione del criterio di valutazione da un anno all’altro, in precedenza doveva essere fornita l’indicazione nella dichiarazione relativa al periodo di mutamento o in apposito allegato; non essendo più possibile allegare documenti alla dichiarazione, si ritiene che tale comunicazione vada conservata dal contribuente e vada esibita ad eventuale richiesta degli organi preposti al controllo.


Gli esercenti commercio al minuto possono adottare il metodo del prezzo al dettaglio che consente di determinare il valore delle rimanenze, in base ai prezzi di vendita dei beni in rimanenza, scorporando la percentuale di ricarico. L’applicazione del metodo consente eventuali valutazioni in deroga al minimo risultante dall’applicazione del L.I.F.O..


 


Termini per la sottoscrizione dell’inventario per l’anno 2006 (in caso di esercizio coincidente con anno solare)


 




















SOGGETTI


PRESENTAZIONE
DICHIARAZIONE DEI REDDITI


REDAZIONE E SOTTOSCRIZIONE
INVENTARIO


IMPRESA INDIVIDUALE


 


1 ottobre 2007


1 gennaio 2008


SOCIETÀ DI PERSONE


1 ottobre 2007


1 gennaio 2008


 


Soggetti IRES tenuti alla approvazione del bilancio o del rendiconto con esercizio sociale coincidente all’anno solare.


 


1 ottobre 2007


 


1 gennaio 2008


 


 


 


Nota: Si ricorda che la proroga, al 1 ottobre 2007, delle dichiarazioni fiscali per l’anno 2006 è stata disposta dal Decreto del Presidente del Consiglio del 10/07/2007, Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 209 del 08/09/2007.


 


 


8) TFR e crediti di lavoro:  Indice di novembre 2007


A seguito del comunicato Istat del 13/12/2007, che ha stabilito in 131,3 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) (senza tabacchi) con una variazione di più 0,4% rispetto al mese di ottobre 2007, sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di novembre 2007 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro


 


 


9) Rimborso IVA: Escluso per la rivendita di prodotti editoriali


La Commissione Finanze, in sede di interrogazione parlamentare, ha chiarito che, in virtù dell’art. 74, D.P.R. n. 633/1972, la rivendita di prodotti editoriali, anche se non viene elencata tra le cessioni di cui al terzo comma dell’art. 2, non va comunque considerata come cessioni di beni e deve, quindi, essere classificata tra le operazioni non soggette.


Per conseguenza, tale operazione non rientra nel calcolo dell’aliquota media per ottenere il rimborso dell’imposta.


(Interrogazione Camera dei deputati 12/12/2007, n. 5-01838)


 


 


10) Quando l’associazione tra medici non può esercitare l’attività solo con il codice fiscale


L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 369/E del 13/12/2007 ha chiarito il trattamento fiscale dell’associazione medica esercente la medicina di gruppo


In particolare, con una istanza di interpello é stato chiesto di sapere il trattamento fiscale, ai fini Iva, dei rapporti tra una associazione che esercita la medicina generale convenzionata nel lavoro di gruppo e i medici associati.


Nel caso di specie si è trattato di uno Studio Medico Associato (costituito da otto medici di medicina generale) che esercita l’attività di medicina generale convenzionata nel lavoro di gruppo.


Tale associazione medica esercente, quindi, la medicina di gruppo, intende suddividere tutti i costi relativi alla sede, al personale, ai mezzi ed alla organizzazione funzionale del lavoro, e per ottimizzare più aspetti della propria professione, ed ha ritenuto che possa esercitare l’attività solo con il possesso del codice fiscale, senza la partita IVA.


Il Parere dell’Agenzia delle Entrate


Correttamente, l’Agenzia delle Entrate ha rilevato che prima di potere rispondere al caso specifico, occorre determinare la reale natura giuridica dello Studio medico associato.


Per tale fattispecie, il D.P.R. n. 270/2000 (Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale) regolamenta il rapporto di lavoro autonomo che si instaura tra le Aziende sanitarie locali e i medici di medicina generale, individuando, inoltre, i principi a cui i medici di medicina generale devono ispirarsi nel concordare e nel realizzare tra di loro forme di lavoro associativo per l’espletamento dell’attività di assistenza primaria, al fine di migliorare le modalità organizzative del lavoro e di favorire la condivisione funzionale delle strutture di più professionisti.


In particolare, le forme associative vengono distinte in:


a) forme associative, che costituiscono modalità organizzative del lavoro e di condivisione funzionale delle strutture di più professionisti, per sviluppare e migliorare le potenzialità assistenziali di ciascuno di essi;


b) forme associative, quali società di servizio, anche cooperative, i cui soci siano per statuto permanentemente in maggioranza medici di assistenza primaria e pediatri di libera scelta iscritti negli elenchi della azienda, o dei comuni comprendenti più Aziende, in cui esse operano e che garantiscano anche le modalità operative di cui al comma precedente. In ogni caso dette società di servizio non possono fornire prestazioni sanitarie e assicurano esclusivamente beni e servizi ai medici.


Nel caso di specie, sulla base di quanto è risultato anche dall’esame dell’atto costitutivo dell’associazione, è emerso che:


– i compensi erogati dall’Azienda sanitaria locale vengono corrisposti direttamente ai singoli medici e non sono riversati all’associazione;


– l’associazione può acquisire a qualunque titolo e gestire beni mobili ed immobili, servizi, compiere operazioni mobiliari, immobiliari, finanziarie prestare e ricevere servizi, procurarsi mezzi finanziari necessari allo svolgimento della propria attività, contrarre mutui, aprire conti correnti e compiere ogni altra perazione di finanziamento con privati o istituti di credito.


Da questi elementi, l’Agenzia delle Entrate ha potuto delineare la natura giuridica dello studio medico.


In particolare, lo studio medico, non ricevendo alcun compenso autonomo o direttamente riconducibile all’attività prestata dai singoli medici non può essere destinatario di compensi professionali da ripartire, secondo gli accordi associativi, ai singoli medici, come é invece tipico delle associazioni professionali, inquadrabili nell’art. 5 del TUIR e produttive di reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’art. 53 del medesimo TUIR.


Infatti, dall’atto costituivo si è rilevato che il soggetto associativo, predisponendosi a rendere servizi, a gestire beni mobili ed immobili, a compiere operazioni finanziarie, assume la veste di una società di servizi o di mezzi, nata con lo scopo di mettere a disposizione dei singoli associati strutture e servizi.


Una tale società si differenzia sia dall’associazione tra professionisti, che dall’istituto della medicina di gruppo.


Elementi distintivi di tale società sono:


1) la predisposizione di tutte le attrezzature al fine di metterle a disposizione dei singoli soci;


2) lo svolgimento individuale delle prestazioni professionali da parte dei singoli medici.


Ne consegue che, le operazioni fornite dalla società devono essere considerate imponibili ai fini Iva, per cui l’associazione deve richiedere l’attribuzione della partita Iva.


Parimenti, per ripartire le spese comuni per il mantenimento e l’organizzazione dello studio medico, l’associazione deve emettere fatture imponibili nei confronti degli associati.


L’Agenzia delle Entrate, ha concluso precisando che la comunicazione alla A.S.L. ed all’ordine dei medici dell’accordo associativo, effettuata ai sensi dell’art. 40, comma 4, lettera b), del DPR del 28/7/2000, n. 270 (Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale), non influenza la natura giuridica delle operazioni effettuate dall’associazione.


________________________


(A cura di Vincenzo D’Andò)


Partecipa alla discussione sul forum.