6 Dicembre 2007


IL SOLE 24 ORE


 


Sull’Irpef si attendono le decisioni dei Comuni


Gli adempimenti di fine anno saranno particolarmente onerosi. Ma con l’avvicinarsi delle decisioni sulle addizionali comunali per l’Irpef 2008, si ripropone  il problema della possibilità dei comuni di deliberare aliquote progressive ed esenzioni diversificate. La questione ha grande rilevanza pratica poiché è concreto il rischio che i sostituti d’imposta si trovino a una moltiplicazione di misure a livello di singolo comune. Per effetto della legge 296/06, infatti, i comuni possono variare l’aliquota dell’addizionale all’Irpef fino a un massimo dello 0,8%, sena alcun tetto annuale. E’, inoltre, previsto che si possa deliberare una soglia di esenzione, con riferimento al possesso di specifici requisiti reddituali. Il termine per la delibera coincide con la scadenza dei bilanci di previsione. Un dubbio riguarda la facoltà degli enti di deliberare esenzioni diversificate in funzione, per esempio, di tipologia di reddito e/o carichi di famiglia. La tentazione di molti comuni è quella di deliberare aliquote progressive a scaglioni, mantenendo l’aliquota massima entro la soglia dello 0,8%. Deve essere chiaro che i comuni non possono inventare gli scaglioni di reddito ai quali applicare aliquote progressive. Al più si possono clonare gli scaglioni Irpef o quelli regionali.


Luigi Lovecchio, Sull’Irpef dei Comuni sostituti legati alle delibere, in Il Sole 24 Ore, 6/12/07, pag. 27


 


Acconti Iva, l’online non è più facoltativo


I contribuenti Iva tornano alla cassa per l’acconto, da quest’anno online per tutti. Dal gennaio scorso anche per ditte individuali e società di persone il modello telematico è obbligatorio. E la carta va in pensione. La scadenza per il versamento di quanto dovuto al Fisco per quest’anno è giovedì 27 dicembre. Le regole per calcolare l’anticipo Iva sono quelle consuete e i contribuenti possono scegliere quello più conveniente tra i tre metodi previsti: storico, previsionale e analitico. Entro il 27 dicembre è possibile anche regolarizzare l’omesso versamento di un importo oltre i 50mila euro dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione relativa al 2006 ed evitare le sanzioni penali. L’acconto è dovuto dai contribuenti in possesso di partita Iva nel 2006 e ancora in attività nel 2007. L’obbligo scatta anche per i non residenti che si sono identificati direttamente in Italia nel 2006. L’acconto si versa in unica soluzione con l’F24 online, direttamente o tramite intermediari.


Carlo Delladio, Primo acconto Iva online per tutti, in Il Sole 24 Ore, 6/12/07, pag. 28


 


Ctr Roma, applicabile lo statuto


Non finiscono i problemi per l’Irap: dopo il contenzioso instaurato dai lavoratori autonomi circa la soggettività o meno  al tributo, il giudizio di costituzionalità instaurato dalle banche a fronte delle maggiori aliquote da esse dovuto e il giudizio di compatibilità a livello europeo con l’Iva, giunge ora una nuova controversia con le Regioni. In forza del principio fissato dall’articolo 15 delle preleggi al codice civile, la legge regionale del Lazio, emanata sul finire del 2001 per maggiorare le aliquote Irap, è entrata in vigore nel corso del 2002: di conseguenza è efficace soltanto dal 2003 in forza dell’articolo 13 dello Statuto del contribuente. Sulla base di questo principio, a imporre lo stop alla maggiore Irap incassata per quell’anno è stata la Commissione tributaria regionale di Roma, chiamata a decidere sul ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate contro la decisione della Commissione tributaria provinciale con la quale era stato accolto il ricorso presentato da una banca avverso il silenzio-rifiuto opposto a un’istanza di rimborso per maggiori versamenti Irap nel 2002. 


R. Parisotto – G. Renella, Irap, le maggiorazioni non guardano al passato, in Il Sole 24 Ore, 6/12/07, pag. 29


 


ITALIA OGGI


 


Tornano gli ammortamenti anticipati


Con la Finanziaria 2008 tornano gli ammortamenti anticipati in attesa della revisione dei coefficienti. Il vantaggio sarà però usufruibile per il solo periodo d’imposta in corso al 31/12/2007 per i beni acquisiti in detto periodo e pertanto comporterà di fatto la possibilità di applicare l’aliquota piena e non il doppio della stessa. Escluse dalla possibilità le auto aziendali e i beni di chi distribuisce gas naturale e energia elettrica. Gli ammortamenti anticipati 2007 potranno essere dedotti anche senza transito dal conto economico. La regola non avrà effetto nel calcolo dell’acconto dovuto relativo al secondo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007. Ieri un sub-emendamento del relatore Michele Ventura all’emendamento del governo all’articolo 3 del ddl, ha modificato la regola in tema di abrogazione degli ammortamenti anticipati. Come proposto dal governo l’abbandono sarà infatti solo parzialmente più soft per i soggetti Ires. La procedura anticipata sarà ancora ammessa per il periodo d’imposta 2007 per i beni acquistati in detto periodo.


Norberto Villa, Ammortamenti ancora anticipati, in Italia Oggi, 6/12/07, pag. 32


 


La norma incerta manda ko anche l’Ici


Cadono le sanzioni Ici quando le norme che le prevedono sono oggettivamente incerte, anche per il giudice. Non basta. Tutte le sanzioni amministrative, in generale, sono bloccate dall’incertezza normativa tributaria. Disposizioni poco chiare, infatti, si scontrano con lo statuto del contribuente e con le regole sul processo fiscale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 24670 del 28 novembre scorso, ha respinto il ricorso incidentale di un piccolo comune nel milanese che chiedeva di rivedere la doppia decisione dei colleghi di merito che avevano negato le sanzioni Ici dovute da un fallimento perché la norma contenuta nell’art. 10 del dlgs 504/92, sarebbe poco chiara.


Debora Alberici, L’Ici va K.o. se la norma è incerta, in Italia Oggi, 6/12/07, pag. 34


 


Sugli accertamenti il Governo tiene duro


Sugli accertamenti da studi di settore il governo tiene duro. Le risultanze derivanti dall’applicazione degli studi di settore costituiscono presunzioni relative dotate dei requisiti della gravità, della precisione e della concordanza, mentre i maggiori ricavi o compensi derivanti dagli indicatori di normalità economica, introdotti dalla legge finanziaria 2007, costituiscono soltanto presunzioni semplici. E’ questa, in sintesi, la risposta fornita ieri in commissione finanze della camera dal sottosegretario all’economia, Mario Lettieri, in risposta a un question time presentato da Franco Ceccuzzi. Il deputato, nell’interrogazione, chiedeva di conoscere se rispetto all’intervento dello stesso sottosegretario Lettieri del 2 agosto scorso, la posizione dell’esecutivo in merito agli scostamenti derivanti dall’applicazione degli studi di settore fosse nel frattempo cambiata.


Andrea Bongi, Gerico è blindato, in Italia Oggi, 6/12/07, pag. 36


 


IL SOLE 24 ORE


 


Salvaguardia anche per il contributivo dopo il 31/12


Il principio di salvaguardia, previsto dalla  legge 243/04, si applica anche agli assicurati soggetti al sistema di calcolo misto che optino per il sistema contributivo dopo il 31 dicembre 2007. Lo ha precisato l’Inps con il messaggio 29224/07, sottolineando che la verifica del possesso dei requisiti al 31 dicembre 2007 dovrà essere effettuata indipendentemente dal momento in cui viene esercitato il diritto di opzione al contributivo. L’Istituto, richiamando le circolari 149/04 e 105/05, interviene per fornire ulteriori chiarimenti in materia.


Arturo Rossi, Salvaguardia anche dopo il 31 dicembre, in Il Sole 24 Ore, 6/12/07, pag. 33


 


Enpals, da gennaio adempimenti in rete


L’Enpals, con due circolari in preparazione, avvia la riforma telematica annunciata da tempo. Dal 1° gennaio 2008 gli adempimenti nei confronti dell’Istituto di previdenza per i lavoratori dello spettacolo dovranno essere svolti online dalle aziende e i consulenti abilitati, sul sito www.enpals.it. Chi non può usare gli strumenti informatici può rivolgersi agli uffici della Siae. Dal 1° gennaio, dunque, quasi tutti gli adempimenti dovranno essere svolti online, tranne l’iscrizione dell’impresa di gestione e la richiesta del certificato di agibilità a titolo gratuito. Non saranno più richieste le copie dei contratti di lavoro. Con la nuova procedura online le aziende e i loro consulenti potranno effettuare; l’iscrizione dell’attività dell’impresa; l’iscrizione del lavoratore e il rilascio del libretto di iscrizione; la variazione dei dati già comunicati; la presentazione delle denunce contributive; la richiesta del certificato di agibilità a titolo oneroso; la denuncia di instaurazione, trasformazione, cessazione dei rapporti di lavoro.


Giuseppe Maccarone, L’Enpals passa alla telematica, in Il Sole 24 Ore, 6/12/07, pag. 33


 


ITALIA OGGI


 


Anzianità, non si toccano i requisiti maturati


Chi matura i 35 anni di contributi e compie i 57 anni di età entro il 31 dicembre potrà percepire la pensione di anzianità in qualsiasi momento, indipendentemente dalla nuova normativa che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2008. A ribadirlo ancora una volta è l’Inps nel messaggio 29224/2007, con il quale l’Istituto fornisce alcuni chiarimenti circa la portata della cosiddetta clausola di salvaguardia prevista dalla riforma Maroni (commi da 3 a 5, legge n. 243/2004). L’art. 1, comma 3 della legge n. 243/2004 richiede, ai fini dell’applicazione della salvaguardia, che il lavoratore raggiunga i requisiti di età e di anzianità contributiva secondo la normativa previgente, e il successivo comma 5 stabilisce altresì che raggiunti i predetti requisiti il diritto a ottenere la pensione sia indipendente da qualunque successiva modifica normativa. Pertanto, tutti coloro che maturano i requisiti nel corso del 2007, sulla base della disciplina oggi in vigore, le cui finestre di accesso si collocano nel 2008, potranno andare in pensione di anzianità in qualunque momento a partire dall’apertura della finestra di accesso.


Gigi Leonardi, Anzianità 2007, uscita in libertà, in Italia Oggi, 6/12/07, pag. 38


 


Dire “me ne vado” equivale a dimettersi


Gli scatti d’ira in ufficio possono costare il posto. Infatti, sbattere la porta e uscire dicendo “me ne vado ho trovato un altro lavoro” non è solo uno sfogo ma equivale a presentare le dimissioni. Lo ha stabilito la corte di cassazione che, con la sentenza n. 25262 del 4 dicembre 2007, ha respinto il ricorso di un impiegato che, dopo una lite con i colleghi, aveva detto “me ne vado perché ho trovato un altro posto di lavoro e poi era uscito dall’ufficio senza farvi rientro fino al giorno dopo. Ma la mattina seguente aveva trovato una brutta sorpresa: il datore di lavoro lo aveva preso sul serio e gli aveva tolto il posto accettando, secondo lui, le formali dimissioni.


Debora Alberici, Dire me ne vado è come dimettersi, in Italia Oggi, 6/12/07, pag. 38


 


 

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