Novità fiscali del 26 novembre 2007. In evidenza: donazione di azienda ai figli: neutralità fiscale


1) Estensione agevolazioni fiscali prima casa


Le agevolazioni per l’acquisto della prima casa spettano anche ai contribuenti che pur possedendo già un immobile nel comune di residenza ne acquistano un altro nel comune nel quale svolgono la propria attività lavorativa.


Per usufruire di tali agevolazioni, basta soltanto che i contribuenti provino di avere acquistato l’immobile nel comune dove svolgono la loro attività lavorativa prevalente e ciò indipendentemente dall’avvenuto trasferimento della propria residenza nel termine di 18 mesi.


(Commissione Tributaria Regionale Lazio, Sentenza n. 74/7/2007, 10.10.2007)


 


 


2) Il contenzioso sul canone RAI confluisce nel ramo tributario


Il giudizio relativo al mancato pagamento da parte del cittadino del canone RAI rientra nella competenza della giurisdizione tributaria e non di quella ordinaria.


Ciò poiché il pagamento del canone RAI è a norma una prestazione tributaria.


Peraltro, l’obbligo del pagamento di tale canone da parte dell’utente non deriva da uno specifico rapporto contrattuale con la RAI.


Il canone costituisce, pertanto, una pretesa tributaria derivante da disposizioni di legge indipendentemente dall’effettiva possibilità, per l’utente, di usufruire del servizio.


Essendo un’entrata tributaria, la giurisdizione sulla debenza del canone di abbonamento radiotelevisivo (dovuto a prescindere dall’avvenuto godimento del servizio) spetta al giudice tributario ai sensi dell’art. 2, D.Lgs. n. 546/1992, modificato dall’art. 12, comma 2, legge n. 448/2001.


Nel caso di specie il contribuente (nei cui confronti era stata avviata una procedura di fermo amministrativo di beni mobili registrati per mancato pagamento del canone di abbonamento televisivo per complessivi euro 839,17) ricorreva, presso il giudice ordinario, contro la RAI (Radio Televisione Italiana) per fare dichiarare l’inesistenza della predetta obbligazione, lamentando:


– Il mancato possesso di un apparecchio televisivo;


– la mancata stipula di un contratto con l’ente convenuto per l’utilizzo del servizio televisivo.


A parere della Suprema Corte di Cassazione (Sezioni Unite), essendo un’entrata tributaria, la giurisdizione sul pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo spetta, pertanto, al giudice tributario e non a quello ordinario, che nel caso di specie avrebbe dovuto dichiarare il proprio difetto di giurisdizione.


(Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, Sentenza n. 24010 del 20.11.2007)


 


 


3) Scadenza di massa: Esercizio dell’opzione per la trasparenza fiscale


Società di capitali: Scadrà il prossimo 31.12.2007 il termine per poter esercitare l’opzione, riguardo al triennio 2007/2008/2009, per il regime cd. di trasparenza fiscale.


Peraltro, quest’anno la scadenza sarà di “massa” poiché è venuta a scadere la precedente opzione fatta per tale regime (per la prima volta, a seguito della prima applicazione della legge) per il triennio 2004-2006: Adesso, questi contribuenti che intendono rinnovare la scelta devono, nuovamente, inviare all’Agenzia delle Entrate la specifica comunicazione, altrimenti non facendo in tal modo si viene, automaticamente, a decadere dal regime a decorrere dal periodo d’imposta 2007.


Adempimenti


Per aderire al regime occorre effettuare i seguenti adempimenti (che poi sono gli stessi che i diretti interessati hanno dovuto fare per accedere nel precedente triennio, quindi, nel senso che per l’opzione non è cambiato nulla):


– Raccogliere il consenso di tutti i soci, mediante comunicazione da inviare alla società (a tal fine è possibile utilizzare il seguente fac simile);


– inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate una comunicazione (modulo ministeriale) da parte della società trasparente, è possibile anche utilizzare il software gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul Sito: www.agenziaentrate.it (cercando poi nella sottopagina: Software).


Regime di trasparenza


Si ricorda che rinnovando l’opzione per il regime di trasparenza, la società di capitali rimane equiparata a livello fiscale come una società di persone.


Infatti, il reddito determinato in capo alla società (che non è, pertanto, soggetta ad IRES) viene subito imputato ai singoli soci in funzione della rispettiva quota di partecipazione, per concorrere in tal modo alla tassazione del reddito complessivo di ogni singolo socio (soggetto ad IRPEF).


Dal canto suo, la società rimane, comunque, tenuta al solo pagamento dell’IRAP.


Come avviene per le società di persone il reddito viene tassato in capo ai soci indipendentemente dall’effettiva percezione.


I principali vantaggi derivanti dall’opzione sono i seguenti:


– se i soci hanno un’aliquota IRPEF marginale inferiore a quella Ires (nel 2007 al 33%, ma dal 2008 dovrebbe passare al 27,50%) si ottiene una riduzione della tassazione complessiva;


– si evita di tassare una seconda volta il dividendo in sede di distribuzione;


– si evita di dovere accantonare in bilancio le imposte, mentre l’utile civilistico è più elevato.


Requisiti


Questi di seguito sono i requisiti necessari per potere esercitare l’opzione di cui all’art. 116 del Tuir (società a ristretta base proprietaria), ossia per aderire al regime riservato alle S.r.l. e alle società cooperative:


– volume di ricavi non superiore alle soglie previste per l’applicazione degli studi di settore;


– compagine sociale composta esclusivamente da persone fisiche in un numero non superiore a 10 (S.r.l.) o 20 (cooperative).


Infine, l’art. 115, co. 1, D.P.R. 917/1986 disciplina l’opzione per la trasparenza fiscale, che


consente alle società di capitali, i cui soci siano a loro volta società di capitali residenti, ciascuna con una percentuale di partecipazione non inferiore al 10%, la possibilità di optare per il regime di trasparenza fiscale (per ulteriori approfondimenti, si veda l’articolo di Vincenzo D’Andò su La Settimana Fiscale de Il Sole 24 ore n. 20/2005).


 


Fac-simile per l’opzione per la trasparenza fiscale


 


In particolare, questo di seguito è il Fac-simile della comunicazione (per la società a ristretta base proprietaria) del socio alla società di appartenenza


 






Dati del socio


 


                                                                                  Dati della Società


 


Raccomandata A/R


 


OGGETTO: opzione per il regime della trasparenza fiscale ai sensi art.116 del TUIR.


 


 


Il sottoscritto …………………………….., nato a …………………. il ……………. residente in ……………………..……, Via ……………….. n. …….., codice fiscale …………………………………, in qualità di socio della società …………… con sede in ……………….., Via ……………….., con la presente comunica:


 


           di volere optare


 


per l’applicazione del regime di trasparenza fiscale previsto dall’art.116 del D.P.R. n. 917/86, come integrato dal D.M. 23 aprile 2004, per il triennio 2007-2009.


 


Allegati:


copia del documento di identità in corso di validità.


 


Luogo e data ……………………..


                                                           Firma ……………………………


 


 


 


4) Agevolazioni contributive: Ammissione agli aiuti di Stato


L’INPS, integrando la circolare n. 124/2007, ha comunicato di avere aperto presso la Banca d’Italia – Tesoreria provinciale di Roma, il conto di contabilità speciale per consentire alle imprese interessate dalle procedure di recupero degli aiuti di Stato (decisioni CE C/128/2000 – agevolazioni per contratti di formazione e lavoro e 2004/800/CE – aiuti all’occupazione), di versare a titolo di deposito provvisorio le somme oggetto di contestazione in via amministrativa o dinanzi all’autorità giudiziaria.


Infatti, dal 1.1.2007, le imprese che intendono usufruire di aiuti di Stato devono avere restituito o depositato in un conto bloccato gli aiuti per i quali la Commissione europea ha ordinato il recupero.


Il numero di conto è 3345, intestato a “INPS DEP IMP L296-06 DM23-5-07”.


Le imprese devono versare l’intero importo richiesto dall’Istituto a titolo di capitale e interessi, con bonifico bancario o postale, seguendo le indicazioni delle circolari del Ministero dell’economia n. 20/2007 e n. 31/2007.


Per gli aiuti oggetto di recupero ai sensi della decisione CE 11 maggio 1999, C/128/2000, deve essere indicata la causale “SGRAVI C.F.L./U.E.”, per quelli di cui alla decisione CE 30 marzo 2004, 2004/800/CE la causale è “AGEVOLAZIONI L.81/2003/U.E.”


Infine, le imprese devono indicare la matricola INPS nel campo riservato al “codice versante” per consentire all’Istituto di imputare correttamente la somma versata.


(Circolare INPS n. 129 del 22.11.2007)


 


 


5) Lavoro agricolo: Aumentano i contributi volontari per il 2007


L’INPS con la circolare n. 128/2007 si è occupata delle modalità di calcolo dei contributi volontari per i lavoratori agricoli, per l’anno 2007.


(Circolare INPS n. 128 del 22.11.2007)


 


 


6) Guida on line dell’Agenzia delle Entrate


Dal 23.11.2007 è disponibile sul sito www.agenziaentrate.it (mentre in seguito verrà distribuita su carta) la guida ai servizi on line dell’Agenzia delle Entrate.


Si va dal modello unico telematico per passare al modello f24 on line  fino alla registrazione telematica dei contratti.


La guida è rivolta, particolarmente, a chi si addentra per la prima volta su tali problematiche, magari incentivare i cittadini, che ancora non conoscono i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, ad utilizzarli.


(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 23.11.2007)


 


 


7) Aliquota IVA ordinaria per la cessione di integratore alimentare di estratto idroalcolico


Si applica l’aliquota IVA del 20% sulle cessioni di un integratore alimentare sotto forma di estratto idroalcolico di biancospino con contenuto alcolico superiore all’1,2% (alcol 50% vol.)


 


 


8) Affitto di azienda agricola: Le conseguenze fiscali


Se la società semplice agricola concede in affitto l’unica azienda, poiché perde lo status di soggetto passivo d’imposta e quindi sospende l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata,  non deve pagare l’IRAP.


Inoltre, la medesima società non deve poi procedere a fatturare i corrispettivi percepiti per l’affitto dell’azienda agraria e della porzione di fabbricato, giacché tali operazioni sono dal campo di applicazione dell’IVA e vanno assoggettate ad imposta di registro.


Infine, per quanto concerne il settore delle imposte dirette, relativamente all’affitto di azienda, per tale fattispecie il legislatore fiscale ha ricondotto tra i redditi diversi, ai sensi dell’art. 67, lettera h), del Tuir, i redditi derivanti dalla concessione in affitto di aziende.


Pertanto, per il contratto di affitto di azienda agricola, il contribuente non deve dichiarare il reddito dominicale dei terreni oggetto del contratto di affitto ma deve determinare il reddito (ai sensi dell’art. 71 del Tuir) sulla base della differenza tra l’ammontare dei canoni percepiti nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti la loro produzione.


Parimenti, non può essere assoggettato a tassazione come reddito dominicale il reddito percepito per l’affitto della porzione di fabbricato strumentale; il reddito dominicale dei terreni é costituito dal reddito medio ordinario ritraibile dal terreno attraverso l’esercizio delle attività agricole e non può pertanto ricomprendere il canone percepito per l’affitto di una porzione di fabbricato che insiste su tale terreno e che risulta, peraltro, affittata ad un soggetto diverso rispetto all’affittuario del terreno.


Ai fini di una corretta tassazione occorre, invece, valutare se, con riferimento al fabbricato ricorrono i requisiti di ruralità disposti dall’art. 9, del D.L. n. 557/1993, modificato dall’art. 2 D.L. 262/2006.


Mancando tali requisiti di ruralità, la porzione di fabbricato deve essere considerata produttiva di reddito di fabbricato e si deve assoggettare a tassazione il valore più elevato tra l’ammontare dei canoni risultanti dal contratto di locazione, ridotti forfettariamente del 15%, e la rendita catastale attribuita all’immobile.


Al contrario, se la porzione di fabbricato ha i requisiti di ruralità, i canoni percepiti in relazione a tale contratto di affitto dovranno essere ricondotti nel novero dei redditi di natura fondiaria  – non determinabili catastalmente di cui all’art. 67, lettera e), del Tuir – e devono concorrere alla formazione del reddito sulla base dell’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta ai sensi dell’art. 70 del Tuir. (cioè, come redditi di natura fondiaria).


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 340 del 23.11.2007)


 


 


9) Donazione di azienda ai figli: Neutralità fiscale


I figli, beneficiari della donazione d’azienda, non devono pare l’imposta sulle successioni e donazioni, a condizione che rendano apposita dichiarazione nell’atto di donazione circa la loro volontà di proseguire l’attività di impresa e che, per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento, proseguano effettivamente l’esercizio d’impresa.


Il mancato rispetto di una delle predette condizioni comporta la decadenza dall’agevolazione usufruita, il pagamento dell’imposta nella misura ordinaria nonché della sanzione amministrativa e degli interessi di mora.


Viceversa, non si ha decadenza dall’agevolazione qualora il beneficiario conferisca l’azienda o la partecipazione in un’altra società.


Ciò poiché il conferimento, ai fini del mantenimento dell’agevolazione é assimilabile al proseguimento dell’esercizio dell’attività d’impresa.


In particolare, la condizione della prosecuzione dell’attività d’impresa è intesa assolta nell’ipotesi in cui, prima del decorso di cinque anni dalla donazione o successione:


– Il beneficiario conferisca l’azienda in una società di persone, indipendentemente dal valore della partecipazione ricevuta a fronte del conferimento;


– il beneficiario conferisca l’azienda in una società di capitali, purché, in tal caso, le azioni o quote assegnategli a fronte del conferimento consentano di conseguire o integrare il controllo ai sensi dell’art. 2359, primo comma, n. 1), del Codice civile (maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria).


Inoltre, le formalità di trascrizione e voltura catastale relative all’atto di donazione di un’azienda nella quale, come nel caso di specie, è compreso un immobile, sono esenti dalle imposte ipotecaria e catastale.


Infine, la regolarizzazione del rapporto societario di fatto che i donatari intendono effettuare nell’atto di donazione, comporta la costituzione di una società mediante conferimento di azienda comprensiva di immobile ed é, quindi, soggetta all’imposta di registro in misura fissa e alle imposte ipotecaria e catastale nella misura proporzionale.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 341 del 23.11.2007)


 


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– a cura di Vincenzo D’Andò


 


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