Novità fiscali del 23 novembre 2007. In evidenza: indebito utilizzo del plafond IVA


1) Acconto dell’addizionale comunale all’Irpef: Per il calcolo dell’acconto si assume la nuova delibera comunale solo se pubblicata entro il 31.12.2007


Nuove regole per l’acconto dell’addizionale comunale all’Irpef.


E’ questa una delle importanti novità contenute nella legge di conversione del Decreto Legge n. 159/2007, approvata al momento da un solo organo del Parlamento (si veda l’articolo sulle novità fiscali del 22.11.2007).


Si tratta di regole che i sostituti d’imposta dovranno tenerne conto già in sede di conguaglio di fine anno 2007.


Le regole precedenti prevedevano che l’acconto dell’addizionale comunale all’Irpef fosse calcolato sulla base dell’aliquota deliberata e pubblicata dal comune sul sito delle Finanze entro il 15 febbraio di ciascun anno. In mancanza di pubblicazione, i sostituti avrebbero dovuto applicare l’aliquota vigente nell’anno precedente.


Adesso, invece, anche a causa dell’anticipazione della consegna del Cud al prossimo 28 febbraio (anziché al 15 marzo), si stabilisce che per il calcolo dell’acconto la delibera comunale si considera subito solo se viene pubblicata entro il 31.12.2007.


Altrimenti si continuano ad utilizzare quelle vigenti nel 2007, inclusa l’esenzione eventualmente adottata.


Inoltre, poiché la circolare n. 23/E del 2007, ha precisato che i sostituti d’imposta devono riconoscere d’ufficio le esenzioni, in assenza della pubblicazione della nuova delibera, sarà necessario continuare ad applicare anche le esenzioni 2007, ciò naturalmente nell’ipotesi di reddito complessivo inferiore alla soglia indicata dal comune.


 


 


2) Principi contabili internazionali: Nuova pubblicazione nella G.U.U.E. per IFRS 8 – Settori operativi


È stato nuovamente pubblicato nella G.U.U.E il regolamento modificativo del regolamento n. 1725/2003/CE, che adotta taluni principi ed interpretazioni contabili internazionali, per quanto riguarda l’International Financial Reporting Standard (IFRS) 8 – Settori operativi.


(Regolamento Commissione UE n. 1358/2007 del 21.11.2007, pubblicato in G.U.U.E. n. L304 del 22.11.2007)


 


 


3) Pubblicato l’indice ISTAT del mese di ottobre 2007


ISTAT: Indice dei  prezzi  al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativi


al mese  di  ottobre  2007(Disciplina  delle  locazioni  di  immobili urbani).


L’indice del mese di ottobre 2007 è stato del 2%.


(Istituto Nazionale di Statistica: Comunicato del 21.11.2007, pubblicato in G.U. n. 271 del 21.11.2007)


 


 


4) L’impianto eolico si accatasta con la categoria D/1 – Opifici


All’impianto eolico, essendo un opificio, giacché viene destinato alla produzione di energia, come tale,va attribuita la categoria D/1 – Opifici.


Lo ha chiarito l’Agenzia del Territorio con la circolare n. 14 del 22.11.2007, emanata per fornire chiarimenti in materia di dichiarazioni di immobili compresi nella categoria D/1, tra cui rientrano le centrali eoliche.


Sul tema delle modalità di accatastamento degli immobili da classificare nei gruppi di categorie speciali e particolari, l’Agenzia del Territorio aveva già diffuso le circolari n. 4/2006 e n. 4/2007.


Impianti eolici


Come rilevato dalla stessa Agenzia del Territorio, i generatori eolici o aerogeneratori convertono direttamente l’energia cinetica del vento in energia meccanica, che può essere utilizzata per il pompaggio, per usi industriali e, soprattutto, per la generazione di energia elettrica.


La configurazione di un aerogeneratore ad asse orizzontale è composta da:


Una robusta fondazione, un sostegno, le pale, una navicella contenente i meccanismi di controllo, il generatore, il moltiplicatore di giri, il rotore ed un sistema frenante.


Sulla sommità della torre é posta la gondola, o navicella, nella quale sono contenuti: L’albero di trasmissione lento, il moltiplicatore di giri, l’albero veloce, il generatore elettrico e i dispositivi ausiliari. All’estremità dell’albero lento e all’esterno della gondola é fissato il rotore. Opportuni cavi convogliano al suolo l’energia elettrica prodotta e trasmettono i segnali necessari per il funzionamento.


Infine, oltre ai generatori, La struttura si compone delle installazioni elettriche e dei cavi per la connessione alla rete, i trasformatori, le piazzole ove risiedono i singoli aerogeneratori e la relativa viabilità di collegamento.


Modalità di dichiarazione ed accertamento


Nella stima devono essere menzionati tutti gli elementi che servono a qualificare la destinazione d’uso della centrale eolica.


In tal senso le pale e le altre componenti servono proprio a qualificare l’insieme della costruzione e degli impianti in essa contenuti, come una qualsiasi centrale capace di produrre energia elettrica che, al pari di quella idroelettrica, e’ caratterizzata dalla capacità di sfruttare una fonte rinnovabile.


Metodi di stima


Riguardo al criterio ed alle metodologie di stima da utilizzare nelle dichiarazioni di tali unità immobiliari, l’Agenzia del Territorio ha poi illustrato, ritenendolo utile, la normativa catastale sull’argomento.


La rendita catastale rappresenta la rendita lorda media ordinaria ritraibile previa detrazione delle spese di ripartizione, manutenzione e di ogni altra spesa.


La determinazione della rendita catastale delle unità accertate nelle categorie dei Gruppi D ed E, si effettua con metodo diretto, ricercando per ogni singola unità, la rendita media ordinaria ritraibile, al netto delle spese e delle perdite eventuali ed al lordo soltanto dell’imposta fabbricati, delle relative sovrimposte e dei contributi di ogni specie.


La determinazione della rendita catastale per le unità dei Gruppi D ed E, si effettua sulla base del loro valore venale quando si tratti di U.I.U. per le quali nella località non é in uso il sistema dell’affitto con l’applicazione del saggio di interesse che compete ad analoghi investimenti di capitali.


Il suo utilizzo si limita, però, a quei casi in cui é possibile un’appropriata analisi dei canoni di locazione, riscontrabili sul mercato (ad es. il caso degli alberghi e delle pensioni, censibili nella categoria D/2, e dei cinema, relativamente alla categoria D/3).


In tali casi si determina il canone lordo medio annuo, riferito all’epoca censuaria, attraverso le suddette indagini, tenendo presente il principio dell’ordinarietà, si considerano le eventuali aggiunte e detrazioni e si ricava la rendita catastale sottraendo ad esso tutte le spese gravanti sulla proprietà (amministrazione, manutenzione, conservazione, assicurazione, sfitto e inesigibilità), eccetto le imposte, sovrimposte e contributi di ogni specie.


Inoltre, quando il mercato non esprime dati certi circa i prezzi di immobili similari, la dottrina dell’estimo prevede di potere individuare il valore immobiliare attraverso la valutazione del costo di ricostruzione a nuovo, previa decurtazione per vetustà, se ne ricorre il caso.


E’ peraltro a questa terza metodologia operativa cui si é fatto più frequentemente ricorso, nella recente prassi catastale, per la determinazione della rendita in relazione alle specificità delle tipologie immobiliari del caso di specie.


Relativamente all’individuazione del saggio di fruttuosità nei casi di immobili come le centrali eoliche in cui non si hanno consolidati elementi di giudizio in tema di redditività dei capitali fondiari investiti, la prassi attuale prevede l’applicazione della formula “Rc=V*r'” dove “r'” individua il saggio di fruttuosità, che può essere assunto al 2%, tenendo presente gli oneri in aumento e in detrazione del reddito annuo lordo.


(Agenzia del Territorio, Circolare n. 14 del 22.11.2007)


 


 


5) INPS: La presentazione annuale dei redditi prodotti nei Paesi esteri serve anche per ricevere le prestazioni pensionistiche


A rischio i pensionati che non hanno presentato le dichiarazioni dei redditi prodotti all’estero per gli anni 2003, 2004, 2005, ai fini dell’accertamento dei requisiti previsti per accedere alle prestazioni pensionistiche.


L’Inps, infatti, con circolare ha reso noto che verrà interrotta l’erogazione delle quote collegate a tali redditi, almeno fino a quando i diretti interessati non procederanno a regolare la propria posizione sui redditi prodotti all’estero.


L’Istituto previdenziale ha poi ricordato che quali redditi devono essere dichiarati.


Oltre la dichiarazione, i soggetti interessati devono, inoltre, presentare la certificazione rilasciata dagli enti che in ciascun Stato estero si occupano dell’erogazione delle prestazioni previdenziali e assistenziali.


Comunque, l’Inps ha assicurato che prima di sospendere la prestazione pensionistica, procederà ad inviare ai contribuenti una comunicazione che sollecita la documentazione mancante da presentare direttamente o tramite il Consolato o il Patronato del Paese estero entro 60 giorni.


(INPS, Circolare n. 126 del 19.11.2007)


 


 


6) Periodo di liquidazione dell’IVA sulla cessione interna di autoveicoli importati


L’operazione di cessione del veicolo, deve confluire nella liquidazione dell’IVA del periodo in cui la stessa è avvenuta, ove rileva ai fini dell’individuazione del volume d’affari del contribuente, ancorché l’imposta sia stata versata autonomamente.


Infine, naturalmente, ai fini della determinazione delle risultanze della liquidazione periodica del tributo, occorre tenere conto dell’imposta già versata con il modello F24.


(Interrogazione Camera dei deputati 21.11.2007, n. 5-01797 – Commissione Finanze)


 


 


7) Indebito utilizzo del plafond IVA: Quando è detraibile l’IVA versata su accertamenti


E’ possibile detrarre l’IVA sugli acquisti versata dall’esportatore abituale a seguito di notifica di avviso di accertamento per indebito utilizzo del plafond soltanto entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è sorto il diritto alla detrazione, ai sensi dell’art. 19, comma 1, D.P.R. n. 633/1972.


Il contribuente che non ha esercitato la detrazione entro tale termine incorre nella decadenza e non può più esercitare il diritto.


A tal fine, non viene violato il principio della neutralità del tributo: L’impossibilità di esercitare il diritto alla detrazione deriva da un errore del contribuente che ha acquistato senza pagamento dell’imposta, pur in assenza dei presupposti di legge per essere considerato esportatore abituale; inoltre, il contribuente avrebbe potuto regolarizzare la propria posizione ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso, che gli avrebbe consentito di detrarre l’imposta.


Le imprese che effettuano frequenti operazioni internazionali attive, sia verso Paesi Ue che extra Ue, godono della facoltà acquistare ovvero importare beni e servizi senza l’applicazione dell’Iva entro un dato limite annuale denominato plafond.


Lo status di esportatore abituale si acquisisce quando le operazioni che creano plafond nel periodo di riferimento (anno solare o dodici mesi precedenti a seconda che il contribuente utilizzi rispettivamente il metodo solare o il metodo mensile) sono superiori al 10% del volume d’affari, determinato a norma dell’art. 20 del DPR n. 633/1972, al netto delle cessioni di beni in transito o depositati nei luoghi soggetti a vigilanza doganale.
Le operazioni che danno origine al plafond sono le seguenti:


– cessioni di beni e prestazioni di servizi intracomunitari;


– esportazioni dirette;


– operazioni assimilate all’esportazioni effettuate nell’esercizio dell’attività propria di impresa;


– operazioni connesse a trattati e accordi internazionali;


– operazioni con lo Stato della Città del Vaticano e con la Repubblica di San Marino.


L’esportatore abituale, può calcolare il plafond di cui disporre con due diversi metodi:


– il sistema del plafond fisso (o solare): In tal caso, si prendono a base di calcolo le operazioni che concorrono alla formazione del plafond registrate nell’anno solare precedente;


– il sistema del plafond mobile (o mensile): In tale caso, il periodo di riferimento è individuato nei dodici mesi precedenti (dodici mesi mobili, non coincidenti necessariamente con l’anno solare).


Questo sistema può essere utilizzato solo dai contribuenti che hanno iniziato l’attività almeno da 12 mesi.


L’opzione per l’utilizzo dell’uno o dell’altro sistema deve avvenire all’inizio dell’anno solare, e precisamente:


Prima che venga presentata la dichiarazione annuale Iva: dalle annotazioni di utilizzo e di disponibilità che il contribuente effettua sui propri registri (tale obbligo è poi stato soppresso dal DPR n. 435/2001 e, quindi, sostituito dall’obbligo di fornire i dati all’Amministrazione finanziaria, se ne viene fatta richiesta).


In sostanza, viene valutato il “comportamento attivo” del contribuente  dopo la presentazione della dichiarazione: anche dalla compilazione dell’apposito quadro destinato agli esportatori abituali, contenente una casella da barrare allo scopo di indicare il metodo utilizzato.


Il metodo del plafond fisso è di più facile gestione rispetto a quello del plafond mobile, giacché sia la verifica dello status di esportatore abituale sia la determinazione del plafond annuale utilizzabile vengono effettuate una sola volta l’anno.


Il metodo del plafond mobile, detto anche plafond mensile, invece, comporta la determinazione del plafond utilizzabile con riferimento al singolo mese.


(Interrogazione Camera dei deputati 21.11.2007, n. 5-01796 – Commissione Finanze)


 


 


8) IVA: Non si tassa l’attività occasionale del Procacciatore d’affari


Non si applica l’IVA soltanto quando l’attività esercitata, dai cd. produttori liberi di società di assicurazioni, non configura una vera e propria attività economica professionale.


Ciò poiché, in materia di obblighi IVA dei procacciatori d’affari, l’indirizzo giurisprudenziale maggioritario stabilisce che la modesta e non abituale attività di procacciatore di contratti con risultati economici di non rilevante entità non soggiace alla normativa IVA.


(Commissione Tributaria Centrale, Decisione n. 8887 del 12.11.2007)


 


 


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  A cura di Vincenzo D’Andò


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