Novità fiscali del 15 novembre 2007. In evidenza: D.D.L. Finanziaria 2008, se approvata: di nuovo possibile rivalutare terreni e quote societarie; deduzioni fiscali contrarie al bilancio; la nuova deduzione degli interessi per le imprese


1) Disegno  di Legge Finanziaria 2008: Di nuovo possibile rivalutare i terreni e le quote societarie


Un emendamento, approvato dal Senato, al disegno di legge finanziaria per il 2008 (art. 3, comma 47) ha, di nuovo, proposto rivalutazione con il versamento dell’imposta sostitutiva del 2% o dei 4%.


In particolare, verrebbe reintrodotto la facoltà di effettuare la rivalutazione, mediante perizia giurata, dei valori di acquisto delle partecipazioni societarie non quotate e dei terreni sia edificabili sia a destinazione agricola posseduti al 1.1.2008.


Invece, il termine per la redazione e l’asseverazìone della perizia di stima e per il versamento dell’imposta sostitutiva o della prima rata verrebbe fissato al 30.06.2008.


Se l’emendamento dovesse, quindi, venire convertito in Legge, le persone fisiche, le società semplici e gli enti non commerciali potranno rivalutare il valore delle partecipazioni e dei terreni posseduti al 1.1.2008 che non fanno parte dell’attività commerciale.


L’affrancamento agevolalo di terreni e partecipazioni, introdotto dalla legge 448/2001 e più volte prorogato o rinnovato, era stato da ultimo riproposto dal decreto Legge 203/2005 (collegato alla Finanziaria 2006).


Come si ricorderà, ciò aveva permesso di rideterminare il valore d’acquisto di partecipazioni e terreni posseduti al 1.1.2005, con il pagamento dell’imposta e la redazione della perizia giurata entro il 30.06.2006.


Il vantaggio della rivalutazione consiste nel fatto che il valore rideterminato con il versamento dell’imposta sostitutiva poi costituisce il prezzo di acquisto da portare in diminuzione del corrispettivo conseguito con la vendita, ai fini della determinazione della eventuale plusvalenza di cui agli artt. 67 e 68 del Tuir.


Pertanto, attraverso la rivalutazione il contribuente ha la concreta possibilità di prendere come costo o valore iniziale del bene quello indicato nella perizia asseverata che diventa il costo o il valore fiscalmente riconosciuto per il calcolo della plusvalenza.


Verrebbero, quindi, confermate le aliquote per il versamento dell’imposta, dovuta nella misura del 4% per terreni, aree edificabili e partecipazioni qualificate e del 2 % per le partecipazioni non qualificate.


Le aliquote si applicano sul valore derivante dalla perizia.


L’imposta sarà poi rateizzabile fino a un massimo di 3 rate annuali di pari importo, con una maggiorazione a titolo di interessi (3% annuo) sulle rate successive alla prima.


Gli interessi andranno pagati contestualmente all’imposta, tuttavia si dovrebbero attendere l’emanazione di nuovi codici tributo giacché quelli disponibili riguardano il valore dei beni posseduti al 1.1.2005.


 


 


2) Disegno  di Legge Finanziaria 2008: L’eliminazione di alcune deduzioni fiscali potrebbe costringere i contribuenti a non potere rispettare le regole del bilancio civilistico


Se l’emendamento presentato nell’art. 3 del Disegno di Legge alla Finanziaria 2008 verrà convertito in Legge, l’Agenzia delle Entrate potrà non riconoscere ammortamenti, accantonamenti e altre rettifiche di valore iscritti in conto economico qualora non vi sia coerenza con i comportamenti contabili messi in atto nei precedenti esercizi.


Tuttavia, l’Amministrazione finanziaria non dovrebbe effettuare contestazioni in caso di cambiamento di stime espressamente previste da norme, poiché proprio in questi casi il Codice civile, i principi contabili e perfino lo Ias 8 prevedono che i soggetti ne diano giustificazione in nota integrativa.


La Bozza di Finanziaria 2008, in discussione parlamentare, ha eliminato la possibilità di dedurre extra-contabilmente gli ammortamenti anticipati e le altre deduzioni che finora sono state operate nel quadro EC di Unico, che a quanto pare verrebbe soppresso.


Esemplificando, se l’aliquota di ammortamento base è il 15%, mentre quella dal lato civilistico corretta è il 10%, in atto l’eccedenza del 5% confluisce nel quadro EC, garantendo in tal modo la deduzione extra-contabile, quindi ai soli fini fiscali.


Mentre, invece, l’eventuale abolizione di tale procedura potrebbe provocare che, anche dal lato civilistico le imprese contabilizzino direttamente in bilancio l’ammortamento con l’aliquota del 15%, ciò per evitare di perdere la deduzione fiscale.


L’art. 2423 del Codice civile prevede che il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio.


Lo stesso Codice civile e i principi contabili impongono di operare correttamente le stime e, nell’ipotesi di cambiamento, di giustificare lo stesso nella nota integrativa. I medesimi criteri sono contenuti nel principio contabile internazionale las 8.


Tra l’altro, nelle società soggette a controllo contabile, il cambiamento di stime è oggetto di attenzione da parte dei revisori.


In definitiva, è auspicabile che il cambiamento di stime non porti, in occasione di verifica da parte del Fisco, a successive contestazioni e quindi all’aumento del contenzioso.


Comunque lo stesso emendamento all’art. 3 dell’attuale Disegno di Legge Finanziaria 2008 prevede che gli ammortamenti, gli accantonamenti e le altre rettifiche di valore imputati al conto economico a partire dall’esercizio dal quale decorre l’eliminazione delle deduzioni extracontabili, possono essere disconosciuti dall’Amministrazione finanziaria se non coerenti con i comportamenti contabili sistematicamente adottati nei precedenti esercizi, fatta salva la possibilità per l’impresa di dimostrare la giustificazione economica di detti componenti in base a corretti principi contabili.


Infine, sempre in merito alla soppressione degli ammortamenti anticipati, dopo le modifiche introdotte dal Senato, le imprese individuali e le società di persone potrebbero continuare ad applicare le vecchie regole per i beni entrati in funzione entro il 31 dicembre 2007. Per i soggetti Ires, il blocco degli anticipati scatterebbe dal 2008 anche per i cespiti in fase di ammortamento. Una futura revisione dei coefficienti tabellari potrebbe peraltro riequilibrare presto la situazione tra le due categorie di contribuenti.


Correzioni in vista anche per gli investimenti in leasing: La nuova durata minima di 2/3 del tempo di ammortamento non riguarderebbe le auto, per le quali resterebbe il periodo di 48 mesi.


 


 


3) Disegno di Legge Finanziaria 2008: Modificata, di nuovo, la deduzione degli interessi passivi per le imprese


L’art. 3 del Disegno di Legge Finanziaria 2008, il cui voto per l’approvazione al Senato è previsto tra il 15.11.2007 ed il 16.11.2007, ed in attesa di successiva approvazione della Camera, contiene anche le novità in materia di particolare deduzione degli interessi passivi e la disapplicazione della norma.


Il suddetto D.D.L. prevede uno stravolgimento completo dell’art. 96 del TUIR.


In particolare, si dispone che gli interessi passivi sono deducibili in ciascun periodo d’imposta fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati. Viene, quindi, stabilita una diretta correlazione tra ammontare degli interessi attivi e passivi.


L’eccedenza è poi deducibile nel limite del 30% del risultato operativo lordo della gestione caratteristica.


Per risultato operativo lordo viene intesa la differenza tra il valore e i costi della produzione di cui al primo comma, lettere A) e B), dell’art. 2425 del codice civile, con esclusione delle voci di cui al numero 10, lettere a) e b), e dei canoni di locazione finanziaria di beni strumentali, come risultanti dal conto economico dell’esercizio; per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali si assumono le voci di conto economico corrispondenti.


Viene pure disposto che assumono rilevanza gli interessi passivi e gli interessi attivi, nonché gli oneri e i proventi assimilati, derivanti da contratti di mutuo, da contratti di locazione finanziaria, dall’emissione di obbligazioni e titoli similari e da ogni altro rapporto avente causa finanziaria, con esclusione degli interessi impliciti derivanti da debiti di natura commerciale e inclusione, tra gli attivi, di quelli derivanti da crediti della stessa natura. Mentre nei confronti dei soggetti operanti con la pubblica amministrazione, si considerano interessi attivi rilevanti ai soli effetti del presente articolo anche quelli virtuali, calcolati al tasso ufficiale di riferimento aumentato di un punto, ricollegabili al ritardato pagamento dei corrispettivi.


Inoltre, in funzione della suddetta proposta di Legge, la situazione che si potrebbe prospettare è la seguente: Il nuovo comma 4 dell’art. 96 del TUIR, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 1.1.2008, viene a prevedere che gli interessi passivi che non possono essere dedotti dai soggetti IRES in un periodo di imposta poiché incapienti rispetto a quanto previsto dalla legge andranno dedotti nei periodi di imposta successivi ma non oltre il quinto, se e nei limiti in cui, in tali periodi, l’importo degli interessi passivi e degli oneri assimilati di competenza, eccedenti gli interessi attivi e i proventi assimilati, sia inferiore al 30% del risultato operativo lordo (ROL) di competenza.


Tale norma, limitatamente al riporto a nuovo, può essere disapplicata mediante la presentazione di un’apposita istanza di interpello ai sensi dell’art. 37 bis, comma 8, del DPR n. 600/1973. l’istanza, dovrà dimostrare che l’indebitamento dipende:


– da piani di riorganizzazione aziendale avviati o da avviare;


– dalla acquisizione di aziende prevalentemente con capitale di debito;


– dall’avvio di nuove iniziative economiche;


– da altri elementi che renderebbero particolarmente oneroso procedere a una ristrutturazione o rinegoziazione dei finanziamenti contratti.


La norma stabilisce, inoltre, che, in deroga a quanto previsto dall’articolo 11 della legge n. 212/2000, l’Agenzia delle entrate risponde entro 60 giorni.


La decorrenza del termine non si interrompe nel caso di richieste istruttorie avanzate dall’amministrazione finanziaria.


E’ stato osservato (si veda Italia Oggi del 14.11.2007) che dal lato procedurale, termini ed effetti della risposta, la norma non si esprima in modo del tutto lineare.


Infatti:


– da un lato si richiama la disposizione di cui all’art. 37-bis, comma 8, del DPR n. 600/73 poiché l’istanza è da classificare tra quelle di tipo disapplicativo.


Il regolamento di attuazione di tale norma prevede come il termine per la risposta sia di 90 giorni e non sia perentorio in modo tale che non si formi silenzio assenso come peraltro ricordato dalla circolare dell’Agenzia delle entrate in materia di società non operative;


– dall’altro si fa un riferimento in deroga alle disposizioni contenute nello statuto dei diritti del contribuente che, in relazione alle istanze di disapplicazione hanno poco a che vedere sia come principio sia come termini della risposta. Si parla, infatti, di una deroga al termine previsto per le risposte dall’articolo 11 della legge n. 212/2000 che, come noto, è di 120 giorni ma al decorso del quale si forma silenzio-assenso.


Nella sostanza, la norma potrebbe volere significare che da un punto di vista procedurale l’istanza (che riguarderà il periodo di imposta 2008 e la cui presentazione avverrà nel corso dell’anno successivo) segue il percorso dell’istanza disapplicativa ma, ai fini della risposta, vi è una deroga allo Statuto dei diritti del contribuente con la conseguenza che decorsi i 60 giorni previsti dal DDL potrebbe formarsi il silenzio assenso dell’Amministrazione Finanziaria su una norma che è, però, disapplicativa.


Al contrario, l’identificazione di un termine diverso da quello ordinariamente previsto per le istanze di disapplicazione (90 giorni) potrebbe significare solo un auspicio per una trattazione più veloce ma senza, nella sostanza, nessun effetto in considerazione del fatto che i termini in questione sono ordinatori a differenza di quanto previsto dalla legge n. 212/2000.


Soggetti IRPEF


Per i soggetti IRPEF, invece, il citato Disegno di Legge Finanziaria contiene solo uno specifico trattamento, mediante la modifica all’art. 61 del TUIR viene, infatti, previsto che gli interessi passivi inerenti all’attività d’impresa siano deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra ammontare dei ricavi e proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa ed ammontare di ricavi e proventi che non vi concorrono (pro-rata).


In particolare, si stabilisce (con la sostituzione dell’art. 61 citato) che gli interessi passivi inerenti l’esercizio d’impresa sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa o che non vi concorrono giacché esclusi e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.


In definitiva, per gli imprenditori individuali che conseguono normali ricavi la situazione  “deduzione fiscale interessi passivi” non dovrebbe subire particolari restrizioni.


 


 


4) Individuate le nuove attività rientranti nel reddito agrario: Pubblicato in G.U. il Decreto


È stato pubblicato in G.U. n. 264 del 13.11.2007, il Decreto 26.10.2007, con il quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha individuato i beni che possono formare oggetto delle attività agricole connesse, di cui all’art. 32 del T.U.I.R..


In particolare, la tabella dei prodotti allegata al Provvedimento sostituisce quella contenuta nel Decreto ministeriale 11.7.2007 e, rispetto alla precedente, contiene ulteriori nuove attività rientranti nel reddito agrario.


Le nuove disposizioni decorrono dal 2007. Ecco di seguito la nuova tabella:


Tabella dei prodotti agricoli


– Produzione  di carni e prodotti della loro macellazione (15.11.0 -15.12.0);


– Produzione  di  carne  essiccata,  salata  o  affumicata  (speck, prosciutto  crudo,  bresaola),  produzione  di  salsicce e salami (ex 15.13.0);


– Lavorazione  e  conservazione  delle patate (15.31.0), escluse le produzioni di puré di patate disidratato, di snack a base di patate, di patatine fritte e la sbucciatura industriale delle patate;


– Produzione di succhi di frutta e di ortaggi (15.32.0);


– Lavorazione   e   conservazione  di  frutta  e  ortaggi  n.  c.a. (15.33.0)


– Produzione    di    olio    di    oliva    e   di   semi   oleosi (01.13.2-15.41.1-15.41.2);


– Produzione  di  olio  di  semi  di  granoturco (olio di mais) (ex 15.62.0);


– Trattamento  igienico  del  latte  e  produzione dei derivati del latte (01.21.0-01.22.1-15.51.1-15.51.2);


– Lavorazione delle granaglie (da 15.61.1 a 15.61.3);


– Produzione di vini (01.13.1-15.93.1-15.93.2);


– Produzione di aceto (ex 15.87.0);


– Produzione di sidro ed altre bevande fermentate (15.94.0);


– Disidratazione di erba medica (ex 15.71.0);


– Lavorazione,   raffinazione   e  confezionamento  del  miele  (ex 15.89.0);


– Conservazione  di  pesce, crostacei e molluschi, interi, mediante congelamento,  surgelamento,  essiccazione,  affumicatura,  salatura, immersione  in salamoia (ex 15.20.1) e produzione di filetti di pesce (ex 15.20.2);


– Manipolazione  dei  prodotti  derivanti dalle coltivazioni di cui alle  classi  01.11, 01.12 e 01.13, nonché di quelli derivanti dalle attività di cui ai sopraelencati gruppi e classi.


 


 


5) Accesso telematico alle banche dati ipotecaria e catastale del Territorio: E’ stata sostituita la convenzione


È stato pubblicato in G.U. n. 264 del 13.11.2007, il Decreto 6.11.2007, con il quale l’Agenzia del Territorio ha sostituito lo schema di convenzione che individua i criteri di accesso al sistema telematico dell’Agenzia del territorio per la consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale.


Sulla base del nuovo schema, applicabile dal 1.1.2008, per l’accesso telematico ai servizi ipo-catastali sarà richiesto il versamento a favore dell’Agenzia del Territorio di:


– Una somma di € 200,00, come importo ad una tantum, oltre  € 30 annuali per ogni password richiesta.


 


 


6) Indagini finanziarie: Emanato il Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 12.11.2007


Gli intermediari, alla luce del neo Provvedimento, possono concentrare tutte le risposte negative di un periodo in un unico messaggio di posta elettronica certificata per ogni organo di controllo.


Modalità di redazione delle richieste e risposte telematiche


Dal 1.4.2008, le richieste e le risposte, comprese le risposte correlate a richieste pervenute prima di tale data, dovranno essere redatte secondo un nuovo schema XML.


Le modifiche, introdotte con il Provvedimento del 12.11.2007, sono finalizzate alla semplificazione degli adempimenti da parte degli operatori finanziari.


In particolare l’introduzione della possibilità di cumulare e trasmettere simultaneamente con un’unica transazione le risposte negative risponde ad una esigenza improrogabile di snellimento dei flussi telematici innescati dalle richieste degli organi di controllo fiscale e di riduzione dei costi amministrativi sostenuti dagli operatori finanziari.


Sono state aggiornate, inoltre, le tabelle relative ai codici operazione, rapporti e collegamenti, con ulteriori voci di dettaglio.


Viene regolata, altresì, attraverso il canale telematico, la cancellazione dall’elenco dei destinatari delle indagini finanziarie degli operatori che cessano la propria attività.


Dopo più di un anno di funzionamento del nuovo sistema telematico di trasmissione delle indagini finanziarie, reso obbligatorio con la modifica dell’art. 32 del Dpr 600/1973 operata dalla Finanziaria 2005, è giunta adesso l’emanazione del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12.11.2007.


La rilevante novità del provvedimento è costituita dalla possibilità di richiedere per via telematica la rimozione dall’elenco dei potenziali destinatari delle richieste di indagine finanziaria.
La modalità di cancellazione preesistente era formulata con una richiesta, per e-mail, per fax o con posta ordinaria, indirizzata alla direzione centrale Accertamento, e comportava talvolta un disallineamento temporale tra l’effettiva cessazione dell’attività finanziaria, attestata dall’Ufficio italiano cambi, e l’interruzione del flusso delle richieste.


L’esperibilità dell’istanza di cancellazione tramite il canale Entratel è diretta a velocizzare l’aggiornamento dei dati contenuti nel registro elettronico degli indirizzi (elenco ufficiale degli indirizzi di Pec degli operatori finanziari).


Gli operatori che cessano l’attività devono comunicare, contestualmente alla cessazione, il luogo ove saranno reperibili le scritture contabili, per i controlli fiscali che potrebbero interessare periodi d’imposta in cui era esercitata l’attività finanziaria.


Infine, per razionalizzare i tempi di correzione delle risposte da parte degli operatori finanziari nel caso in cui la prima risposta inviata non sia stata riconosciuta dal sistema, il provvedimento ha introdotto un termine di 5 giorni per la ripetizione, in formato corretto, delle risposte, a partire dalla data di consegna del messaggio negativo di diagnostica generato in automatico.


Su tale Provvedimento è, infine, intervenuto anche il Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate del 14.11.2007.


 


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 – A cura di Vincenzo D’Andò –


 


 


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